sabato 3 febbraio 2018

Dal mio archivio personale-Non la parabola del figliol prodigo ma la parabola del Dio prodigo .Infatti Dio non è un direttore amministrativo di Liceo


 

1 ) Comunicazioni iniziali   
Brano evangelico collocato dentro la lunga estensione di episodi, di parabole, di narrazioni che scandiscono il camminare di Gesù di Nazareth verso Gerusalemme
 Gerusalemme diventa così non solo per Gesù ma anche per noi la città/luogo della decisione personale fondamentale. 
I destinatari di questa lunga estensione sono già individuati al capitolo 15 (con il quale inizia all’interno della lunga estensione la sezione che possiamo denominare "le parabole della misericordia") e sono indicati per immagini di contrapposizione e tale contrapposizione è relativa alla persona stessa del Nazareno
I PUBBLICANI E I PECCATORI per ascoltarlo                    
FARISEI E GLI SCRIBI come controparte: essi mormoravano perché Gesù di NazAreth riceveva i peccatori e mangiava con loro

Schema del capitolo 15

La pecora smarrita
La dramma perduta
Il figliol  prodigo


2-) LA NARRAZIONE 

        La narrazione inizia con una strana rottura della legge mosaica per come era prevista nel libro del Deuteronomio. La spartizione del patrimonio paterno non avrebbe mai potuto essere compiuta essendo ancora in vita il padre. Siamo già in un caso singolare:un padre che ascolta le proteste del figlio e disobbedisce alla legge accettando il rischio di perdere la presenza a casa del figlio stesso.


Deuteronomio 21:16-17.
Se un uomo avrà due mogli, l'una amata e l'altra odiata, e tanto l'amata quanto l'odiata  gli avranno procreato figli, se il primogenito è il figlio dell'odiata 16 quando egli dividerà tra i suoi figli i beni che possiede, non potrà fare primogenito il figlio dell'amata, preferendolo al figlio dell'odiata, che è il primogenito    17 ma riconoscerà come primogenito il figlio dell'odiata, dandogli una parte doppia di tutto quello che possiede    poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui appartiene il diritto di primogenitura.



3-I Personaggi   Il Figlio minore



Questo figlio minore è descritto tutto inserito nell’esperienza del peccato e della liberazione da esso.Ma la parabola ci riserva sorprese  intorno a questa liberazione

Prima fase  
In senso spirituale, quella domanda esprime il desiderio dell'uomo carnale di scuotere il giogo di Dio, di divenir Dio a sé stesso, e di disporre della vita sua a proprio piacere e pel proprio conto. Questo è il peccato per eccellenza, da cui vengon tutti gli altri

Nozione di uomo  carnale

Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.
Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. L'uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno.
1° Corinzi 2:12



SECONDA FASE   la dissolutezza

......esistenzialmente e direi in termini di autoanalisi finché egli non si  sia condotto in sull'orlo della distruzione....

            il suo andar via verso un paese lontano ricorda l’esperienza dell’abbandonato, ma dell’abbandonato da Dio perché non devoto ma duro di cuore .In questo paese lontano l’ebreo dimentica di essere ebreo.....

........
            l’ebreo dimentica di essere ebreo perché nel peccato compiuto nel paese lontano,il figlio minore si colloca ormai fuori dal patto di Israele,vive in radicale autonomia e l’autonomia diventa la rottura dalla propria identità appartenenza.

          .......  Il figlio minore andando via ha compiuto in termini familiari,personali,sinagogali,spirituali non il parricidio  ma l’omicidio del Padre e diventa autoreferenziale..Lo diventa perfino in fondo nel suo un po’ troppo interessato pentimento

Vive da dissoluto

    ....Il vocabolo greco asotos non può essere riferito solo all’esercizio irregolare della sessualità .l’essere dissoluto è l’esercizio della propria libertà fuori e contro la propria identità di figlio  .E’ dissoluto perché non ha più voluto essere figlio .Egli è senza salvezza,il non salvabile,è sempre in pericolo di morte spirituale,spiritualmente è un disperato.E’ asotos perché non ha più alcuna relazione con il Padre e quindi ha perso l’orientamento e il discernimento -e’ asotos perché è frantumato e La completa dissipazione dei suoi beni rappresenta la libertà umana spinta ai suoi limiti più estremi, ed il «paese lontano» ove fuggì è l'emblema dello stato dell'anima che è andata errando sì lungi, che non le si affaccia neppur più il pensiero di Dio
Dissoluto non solo sessualmente ma esistenzialmente..un distornato  dalla sua stessa vocazione profonda..un distornato dal suo essere icona di Dio tri uno..insomma nel senso totale  trovasi in una deboscìa


Terza  fase  Inizia il percorso di reintegrazione – Si trova  anzi   è  nel bisogno


    Trovarsi nel bisogno indica una realtà concreta,terrestre,materiale.la realtà della privazione immediata,la mancanza dei mezzi di produzione e dei beni di consumo e di fronte alla necessità egli compie il definitivo suicidio del suo essere ebreo: da ebreo osservante si fa porcaro e vive in sé l’essere oggettivamente e definitivamente fuori dall’elezione di Israele,si è reso inascoltabile davanti a Dio Eterno
Siccome poi la legge mosaica dichiarava i porci immondi, e malediva chiunque si dava ad allevarli, il Signore non poteva presentare ai suoi uditori una caduta più terribile, una degradazione più profonda, che quella del figlio minore di una ricca ed onorata casa israelitica ridotto a custodire i porci per un incirconciso.

Porre la differenza tra l’espressione trovarsi nel bisogno..Essere nel bisogno..Una condizione strutturale..non eliminabile…definitiva..non è più un dato contigente…un dato  provvisorio..un dtao storico..ma è il non slavabile definitivamente .Non ha più dove andare e non ha più cosa fare..Attenzione (ecco perché il figlio minore   non è in realtà un modello di virtù cristiane)  gli resta  solo la libertà di morire…Deve decidere come morire in quanto è l'unica libertà che gli resta   e –incredibile al pari poi del fratello maggiore- ma guarda tu ritrova la legge mosaica  Decide di andare a moire nella casa del padre ovviamente come servo

Sta tornando.Ma sa di non potere più tornare da figlio ma solo da servo .Come figlio non esiste più esisterà solo come servo come oggetto di se stesso.Tornando si accontenterà di essere un non-essere.Un ritorno pensato come ritorno di morte.Il desiderio di morire almeno con dignità avendo perduto la propria scommessa

    Non quindi una grande conversione come una visione modesta nella cristianità(tutta quanta) ci ha abituati ,ma una consapevolezza di sconfitta e di desolazione.Un ravvedimento da sconfitto e da sconfitto cinico e disincantato….Attenzione non è qui che il minore si converte e si ravvede e di per sé nulla è detto del suo profondo ravvedimento..E’ tornato a casa perché era in stato di totale privazione. Certo rispetto all’avere compiuto l’omicidio del Padre, ora spera di aprirne la tomba e ritrovarlo vivo…Ma più di questo non c’è


QUARTA FASE   STA TORNANDO

.....Sta tornando.Ma sa di non potere più tornare da figlio ma solo da servo .Come figlio non esiste più esisterà solo come servo come oggetto di se stesso.Tornando si accontenterà di essere un non-essere.Un ritorno pensato come ritorno di morte.Il desiderio di morire almeno con dignità avendo perduto la propria scommessa

    Non quindi una grande conversione come una visione modesta nella cristianità(tutta quanta) ci ha abituati ,ma una consapevolezza di sconfitta e di desolazione.Un ravvedimento da sconfitto e da sconfitto cinico e disincantato….Attenzione non è qui che il minore si converte e si ravvede e di per sé nulla è detto del suo profondo ravvedimento..E’ tornato a casa perché era in stato di totale privazione. Certo rispetto all’avere compiuto l’omicidio del Padre, ora spera di aprirne la tomba e ritrovarlo vivo…Ma più di questo non c’è



3)  I  PERSONAGGI   IL PADRE

Il Padre è una persona "irresponsabile".agisce rovesciando volutamente e consapevolmente le regole e dei convenzioni e ichiari dettati teoliogici,sinagogali e civili della legge mosaica

Niente però nel codice civile degli Ebrei dava ad un figlio il diritto di chiedere  la sua porzione, mentre viveva tuttora il genitore. Quindi alla richiesta del figlio  minore il Padre non solo doveva rispondere picche  ma proprio allontanarlo dal suo cospetto..Il figlio che aveva tanto osato  non poteva stare più davanti a lui
Il Padre rompe la legge mosaica  già una prima volta  accettando la richiesta del minore ma la romperà totalmente  alla luce di una delle conseguenze  familiari giuridiche dopo avere dato il patrimonio al minore…Ora verso il minore egli non ha più né religiosamente né giuridicamente obblighi..Il minore è per lui l’estraneo


TUTTAVIA

vede lontano il figlio che sta per ritornare come se fosse sempre stato davanti alla finestra
ne ebbe compassione

prende l’iniziativa dell’abbraccio e non gli consente di finire la confessione del peccato

gli censura l’ultima frase che il minore si era preparata"Trattami come uno dei tuoi servi" Quindi gli impedisce la normalità della legge mosaica ed è qui allora che avviene il vero ravvedimento del minore…Non prima senza il padre  ma ora accanto e ancora una volta davanti al Padre senza condizioni e senza  come dire  proposte di penitenze  operative e casistiche .Un perdono assolutamente  gratuito quello del Padre e probabilmente neppure un perdono.. o appunto un iper- dono .E solo alla luce del comportamento del Padre allora e solo allora si può leggere  l’intero percorso del minore come percorso di reintegrazione e di ravvedimento…Ma questo ravvedimento suo,il nostro ravvedimento resta sempre nelle mani del Padre, nel cuore del Padre..
  ed organizza la festa
 
La festa cosmica della conversione,la festa sacramentale della riconciliazione,la festa cristica del dimorare in Dio,il riposo lieto di Dio che finalmente si può riposare perché Dio perdona e dimentica

    Il Padre non tiene conto della legge e si muove in altra dimensione.l’assoluta gratuità  della grazia e la reintegrazione avviene nella casa e per la casa:nel mistero della Chiesa noi restiamo stupiti-La Chiesa come terapia e come ospedale

DOMINI MEMORES ET IPSIUS MIRABILIUM

E qui si pone la questione della veste che non è la veste più bella,ma la prima veste,la veste indossata da Adamo prima della sua disobbedienza;ma è anche la veste del midrash ebraico indossata dagli adolescenti il giorno in cui diventano giuridicamente capaci di essere soggetti e persone e non cose o servi e la veste del midrash è sempre la veste di famiglia,la veste del padre che era la veste del nonno e così via in una catena a ritroso nel tempo iniziale della fedeltà della casa all’alleanza con Dio e l’anello al dito e i calzari nuovi testimoniano la volontà del Padre di proprio cancellare il tempo dell’assenza e della trasgressione


....dare una più viva impressione del completo ristabilimento del figliuol prodigo nella sua posizione prima e della attività esuberante della gioia del padre. L'espressione della gioia del padre raggiunge il suo apice e si diffonde nella festa cui prendon parte con lui e col figlio minore tutti i servi della casa. Come il pastore e la donna nelle precedenti parabole, chiamarono i loro amici e vicini a rallegrarsi seco loro per aver essi trovato quello che perduto, così in questa il padre chiama tutti i membri della sua famiglia a dividere la gioia del suo cuore.......

Insomma non è il minore che si ravvede e va in metania  di per sè e per profonità di consapevolezza..Il minore  come dire   quasi sbagliando anzi senza il quasi sbagliando grammaticalmente  "viene ravveduto ".. dall'incredibile irresponsabilità del Padre che archivia  la legge mosaica...cosi  come il Cristo l'ha crocifissa sulla croce in quanto la legge è solo il manoscritto dei nostri peccati


3-I Personaggi..Il fratello maggiore

La colpa del minore è stata quella di essere andato via da casa- la colpa del maggiore è stata quella di restarvi e di restarvi in modo legalistico,stizzoso e rancoroso

Egli è l’uomo della legge e dei divieti(è l’uomo del typikòn…)
    Non comprende il cuore del Padre e gli muove precisi rimproveri
    E’ sempre il solito teologo delle buone opere ed accampa meriti in fondo è un ottimo ragioniere,un calcolatore di profitti e perdite- un moralista convinto e lieto diessere tale

E’ rimasto a casa per insegnare a Dio come –Santo Dio -ci si comporta da Dio..In fondo mosaicamente è sempre stato –ed ora più che mai- l’accusatore del Padre
Egli è l'immagine del Fariseo, affaccendato nei suoi riti, mentre i peccatori penitenti si rallegrano nella luce della grazia. Ogni libero ed allegro impulso è odiato  dallo spirito formale del Farisaismo»

MA IL PADRE LO SPIAZZA

Lo va a cercare e lo invita alla festa perché stavolta è lui fuori casa. Il figlio non voleva venire; il padre dunque si alza e va da lui.

DINANZI ALLA NOVITA’ DELLA FESTA,LA LEGGE NON SERVE

DINANZI ALLA NOVITA’ DELLA FESTA,LA LEGGE E’ ZAVORRA,E’ OSTACOLO,E’ CECITA’ DI CUORE,E’ MORALISMO GRETTO E TOTALE

Egli ci rivela che la sua è stata la vita di uno schiavo, non di un figlio; che l'osservanza dei comandamenti di suo padre non era scaturita da un cuore pieno di amore per lui, ma dal desiderio della ricompensa.....il suo criterio di perfetta ubbidienza si accorda perfettamente col vanto del Fariseo nel tempio: «O Dio, io ti ringrazio che non sono come, gli altri uomini»
Ma nel maggiore  muore l’antico Israele il Signore mostra al maggiore/al gruppo dei farisei…mostra loro  che se fossero stati giusti quanto pretendevano, si sarebbero rallegrati della conversione e della riconciliazione di altri con Dio, che non poteva recar loro danno alcuno. Lungi dal concedere che non abbiano bisogno di pentimento, col ritratto che fa di loro, li dichiara essi pure peccatori, e diversi dai pubblicani solo in quanto che non si pentivano e non abbandonavano i loro peccati Coll'irritarsi orgogliosamente per l'ammissione di altri nel regno di Dio, dimostravano senza saperlo, ma in modo evidente, di non esservi entrati essi per i primi.

E alla fine forse questo fratello maggiore scandalizzato da tanta paterna sovversione e trasgressione si coprirà il volto e griderà


Non c’è più religione..


E HA RAGIONE .In Cristo Gesù non c’è più religione legalista  ma l’esperienza di fede vivifica di ciascuno di noi come persone e come popolo

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