venerdì 18 aprile 2025

Claudio Tabacco. -La mia fede si ferma al Venerdì Santo, la mia non è fede pasquale. E come faccio ad avere fede pasquale quando tutto attorno è Morte e grida di agonia?

Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato? 




Gesù viene assassinato legalmente nell’ora in cui nel Tempio, immagine di pietra dell’Uomo Maschio Religioso, vengono ammazzati gli agnelli. Il Tempio diventa Mattatoio e Gesù, non agnello sacrificale piuttosto Capro di Yom Kippur, è appeso all’Albero Sterile fuori dalle mura della Città. Gesù è il Maledetto che muore bestemmiando. La mia fede si ferma al Venerdì Santo, la mia non è fede pasquale. E come faccio ad avere fede pasquale quando tutto attorno è Morte e grida di agonia? Ieri, 17 Aprile 2025,sei bambini Palestinesi sono morti bruciati vivi, ho visto le fotografie Mozziconi di Carbone niente più. Bruciati nel loro campo di tende bombardato con bombe incendiare deliberatamente. Sei agnelli bruciati sull’altare di un dio etnico suprematista generato dal l’odio e dalla razializzazione, sei agnelli fatti essere capri dannati al demonio come Gesù. Sei agnelli che si aggiungono alle altre migliaia di Gaza della Cisgiordania del Mediterraneo Centrale un Olocausto, ed uso Olocausto in senso religioso, I fame che grida vendetta contro sé stesso. La mia fede è fede del Venerdì di Morte che non conosce Pasqua al di fuori della Rivolta.


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mercoledì 2 aprile 2025

Ennio Flaiano.“Frasario Essenziale per passare inosservati in società “ Bompiani, pag.62 “La fuga”.



 

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Come la maggior parte degli italiani 

sono un emigrante interno.

Da ragazzo amavo molto il paese dove vivevo,

mi sembrava bellissimo,

abitato da gente dolce e arguta.

Poi quando vidi come cresceva e s’espandeva senza grazia,

quando vidi distruggere una pineta per farne legna da ardere,

o tagliare i platani d’una passeggiata 

per metterci le rotaie del tram,

perché era elegante avere un tram,

quando vidi devastare un giardino pubblico per farvi un ufficio,

e la gente applaudire,

capii che l’arguzia, la dolcezza dei miei compaesani era soltanto apparente 

e che il fondo era stupido e cieco.


Dovetti andarmene, capitai a Roma,

che conoscevo a memoria sui libri e che amavo: 

e da vent’anni assisto alle stesse distruzioni, su scala più grande.

(Tra parentesi, la mia ammirazione per

Antonio Cederna nasce dal fatto ch’egli ha saputo vincere il pregiudizio di “fanatismo “ e battersi contro la mascalzonaggine romana e provinciale.

Avrei voluto essere anch’io un “fanatico”)


L’amore che portavo a Roma s’è infine raffreddato,

ora mi piace perfino il mio paese, così spelacchiato com’è 

e difficile a riconoscersi.


Spesso penso che la vera saggezza sia di continuare a vivere dove si nasce.

Una volta credevo soltanto nella fuga.


Ennio Flaiano.“Frasario Essenziale per passare inosservati in società “ Bompiani, pag.62 “La fuga”.