domenica 1 maggio 2022

1 Maggio 2022. Nel calendario dei cristiani ortodossi .Domenica di Tommaso celebrata come Domenica in Albis nelle chiese cristiane d'occidente in data 24-04-2022

 


Testo del Vangelo di Giovanni per la Domenica di Tommaso e della Domenica in Albis 




 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi».  Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;  a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
 Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.  Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
 Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!».  Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».  Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
 Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.  Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome


Meditazione del fratello in Cristo Claudio Tabacco sul Vangelo della Domenica in Albis 

Le discepole ed i discepoli erano chiusi in una stanza, le porte erano sprangate, era il primo giorno della settimana. La comunità di Gerusalemme viveva nel dubbio, nello sconcerto, nella paura; con termine moderno "nell'angoscia". Angoscia che deriva dal tedesco Angst, senso di soffocamento, le bombe che cadono in Ucraina, anche oggi che è Pasqua, i missili che colpiscono Gaza, l'attacco Turco contro i Curdi nel Curdistan Siriano, la soppressione e il violento attacco, "manu militari", contro l'uso della parola Pace, generano un senso di soffocamento in noi, che è difficile da esprimere. Giovanni ci racconta in quelle parole che narrano lo stare chiusi con le porte sprangate delle discepole e dei discepoli. Il Risorto attraversa le porte della paura, non le schianta come a Gerico la voce di tuono degli Oppressi fatti Popolo schiantò le possenti porte, le attraversa. Non le apre le attraversa. Quando il popolo nuovo dei Risorti, che hanno preso coscienza e consapevolezza di essere Dio, di essere Cristo nel Tempo Presente, perché l'indicibile della Resurrezione è proprio divenire consapevoli di essere in totale Comunione di Vita con Dio/Dea e di essere Dio/Dea nella sua manifestazione storica, esattamente come Gesù, incontra Gerico non muove guerra ma passa attraverso la Paura. Il Popolo Nuovo che è Dio stesso, la Forza Insopprimibile della Vita delle Vite, non si cura delle chiusure, che poi ogni chiusura "è stato di morte" entra in esse e le fa Risorgere. Perché la Resurrezione ha a che fare con la Vita più che con la morte (biologica), la Resurrezione parla di Zoé più che di Bios, è come il vento che soffia e nulla può fermarlo, è come l'aria che è ovunque anche quando non ci pensi, anche quando l'angoscia ti toglie il respiro. Egli, dunque, venne attraversando le porte della "morte - paura" e disse Pace a voi. Pronunciò la Parola Sacrilega in ogni tempo, di ogni tempo, perché il Mondo si fonda sulla Guerra: Novus Ordo novum bellum dicevano gli antichi ed ancora Si vis pacem para bellum, lo stesso termine Occidente, forzando un poco l'etimo, allude alla Terra del Massacro in cui il Sole è ucciso, tutto è orientato alla morte. Tutta la filosofia post-parmenidea, su cui si fonda l'intera nostra cultura, è un fugace apparire dell'Essere che poi precipita nel Nulla. Dire, dunque, Pienezza di Vita a voi, su di voi attraverso voi, è contraddire in ogni tempo l'Ordine. "Come il Padre ha mandato me io mando voi" il Mandato come ministr@ della Resurrezione è portare la Pienezza di Vita ovunque a chiunque attraversando ogni porta della paura, varcando per osmosi con i negati ogni muro, ogni recinto che separa, scendendo ogni scala che conduce negli inferni della Storia. Portare la Pienezza di Vita significa portare il conflitto insanabile tra l'Ordine Dorico dello Spirito e la Carovana dei Liberati - Risorti che attraversano Tempo e Spazio liberando dalla Morte. Il Risorto mostra le sue piaghe, come l'Agnello Trionfante mostra la gola tagliata. Entrare nella dimensione divina, essere Dio nella Storia, non ci aliena dai vissuti di dolore, non ci aliena dalla storia di morte oppressione negazione, quella ci accompagna perché è la Storia di Dio, perché Dio è lo straziato nelle cantine delle torture, Dio è il massacrato di Babin Yar, Dio è lo stuprato nella carne e nello spirito nelle miniere del Congo, Dio è il vilipeso sempre, perché Dio e Umanità sono facce della medesima moneta. Annunciare la Pienezza di Vita non è annunciare una religione è Processo di Liberazione concreta ed è dire:tu sei Dio perché uno Spezzato ha alitato su di te il Soffio della Vita ed io che non ho nulla, né oro né argento, ma solo il Soffio Vitale ti dico alzati e lotta, perché io ti dico la Pienezza della Vita sia su di te e su di te alito il Soffio della Vita. 
Il Risorto sono io, il Risorto sei tu, il Risorto siamo Noi in cammino nel Deserto della Morte. Alziamoci nella Lotta attraversiamo le porte di Gerico - Gerusalemme - Chiese e alitiamo sui morti la vita. 
Amen




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