sabato 21 ottobre 2017

Domenica VI del Vangelo di Luca- Dal mio Archivio 2012.Omelia di Padre Arsenio di Puglia

 
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DOMENICA VI DI LUCA~21 Ottobre 2012~ Divina Liturgia a Brindisi.

Carissimi,la Chiesa ogni domenica nutre le nostre anime del Pane essenziale e, se vogliamo ricollegarci a domenica scorsa, è questo il momento in qui il seminatore divino semina nei nostri cuori il seme, cioé la Parola. Dipende da noi, da come ascoltiamo questa parola e da come facciamo fruttificare al cento per cento questo seme. Tutto sta da che tipo di terreno abbiamo, vale a dire la nostra buona disposizione, la nostra Fede nell'accogliere o nel rifiutare la parola di salvezza che è Gesù il Signore l'unico Dio che salva. L'apostolo Paolo da persecutore senza pietà e misericordia diventa strumento della grazia divina e ci dice senza ombra di alcun dubbio che il Vangelo da lui predicato non é artefatto umano, non ce lo siamo inventato noi poveri uomini ma bensì é rivelazione del folle e sconfinato amore che si é reso visibile e dimostrabile sull'infamante e vergognoso patibolo della Croce (per coloro che non credono la Croce é segno di contraddizione ma per coloro che credono é potenza e sapienza di Dio). Noi oggi siamo convenuti quì per ascoltare la Parola e per mangiare questa Parola che diventa cibo per noi:il pane e il vino, Corpo e Sangue di Cristo Dio segno forte della festa delle feste:la Pasqua di Resurrezione. Il racconto di oggi al capitolo 8 di Luca ci presenta il Signore Gesù vincitore della morte e del diavolo che opera un vero e proprio esorcismo su una povera creatura umana(immagine e somiglianza di Dio codice genetico dell'uomo). Due elementi ci fanno capire la situazione tragica e terribile di questo povero uomo, in lui c'é tutta la condizione umana separata da Dio e caduta nel peccato, dicevo due sono i connotati dell'uomo posseduto dal demonio cioè la nudità e l'abitazione nei sepolcri che per la mentalità ebraica erano sinonimi di massima vergogna e totale impurità. Il Signore vuole che tutti gli uomini si salvino ed é venuto per chiamare i peccatori alla metania (conversione di vita al Vangelo 24h su 24) e a darci le medicine per liberarci dalle grinfie del demonio. Tre punti sono caratteristici:il demonio professa e confessa Gesù come Figlio di Dio, molto strano: i demoni lo riconoscono che non é un semplice uomo ma é il Dio incarnato fattosi uomo per la nostra salvezza. Il secondo: fa impressione il rifiuto degli abitanti di quella regione dei Gadareni che non accolgono Gesù. C'è tutto il mistero della libertà dell'uomo nell'accogliere e nel riconoscere con la bocca e con il cuore che non esiste altro Dio all'infuori della Santissima Trinità,Una e Indivisa. Così, cari fratelli il Signore non ci costringe a seguirlo ma sta lì fuori la porta del nostro cuore e dipende solo e soltanto dalla nostra volontà di aprirgli e spalancargli le porte e farlo entrare in noi e dirgli:Resta con noi,Signore perchè si fa sera! Attegiamemto completamente all'opposto e questo per noi deve essere un esempio di vita é l'indemoniato guarito il quale supplica il Signore Gesù di diventare suo discepolo:"Da chi andremo Signore? Solo tu hai parole di vita eterna!" Abbiamo sentito cosa gli dice Gesù:"Ritorna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto". In qualche modo il Signore Gesù ci invita insieme all'indemoniato guarito a diventare missionari del Vangelo lì dove ci ha posti il Signore a compiere il nostro dovere. A casa,in famiglia, per strada o al lavoro dobbiamo diventare martiri cioè testimoniare con la nostra vita che siamo Cristiani Ortodossi, non con le chiacchiere,non pensando che l'Ortodossia sia dolce vita ma sull'esempio dei santi non è concepibile un Cristiano Ortodosso che non abbia  questa carta d'identità:umiltà,metania,confessione e Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo uniti alla preghiera e al digiuno. So che quando sentiamo parlare di preghiera o di digiuno o facciamo finta di non capire o dentro di noi c'è il logismos demoniaco che ci dice:"dici,dici padre Arsenio tanto io faccio quello che voglio". In questo logismos c'è egoismo e superbia:due aggettivi qualificativi del demonio,del diavolo.Il comandamento primo, la cosa più importante di cui c'è bisogno è:"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,con tutta la tua mente,con tutte le tue forze" e l'amore presuppone sacrificio,rinunzie, e per essere vero amore alla base ci deve essere la virtù delle virtù che é l'umiltà. Il demonio che ha tenuto prigioniero quest'uomo lo ha fatto e lo farà con noi anche. Dipende solo da noi, come dicono i Santi Padri:il Signore non salva te senza di te. Noi cari amici sin da questa vita ci giochiamo la salvezza eterna se ci crediamo!

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