venerdì 25 febbraio 2022
Giovanni Marcotullio- Tutti a fare i vaghi
Sara Cassandra "Il mio amico vive a Est dell’Ucraina."
giovedì 17 febbraio 2022
Sara Cassandra Riflessione Aforistica "ho creato l’intenzione del no, mediante la combinazione delle mie emozioni oppositive."
1.
“Se tu mi obblighi a essere buono, mi fai violenza. Se tu mi obblighi a essere un vincente, mi fai violenza. E persino se tu mi obblighi a essere felice mi fai violenza. Ma se tu mi obblighi a creare, e io rispondo no, ecco che ho appena creato.
Perché nell’oppormi alla tua tentata violenza di obbligarmi a creare, io ho già creato un’intenzione, un pensiero, una parola, ho creato l’intenzione del no, mediante la combinazione delle mie emozioni oppositive. Questa mia intuizione mi fa capire che il senso ultimo dell’esistenza umana non può risiedere nella bontà, nella vittoria, o nella felicità, ma più probabilmente risiede nella creazione.”
2.
“La mia intera esistenza si ridusse al senso di colpa e al tempo sprecato: al senso di colpa per il tempo sprecato, al tempo sprecato nel senso di colpa.”
3.
“Il big bang è il primo delirio psicotico di Dio. Il mondo è la sua maestosa allucinazione autoreferenziale.”
4.
“L’inconscio è quello spazio nascosto in cui viene eseguito il download di un file che un giorno ti stupirai di ritrovare fra le cartelle della tua coscienza. E alla sua vista penserai: chi diavolo ce l’ha messo qui? Mica mi interessava!”
“Noi non siamo lì per migliorare la scuola in modo che la società resti uguale, siamo lì per cambiarla”
domenica 13 febbraio 2022
Una "simpatica omelia" sulla Domenica del Fariseo e del Pubblicano
Ieri sera ho telefonato ad un mio carissimo confratello e concelebrante ieromonaco che ne ha viste e subito di tante e di tanto nel suo ministero e nel suo servizio a causa, ovviamente, del fuoco amico.
Ci siamo scambiati gli auguri ministeriali per un sereno periodo prequaresimale del Triodion e il mio confratello ieromonaco finalmente sereno, esistenzialmente ed ecclesialmente sereno, mi ha narrato due episodi anticipando la natura del racconto "Suvvia Padre Giovanni concludiamo con un sorriso"
Il Padre Ermogene di venerata memoria celebrava nella chiesetta Ortodossa di via Sardegna a Roma dove c'erano altri preti. La domenica del Fariseo e del Pubblicano..entrando in chiesa ..abbracciava e baciava tutti i preti..facendo loro gli Auguri..
Ai soli preti...Quindi era escluso che gli Auguri facessero riferimento al Triodion.. Un giorno un allora giovane prete ed ieromonaco gli chiese il senso di questo augurio.
"Oggi è la nostra festa..La. domenica del Fariseo..."
Poi anche la successiva domenica, domenica del figliol prodigo, stessa scena. con sorpresa finale.. Ma di questo ne scriverò domenica prossima.
giovedì 10 febbraio 2022
i. giornalisti secondo. Giorgio. Gaber
Mi fa male la carta stampata, gli editori... tutti. Mi fanno male le edicole, i giornali, le riviste con i loro inserti: un regalino, un opuscolo, una cassetta, un gioco di società, un cappuccino e una brioche grazie.
Mi fanno male quelli che comprano tutti i giornali perché la realtà é pluralista. Nooo, non mi fa male la libertà di stampa. Mi fa male la stampa. Mi fa male che qualcuno creda ancora che i giornalisti, si occupino di informare la gente. I giornalisti, che vergogna! Cosa mettiamo oggi in prima pagina? Ma sì, un po’ di bambini stuprati. E’ un periodo che funzionano. Mi fanno male le loro facce presuntuose e spudorate, facce libere e indipendenti ma estremamente ma rispettose dei loro padroni, padroncini, facce da grandi missionari dell’informazione, che il giorno dopo guardano l’indice d’ascolto. Sì alla televisione, facce completamente a loro agio che si infilano le dita nelle orecchie e si grattano i coglioni. Sì, questi geniali opinionisti che gridano litigano, si insultano, sempre più trasgressivi. Questi coraggiosi leccaculo travestiti da ribelli. E’ questa libertà di informazione che mi fa vomitare.
https://www.youtube.com/watch?v=bdNrNdfJomk
il testo complessivo di mi fa male il mondo in
https://www.youtube.com/watch?v=0LFsM0poLMY
https://www.giorgiogaber.it/discografia-album/mi-fa-male-il-mondo-seconda-parte-canzone-prosa-testo
****
Le informazioni si sbranano tra loro e spesso – anzi quasi sempre – è la medesima notizia che si rosicchia da sola, a partire dalla coda. Ne rimane una carcassa che le iene si contendono ghignando. Ma per quanto ci si scanni a vicenda, è questa la cosa strana, in realtà nessuno crepa. Quello dell’informazione globale è un universo nel quale, pur non vivendo, non si muore. Ogni cadavere riprende a deambulare e rimane tra i coglioni per tutta l’eternità. Politici, cantanti, poeti, prestigiatori, imbonitori, scienziati, musicanti, comici, filosofi, presentatori e nullafacenti di successo, nessuno si assenta in modo definitivo. Al massimo danno notizia del fatto che si assenteranno. Ma poi tornano sempre. Nel peggiore dei casi per essere commemorati.
autore. Ugo Rosa
martedì 1 febbraio 2022
Violento è il processo, soprattutto se diventa eterno, violento è il carcere, che pare costruito appositamente per diseducare, invece che reinserire.
"Perché la forza dello Stato, per quanto ammantata di legalità, può essere violenta. Violento è il processo, soprattutto se diventa eterno, violento è il carcere, che pare costruito appositamente per diseducare, invece che reinserire. Ricostruire la relazione, ricucire lo strappo. Questo è quel che serve, oggi. In genere -è la teoria della giustizia riparativa tanto cara alla ministra Marta Cartabia– la rottura del patto sociale avviene a opera di chi commette il reato, di chi uccide, di chi rapina, di chi violenta. I “cattivi”. E spetta ai “buoni”, lo Stato, una buona amministrazione della giustizia, i buoni funzionari del carcere, aiutare il “cattivo” nel suo percorso che lo porti con animo e storia di vita ormai diversa verso la vittima, con una nuova relazione che giovi a entrambi. Ma come comportarsi quando lo strappo sociale avviene anche a opera di quelli che dovrebbero ricoprire sempre il ruolo dei “buoni”? Quando si usa la giustizia come una spada e non come l’ago e il filo che ricuciono, che riparano e restituiscono la vita anche dove si sta spegnendo?"(Piero Sansonetti, Tiziana Maiolo)