mercoledì 18 settembre 2024

Claudio Tabacco Meditazioni "Gesù un problema politico " (le prime quattro meditazioni)

 


Su Fb Claudio ha proposto sette meditazioni "Gesù un problema politico" e i testi sono aperti a tutti al di là del social medesimo


Ne pubblico i link e per ciascuno ne evidenzio i tratti di riflessione che mi. hanno coinvolto in prima persona. Nel presente post faccio riferimento alle prime quattro meditazioni. Tra qualche giorno le altre tre. 


Gesù un problema politico.  (parte prima)


https://www.facebook.com/cldtabacco/posts/pfbid0LMLu5ovf113xZqtshPVNsT32eC4wS7Ps24C5JguE9YqMY2Ki46hNFVZaEujQBozDl


Gesù è il fallito ed il tradito di maggior successo della Storia. Il Mito di Gesù si conclude sulla Croce, nel più totale abbandono, nel più cocente dei tradimenti, nel fallimento della prospettiva messianica da lui incarnata. Dopo coloro che lo abbandonarono e lo tradirono con il loro abbandono, sedotti da un abile Seduttore, Paolo di Tarso che mai conobbe Gesù ma asserì di aver ricevuto una Rivelazione Personale (aprendo il vaso di pandora), costruirono Gesù il Cristo, Dio in forma umana, prospettiva teologica audace e seducente, soprattutto allettante per il Potere. Roma nel pieno della crisi della Forma Repubblicano-Imperiale cerca un nuovo Simbolo Metastorico e prima Costantino e poi Teodosio lo trovano in Cristo. L’Ultimo definitivo tradimento, quello in cui viviamo ancora oggi: la Civiltà Cristiana. 

***

Gesù un problema politico.  (parte seconda) 

https://www.facebook.com/cldtabacco/posts/pfbid0aXuzNJb9UsZXkPENxmgzvQ7VTBhsfvussWJfwgtAZkmyjt1sSR6u9iTrSrvUQxrSl


Luca e Matteo nei loro Vangeli vogliono dimostrare in modo chiaro e comprensibile che non solo loro non sono calunniatori né eretici, ma soprattutto che Gesù il Nazzareno non fu né eretico né bestemmiatore del Nome. Al contrario come Sansone fu inviato da Dio per liberare il Popolo caduto nel dominio dei Filistei così Gesù ed il suo “Gemello Diverso” Giovanni il Battista sono stati mandati per liberare il Popolo. Dunque calunniatori ed eretici sono coloro che hanno condotto il Popolo al disastro: nazionalisti ebrei, Sadducei, Farisei, e la Casta Sacerdotale del Tempio. Gesù è dunque il Messia. La Figura Storica di Gesù e la Comprensione di lui da parte delle Comunità Redazionali che concretamente hanno scritto gli Evangeli sono indisgiungibili, poi vi è la costruzione dogmatica dal Concilio di Nicea, 325 E.V, a quello di Calcedonia, 451 E.V, che stravolsero l’ermeneutica degli Evangeli. 

***

Gesù un problema politico  (parte terza). 

https://www.facebook.com/cldtabacco/posts/pfbid0okZyf2q2dmLY1G1LsmtekqiTtnFLSLxqGmuH6CWPsecuGyUuVvoiygrcKvcpLbUhl


Giovanni[il Battista] chiama il Popolo a seguirlo nel deserto, ad intraprendere un Nuovo Esodo. Andare nel deserto richiama Davide che raccolse attorno a sé il “popolo degli scontenti, di coloro che avevano subito ingiustizie”. Giovanni come il Profeta Samuele è il “Banditore” del Nuovo Davide. Noi viviamo in una società ampiamente Secolarizzata e ci è quindi difficile cogliere l'elemento politico e rivoluzionario sotteso alla critica religiosa. Gesù, Giovanni e tutti gli altri personaggi della “narrazione evangelica”, Maria-Ribellione per prima, vivono in una società in cui non vi è alcuna scissione tra religione società legislazione politica cultura, per cui qualunque azione riformatrice in campo religioso provoca ripercussioni drammatiche in ogni altro ambito..Giovanni propone un Progetto Socio-politico fondato sulla Condivisione e sulla Giustizia Sociale, gli stessi temi che incontreremo nella Piccola Apocalisse di Matteo “avevo fame, avevo sete, ero nudo, ero carcerato, ero malato.Oggi siamo chiamati dalla Storia a fare un passo oltre. Non è più sufficiente Condivisione e Giustizia Sociale occorre comprendere alla radice la verità dei fenomeni degenerativi della politica, della società, dell'economia, della cultura.


Gesù un problema politico.  (parte quarta) 

https://www.facebook.com/cldtabacco/posts/pfbid02z8KHSWX4WxNAPbxeWFJJaeR7xCMER49jgMKDqN3n7TRwPbe8tDRSsvQ3DyodUVqzl


La predicazione escatologica di Giovanni il Battista attacca al cuore il Sistema di Potere delle Élite Ebraiche. Accusare il Tetrarca di avere una relazione illecita con la moglie di suo fratello significa: a) ricordare che la legge è uguale per tutti e che per la legge l’adulterio deve essere punito con la lapidazione degli adulteri. b) che tutti coloro, dai sommi sacerdoti al Sinedrio, che tollerano tale situazione sono corrotti e complici, quindi a loro nessuna obbedienza. Obbedire loro significa disobbedire alla Legge. Appare chiaro come la Predicazione di Giovanni sia sovversiva non solo sul piano religioso, ma sul piano politico e sociale. Il Popolo vive tensioni molto forti schiacciato dalle forze di occupazione romane e tradito dalle proprie Élite, che pensano ad accrescere il loro potere e le loro ricchezze con compromessi sempre più vergognosi con gli Occupanti (un poco come oggi l’ANP con le forze di occupazione israeliane in Cisgiordania). Un predicatore che raccoglie il loro scontento, la loro rabbia, il loro inascoltato grido di Giustizia e Dolore, ha presa immediata anche sé propone un Modello Sociale all'insegna della Condivisione. Erode Antipa ha paura di Giovanni, teme  che sferri il colpo del ko: “il popolo di Israele paga per i suoi abomini”, fa arrestare Giovanni e lo fa tradurre nella fortezza di Macheronte. [...]Gesù e Giovanni pongono un Problema Politico in primis all’Ekumene dei Credenti nella Parola, e poi a chiunque cerchi di sconfiggere il Potere ed è un doppio problema: a) metodologico, b) di scelta radicale. Il problema metodológico si riassume: contestare stando all'interno del Sistema (opzione riformista) oppure secedere costruendo un'alternativa reale che scalzi il Potere. Più complesso ed articolato il secondo livello di problematizzazione che si riassume in una sola parola “Poveri” e sul significato di essa."


mercoledì 7 agosto 2024

Claudio Lupo Tabacco Sull'orlo dell’Abisso ballando un Mambo.

Nessuna descrizione della foto disponibile.



Sull'orlo dell’Abisso ballando un Mambo.
Μακάριοι - Felici come gli Dei, perché solo gli Dei possono essere Felici. Così inizia il Manifesto Politico del Popolo Nuovo, popolo del Deserto, popolo degli straccioni, popolo dei Maledetti da Dio, popolo che realizza l'impossibile attraverso la Condivisione. Essere Felici come gli Dei è possibile a patto che ci si riconosca come fratelli e sorelle e che la Natura venga riconosciuta come Sorella e cessi di essere schiava in ceppi, violata e sfruttata. A patto che la Conoscenza sia Sorella e non Tecno-Scienza piegata alle prassi di Dominio di una Élite piuttosto che un altra. Ciò che avviene in Gran Bretagna è soprattutto nei quartieri più popolari dove il populismo ha mietuto a piene braccia non può essere sottovalutato sia perché mostra come le periferie del disagio e della precarietà siano polveriere a cui manca solo l’innesco per esplodere, sia perché mostra ciò di cui è capace la destra neo-fascista razzista odiatrice di stranieri e musulmani per conquistare il Potere. Attenzione però, ciò che avviene in Gran Bretagna non è riducibile all’estrema destra, ma mostra gli effetti di decenni di sfruttamento e distruzione della società da parte del Neo-liberismo. Quando la Lady di Ferro disse “non conosco la Signora Società ma conosco Mister Smit” pronunciò l’epitaffio della Democrazia fondata sulla cooperazione sociale trasformata in Democrazia Elettorale e della competizione tra poveri per realizzare l'imperativo morale della ricchezza e del consumo. Ogni grande città europea con le sue periferie brulicanti rabbia, dolore, compresse e represse, ogni periferia che di fatto per i giovani che vi nascono è “no future land” ed allo stesso tempo ergastolo (casa degli schiavi) da cui non si può evadere perché sui documenti vi è impresso lo stigma di Scampia e delle banlieue francesi (ho ancora negli occhi quelle di Lione dove ho prestato servizio come volontario alcuni anni or sono) è una bomba innescata pronta ad esplodere. Vi è un'intera generazione, anzi due, a cui il futuro è stato rubato dalle politiche neo-liberiste e dalle politiche di guerra sociale di guerre globali per il dominio che è una bomba innescata pronta ad esplodere. La rabbia sociale non è un elemento trascurabile, vi è una disperazione che serpeggia nelle classi subalterne dei non considerati che si arrabattano e contendono il cibo con i “clandestini” gli “irregolari” con coloro che le destre neo-post-fasciste paragonano con un linguaggio mediato dalla propaganda nazista come topi che infettano e rosicchiano dall'interno o come carne da macello della sostituzione etnica.
Dobbiamo avere oggi il coraggio della sfida, della sfida della Felicità che si può raggiungere solo attraverso la Fraternità e la Sororità che mi fa dire “quello/quella non è un topo/nemico/invasore è mio fratello, è mia sorella”. Noi sia svegli perché abbiamo capito che odio rabbia debbono cambiare di bersaglio non chi si arrabatta a vivere ma chi si gode lo spettacolo degli Impoveriti dalla Rapina Globale che come gladiatori si massacrano nell’Arena Planetaria.
Felici dunque voi che anziché competere Cooperate, voi che anziché accumulare capitali e profitti Condividete.
Occorre sentire con i disperati sociali, con coloro che subiscono il carcere che da struttura risocializzante si è trasformato in affiliazione e tortura istituzionalizzata, il rider che corre come un folle con la sua bicicletta per ottemperare ai tempi decisi da un algoritmo è mio fratello è mia sorella e non posso tollerare che sia sfruttato e licenziato da un algoritmo e da una società che come in Salò di Pasolini è un'orgia di morte.
Stiamo danzando un Mambo sull'orlo dell’Abisso.
Il Lupo.

giovedì 20 giugno 2024

Trent’anni senza vederli. autore Fabrizio Tesseri.

 


Incipit 

Nelle campagne di Latina gli indiani come Satnam Singh ci sono da trent'anni, ma tutti fanno finta di non vederli, così da poter dimenticare il vero costo del nostro cibo a basso prezzo 


***

Vediamo i prezzi della frutta e verdura in offerta sui banchi dei supermercati. Compriamo contenti il Sottocosto. Ammiriamo la villa e la fuoriserie dei loro Padroni




Presentazione di Stefano Feltri 

Buon pomeriggio, 

oggi a Prima Pagina, su Radio3, abbiamo parlato molto della morte di Satnam Singh, un indiano di 31 anni che lavorava senza contratto nei campi di Latina. In un incidente nei campi ha perso un braccio, il suo datore di lavoro lo ha abbandonato davanti a casa con il braccio in una cassetta della frutta. 

Satnam è morto, lascia una moglie che lo aveva seguito e un debito con i trafficanti che gli toglievano i pochi euro che riusciva ad accumulare. 

Ho promesso agli ascoltatori di Prima Pagina e ai lettori di Appunti di fare anche io la mia parte per capirne di più, e ci sto lavorando. 

Intanto ho chiesto a Fabrizio Tesseri, ormai firma ben conosciuta al pubblico di Appunti, di condividere le sue idee sulla vicenda, visto che Fabrizio quelle campagne dell’Agro Pontino le conosce da tutta la vita, e le sa raccontare come nessun altro.

 Anche se era molto impegnato sul lavoro, Fabrizio ha trovato il tempo per scrivere, e vi mando il pezzo subito, con una illustrazione del fumettista e attivista Gianluca Costantini, che è sempre tanto attento a queste vicende quanto generoso nel concedere agli altri il proprio lavoro per diffondere consapevolezza e scardinare l’indifferenza. 

Buon pomeriggio, 
Stefano


***

Trent’anni senza vederli

di Fabrizio Tesseri

Facile indignarsi per i morti. Al massimo dura fino al funerale, poi tutto come prima.

Bisognerebbe indignarsi per i vivi.

Ma noi non li vediamo, i vivi. Letteralmente. 

A volte non li vediamo al punto da travolgerli di notte sulle strade di campagna, scaraventandoli nelle scoline con le loro biciclette, quando va bene. Quando li vediamo è perché indossano quei gilet catarifrangenti che noi abbiamo in macchina in caso di incidente. Quando li vediamo è, appunto, un caso, un incidente. 

Però non è che li abbiamo rimossi, propio non li abbiamo mai considerati.

Eppure sono decenni che sono qui, almeno tre decenni. Trent'anni fa, per esempio, alcuni singalesi e indiani, molto giovani, erano ospitati in un piccolo hotel fuori mano, trasformato da allora in una sorta di residenza per stranieri. È in campagna, ma era appiccicato ad un paio di grandi industrie, allora.

Da anni, al posto della più grande, la Goodyear, è rimasto un rudere e, con ogni probabilità, amianto e altri rifiuti sepolti sotto terra e sotto una memoria labile che ha cancellato i morti e i disoccupati. 

È rimasta la fabbrica di alluminio, la sola piscina da 25 metri sul territorio e quel vecchio hotel malandato.

Beh, trent'anni fa, un misto di delinquenti e fascistelli (si lo so, è ridondante, sono sinonimi) andarono a picchiare i rifugiati in quel vecchio alberghetto. Per la verità, le presero per bene. 

Ci fu tensione, venne organizzata una manifestazione di solidarietà, la polizia schierata in forze manco fosse un derby di quella che era la serie D del tempo, riuscì a picchiare chi manifestava solidarietà e il risultato fu che tutti ci distraemmo. Quasi tutti. 

Alcuni da anni seguono e denunciano le condizioni dei migranti nella Pianura Pontina, su tutti Marco Omizzolo.

La maggior parte di noi però, semplicemente, non li ha mai visti.

Eppure sono tanti, lavorano nelle serre, nelle campagne, quasi tutti maschi, dormono in vecchie case o stalle, quando va bene. A decine, tutti insieme. 

Qualcuno però ha fatto il salto sociale e ha aperto un negozietto oppure è stato fortunato e non solo è sopravvissuto, ma ha trovato anche un buon datore di lavoro, non un padrone, e ha messo su famiglia.

E allora vivono per lo più nei centri più o meno storici e ci sono i ragazzi nelle nostre scuole e per la quasi totalità dei nostri figli sono loro compagni, senza aggettivi o caratterizzazioni. Loro li vedono.

Noi queste famiglie, non gli altri, le vediamo solo perché vivono accanto a noi. Più colorati nei vestiti, odori diversi, magari più confusione, e in alcuni quartieri quelle donne e quegli uomini arrivati da lontano sono i soli a parlare con i "nostri" vecchi, soli dietro le persiane accostate al sole. Sono gli unici che si affacciano a vedere come mai la signora oggi non si è vista e magari sta male e ha bisogno.

Però, gli altri non li vediamo.

Ma vediamo il prodotto della loro esistenza.

Vediamo i prezzi della frutta e verdura in offerta sui banchi dei supermercati. Compriamo contenti il Sottocosto. Ammiriamo la villa e la fuoriserie dei loro Padroni.

Questi, spesso ma non sempre, hanno cognomi tronchi, che finiscono per enne, si tratta di famiglie che hanno avuto la terra nel ventennio, pezzi di famiglie del nord smembrate e portate a colonizzare la terra redenta. Coloni. Ma di cosa? Qui ci vivevano i Volsci, forse anche avanguardie di Etruschi e i Romani, di sicuro, che hanno lasciato il loro segno e la Regina Viarum. Coloni di cosa, dunque?

Gente che ha conosciuto la povertà, la fame, la guerra, la malaria, i lutti, la fatica indicibile.

Uno si aspetterebbe che se uno ha vissuto questo, mai farebbe vivere lo stesso o di peggio ad altri esseri umani e invece...ma allora, come è possibile? Perché?

Forse perché abbiamo dimenticato. Forse perché negli ultimi trent'anni abbiamo buttato nell'indifferenziato il concetto di comunità. 

Abbiamo smesso di vedere l'altro ma solo quello che l'altro ha. E abbiamo voluto arricchirci o almeno illuderci di farlo. Abbiamo smesso di dare valore e iniziato a dare un prezzo, a tutto. 

E quando dai un prezzo a qualsiasi cosa vuol dire che sei in competizione e la competizione porta a voler prevalere e finisce che bari pure con te stesso quando fai i solitari.

E tutti siamo contenti di comprare le zucchine a 0,99 euro al chilo e il Padrone compra un altro ettaro e abbassa la paga da 4,50 euro l'ora a 4 euro, preserva il margine di profitto, la grande distribuzione apre nuovi scintillanti ipermercati, noi oltre le zucchine compriamo i pomodori maturi, si fa per dire, a marzo.

È una magia!

Qualcosa di inspiegabile. Qualcosa di invisibile. 

Tranne che ogni tanto.

Quando sotto una macchina non finisce una volpe ma un ventenne troppo stanco da scordare il gilet catarifrangente.

Tranne che ogni tanto, per un incidente sul lavoro o una rissa tra disperati.

Ma dura poco, meno della pubblicità tra il TG e i Talk Show della sera.

C'è il volantino delle offerte nella cassetta postale, sabato si fa spesa.



mercoledì 5 giugno 2024

L' imam Yahya Pallavicini Dove sono i fratelli del consolatore e del Salvatore? Dove sono i credenti nella Rivelazione del Dio Unico? Dov’è l’orientamento verso Gerusalemme?



https://www.sacrumetpolis.com/articoli/2024-06-03-il-consolatore-fratello-del-salvatore/


03/06/24 - Yahya Pallavicini, Membro del Muslim Council of Elders (Abu Dhabi) e dell’ICESCO (Rabat)


“Il Muslim Council of Elders (Consiglio Musulmano degli Anziani), presieduto da Sua Eminenza Dr. Ahmed al-Tayyeb, Grande Imam di Al-Azhar, ha condannato l'attacco israeliano dei campi di rifugiati palestinesi a Rafah, a sud della Striscia di Gaza, che ha provocato numerose vittime e feriti tra i civili. Nella dichiarazione, il Consiglio si è appellato alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché intraprendano una seria e urgente azione, assumendosi le proprie responsabilità per porre fine all'attuale aggressione di Israele verso la Striscia di Gaza. Ha inoltre fatto appello per la riapertura del valico di frontiera di Rafah al fine di permettere gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

Il Muslim Council of Elders ha ribadito la sua posizione riguardo al fatto che il traguardo di una pace giusta e onnicomprensiva potrà essere raggiunto soltanto riconoscendo il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e alla costituzione di uno Stato Palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale.” (WAM – Emirates News Agency, 28/05/2024).

In Italia, alcuni organi di comunicazione si soffermano sulle grottesche imprese di un imam anarchico che occupa un’aula universitaria per fare una predica antisemita o sulla arbitraria e diseducativa decisione unilaterale di un docente laico di esimere alcuni studenti musulmani dallo studio della Divina Commedia. Dall’estero, un collega di Sarajevo mi ricorda una circostanza che ha provocato lo stermino dei musulmani bosniaci e la distruzione delle loro case nella città europea di Prijedor. Ogni casa di ogni famiglia musulmana era stata contraddistinta da un velo bianco e ogni musulmano bosniaco era stato indotto a rivestire l’avambraccio da una banda bianca. “The Day of White Armbands”, il giorno delle bande bianche sul braccio, sembra ricordare in modo simbolico seppure asimmetrico, la circostanza biblica nella quale l’angelo della morte venne inviato da Dio in Egitto per punire l’ostinazione sacrilega degli abitanti pagani entrando nelle case che non erano state contrassegnate dal sangue di un sacrificio al Dio Unico. Forse ci ricorda anche l’altro insegnamento del vangelo dell’apostolo Matteo quando il delegato in Palestina dell’imperatore Cesare Augusto ordinò di uccidere tutti i neonati per timore che fosse nato un Re alternativo al suo potere.

L’ostinazione di non liberare gli ostaggi da parte di una organizzazione terroristica ha molto in comune con la corruzione del paganesimo degli antichi egizi che si ostinarono a non rispettare alcun negoziato, a non liberare gli ebrei e persino a rincorrere il loro esodo con l’esercito prima di naufragare nel Mar Rosso. L’ignoranza e la disobbedienza ai principi religiosi da parte di Hamas sembrano simili all’arroganza e alla decadenza di una classe di falsi sacerdoti che verranno sconfitti intellettualmente e spiritualmente dalla profezia di Mosè e di suo fratello Aronne. Sempre in misura asimmetrica ma con una sproporzione drammatica di vite umane assistiamo allo sterminio di un popolo accusato di essere complice e compiacente, ambiguo e colluso, una passiva copertura di un gruppo di terroristi oppure un “danno collaterale” di una guerra dell’esercito guidato dal primo ministro Netanyahu: bisogna distruggere tutto e uccidere tutti! Ma questo davvero provocherà la liberazione? Non possiamo proprio salvare nessun innocente, nessun giusto? Senza fede, speranza e carità, quale sicurezza e salvezza per le nuove generazioni in Israele?

Se Erode “il Grande” aveva ordinato l’uccisione dei neonati nel suo regno di Giudea, un altro delegato dell’impero pagano romano, il prefetto Ponzio Pilato, ha interpretato la sua funzione essendo complice con alcuni membri corrotti del sinedrio nella messa in scena di una libera scelta democratica: salvare un ladro popolare o salvare un salvatore benedetto? In pochi hanno risposto per il salvatore, in molti hanno gridato in favore del ladro.

Se avessero potuto studiare la Divina Commedia avrebbero scoperto i significati e i livelli dei linguaggi nel simbolismo di una vita come anticipazione di un viaggio ultraterreno. Se avessero seguito il profeta Mosè e suo fratello Aronne avrebbero realizzato la liberazione nell’esodo, una conversione e un’elezione spirituale che apre ad un nuovo ciclo. L’attesa Messianica non è quella manipolata da alcuni ex governatori in Iran o da alcuni moderni ideologi in Russia né tantomeno quella invocata da alcuni fanatici rabbini ultraortodossi o quella dimenticata tristemente da molti fedeli musulmani e vescovi cristiani.

In Europa, a Srebrenica, c’è un quadro con una scritta: UN United Nothing. Sembra un richiamo a non porre tutte le speranze soltanto sulle risoluzioni di un organismo internazionale che, in Bosnia, è stato complice e compiacente, ambiguo e colluso, con il tiranno di una milizia di guerriglieri serbi nell’esodo e nel genocidio dei musulmani. Cosa fanno i popoli, i credenti e i politici, abdicano alla loro responsabilità di cittadini, religiosi e amministratori per fare appelli giuridici e demandare la soluzione finale alle organizzazioni internazionali? Ai credenti ebrei, cristiani e musulmani in Occidente e in Oriente spetta il compito di credere con coraggio e umiltà in un salvatore autentico per tutti senza diventare un artificio o una cifra o una ragione o un diritto con cui associarsi e senza diventare un feticcio in contrapposizione al prossimo, contro l’altro credente e cittadino, facendo un utilizzo volgare ed esclusivo della propria forma o interpretazione religiosa. È questa antitesi ostinata, questa polarizzazione viscerale, a disgregare non soltanto l’intelligenza e la fede ma anche l’innocenza e la purezza della profezia e il santo deposito della tradizione, a ostacolare l’accesso alla fonte della Verità e dalla Pace. Dove sono i fratelli del consolatore e del Salvatore? Dove sono i credenti nella Rivelazione del Dio Unico? Dov’è l’orientamento verso Gerusalemme?

“Tra le brutali uccisioni e distruzioni israeliane, il cui ritmo è senza precedenti, e la dura posizione del governo sionista nel rimanere sordo a tutti gli appelli globali per fermare lo spargimento di sangue palestinese, l'Islamic World Educational, Scientific and Cultural Organization (ICESCO) ribadisce la sua condanna di questo comportamento barbaro, che ignora tutti gli appelli, senza che si veda la luce in fondo a questo tunnel di oppressione e ingiustizia.

L'ICESCO fa appello al mondo intero, compresi i leader politici, le organizzazioni internazionali e regionali e le istituzioni giudiziarie, molte delle quali hanno ancora una coscienza, e all'umanità intera, affinché si uniscano contro questo comportamento ostile di Israele, che sta portando il mondo in un'anarchia che non risparmierà nessun luogo o persona.

Inoltre, l'ICESCO rinnova con tutta fiducia il suo fermo e incrollabile sostegno al nostro popolo a Gaza, Rafah e in tutti i territori palestinesi, e condanna fermamente la politica in corso di distruzione dei campi di profughi inermi e sfollati senza riguardo per i bambini, che sono diventati bersagli deliberati di questi massacri, o per gli anziani, che non possono più trovare alcun rifugio dalla politica di distruzione dall'entità sionista, che deporta la popolazione di Gaza dalle proprie case e insegue i feriti a Rafah, ignorando le decisioni della Corte Internazionale di Giustizia e di altre aule della giustizia globale.” (ICESCO, 28/05/2024).

© 2024 CENTRO STUDI METAFISICI / MICHAEL MOCCI / CODICE FISCALE: MCCMHL91A02G273O. PRIVACY POLICY, COOKIE POLICY, CREDITS

mercoledì 20 marzo 2024

il testo dell'appello della comunità islamica italiana al Capo dello Stato.Stanchi di subire attacchi, chiediamo rispetto e protezione






Stanchi di subire attacchi, chiediamo rispetto e protezione”


È il mese di Ramadan, il più sacro per la comunità islamica mondiale, dove ci si raccoglie in preghiera e nella vicinanza a Dio. Ciononostante, ci troviamo di fronte all’ennesima campagna di odio, denigrazione e discriminazione verso la nostra comunità religiosa. 


Dopo i manifesti elettorali della Lega, che raffiguravano una donna completamente coperta dal Niqab - nell’intento di stigmatizzare tutte le donne musulmane con il pretesto del velo integrale e lo slogan “ in Europa hai gli stessi diritti di tuo marito” -  in queste ore, la comunità musulmana sta subendo l’ennesimo attacco ingiustificato, solo perché una scuola nel milanese, attraverso i suoi dirigenti, ha deciso di sua spontanea iniziativa, con il voto all’unanimità di chiudere per un giorno la scuola per la festa di fine Ramadan, avendo una cospicua presenza di alunni musulmani.


Un’iniziativa lungimirante che guarda all’integrazione e al dialogo interculturale ma che invece viene presa da un partito di governo, quale la Lega, per attaccare una intera comunità, dichiarando che tale iniziativa, cioè la festività di fine Ramadan abbracciata dall’istituto scolastico è un arretramento culturale, una minaccia all'identità italiana e ai suoi valori.


Ci chiediamo perché una nostra festa religiosa debba essere dichiarata come “un arretramento culturale”. Se questo linguaggio insultante non sia denigratorio e discriminatorio verso una intera comunità religiosa che è anche italiana. 


Le dichiarazioni della Lega, ancora una volta parlano di islamizzazione come una minaccia, con tono discriminatorio ed islamofobo, e l’evidente intento di minare la convivenza pacifica e rispettosa di una intera comunità, quella islamica pienamente integrata e partecipe nella crescita dell’Italia. 


Questo ennesimo attacco di un partito politico al governo, non è solo offensivo, che lede la reputazione di milioni e milioni di cittadini nel mondo  ma è ancora più  pericoloso perché si consuma in un attacco verso i nostri bambini e l’ambiente scolastico nel quale dovrebbero crescere nel rispetto reciproco.


Per questo, consapevoli di quanto la costituzione italiana garantista la nostra libertà di culto e riconosca quanto sia importante il rispetto delle minoranze, vogliamo rivolgerci al nostro Presidente Sergio Mattarella. 


Siamo stanchi di dover subire continuamente attacchi, discriminazione, narrazioni islamofobe contro la nostra comunità religiosa in silenzio solo perché minoranza. Diciamo basta alla strumentalizzazione della nostra fede per scopi elettorali. Basta soffiare sull’odio. Chiediamo rispetto e protezione perché ne va della nostra convivenza pacifica nel paese e della crescita educativa dei nostri figli che sono, a tutti gli effetti, figli e futuro dell’Italia.



Karima Moual, giornalista 


Abdelkarim Hannachi,  coordinatore dell'Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio in Sicilia


Ali Baba Faye, sociologo 


Mohammed Hashas, docente universitario 


Tahar Lamri, scrittore 


Zakaria Moufid, imprenditore 


Hassan Sabri, medico 


IlhamAllah Chiara Ferrero


Imam Yahya Pallavicini


Centro islamico culturale d’Italia. Grande Moschea di Roma 


Ucoii, Unione delle comunità islamiche in Italia


Coreis ( comunità religiosa islamica italiana) con il Presidente Abu Bakr Moretta


Comunità’ musulmana di Monfalcone: 

Centro culturale islamico Darus Salaam

Centro culturale islamico Baitus Salata


Associazione ItaliArabi


GIM, associazione giovani italomarocchini

mercoledì 28 febbraio 2024

In onore e memoria del Padre Theilard de Chardin ..La Terra di Domani




“Immaginiamo un gruppo di escursionisti partiti per una vetta difficile (…) possiamo immaginarci il gruppo diviso in tre. Alcuni rimpiangono di avere lasciato l’albergo (poi) decidono di tornare indietro. 
Altri non sono dispiaciuti per la partenza. Il sole brilla, la vista è bella. Ma perché salire più in alto? Non è meglio godersi la montagna dove ci si trova, in mezzo ai prati o nel bosco? E si sdraiano sull’ erba o esplorano i dintorni, aspettando l’ora del pic-nic. Gli ultimi, infine, i veri scalatori, non staccano gli occhi dalle cime che hanno deciso di raggiungere. E ripartono in avanti... Qui mi riferisco a quelli per cui la vita è un’ ascensione e una scoperta. Per gli uomini che formano questa terza categoria. non solo è meglio essere che non essere, ma c’è sempre la possibilità – ed è l’unica che interessi – di diventare qualcosa di più. Per questi conquistatori appassionati d’avventure, l’essere è inesauribile – non alla maniera di Gide, come un gioiello dalle mille sfaccettature, che si può girare in tutti i versi senza mai stancarsene, ma come un ,fuoco di calore e di luce, al quale è possibile avvicinarsi sempre più. Si possono canzonare questi uomini, trattarli da ingenui o trovarli noiosi. Ma dopo tutto sono loro che ci hanno fatto, e che preparano la Terra di Domani. .


http://www.francescoocchetta.it/wordpress/?p=61224

lunedì 19 febbraio 2024

Claudio Tabacco :fraterna y subversiva Eucaristía.(stralci di immediata personale risonanza)



dalla bacheca facebook di Claudio 


intera riflessione in

https://www.facebook.com/cldtabacco/posts/pfbid02NmT1Je9AKECwEstkBYefBzz5YvukPcRcB9RtRhu312kJdL3iQNxzx1eNSTVbUGMsl


Non c’è “Divina Eucarestia”senza prendere le mani le une degli altri e prendere le Tue mani unendole alle nostre mani. 

Non c’è “Santa Cena” se non c’è la mensa condivisa con i poveri, gli esclusi, le escluse. 

Non c’è “Cena del Signore”se non siamo come i chicchi del grano del mais che si fondono in un unico pane. 

Non c’è nulla se quel vino non ci pro-voca ad essere “sangue puro” che lava la sozzura. 


***

Gesù crocefisso da un potere che poi lo ha fatto dio Mi cuerpo es comida il mio corpo è cibo

***

Le masse e peggio le masse individualizzata, che sono le masse post-moderne, sono creta inerte nelle mani meccaniche della Megamacchina ed occorre dirlo con assoluta chiarezza le Chiese sono complici di questa subordinazione e di questa Passività non nel senso ottocentesco e novecentesco di alienazione in un illusorio e fiabesco aldilà, ma nell'essere parte del “Progetto Culturale” dell’Iper-oggetto Sociale facendo propri la sua Agenda ed i suoi Temi.


***

La tematizzazione teologica della Morale sessuale, la costruzione della Teologia del Popolo (ma la Teologia della Liberazione rimane scomunicata) la discussione sacramentale, la stessa questione dell’ammissione delle donne al ministero ordinato non sono altro che costruzioni per eludere il ruolo che Gesù assegna alla Chiesa in coerenza con la Profezia di Isaia: annunciare la Buona Notizia della Liberazione ai Poveri, la Gloria di Dio in Matteo avvolge gli emarginati, gli assassini ed i briganti fuggiti nel deserto e diventati pastori. Non una chiesa povera per i poveri ma una Chiesa Serva e Povera dei Poveri. Tutto il resto è Teologia dell’Impero

***

. Se i poveri in Südamerica si cibano di pane di mais o di orzo la Cena del Signore avrà pane di mais sulla mensa condivisa, se in Asia il cibo dei negati è il riso bollito la Santa Cena avrà sulla mensa condivisa il riso bollito così in Africa sarà sempre e comunque il cibo degli ultimi perché loro è la Chiesa, loro è la mensa condivisa. Tutto il resto è Teologia dell’Impero allora sarebbe più onesto regredire alla Teologia Tridentina.

***

Lo Spirito di Dio oggi soffia in territori inaspettati e per bocca di uomini e donne lontanissimi da ogni forma di religione