sabato 23 luglio 2022

Claudio Ze'ev Tabacco Perché a loro parli in parabole? Il Midrash





Sermoni del Tempo Ordinario 

(Giovedì della XVI settimana. Oggi facciamo Memoria della peggiore sospensione dei diritti costituzionali e civili avvenuta a Genova durante il G7 del 2001. Perché il vento profetico sorto dal basso con i manganelli e gli abusi polizieschi lo puoi spezzare ma non fermare.) 


Perché a loro parli in parabole? 

Il genere letterario del Midrash, commento per parabole della Torah, è tipico del rabbinato e si collega direttamente ai Libri Sapienziali. Il Midrash è una narrazione che lascia all'ascoltatore la decisione circa l'interpretazione, che coinvolge dunque l'ascoltatore nella sua complessità esperienziale, biografica, spirituale. Gesù usa con ampiezza lo strumento midrashico o parabólico. I discepoli chiedono: perché a loro insegni attraverso le parabole? E la risposta di Gesù fa gelare il sangue: affinché si adempiano le parole del Profeta, perché guardando non vedono ed ascoltando non sentono. È il tema apocalittico della Parola come "spada a doppio taglio" che squarcia e separa, in questo caso che acceca e rende sordi. Coloro che ascoltano le parabole ma non sono parte del Regno di Di@, che quindi non si sono fatti carne sangue nervi delle Beatitudini, si perderanno nei meandri interpretativi, si consegneranno anima e corpo al Pil Pul ovvero agli estenuanti dibattiti sull'ermeneusi testuale. Coloro che invece sono parte del Regno di Di@, quindi corpo storico delle Beatitudini, vedono faccia a faccia poiché le loro Comunità sono l'accampamento di Di@ e delle Donne e degli Uomini, il luogo in cui il Danzante Mistero d'Amore e Vita prende dimora trasformando Donne e Uomini in Di@. 

Andavamo il giovedì sera e  ci sarebbero state  tre di noi del college e tre ragazze del centro di detenzione che si sarebbero incontrati per un po' di studio biblico e servizio in chiesa. Penso che sia una di quelle esperienze da cui non puoi tirarti indietro. Una volta che vedi, queste che  sono giovani ragazze   incarcerate, in verità  sono  tra i  migliori teologi che abbia mai incontrato. E stavamo solo vivendo queste profonde esperienze di comunità in questa piccola sala riunioni di  questa struttura in mezzo al nulla.

Tratto da una intervista ad Hannah Bowman teologa e fondatrice del Movimento Cristiani per l'abolizione del carcere. 

Il Regno di Di@, lo Spazio temporaneamente liberato dalle leggi della subordinazione sociale e del consumo, non può essere limitato neppure dalle spesse mura e dalle sbarre del carcere poiché partecipa dell'Energia del Tutto. Coloro che facendosi Storia delle Beatitudini entrano in quella dimensione, il Regno di Di@, sono infinit@. Mentre coloro che dimorano nello Spazio del Sacro sono Perfetti cioè Compiuti, cioè Morti, ecco che l'insegnamento Sapienziale li precipita nella cecità nella sordità e nell'afasia, frullano su sé stessi dissipandosi, i loro digiuni, le loro mortificazioni sono sterili atti di vacuità rivolti al Nulla. 

Amen


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