domenica 5 giugno 2022

La preghiera di strazio e di gioia del ConFratello Giacomo Sanfilippo prete ortodosso italo-canadese allontanato dal ministero

  



Sta in come prima parte (testo in inglese) 

https://orthodoxyindialogue.com/2020/06/26/the-eucharist-by-giacomo-sanfilippo/


PER UN TENTATIVO DI TRADUZIONE IN ITALIANO 

Ancora una volta ti offriamo questo culto ragionevole e incruento,e noi ti chiediamo, ti preghiamo e ti supplichiamo:

Manda su di noi il tuo Santo Spirito e su questi doni qui offerti,

e fa' che questo pane sia il prezioso Corpo del tuo Cristo.

Amen.

E ciò che è in questo Calice sarà il prezioso Sangue del tuo Cristo.

Amen.

Cambiandoli con il Tuo Santo Spirito.

Amen. Amen. Amen.


***

Poche parole mi danno più gioia in questa vita, perché ci credo assolutamente. Da sacerdote, mi rimettevo in piedi dopo una prostrazione completa e non mancavo mai di essere pieno di stupore, vedendo per un attimo il pane diventare veramente il Corpo, il vino diventare veramente il Sangue di nostro Signore, Dio e Salvatore, Gesù Cristo. Poi continuavo  l'anafora con una santa leggerezza di cuore che mi è concessa nella mia peccaminosità, perché Dio sta  con noi, qui e ora, in un modo che sfida ogni comprensione razionale da parte delle nostre deboli menti umane. Dio abita  con noi, i due o tre riuniti umilmente e con pentimento nel suo Nome. Dio dimora  con noi, facendosi misticamente conoscere ancora una volta nella stanza superiore, ancora una volta a Emmaus, ancora una volta nel Regno che verrà, ancora una volta unendosi a noi e noi a Lui e gli uni agli altri nell'intimità della mistica camera nuziale dell'Agnello e della sua Sposa, la Chiesa. Dio è con noi e ancora una volta fa del suo corpo il nostro e dei nostri corpi il suo, così che, uniti a Lui in un sacro mistero, diventiamo tutti una sola carne con Lui e gli uni con gli altri in Lui, come un marito con sua moglie, come una moglie con suo marito. Guardo le mie mani ed ecco le mani di Cristo. Guardo il mio volto allo specchio ed ecco il volto di Cristo. Ascolto la mia voce ed ecco la voce di Cristo. Mi alzo, cammino, mi siedo, ed ecco che Cristo si alza, cammina e si siede.


***

Eppure, poche parole mi portano un dolore più grande in questa vita. Bandito per sempre dal Santo Altare da un tribunale ingiusto e corrotto, mi inginocchio in fondo alla chiesa, o nel soppalco, e sussurro queste sacre parole in silenzio con il sacerdote, la mia concelebrazione nascosta che nessun vescovo, nessun sinodo, potrà togliermi.


"Nel timore di Dio e con fede, avvicinatevi!". Mi avvicino nella mia indegnità. In un batter d'occhio, il dolore si trasforma in gioia! Che importa se partecipo ai piedi dell'ambone o alla Sacra Tavola? Cosa importa se indosso paramenti sacerdotali o semplici abiti da strada? Che importa se offro le mie preghiere di ringraziamento qui o là nella chiesa, sul Santo Altare o nell'angolo più remoto? Perché Cristo, dall'oceano senza fondo della misericordia divina, scende fino a me dove sono, primo tra i peccatori e più basso di tutte le creature, e mi porta fino a sé dove è Lui. Qui c'è anche la sua Madre purissima, qui tutti i santi del cielo, qui tutti i santi angeli e arcangeli, i cherubini e i serafini. O misero uomo che sono!







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