Su Fb Claudio ha proposto sette meditazioni "Gesù un problema politico" e i testi sono aperti a tutti al di là del social medesimo
Ne pubblico i link e per ciascuno ne evidenzio i tratti di riflessione che mi. hanno coinvolto in prima persona. Nel presente post faccio riferimento alle prime quattro meditazioni. Tra qualche giorno le altre tre.
Gesù un problema politico. (parte prima)
Gesù è il fallito ed il tradito di maggior successo della Storia. Il Mito di Gesù si conclude sulla Croce, nel più totale abbandono, nel più cocente dei tradimenti, nel fallimento della prospettiva messianica da lui incarnata. Dopo coloro che lo abbandonarono e lo tradirono con il loro abbandono, sedotti da un abile Seduttore, Paolo di Tarso che mai conobbe Gesù ma asserì di aver ricevuto una Rivelazione Personale (aprendo il vaso di pandora), costruirono Gesù il Cristo, Dio in forma umana, prospettiva teologica audace e seducente, soprattutto allettante per il Potere. Roma nel pieno della crisi della Forma Repubblicano-Imperiale cerca un nuovo Simbolo Metastorico e prima Costantino e poi Teodosio lo trovano in Cristo. L’Ultimo definitivo tradimento, quello in cui viviamo ancora oggi: la Civiltà Cristiana.
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Gesù un problema politico. (parte seconda)
Luca e Matteo nei loro Vangeli vogliono dimostrare in modo chiaro e comprensibile che non solo loro non sono calunniatori né eretici, ma soprattutto che Gesù il Nazzareno non fu né eretico né bestemmiatore del Nome. Al contrario come Sansone fu inviato da Dio per liberare il Popolo caduto nel dominio dei Filistei così Gesù ed il suo “Gemello Diverso” Giovanni il Battista sono stati mandati per liberare il Popolo. Dunque calunniatori ed eretici sono coloro che hanno condotto il Popolo al disastro: nazionalisti ebrei, Sadducei, Farisei, e la Casta Sacerdotale del Tempio. Gesù è dunque il Messia. La Figura Storica di Gesù e la Comprensione di lui da parte delle Comunità Redazionali che concretamente hanno scritto gli Evangeli sono indisgiungibili, poi vi è la costruzione dogmatica dal Concilio di Nicea, 325 E.V, a quello di Calcedonia, 451 E.V, che stravolsero l’ermeneutica degli Evangeli.
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Gesù un problema politico (parte terza).
Giovanni[il Battista] chiama il Popolo a seguirlo nel deserto, ad intraprendere un Nuovo Esodo. Andare nel deserto richiama Davide che raccolse attorno a sé il “popolo degli scontenti, di coloro che avevano subito ingiustizie”. Giovanni come il Profeta Samuele è il “Banditore” del Nuovo Davide. Noi viviamo in una società ampiamente Secolarizzata e ci è quindi difficile cogliere l'elemento politico e rivoluzionario sotteso alla critica religiosa. Gesù, Giovanni e tutti gli altri personaggi della “narrazione evangelica”, Maria-Ribellione per prima, vivono in una società in cui non vi è alcuna scissione tra religione società legislazione politica cultura, per cui qualunque azione riformatrice in campo religioso provoca ripercussioni drammatiche in ogni altro ambito..Giovanni propone un Progetto Socio-politico fondato sulla Condivisione e sulla Giustizia Sociale, gli stessi temi che incontreremo nella Piccola Apocalisse di Matteo “avevo fame, avevo sete, ero nudo, ero carcerato, ero malato.Oggi siamo chiamati dalla Storia a fare un passo oltre. Non è più sufficiente Condivisione e Giustizia Sociale occorre comprendere alla radice la verità dei fenomeni degenerativi della politica, della società, dell'economia, della cultura.
Gesù un problema politico. (parte quarta)
La predicazione escatologica di Giovanni il Battista attacca al cuore il Sistema di Potere delle Élite Ebraiche. Accusare il Tetrarca di avere una relazione illecita con la moglie di suo fratello significa: a) ricordare che la legge è uguale per tutti e che per la legge l’adulterio deve essere punito con la lapidazione degli adulteri. b) che tutti coloro, dai sommi sacerdoti al Sinedrio, che tollerano tale situazione sono corrotti e complici, quindi a loro nessuna obbedienza. Obbedire loro significa disobbedire alla Legge. Appare chiaro come la Predicazione di Giovanni sia sovversiva non solo sul piano religioso, ma sul piano politico e sociale. Il Popolo vive tensioni molto forti schiacciato dalle forze di occupazione romane e tradito dalle proprie Élite, che pensano ad accrescere il loro potere e le loro ricchezze con compromessi sempre più vergognosi con gli Occupanti (un poco come oggi l’ANP con le forze di occupazione israeliane in Cisgiordania). Un predicatore che raccoglie il loro scontento, la loro rabbia, il loro inascoltato grido di Giustizia e Dolore, ha presa immediata anche sé propone un Modello Sociale all'insegna della Condivisione. Erode Antipa ha paura di Giovanni, teme che sferri il colpo del ko: “il popolo di Israele paga per i suoi abomini”, fa arrestare Giovanni e lo fa tradurre nella fortezza di Macheronte. [...]Gesù e Giovanni pongono un Problema Politico in primis all’Ekumene dei Credenti nella Parola, e poi a chiunque cerchi di sconfiggere il Potere ed è un doppio problema: a) metodologico, b) di scelta radicale. Il problema metodológico si riassume: contestare stando all'interno del Sistema (opzione riformista) oppure secedere costruendo un'alternativa reale che scalzi il Potere. Più complesso ed articolato il secondo livello di problematizzazione che si riassume in una sola parola “Poveri” e sul significato di essa."




