Dunque vediamo, una povera ragazza viene: ammazzata a martellate, fatta a pezzi, messa in freezer e poi sparpagliata come monnezza in un bosco, in questo ordine. E gli esaminatori della morale stanno a fare le pulci al fatto che vendeva il suo corpo, in sostanza era una zoccola per necessità o libera scelta, o forse la scelta era dettata da necessità o forse era un lavoro come un altro solo che le mancava la partita iva perché siamo in un lurido stato borghese e ipocrita ecc ecc. E magari un pochino se lo doveva aspettare che poteva fare una brutta fine. Il suo assassino è un impiegato che a tempo perso pubblica sui social foto dei piatti che cucina. Pare che abbia mandato al diavolo la famiglia per correre dietro alle tipe rimorchiate on line. Da lui non ci si aspettava che diventasse un mostro. Magari un po' bavoso, ma mostro no. Attenzione, ricordate sempre la prima parte della vicenda. Seguono un mare di articoli e di post che rilanciano i commenti su dove siamo finiti, e il degrado morale, e la decadenza dei tempi, e che oggi tutto è lecito ma poi succede questo e si piange e bla bla bla. Tornate in alto. Una ragazza è stata fatta a pezzi. Conservata in freezer. Dispersa in un bosco. Per questo orrore non ci sarebbe bisogno di commenti. Quale filosofia può spiegare o giustificare tutto questo?! Capisco, sul serio capisco il bisogno di trovare una radice al male. Ovvio che c'è una radice. Ma non suona vagamente anche a voi che tutti sti panegirici pendano un po' più a svantaggio della vittima che del carnefice? La pietà intanto aspetta di essere ritrovata.
giovedì 31 marzo 2022
Riflessione di Giuliana Zimucci .per "gli esaminatori della morale ..Una ragazza è stata fatta a pezzi"
Dunque vediamo, una povera ragazza viene: ammazzata a martellate, fatta a pezzi, messa in freezer e poi sparpagliata come monnezza in un bosco, in questo ordine. E gli esaminatori della morale stanno a fare le pulci al fatto che vendeva il suo corpo, in sostanza era una zoccola per necessità o libera scelta, o forse la scelta era dettata da necessità o forse era un lavoro come un altro solo che le mancava la partita iva perché siamo in un lurido stato borghese e ipocrita ecc ecc. E magari un pochino se lo doveva aspettare che poteva fare una brutta fine. Il suo assassino è un impiegato che a tempo perso pubblica sui social foto dei piatti che cucina. Pare che abbia mandato al diavolo la famiglia per correre dietro alle tipe rimorchiate on line. Da lui non ci si aspettava che diventasse un mostro. Magari un po' bavoso, ma mostro no. Attenzione, ricordate sempre la prima parte della vicenda. Seguono un mare di articoli e di post che rilanciano i commenti su dove siamo finiti, e il degrado morale, e la decadenza dei tempi, e che oggi tutto è lecito ma poi succede questo e si piange e bla bla bla. Tornate in alto. Una ragazza è stata fatta a pezzi. Conservata in freezer. Dispersa in un bosco. Per questo orrore non ci sarebbe bisogno di commenti. Quale filosofia può spiegare o giustificare tutto questo?! Capisco, sul serio capisco il bisogno di trovare una radice al male. Ovvio che c'è una radice. Ma non suona vagamente anche a voi che tutti sti panegirici pendano un po' più a svantaggio della vittima che del carnefice? La pietà intanto aspetta di essere ritrovata.
mercoledì 30 marzo 2022
Riflessione di Claudio Tabacco Passò un Samaritano, uno sporco a prescindere per gli ebrei, uno fuori dalla Storia Sacra, uno che neppure si saluta, che il solo rivolgergli il saluto rende impuri. Vide l'uomo ebbe compassione di lui. Sentì il dolore dell'uomo ferirgli le proprie carni, il rantolo dell'uomo si impossessò del suo respiro e divenne il suo respiro. "
Sulla strada che scende da Gerusalemme a Gerico nel deserto di Giuda
"Solo un Dio ci salverà" Heidegger in Parusia, il Dio che ci salverà è l'Uomo/Donna che dice NO e nel negare ogni potere alla Tecnopoli Globale si denuda si spezza e si accosta ad ogni spezzato ad ogni carne da macello ad ogni inutile della non-storia globalizzata.
Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo rapinarono e lo lasciarono mezzo morto sul "ciglio della strada". Il bordo della strada è il luogo del pattume, dell'abbandono delle carogne, in breve il luogo di ciò che è impuro. Un uomo, non sappiamo se ebreo, greco, siriaco, un uomo gettato con lo scarto, percosso, ferito a morte, abbandonato con le carogne. Un uomo, non sappiamo se fosse virtuoso o se fosse un taccagno, o se fosse empio, un uomo non sappiamo se fosse credente o miscredente. Passarono di lì un sacerdote che saliva al Tempio, salire a Gerusalemme è già immergersi nella divina sacralità, lo vide provò pietà, ma sacerdos aborret a sanguinis, il sangue rende impuri, il sangue non solo sporca l'abito delle grandi occasioni ma impedisce la grande occasione: offrire l'incenso di fronte al Sancta Sanctorum. Avrebbe voluto, ma no, proprio non poteva contaminarse. Passò un Levita, pure lui avrebbe voluto, ma contaminarsi proprio no. Passò un Samaritano, uno sporco a prescindere per gli ebrei, uno fuori dalla Storia Sacra, uno che neppure si saluta, che il solo rivolgergli il saluto rende impuri. Vide l'uomo ebbe compassione di lui. Sentì il dolore dell'uomo ferirgli le proprie carni, il rantolo dell'uomo si impossessò del suo respiro e divenne il suo respiro.
L'eretico, l'impuro che rende impuri, divenne l'Ultimo Dio che attraverso uno Spezzato innalzato sul palo di morte come l'antico serpente di Mosé nel deserto diviene segno di guarigione. L'umano è carne spezzata, carne sul banco del beccaio trafficata venduta su mille piazze finanziarie ecco da questa carne trafficata il più reietto si fa Ultimo Dio, quello che ci salverà, non perché diviene servitore, perché ha compassione di un'altra carne trafficata, di un'altra carne piagata e spezzata, ed insieme sentendo l'uno il dolore dell'altro si aprono alla presa in cura, sanano l'antica piaga aperta della risposta di Caino: Sono forse il custode di mio fratello?
martedì 29 marzo 2022
Jean-Yves Leloup. presbitero ortodosso--- Chi fermerà Putin ? (Ma ciò che Leloup spera non è accaduto..anzi)
https://www.facebook.com/permalink.php?
story_fbid=142306508288350&id=109502918235376Sicuramente non le armi, quelle non farebbero che eccitarlo ancora di più. La violenza genera violenza, e allora come fare a non aggiungerne ancora?
Se « colui che vuole la guerra è in guerra con sé stesso » (Émile-Auguste Chartier, Guerre, guerre), colui che vuole la pace è in pace con sé stesso.
La guerra come ogni errore è oblio dell’Uno, dimenticanza del fatto che siamo una sola realtà e una sola umanità. « Non c’è sventura più grande che credere di avere un nemico » (Tao te King, 46), che diventa sventura ancora peggiore se quel nemico è il proprio fratello, figlio della stessa madre patria, la grande Russia.
Chi può fermare Putin se non gli stessi russi e ucraini uniti dalla loro fede e saggezza ortodossa?
Che i pope, fedeli e patriarchi marcino in lunghe processioni e cantino in alta tenuta liturgica i loro magnifici canti, mostrando croci e mitre di fronte ai cannoni guidati dai loro figli, giovani uomini che condividono la spaventosa e stupida innocenza dei loro carri di acciaio.
Sarà possibile che venga preferita una dimostrazione di fede a una dimostrazione di forza?
Riflessione di Claudio Ze'ev Tabacco per potere ancora cantare il Magnificat
Maria ti hanno fatto semi-dea per tapparti la bocca, a tuo figlio è andata meglio: lo hanno fatto dio per tacitarlo.
Maria a tuo figlio hanno piantato tre chiodi e lo hanno crocefisso su due assi piallate, poi si son goduti la sua agonia. Furono gli stessi assassini a trasformare il patibolo in segno identitaria e nel nome di quella croce stuprarono altre Marie, crocefissero altri Gesù.
Tacete, corvi di malasorte, siete gli stessi anche se con altri volti. Fondaste cattedrali sul suo corpo nudo per meglio incatenarlo; di sua madre faceste la Madre che ha partorito Dio.
Maria tu sei una disobbediente che con la pazza del Balon canta le belle canzoni della Rivoluzione
Hai abbattuto I potenti dai troni ed hai innalzato gli umili
Hai mandato i ricchi a mani vuote ed hai saziato di beni gli affamati
A quel canto, nella bella Primavera, tuo figlio ha spezzato le catene della morte religiosa in cui l'avevano costretto e si è fatto Partigiano con tanti nomi diversi: Malatesta, Bakunin, Sante Caserio, Rutilio Grande, Oscar Romero, Camilo Torres e tanti altri quanti sono i cuori che palpitano per la Libertà nella Giustizia e nella Fraternità.
Maria hai fatto tanta strada, tanta polvere ti ha coperta, I tuoi piedi sono stanchi e gonfi, ora riposa perché tante Marie sono uscite dalla tomba del patriarcato e ora cantano le belle canzoni della gioiosa Libertà.
mercoledì 23 marzo 2022
Da SARA CASSANDRA.... Per un sano Elogio del Santo Divenire
A tutti quelli che
infaticabilmente
si interrogano
sulla verità delle cose,
non per avere ragione
ma per avere ragione di esistere.
martedì 22 marzo 2022
Statement of the Celtic Christian Church on Homosexuality and Same-Sex Relationships
giovedì 17 marzo 2022
Sara Cassandra: se io mi identifico nella bestia, magari posso prenderne il controllo..fino a provarne compassione, fino a perdonarlo.
Galatina - Museo Civico Pietro Cavoti - Tele di Luigi Caiuli - Galleria dedicata al Tarantismo
https://www.facebook.com/sara.cassandra.3/posts/10224888302908657
Mi capitò questo libro affascinante fra le mani, parlava di un fenomeno rituale, il tarantismo. C’era un potente richiamo simbolico. Il morso di una taranta, il veleno, il rimorso come senso di colpa. Chi erano queste donne che danzavano per ammazzare simbolicamente il ragno che le aveva morse? Leggevo. Per far crepare la taranta, bisogna mimare la sua danza. Occorre danzare come danza il ragno, fino a diventare il ragno stesso. Straordinaria identificazione. Costringere il ragno a danzare fino a esaurire le sue energie. Prodigioso, no? “La bestia si combatte identificandosi in essa”. Ragionai a lungo su quelle parole: se io mi identifico nella bestia, magari posso prenderne il controllo. Ma certo. Mentre io mi muovo attraverso i suoi movimenti, posso decidere il suo orientamento, posso decidere come muoverla, dove fermarla, quanto sfiancarla. Ebbi un istante di straniamento. Mi accorsi che avevo fatto anch’io qualcosa del genere. Avevo un nemico, tempo fa. Simbolicamente ero stata morsa da lui. Il suo veleno lo conoscevo bene. E un giorno mi identificai così tanto in lui, che ebbi compassione di me stessa. Che cosa significava danzare come danza il nemico? Mi dissi, be’, magari significa danzare secondo i suoi ritmi evolutivi. Danzare come danza il nemico significa qualcosa come: ripercorrere la storia della sua vita. La danzatrice doveva imitare i passi del ragno che l’aveva morsa, e perciò io volli imitare i passi del mio nemico. I passi tracciati nel percorso della sua crescita. E la danza diventò un’astrazione mentale dei suoi ritmi vitali. Così mi identificai nella sua fanciullezza, e lo vidi inciampare e crollare fra le braccia di suo padre, lo vidi stringere le labbra quando sua madre lo abbandonava in mezzo ai giocattoli, troppo affaccendata per una carezza. Provai compassione. Mi identificai nella sua adolescenza, e lo vidi agitarsi per il primo giorno di scuola, per la paura di non essere all’altezza delle aspettative, lo vidi indossare un’armatura resistente, per non essere incluso nel circolo degli sfigati. Provai compassione. Mi identificai persino nella sua vecchiaia, in una previsione infelice, nomi dimenticati, fornelli lasciati accesi, cervello in fumo, pressione sanguigna instabile, medicine dappertutto, autonomia fottuta, sì, a quanto pare nel circolo degli sfigati ti tocca entrarci da vecchio, pure se nell’adolescenza l’hai scansato. Provai compassione. Chiaro, non fu una danza assimilabile al tarantismo, ma di certo fu un movimento: perché veramente, alla fine, io ritrovai un equilibrio. Grazie all'imitazione dei passi del nemico, mi identificai in lui, fino a provarne compassione, fino a perdonarlo.
E da un perdono vertiginoso, il mio equilibrio interiore si ristabilì
lunedì 14 marzo 2022
Buongiorno, signora Carmen. -
Buongiorno, signora Carmen.
- Buongiorno.
-Cosa fa lì ferma? Sentirà freddo.
- Sto aspettando mio figlio. E' andato a comprare qualcosa un po' di tempo fa, ma sembra che sia in ritardo ha aggiunto la vecchia, guardando il suo orologio.
-Non si preoccupi, sono sicuro che non ci vorrà molto. Vi dispiace se vi faccio compagnia?
- Grazie, non ti preoccupare. Sono sicura che hai cose migliori da fare che far compagnia ad una vecchia come me. Qualche ragazza fortunata ti starà aspettando.
-Non è un disturbo, ve lo assicuro.
Ci sedemmo su questa panchina e aspettammo.
E Michele, come ogni mattina, sedeva accanto alla sua vecchia madre, che aspettava un figlio che non era mai stato più vicino di così...
Un pensiero affettuoso a tutti i malati di Alzheimer ❤
Autore sconosciuto
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=5503072436374189&id=167090776639075
giovedì 10 marzo 2022
mercoledì 9 marzo 2022
Documento sulla Guerra in Ucraina del Séminaire orthodoxe russe en France (SORF)
Notre message au sujet de la guerre en Ukraine:
Le Séminaire orthodoxe Sainte-Geneviève d’Epinay-sous-Sénart, où Russes et Ukrainiens vivent en harmonie depuis plus d’une décennie, n’a d’autre camp dans cette guerre que celui de ses innocentes victimes.
Nous croyons que c’est la paix et non la guerre qui établit la justice. Et à l’inverse nous voyons dans toute déclaration de guerre un progrès de l’injustice.
Nous croyons exclusivement en l’Église une, sainte, catholique et apostolique, et pour cela nous faisons profession de ne croire à aucun empire humain, comme de récuser toute forme d’impérialisme.
Nous ne reconnaissons l’existence des nations que pour la paix et la sécurité qu’elles procurent aux hommes dont la véritable citoyenneté est à nos yeux céleste. Pour cette raison nous voyons en tout nationalisme une forme d’idolâtrie.
Nous prions pour que cessent, avec cette guerre, les combats, les bombardements et les destructions. Et nous prions pour que le pardon rétablisse la paix entre deux peuples frères.
Nous prions pour que la voix des artisans de paix soit entendue par les autorités de la Fédération de Russie, et qu’elles mettent fin à leur sanglante offensive.
Nous prions pour les morts, et nous nous tenons prêts à accueillir, consoler et réconforter les vivants.
Nous faisons le serment de poursuivre, quelles que soient les circonstances, notre œuvre de rapprochement fraternel entre les peuples russe, ukrainien et français
https://www.facebook.com/seminairerusse/posts/5276738955691810
Il nostro messaggio sulla guerra in Ucraina:
Il Seminario Ortodosso Saint-Geneviève di Epinay-sous-Senart, dove russi e ucraini hanno vissuto in armonia per più di un decennio, non ha altra faccia in questa guerra che quella delle sue vittime innocenti.
Crediamo che la giustizia si stabilisca in pace non in guerra. Al contrario, in ogni dichiarazione di guerra vediamo un progresso di ingiustizia.
Crediamo in una sola Chiesa, santa, cattolica e apostolica, e quindi facciamo professione di non credere in nessun impero umano, e di rifiutare qualsiasi forma di imperialismo.
Riconosciamo l'esistenza delle nazioni solo per la pace e la sicurezza che forniscono agli uomini la cui vera cittadinanza è nei nostri occhi celesti. Ecco perché vediamo in tutti i nazionalismi una forma di idolatria.
Preghiamo che smettano, con questa guerra, combattimenti, bombardamenti e distruzioni. E preghiamo per il perdono per riportare la pace tra due popoli fraterni.
Preghiamo che la voce dei pacificatori venga ascoltata dalle autorità della federazione russa e che pongano fine alla loro sanguinosa offensiva.
Preghiamo per i morti, e siamo pronti ad accogliere, confortare e confortare i vivi.
Prestiamo giuramento di perseguire, in qualsiasi circostanza, la nostra opera di fraterna vicinanza tra i popoli russo, ucraino e francese.
sabato 5 marzo 2022
Sara Cassandra "Ciao maestra, oggi la mia amica del cuore è salita in cielo."
venerdì 4 marzo 2022
Sara Cassandra... "Ciao mamma, sono nel bunker"
Ciao mamma, sono nel bunker e sto giocando a respirarmi sulle mani per sentire le carezze dell’aria sul mio mento. Domani faccio dieci anni e però tu per favore, ti prego, sulla mia torta non ci mettere le candeline, perché quel fuoco mi sembra proprio lo stesso fuoco che ha fatto morire papà. Eppure io avevo chiesto a Dio di festeggiarlo al calduccio, il mio compleanno, ma forse Dio avrà pensato che in un posto chiuso si doveva stare abbastanza caldi. Certo la prossima volta ci penso bene prima di esprimere un desiderio. Ero convinto che Dio fosse più preciso con il clima. Ma tu mi dici che io sono troppo piccolo per parlare di Dio e allora sai che c’è? Sono troppo piccolo pure per pregarlo. Mamma, io non è che sono troppo piccolo soltanto quando lo decidete voi. Fate pace con il cervello perché io a scuola le ho tutte già studiate, le dimensioni delle forme grandi e piccole e devono essere coerenti fra loro. Però adesso tu ti sei inginocchiata e stai pregando ancora. Dici che tutto quello che ci succede, ci succede per un disegno più grande.
E allora io che me ne faccio di un disegno più grande, se sono ancora troppo piccolo?
Al mio compleanno regalatemi un disegno piccolo. Fatemi uscire da qui
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10224797174070493&set=a.1889774457892

