lunedì 23 maggio 2022

Friedrich Wilhelm Nietzsche.--Gegen den Positivismus,--Contro il positivismo,





- Non ci sono fatti ma solo interpretazioni -

“ Contro il positivismo, che si ferma ai fenomeni: «ci sono soltanto i fatti», dire: no, proprio i fatti non ci sono, bensì solo interpretazioni. Noi non possiamo constatare alcun fatto «in sé»; è forse un’assurdità volere qualcosa del genere. «Tutto è soggettivo», direte voi; ma già questa è un’‹interpretazione›, il «soggetto» non è niente di dato, è solo qualcosa di aggiunto con l’immaginazione, qualcosa di appiccicato dopo. – È infine necessario mettere ancora l’interprete dietro l’interpretazione? Già questo è invenzione, ipotesi.

In quanto la parola «conoscenza» abbia senso, il mondo è conoscibile; ma esso è ‹interpretabile› in modi diversi, non ha dietro di sé un senso, ma innumerevoli sensi. «Prospettivismo».

Sono i nostri bisogni ‹che interpretano il mondo›: i nostri istinti e i loro pro e contro. Ogni istinto è una specie di sete di dominio, ciascuno ha la sua prospettiva, che esso vorrebbe imporre come norma a tutti gli altri istinti.”

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE (1844 – 1900), “Frammenti postumi 1885 – 1887”, in “Opere di Friedrich Nietzsche”, edizione italiana diretta da G. Colli e M. Montinari, Adelphi, Milano 1975 (I ed.), volume VII, tomo I, testo critico originale stabilito da Giorgio Colli e Mazzino Montinari, versione di Sossio Giametta, ‘Fine 1886 – Primavera 1887’, 7 [60], pp. 299 – 300.


“ Gegen den Positivismus, welcher bei dem Phänomen stehen bleibt «es giebt nur Thatsachen», würde ich sagen: nein, gerade Thatsachen giebt es nicht, nur Interpretationen. Wir können kein Factum «an sich» feststellen: vielleicht ist es ein Unsinn, so etwas zu wollen. «Es ist alles subjektiv» sagt ihr: aber schon das ist ‹Auslegung›, das «Subjekt» ist nichts Gegebenes, sondern etwas Hinzu-Erdichtetes, Dahinter-Gestecktes. — Ist es zuletzt nöthig, den Interpreten noch hinter die Interpretation zu setzen? Schon das ist Dichtung, Hypothese.

Soweit überhaupt das Wort «Erkenntniß» Sinn hat, ist die Welt erkennbar: aber sie ist anders ‹deutbar›, sie hat keinen Sinn hinter sich, sondern unzählige Sinne «Perspektivismus».

Unsre Bedürfnisse sind es, ‹die die Welt auslegen›: unsre Triebe und deren Für und Wider. Jeder Trieb ist eine Art Herrschsucht, jeder hat seine Perspektive, welche er als Norm allen übrigen Trieben aufzwingen möchte.”


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