sabato 10 febbraio 2018

Dal mio Archivio Domenica di carnem Levare

 

Parabola/racconto della seconda gloriosa Parusia del Risorto in Matteo al capitolo 25 versetto 31-46
testo del brano evangelico

Il Signore ha detto: "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli santi, siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri a sinistra. Allora il re dirà a quelli alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero carcerato e siete venuti a me. Allora i giusti gli risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo accolto, nudo e ti abbiamo vestito? quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a te? Rispondendo, il re dirà loro: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sinistra: Allontanatevi da me, maledetti, al fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché io ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero forestiero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete fatto visita. Anch'essi allora risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà loro, dicendo: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi alla punizione eterna e i giusti alla vita eterna".
  • Testo complesso e non facile anche per come è stato predicato e trasmesso da una cristianità prigioniera dovunque della logica dei meriti e delle pene propria di una spiritualità  tutta presa dal primato della teologia delle opere
  • Il testo dovrebbe essere "masticato"analiticamente punto per tutto per individuare e centrare l’annuncio che esso vuole fare a noi.Siamo dentro il discorso escatologico che Gesù propone immediatamente prima della sua settimana santa IL discorso poi è preceduto dall’intera sezione narrativa (che inizia con il capitolo 19) che annuncia per discorsi,per questioni e per parabole l’avvento prossimo del Regno dei Cieli


Gesù parla al futuro ed annuncia il futuro che  egli compirà nella sua gloria

      1. Si presenta come il figlio dell’uomo,questa misteriosa categoria biblica,questo misterioso personaggio proposto dal profeta Daniele e sicuramente legato alla presenza finale e completa di Dio tra gli uomini per l’opzione e la scelta fondamentale e definitiva Gesù di Nazareth è proprio la pietra angolare di questa opzione:Egli convoca,Egli aduna,Egli chiama 


      2. Il figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con i suoi angeli santi e siederà sul trono della sua gloria:questo annuncio è importante:Esso è fatto prima della morte e della resurrezione e alla morte e alla resurrezione non fa riferimento ed è annuncio al futuro del futuro;avevano i discepoli una possibilità di capire questa gloria,questi angeli santi,questo trono di gloria? Si Pietro Giovanni e Giacomo avevano già vissuto l’esperienza e l’evento della Trasfigurazione sul Tabor.Il tabor è allora incrocio teologico e spirituale veramente esplosivo Da una parte è annuncio profetico della successiva Resurrezione ma d’altra parte è visione anticipata del Compimento Finale:il Tabor è insieme preannuncio della Resurrezione ma anche uno squarcio della dimensione tempo,l’istante del compimento avvenuto prima dell’avvenire.La fede è speranza delle cose che accadranno
      3. Questa speranza,questo coniugarsi al futuro  della nostra fede nel Risorto che tornerà come interpella e come modifica la nostra vita la nostra preghiera la nostra ecclesialità?Come vivere questo nostro tempo se non come Il tempo dell’attesa e dell’invocazione?...senza sosta...senza interruzione...Signore Non Tardare


  • Il ritorno del Figlio dell’uomo renderà lo stesso Figlio dell’uomo come colui che riunisce e convoca tutte le genti,come il pastore attento all’armonia del suo gregge come Re. Cristo Signore è stato ed è pietra di inciampo per tutti .O viene vissuto  come inciampo,come ostacolo,come rovinosa caduta della nostra vita di prima,come continua memoria sovvertitrice di ogni nostra abitudine e di ogni nostro status,anche quando nobile e significativo oppure ancora una volta viene scartata proprio perché inciampo,proprio perché fastidiosamente sovvertitrice.
  • Veniamo convocati per la fotografia della nostra scelta e per averne piena consapevolezza



  • Benedetti dal Padre mio ricevete in eredità il regno preparato per voi sin dalla fondazione del mondo.Frase pesante,frase fondamentale per il nostro stesso tentativo faticoso di discepolato. Coloro che riescono a vivere l’Evangelo sono benedetti dal Padre,cioè il Padre dirà bene di loro davanti a se stesso,davanti al Figlio,davanti al Santo Spirito e davanti agli uomini tutti:Il Padre si renderà garante della loro sincerità di cuore e per questo diventeranno eredi cioè dichiarati figli (qui c’è tutto il tema paolinico dell’adozione nostra a figli e quello petrino della deificazione) e la loro eredità sarà nel diventare proprietari del regno preparato fin dalla fondazione del mondo,diventare cioè viventi e vivi dentro l’alleanza  con il Signore



  • Le opere per le quali il re/pastore esprime le sue scelte non sono le buone opere che non modificano la nostra vita ma servono solo a narcotizzare la nostra coscienza ma sono le opere di chi ha scelto il Vangelo e indicate profeticamente al capitolo 58 del profeta isaia.....
  • Sciogliere le catene inique Togliere i legami del giogo Rimandare liberi gli oppressi Spezzare ogni gioco …dividere il pane con l’affamato introdurre in casa i miseri,senza tetto vestire uno che vedi nudo ….Allora la tua ferita sarà rimarginata… ..Toglierai di mezzo a te l’oppressione il puntare il dito e il parlare empio ..offrirai il pane all’affamato ..sazierai di cibo chi è digiuno allora brillerà fra le tenebre la tua luce (dal profeta Isaia)


Si tratta di vivere nel mondo"come se il mondo non fosse mai stato dato/etsi mundus non daretur ".



  • Allontanatevi da me maledetti al fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli.Frase ovviamente speculare alla prima e frase tragica.Il Padre dirà male davanti a se stesso,davanti al Figlio e davanti allo Spirito ma anche davanti agli uomini di coloro i quali hanno vissuto nel mondo come se il mondo fosse l’unica realtà concreta con le sue leggi e la sua autonomia.Anche essi sono ovviamente eredi di qualcuno.Sono eredi del Separatore e in quanto tali non possono che essere separati,resi lontani definitivamente e il fuoco eterno è immagine tremenda perché se Dio è fuoco eterno,questo fuoco eterno non è il fuoco di Dio E’ il fuoco delle tenebre,il fuoco delle tenebre derivato e derivate dall’assenza di Dio



  • Davanti alle opere della profezia del Regno non ci sono terze posizioni intermedie .C’è solo la fatica del vivere e dell’impegno,la tragicità quotidiana della nostra lotta contro noi stessi L’inquietudine,l’intransigenza con se stessi e la compassione verso gli altri per non finire come è finita alla Chiesa di Laodicea nel libro biblico dell’Apocalisse
Conosco le tue opere.tu non sei né freddo né caldo:Magari tu fossi freddo caldo!!.Ma poiché sei tiepido,non sei cioè né freddo,né caldo,io ti vomiterò dalla mia bocca

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