Domenica VI del Vangelo di Luca- Dal mio Archivio 2012.Omelia di Padre Arsenio di Puglia

DOMENICA VI DI LUCA~21 Ottobre 2012~ Divina Liturgia a Brindisi.
Carissimi,la
Chiesa ogni domenica nutre le nostre anime del Pane essenziale e, se
vogliamo ricollegarci a domenica scorsa, è questo il momento in qui il
seminatore divino semina nei nostri cuori il seme, cioé la Parola.
Dipende da noi, da come ascoltiamo questa parola e da come facciamo
fruttificare al cento per cento questo seme. Tutto sta da che tipo di
terreno abbiamo, vale a dire la nostra buona
disposizione, la nostra Fede nell'accogliere o nel rifiutare la parola
di salvezza che è Gesù il Signore l'unico Dio che salva. L'apostolo
Paolo da persecutore senza pietà e misericordia diventa strumento della
grazia divina e ci dice senza ombra di alcun dubbio che il Vangelo da
lui predicato non é artefatto umano, non ce lo siamo inventato noi
poveri uomini ma bensì é rivelazione del folle e sconfinato amore che si
é reso visibile e dimostrabile sull'infamante e vergognoso patibolo
della Croce (per coloro che non credono la Croce é segno di
contraddizione ma per coloro che credono é potenza e sapienza di Dio).
Noi oggi siamo convenuti quì per ascoltare la Parola e per mangiare
questa Parola che diventa cibo per noi:il pane e il vino, Corpo e Sangue
di Cristo Dio segno forte della festa delle feste:la Pasqua di
Resurrezione. Il racconto di oggi al capitolo 8 di Luca ci presenta il
Signore Gesù vincitore della morte e del diavolo che opera un
vero e proprio esorcismo su una povera creatura umana(immagine e
somiglianza di Dio codice genetico dell'uomo). Due elementi ci fanno
capire la situazione tragica e terribile di questo povero uomo, in lui
c'é tutta la condizione umana separata da Dio e caduta nel peccato,
dicevo due sono i connotati dell'uomo posseduto dal demonio cioè la
nudità e l'abitazione nei sepolcri che per la mentalità ebraica erano
sinonimi di massima vergogna e totale impurità. Il Signore vuole che
tutti gli uomini si salvino ed é venuto per chiamare i peccatori alla
metania (conversione di vita al Vangelo 24h su 24) e a darci le medicine
per liberarci dalle grinfie del demonio. Tre punti sono
caratteristici:il demonio professa e confessa Gesù come Figlio di Dio,
molto strano: i demoni lo riconoscono che non é un semplice uomo ma é il
Dio incarnato fattosi uomo per la nostra salvezza. Il secondo: fa
impressione il rifiuto degli abitanti di quella regione dei Gadareni
che non accolgono Gesù. C'è tutto il mistero della libertà dell'uomo
nell'accogliere e nel riconoscere con la bocca e con il cuore che non
esiste altro Dio all'infuori della Santissima Trinità,Una e Indivisa.
Così, cari fratelli il Signore non ci costringe a seguirlo ma sta lì
fuori la porta del nostro cuore e dipende solo e soltanto dalla nostra
volontà di aprirgli e spalancargli le porte e farlo entrare in noi e
dirgli:Resta con noi,Signore perchè si fa sera! Attegiamemto
completamente all'opposto e questo per noi deve essere un esempio di
vita é l'indemoniato guarito il quale supplica il Signore Gesù di
diventare suo discepolo:"Da chi andremo Signore? Solo tu hai parole di
vita eterna!" Abbiamo sentito cosa gli dice Gesù:"Ritorna a casa tua e
racconta quello che Dio ti ha fatto". In qualche modo il Signore Gesù ci
invita insieme all'indemoniato guarito a diventare missionari del
Vangelo lì dove ci ha posti il Signore a compiere il
nostro dovere. A casa,in famiglia, per strada o al lavoro dobbiamo
diventare martiri cioè testimoniare con la nostra vita che siamo
Cristiani Ortodossi, non con le chiacchiere,non pensando che
l'Ortodossia sia dolce vita ma sull'esempio dei santi non è concepibile
un Cristiano Ortodosso che non abbia questa carta d'identità:umiltà,metania,confessione e Comunione al Corpo e al Sangue
di Cristo uniti alla preghiera e al digiuno. So che quando sentiamo
parlare di preghiera o di digiuno o facciamo finta di non capire o
dentro di noi c'è il logismos demoniaco che ci dice:"dici,dici padre
Arsenio tanto io faccio quello che voglio". In questo logismos c'è
egoismo e superbia:due aggettivi qualificativi del demonio,del
diavolo.Il comandamento primo, la cosa più importante di cui c'è bisogno
è:"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,con tutta la tua
mente,con tutte le tue forze" e l'amore presuppone sacrificio,rinunzie, e
per essere vero amore
alla base ci deve essere la virtù delle virtù che é l'umiltà. Il demonio
che ha tenuto prigioniero quest'uomo lo ha fatto e lo farà con noi
anche. Dipende solo da noi, come dicono i Santi Padri:il Signore non
salva te senza di te. Noi cari amici sin da questa vita ci giochiamo la
salvezza eterna se ci crediamo!
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