Patriarca Ecumenico: Lottiamo per l’unità e la stabilità dell’Ortodossia.
Conclusi i lavori della Sinassi della Gerarchia del Patriarcato Ecumenico
Conclusi i lavori della Sinassi della Gerarchia del Patriarcato Ecumenico
Si sono conclusi, lunedì sera 3 settembre, i lavori della Sinassi dei Metropoliti e Arcivescovi in carica del Patriarcato Ecumenico, riuniti sotto la presidenza del Patriarca Ecumenico Bartolomeo, dal 1° settembre, nella Chiesa della Santa Trinità di Stavrodromio (Taksim) a Costantinopoli.
Durante la Sinassi, che è iniziata con una omelia di Sua Santità, sono stati toccati temi che coinvolgono il Patriarcato Ecumenico ma anche di interesse inter-ortodosso. Interventi sono stati tenuti dai Metropoliti Ghèron di Pergamo Giovanni, Ghèron dell’Isola dei Principi Demetrio, di Francia Emanuele, di Arcalocorio, Kastelli e Vianno Andrea, di Brussa Elpidoforo, di Adrianopoli Amfilochio, di Smirne Bartolomeo e dai Vescovi di Avido Cirillo e di Cristopoli Macario. Dopo gli interventi, è seguito un ampio dialogo, con domande ai Relatori e osservazioni sugli interventi da parte dei Gerarchi presenti.
Durante la sua omelia di chiusura, il Patriarca Ecumenico, ha evidenziato che “l’identità di servizio ed escatologica della Chiesa, non è minacciata solo dalla secolarizzazione, ma anche dalla chiusura e dall’introversione di una spiritualità che è abbondantemente entrata nella Chiesa. Siamo eredi e custodi della sacra eredità dei padri, della retta fede, della retta adorazione e glorificazione e della ortoprassi in Cristo e secondo Cristo, della verità che rende liberi, della filocalia e della filantropia, dello spirito di comunità e della cultura della solidarietà, consci di una continuità storica ininterrotta di una tradizione, testimoniata attraverso la confessione e il sacrifico dei Santi, attraverso la fedeltà ortodossa e la spiritualità, attraverso il miracolo della teologia dei Padri, attraverso l’ethos della croce e della resurrezione della ascesi, attraverso il modo eucaristico del vissuto, attraverso la speranza dell’eternità. Ciascuno di noi, Venerabili Fratelli, e tutti insieme, clero e popolo, siamo diaconi e protettori di queste verità e benedizioni davanti a Dio e agli uomini”.
In un altro punto, ha detto in modo caratteristico che, "stiamo lottando per l'unità e la stabilità dell'Ortodossia e per la testimonianza ecclesiastica comune. Abbiamo fatto ampio riferimento durante questa Sinassi a temi inter-ortodossi. Il Patriarcato Ecumenico, in quanto responsabile di preservare l'unità, di coordinare le relazioni inter-ortodosse e le iniziative pan-ortodosse, opera questo proprio ministero nell’ecumene ortodossa, fedele ai principi ecclesiologici e canonici ininterrotti della Tradizione dei Padri”.
Continuando la sua omelia, il Patriarca ha aggiunto: "Coltiviamo con coraggio anche l’incontro con il mondo attuale, nel quale la Chiesa vive e dà la sua testimonianza. Le grandi sfide dei tempi, il predominio della tecnologia e dei suoi risultati, la secolarizzazione e la globalizzazione, l’avanzante riduzione e dimenticanza della dimensione sociale e comunitaria della libertà, l'ingiustizia sociale, l'eudemonismo, la distruzione ambientale, ma anche il filetismo etnico, il fondamentalismo religioso, il conflitto delle culture e le altre minacce contro la sacralità della persona umana, richiedono risposte comuni, una testimonianza comune e un comune avanzare verso il futuro. Il Metropolita di Pergamo in modo positivo richiama questo dovere dell'Ortodossia: ‘Nel mondo che verrà, l'Ortodossia non può dare la propria testimonianza tutta frammentata, ma con una sola bocca e un sol cuore’. Il Patriarcato Ecumenico ha il dovere di ricordare a tutti la cattolicità e l'universalità della Chiesa, mettendo in evidenza lo spirito di riconciliazione e del superamento dei contrasti, e servendo l'unità ortodossa”.
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