
Duccio di buoninsegna: Registro principale (verso) – Le Marie al Sepolcro e La Discesa agli Inferi, 102 x 53,5 cm., Museo dell’Opera del duomo, Siena.
Giulia Valerio
la figura di Maddalena e l' archetipo della grazia
ATOPON
Rivista di Psicoantropologia Simbolicae tradizioni religiose
ISSN 1126-8530
Al sepolcro con i balsami
Dopo tre giorni si recherà al sepolcro,
per ricomporre con i balsami quel corpo
martoriato per l’eternità.
La ricorrenza del profumo e dell’unguento si intreccia con l’unzione di Gesù
vivente compiuta nella casa di Simone.
Ora si
trova con altre donne, Maria madre di
Giacomo, Giovanna 29 o Salome, con cui aveva
comperato profumi; 30 oppure sola con «l’altra
Maria... in faccia al sepolcro».31
Si recano alla
tomba che trovano vuota, la pietra di accesso
ribaltata: due angeli annunciano che non si può
cercare tra i morti chi è vivo, ricordando la
profezia che annunciava, al terzo giorno dopo
la morte, la resurrezione. Prese da paura,
fuggono: «e non dissero niente a nessuno,
tanto erano spaventate»32 (con questa
notazione terminava il Vangelo di Marco, che
.............
29 Luca 23, 55-56.
30 Marco 16.
31 Matteo 27, 61.
32 Marco 16
.........
non trovava più parole – forse – di fronte
all’evento tremendo).33
Testimoni del terremoto e della discesa
dell’angelo che ribalta la pietra del sepolcro, le
donne non sbigottiscono tramortite come le
guardie ma, esortate dall’angelo a non temere,
vedono il luogo della deposizione vuoto e
ascoltano l’annuncio della resurrezione: «Ed
ecco che Gesù si fece incontro a loro e disse:
“Salute!”. Esse gli si avvicinarono, ne
abbracciarono i piedi e lo adorarono»34:
nasce
l’episodio meraviglioso della prima apparizione di Gesù, tornato dalla cupa notte
della morte, che si rivela lasciandosi toccare a
adorare. Con «timore e con gioia» le donne
correranno a dare la notizia, poiché Gesù
aveva affidato a loro per prime questo
compito: «Andate e annunziate ai miei fratelli
.......
33 Vennero poi aggiunti tre paragrafi all’inizio del
II secolo, in cui è narrata l’apparizione di Cristo a
Maria di Magdala, che lo annuncia ai suoi discepoli
in lutto e in pianto. Né lei né i due che lo hanno
incontrato vengono creduti.
34 Matteo 28, 1-10.
........
che vadano in Galilea; là mi vedranno».35
Altrove il loro racconto agli apostoli viene
scambiato per allucinazione e delirio e non
vengono credute.36
La disperazione che conosce Cristo è
senza luce, come quella di Maddalena: essi
sono gli esperti della disperazione. Entrambi
entrano nel buio e lo abitano. Cristo, velato dal
sudario come gli iniziati ai Misteri, scende
nell’oltretomba e abbandona la terra. Come gli
eroi viaggia negli inferi, vaga tra le tombe di
tutti quelli che sono morti prima di lui, da
Adamo fino all’ultimo uomo. Cristo compie il
suo viaggio agli Inferi, vera discesa nel
profondo, tra le radici degli antenati che lo
hanno preceduto.
Maddalena rimane accanto alla cavità
deserta, sta accanto al sepolcro per tre
lunghissimi giorni, compiendo ancora una
volta un gesto eversivo: era proibito per legge
restare sulla tomba di un giustiziato, perché si
......
35 Matteo 28, 1-10.
36 Luca, 23, 55-56.
......
veniva sospettati di sommossa; si rischiava
perfino la condanna a morte.
In quella tomba lo avevano deposto
secondo il rituale funebre, sapendo che è
«tremendo, insostenibile, preparare per la
sepoltura un corpo martoriato dai torturatori,
cioè fare a rovescio il cammino dei torturatori:
schiodare i piedi, arrestare il sangue con uno
straccio, richiudere le piaghe su se stesse,
togliere una alla volta le spine di acacia
conficcate nelle ossa del cranio, coprire con un
telo di fortuna la carne martoriata dai colpi».
Maddalena non ha ancora liberato le sue notti
dal ricordo di quei gesti compiuti a rovescio,
come se fosse in loro potere di donare al
cadavere l’integrità della vita, offrirgli
l’avventura e la dolcezza della ri-nascita. 37
Sono queste le lacrime con cui Iside
ricompone il corpo smembrato di Osiride, è il
lavoro estremo della pietà che ritesse la vita
dove la violenza lo ha straziato.
......
37 Pierre-Marie Beaude, op. cit., p. 59.
......
Credo sia l’estrema cifra del
femminile: accompagnare ad occhi aperti il
cammino della morte e rimanere accanto
all’abisso tenendo intatta la passione per la vita,
miracolo che dà unità ad un corpo smembrato
ed è capace di attenderne la rinascita.
Maddalena è rimasta per tre giorni in
attesa, sospesa sull’abisso, è diventata la tomba
cava di Cristo, dentro di sé ha accolto la morte
preparando balsami, unguenti ormai vani
perché Maddalena appartiene ad un ordine
inverso. Da vivo aveva profumato e consacrato
Cristo alla morte, ora non le sarà più concesso.
Qui Maddalena richiama la dea Lucina,
divinità arcaica dei sabini, che custodiva la vita
nella sua gestazione, nel suo momento di
invisibilità. Divenne poi, con la fondazione di
Roma, appellativo di Giunone nella sua
funzione di levatrice, colei che conduce i
neonati dalla tenebra alla luce del giorno. è lei
che presiede all’inizio del mese alla ‘rinascita’
della luna, momento che può essere inteso sia
come un inizio che come un passaggio.38
A Juno Lucina era consacrato un bosco
sull’Esquilino in cui bisognava addentrarsi
senza nodi nei vestiti, dove poi venne innalzato
un tempio.
Sotto, quando tutto tace, vicino ai semi
che covano la vita abita questa dea, di cui si
conserva forse un’eco nella festa di nuovo
inizio dell’anno della Befana (nella festa di
Lucina venivano decretate le nonae, se
sarebbero cadute il 5 o il 7 del mese venturo):
è la piccola luce che si trova nell’inconscio e
cova nel segreto, quando l’orizzonte è tutto
occupato dalla disperazione, dal vuoto.
Pronuba Juno Lucina – Maddalena, il giorno
della sepoltura si rovescia nel suo contrario, in
un incontro che richiama lo hyeros gamos, le
nozze sacre
.....
38 Così Dumézil spiega la confusione degli autori tra
Junon e Janus, nelle offerte a lei dedicate in questa
occasione. Georges Dumézil, La religion romaine
archaïque, Paris, Payot et Rivages 2000, pp. 181 e 301-
303.
......
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