https://www.studiocataldi.it/articoli/31602-la-giustizia-riparativa.asp
venerdì 30 aprile 2021
La giustizia riparativa di Lucia Izzo PRIMA PARTE -PREMESSA
sabato 24 aprile 2021
I Positroni : Ogni verità è vera all’interno del proprio sistema di riferimento , altrove decade inevitabilmente.
Carl Anderson scoprì i primi positroni, particelle in tutto simili agli elettroni tranne il fatto che dentro un magnete curvavano nel verso opposto a quello che ci si aspettava. In seguito furono scoperti gli antiprotoni, gli antineutroni, ed in generale oggi il nostro quadro delle particelle elementari prevede per ogni particella la sua antiparticella. Sono stati osservati anche molti fenomeni in cui sono create coppie particella-antiparticella e tanti altri fenomeni ancora in cui invece particelle e antiparticelle annichilano. I positroni vengono prodotti in coppia con gli elettroni in seguito a violenti urti fra i raggi gamma e la materia. Tipicamente, un fotone gamma che incontra un atomo produce una coppia elettrone-positrone. Il neonato elettrone si allontana per godere di un’esistenza più o meno permanente, mentre il povero positrone va incontro da subito a dei pericoli. Se si imbatte in un elettrone (e l’universo è pieno di elettroni) la coppia si annichilirà istantaneamente, invertendo il processo di creazione di coppia e restituendo fotoni. Questa è generalmente la causa della breve carriera di un positrone.
Qualche decennio più tardi Feynman propose un’interpretazione alternativa a quella di Dirac che aveva il pregio di abbandonare l’idea del mare di particelle di energia negativa. Feynman osservò che i positroni non sono altro che elettroni che viaggiano indietro nel tempo. Dal momento che nelle funzioni d’onda degli elettroni compare sempre il prodotto “energia x tempo”, se quando considero energie negative, cambio anche segno al tempo, tutto resta come prima. Insomma un elettrone che si propaga nel tempo è ,si può interpretare, per quanto concerne le formule matematiche come un positrone che si propaga indietro nel tempo. Detto altrimenti, se in un punto dello spazio si crea un elettrone, questo è equivalente a dire che si distrugge un positrone. Si noti però che l’argomento è perfettamente simmetrico tra materia ed antimateria. Insomma, un positrone che vive in un tempo lineare, seguendo quella che è per noi la freccia del tempo (dal passato al futuro), è equivalente ad un elettrone che va indietro nel tempo. Il fatto di propagarsi all’indietro nel tempo non è una proprietà del positrone, ma una proprietà della relazione che c’è tra materia ed antimateria, fondamentale nella rappresentazione e nel calcolo teorico dei fenomeni di interazioni tra particelle elementari
sta in
Causalità inversa: i positroni di Feynman e l'amico di Putnam
********
Paul Davies afferma che: “…secondo Bohr (noto fisico quantistico) l’indistinto e nebuloso mondo dell’atomo prende corpo nella realtà concreta solo quando lo si osserva. In assenza dell’osservatore, l’atomo è un fantasma: ma si materializza solo quando lo si cerca”.
Paul Davies Dio e la Nuova Fisica- Mondadori pag 147
Un tempo pensavamo che tutto fosse in qualche modo progettato, disegnato a priori, cioè che una qualsiasi organizzazione vivente non poteva che derivare da una complessità superiore. Oggi, invece, si abbracciano ipotesi del tutto contrarie: dalla disorganizzazione si va via via strutturando la complessità. È proprio lo squilibrio, la dissipazione dell'energia a offrire l'opportunità stessa dell'esistenza. L'universo è condannato alla morte poiché dissipa la sua energia spargendola verso l'infinito, ma è questa transizione che volge verso il suo decadimento a offrirci l'opportunità di esistere. Il vuoto si espande e l'universo si affretta, finché un giorno tutte le stelle si spegneranno e sarà l'era della notte, l'epoca del buio eterno. Ma se osserviamo la realtà da un punto di vista quantistico le cose potrebbero apparirci ben diverse, ciò non vuol dire che non sia vera questa realtà, ma è solo una delle tante realtà, le realtà esistono insieme, siamo noi che ne viviamo soltanto una.
sta in
giovedì 22 aprile 2021
iL CAPITOLO 21 del Libro del Profeta Isaia-La Meditazione di Don Giuseppe Dossetti-Un'ecclesiologia non tessalonicese - riconoscere la notte come notte
La tomba di Giuseppe Dossetti nel camposanto di Casaglia, ai piedi di Monte Sole.
Isaia 21
La caduta di Babilonia
1 Profezia contro il deserto del mare.
Come i turbini passano velocemente, attraverso il Neghev, così un invasore viene dal deserto, da un paese spaventevole. 2 Una visione terribile mi è stata mostrata: Il perfido agisce con perfidia e il devastatore devasta. Sali, o Elam. Stringi d'assedio, o Media! Ho fatto cessare ogni suo gemito. 3 Per questo i miei lombi sono pieni di dolori; le doglie mi hanno colto, come le doglie di una donna partoriente; sono sconvolto per ciò che ho udito, sono spaventato per ciò che ho visto. 4 Il mio cuore è smarrito lo spavento mi ha preso; la notte che tanto desideravo è diventata per me uno spavento. 5 Mentre si prepara la tavola, si sta di guardia sulla torre di vedetta, si mangia e si beve. «Alzatevi, o capi e ungete gli scudi». 6 Poiché così mi ha detto il Signore: «Va', metti una sentinella, che annunzi ciò che vede». 7 Essa vide carri e coppie di cavalieri, alcuni che cavalcavano asini e altri che cavalcavano cammelli, e osservò con attenzione, con molta attenzione. 8 Poi gridò come un leone: «O Signore, di giorno io sto sempre sulla torre di vedetta, e tutte le notti sto in piedi al mio posto di guardia. 9 Ed ecco arrivare dei carri e delle coppie di cavalieri». Allora essa riprese a dire: «È caduta, è caduta Babilonia! Tutte le immagini scolpite dei suoi dèi giacciono a terra frantumate. 10 O popolo mio, che ho trebbiato e calpestato nella mia aia, ciò che ho udito dall'Eterno degli eserciti, il DIO d'Israele, io te l'ho annunziato!».
Profezia contro Dumah
11 Profezia contro Dumah.
Mi gridano da Seir: «Sentinella, a che punto è giunta la notte? Sentinella, a che punto è giunta la notte?». 12 La sentinella risponde: «Vien la mattina, poi anche la notte. Se volete interrogare, interrogate pure; ritornate, venite».
Profezia contro l'Arabia
13 Profezia contro l'Arabia.
Passerete la notte nelle foreste dell'Arabia, o carovane dei Dedaniti. 14 Andate incontro all'assetato portando acqua, o abitanti del paese di Tema; sono venuti incontro al fuggiasco col loro pane. 15 Poiché essi fuggono davanti alle spade, davanti alla spada sguainata, davanti all'arco teso, davanti al furore della battaglia. 16 Poiché così mi ha detto il Signore: «Fra un anno, come l'anno di un bracciante salariato, tutta la gloria di Kedar scomparirà; 17 e ciò che resterà del numero degli arcieri, gli uomini valorosi dei figli di Kedar, sarà poca cosa, poiché l'Eterno, il DIO d'Israele, ha parlato».
****
Testo della meditazione di Don Dossetti
SENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE
*****
Un commento
https://www.anpipianoro.it/costituzione/le-parole-di-dossetti.html
In memoria del suo grande amico Giuseppe Lazzati, e in coincidenza della prima vittoria delle destre, Dossetti pronuncia un discorso famoso. Il titolo lo ricava da un salmo di Isaia (21, 11) "Sentinella, quanto resta della notte?". In quei giorni del 1994, egli vede affiorare un male diagnosticato con molti anni di anticipo: la supremazia di una concezione individualistica, in cui il diritto costituzionale regredisce a diritto commerciale (il primato del contratto, l'eclissi del patto di fedelta'); il dissolversi di ogni legame comunitario, mascherato dietro l'appello al "federalismo" (il "politico" diventa pura contrattazione economica); il rifiuto esplicito di una responsabilita' collettiva in ordine alla promozione del bene comune (la comunita' e' fratturata sotto un martello che la sbriciola in componenti sempre piu' piccole sino alla riduzione al singolo individuo). Non si puo' sperare, dice Dossetti e parla ai cattolici, che si possa uscire dalla "nostra notte" "rinunziando a un giudizio severo nei confronti dell'attuale governo in cambio di un atteggiamento rispettoso verso la Chiesa o di una qualche concessione accattivante in questo o quel campo (la politica familiare, la politica scolastica)".
Dossetti non nega la necessita' di cambiamenti. Elenca: riforma della pubblica amministrazione; contrasto alle degenerazioni dello Stato sociale; lotta alla criminalita' organizzata; valorizzazione della piccola e media imprenditoria; riforma del bicameralismo; promozione delle autonomie locali.
Teme pero' riforme costituzionali ispirate da uno "spirito di sopraffazione e di rapina". "C'e' - avverte - una soglia che deve essere rispettata in modo assoluto. Questa soglia sarebbe oltrepassata da ogni modificazione che si volesse apportare ai diritti inviolabili civili, politici, sociali previsti dalla Costituzione. E cosi' va pure ripetuto per una qualunque soluzione che intaccasse il principio della divisione e dell'equilibrio dei poteri fondamentali, legislativo, esecutivo e giudiziario, cioe' per l'avvio, che potrebbe essere irreversibile, di un potenziamento dell'esecutivo ai danni del legislativo ancorche' fosse realizzato attraverso referendum che potrebbero trasformarsi in forma di plebiscito". I referendum, segnati da "una forte emotivita' imperniata su una figura di grande seduttore", possono trasformarsi infatti "da legittimo mezzo di democrazia diretta in un consenso artefatto e irrazionale che appunto da' luogo a una forma non piu' referendaria ma plebiscitaria". Il "padre costituente" denuncia senza sofismi quel che vede dietro la "trasformazione di una grande casa economico-finanziaria in Signoria politica". Vede la nascita, "attraverso la manipolazione mediatica dell'opinione", di "un principato piu' o meno illuminato, con coreografia medicea". Dossetti chiede allora ai cristiani di "http://www.gesuitibari.it/index.php?option=com_content&view=article&id=139:gdossetti&catid=62:stesti&Itemid=57" e di opporre "un rifiuto cristiano" ritenendo che "non ci sia possibilita' per le coscienze cristiane di nessuna trattativa".
Nessuna trattativa. Per trovare queste parole che aiutano a sperare ancora in una via diurna, si deve ricordare Dossetti. Dove sono le "sentinelle" a cui si puo' chiedere oggi: "Quanto resta della notte"?
martedì 20 aprile 2021
Immortalità dell’anima o risurrezione dei morti?
La concezione cristiana della morte e della risurrezione… è incompatibile con la credenza greca dell'immortalità dell'anima”. Osservava Oscar Cullmann, teologo riformato dei più autorevoli del Novecento, nel suo celebre saggio Immortalità dell’anima o risurrezione dei morti? E proseguiva affermando che esiste “una differenza radicale fra l’attesa cristiana della risurrezione dei morti e la credenza greca nell’immortalità dell’anima… Se poi il cristianesimo successivo ha stabilito, più tardi, un legame fra le due credenze e se il cristiano medio oggi le confonde bellamente fra loro, ciò non ci è parsa sufficiente ragione per tacere su un punto che, con la maggioranza degli esegeti, consideriamo come la verità…Tutta la vita e tutto il pensiero del Nuovo Testamento [sono] dominati dalla fede nella risurrezione… L’uomo intero, che era davvero morto, è richiamato alla vita da un nuovo atto creativo di Dio”. Il Simbolo niceno-costantinopolitano, l’ultimo Credo comune alle chiese storiche risalente alla fine del IV secolo, recita: “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”, e non: “Aspetto che la mia anima venga accolta nei cieli al momento della mia morte”.
https://qebiblia.blogspot.com/2008/10/il-sincretismo-nella-dottrina-dellanima.html
venerdì 16 aprile 2021
Il Patriarca Bartolomeo e il Pastore Dietrich Bonhoeffer
Patriarca Bartolomeo
Le chiedo sommessamente una precisa scelta ecclesiale e di fede cristiana a 360 gradi convinto,come sono, che,per diversi motivi ,Ella è probabilmente il possibile riferimento,per quanto le chiederò, in casa ortodossa per,almeno, porsi la questione.
Non le chiedo nessun gesto di tipologia ecumenica e neppure in favore di media e telecamere in mondovisione.
Soltanto e semplicemente di presentare alla prossima riunione del Santo Sinodo la proposta di glorificare nella santità di Dio tre volte santo il pastore luterano,quindi un cristiano ma non cristiano ortodosso, Dietrich Bonhoeffer la cui vicenda umana e cristiana è nota.
Le chiedo e sempre semplicemente che la proposta al Sinodo si configuri come glorificazione dello ieromartire Dietrich Bonhoeffer pastore cristiano nella tradizione protestante ed evangelica luterana.
La Ringrazio in Gesù di Nazareth reso e costituito Cristo e Signore dalla potenza del Padre nello Spirito
Padre Giovanni Festa presbitero cristiano nella tradizione della Chiesa Ortodossa nella città di Palermo.




