“Immaginiamo un gruppo di escursionisti partiti per una vetta difficile (…) possiamo immaginarci il gruppo diviso in tre. Alcuni rimpiangono di avere lasciato l’albergo (poi) decidono di tornare indietro. Altri non sono dispiaciuti per la partenza. Il sole brilla, la vista è bella. Ma perché salire più in alto? Non è meglio godersi la montagna dove ci si trova, in mezzo ai prati o nel bosco? E si sdraiano sull’ erba o esplorano i dintorni, aspettando l’ora del pic-nic. Gli ultimi, infine, i veri scalatori, non staccano gli occhi dalle cime che hanno deciso di raggiungere. E ripartono in avanti... Qui mi riferisco a quelli per cui la vita è un’ ascensione e una scoperta. Per gli uomini che formano questa terza categoria. non solo è meglio essere che non essere, ma c’è sempre la possibilità – ed è l’unica che interessi – di diventare qualcosa di più. Per questi conquistatori appassionati d’avventure, l’essere è inesauribile – non alla maniera di Gide, come un gioiello dalle mille sfaccettature, che si può girare in tutti i versi senza mai stancarsene, ma come un ,fuoco di calore e di luce, al quale è possibile avvicinarsi sempre più. Si possono canzonare questi uomini, trattarli da ingenui o trovarli noiosi. Ma dopo tutto sono loro che ci hanno fatto, e che preparano la Terra di Domani. .
mercoledì 28 febbraio 2024
In onore e memoria del Padre Theilard de Chardin ..La Terra di Domani
“Immaginiamo un gruppo di escursionisti partiti per una vetta difficile (…) possiamo immaginarci il gruppo diviso in tre. Alcuni rimpiangono di avere lasciato l’albergo (poi) decidono di tornare indietro. Altri non sono dispiaciuti per la partenza. Il sole brilla, la vista è bella. Ma perché salire più in alto? Non è meglio godersi la montagna dove ci si trova, in mezzo ai prati o nel bosco? E si sdraiano sull’ erba o esplorano i dintorni, aspettando l’ora del pic-nic. Gli ultimi, infine, i veri scalatori, non staccano gli occhi dalle cime che hanno deciso di raggiungere. E ripartono in avanti... Qui mi riferisco a quelli per cui la vita è un’ ascensione e una scoperta. Per gli uomini che formano questa terza categoria. non solo è meglio essere che non essere, ma c’è sempre la possibilità – ed è l’unica che interessi – di diventare qualcosa di più. Per questi conquistatori appassionati d’avventure, l’essere è inesauribile – non alla maniera di Gide, come un gioiello dalle mille sfaccettature, che si può girare in tutti i versi senza mai stancarsene, ma come un ,fuoco di calore e di luce, al quale è possibile avvicinarsi sempre più. Si possono canzonare questi uomini, trattarli da ingenui o trovarli noiosi. Ma dopo tutto sono loro che ci hanno fatto, e che preparano la Terra di Domani. .
lunedì 19 febbraio 2024
Claudio Tabacco :fraterna y subversiva Eucaristía.(stralci di immediata personale risonanza)
dalla bacheca facebook di Claudio
intera riflessione in
Non c’è “Divina Eucarestia”senza prendere le mani le une degli altri e prendere le Tue mani unendole alle nostre mani.
Non c’è “Santa Cena” se non c’è la mensa condivisa con i poveri, gli esclusi, le escluse.
Non c’è “Cena del Signore”se non siamo come i chicchi del grano del mais che si fondono in un unico pane.
Non c’è nulla se quel vino non ci pro-voca ad essere “sangue puro” che lava la sozzura.
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Gesù crocefisso da un potere che poi lo ha fatto dio Mi cuerpo es comida il mio corpo è cibo
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Le masse e peggio le masse individualizzata, che sono le masse post-moderne, sono creta inerte nelle mani meccaniche della Megamacchina ed occorre dirlo con assoluta chiarezza le Chiese sono complici di questa subordinazione e di questa Passività non nel senso ottocentesco e novecentesco di alienazione in un illusorio e fiabesco aldilà, ma nell'essere parte del “Progetto Culturale” dell’Iper-oggetto Sociale facendo propri la sua Agenda ed i suoi Temi.
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La tematizzazione teologica della Morale sessuale, la costruzione della Teologia del Popolo (ma la Teologia della Liberazione rimane scomunicata) la discussione sacramentale, la stessa questione dell’ammissione delle donne al ministero ordinato non sono altro che costruzioni per eludere il ruolo che Gesù assegna alla Chiesa in coerenza con la Profezia di Isaia: annunciare la Buona Notizia della Liberazione ai Poveri, la Gloria di Dio in Matteo avvolge gli emarginati, gli assassini ed i briganti fuggiti nel deserto e diventati pastori. Non una chiesa povera per i poveri ma una Chiesa Serva e Povera dei Poveri. Tutto il resto è Teologia dell’Impero
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. Se i poveri in Südamerica si cibano di pane di mais o di orzo la Cena del Signore avrà pane di mais sulla mensa condivisa, se in Asia il cibo dei negati è il riso bollito la Santa Cena avrà sulla mensa condivisa il riso bollito così in Africa sarà sempre e comunque il cibo degli ultimi perché loro è la Chiesa, loro è la mensa condivisa. Tutto il resto è Teologia dell’Impero allora sarebbe più onesto regredire alla Teologia Tridentina.
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Lo Spirito di Dio oggi soffia in territori inaspettati e per bocca di uomini e donne lontanissimi da ogni forma di religione

