venerdì 22 aprile 2022

Claudio Tabacco -Sermoni del Tempo di Pasqua (Venerdì della prima settimana)






Sermoni del Tempo di Pasqua 

(Venerdì della prima settimana) 

Vangelo di Giovanni, il Vangelo che fa talmente paura alle strutture della Chiesa da non aver neppure un anno a lui dedicato. C'è l'anno di Marco, quello di Matteo e quello di Luca, non quello di Giovanni. Troppo difficile troppo teologico, troppo mistico, delle due l'una: se è troppo vuol allora dire che i preti sono poco inclini alla teologia, poco inclini alla mistica, poco inclini alle difficoltà oppure dietro a quel troppo si nasconde un poco manipolabile . 

Giovanni nel tuo Evangelo hai costruito una sintesi straordinaria e poetica, nel senso etimologico, del Gesù storico, del Gesù della Fede viva vissuta sperata e del Cristo paolino. Giovanni che hai raccolto il testimone di Paolo ad Efeso e nel Prologo che riassume il tuo Evangelo hai portato a vertiginosa altezza l'Inno Cristologico di Efesini sei un'aquila che possente ci trascina tutt@ al Padre/Madre. 

Sette discepoli di Gesù, tra cui Pietro e Natanaele, quello che studiava la Torah sotto il fico e che fu assai dubbioso su quel predicatore galileo impolverato, erano a pesca. Cosa possono fare dei pescatori se non pescare? Su di loro, pur avendo già incontrato il Risorto, ancora gravava il dubbio, il senso di sconfitta. Fu Pietro, quella notte a dire: io vado a pesca; forse per troncare discorsi e ricordi troppo dolorosi. Anche gli altri lo seguirono. Tutta la notte gettarono le reti, ma niente, neanche un solo pesciolino. All'alba, già tornavano, erano a meno di cento metri dalla riva: ehilà brava gente, avete qualcosa da mangiare? Niente, non abbiamo preso neanche un pesce. Gettate le reti dal lato destro. Dal lato destro c'è lo scalmo, non si gettano le reti da quel lato. Che poi la rete si impiglia e si rompe. Eppure lo fanno. Obbediscono a quel Ignoto, fanno ciò che dice quello Sconosciuto. 

La Grazia agisce per vie che non ci sono note, ancor prima che Conosciamo già ci attira, perché il Risorto è appostato all'angolo della strada come scriverà Mauriac. 

Gettarono, dunque, la rete ed essa si riempì al punto che non riuscivano a tirarla a bordo tanto era pesante. Fu allora che il "Discepolo che Gesù amava disse… " 

Chi sei tu Discepolo senza Nome? Di ogni Discepolo si dice nome, patronimico, ed anche soprannome: Pietro per dire che Simone era uno zuccone, i fratelli Boanerghes per dire che erano rissosi e fanfaroni come il tuono, solo di te si tace il nome. Forse che tu hai tanti nomi quante sono le donne e gli uomini che da quei tempi sino all'ultimo futuro seguirono, seguono e seguiranno il Maestro? Beati coloro che crederanno senza aver visto. 

Egli, dunque, disse: È il Maestro. Pietro si arrotolò allora la veste ai fianchi e si gettò in acqua per guadagnare la riva ardendo dal desiderio di vedere ancora il Maestro. Pietro generoso in ogni cosa, anche nel rinnegare, Pietro impulsivo. Quando dunque raggiunsero la riva Gesù già cuoce a su un fuocherello del pesce per loro. Ma come, prima chiede se hanno del pesce ed ora cuoce del pesce per loro? Il Risorto è un amico che con premura ti attende e cucina qualcosa per saziare la tua fame e ritemprare la tua fatica. È lui che viene incontro a te, non sei tu ad andare da lui. Anche se hai condiviso con lui la polvere della strada, la fatica gioiosa della predicazione, anche se hai dormito accanto a lui sotto il cielo stellato, non sei in grado di riconoscerlo finché non condivide con te il suo cibo, un pesce arrostito (pesce in greco sta per Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore) ed un pezzo di pane. 

Che abbiamo fatto di te Gesù? Tu che sei l'Amico che accoglie e sfama ti abbiamo fatto diventare il Terribile Giudice che incenerisce il Mondo. Tu che sulla spiaggia ti riveli come il Compagno Premuroso sei diventato nelle nostre amare parole il moralista feroce. 

Tirarono dunque in secca la barca e nella rete che non si era rotta vi erano centocinquantatre pesci di grosse dimensioni. 

La rete non si ruppe, la Chiesa nonostante scismi, prostituzione, crimini ancora è integra. Certo la tua Chiesa, la tua comunione di uomini e donne che ben fuori dai Recinti Sacri hanno camminato, camminano e cammineranno accanto a te senza riconoscerti se non quando tu li accogli offrendo loro un improbabile pesce arrostito ed un pezzo di pane. 

Amen.

Église catholique orthodoxe de France.Lettre pastorale pour la Pâque 2022

 


Descente aux limbes. Psautier Tiberius, manuscrit enluminé contenant les psaumes. Réalisé dans le troisième quart du XIe siècle en Angleterre, il a sans doute été exécuté au scriptorium de la cathédrale de Winchester. Le manuscrit est conservé à la British Library (Cotton MS Tiberius C VI)

Testo in Francese ...(ricevuto dal Padre Prêtre Henry Marie Regimbeau.Prêtre orthodoxe presso Paroisse orthodoxe Sainte Marie Madeleile à la Sainte Baum e che ho già ringraziato)


Semblable à l'apôtre Paul et à saint Jean.  de Saint-Denis, je vous salue du titre de «

Bien aimés de Dieu » et de « Mes amis en  Christ ».

Il est de bon ton parfois - et trop souvent à notre époque - de stigmatiser une nation au nom d'un universalisme vertueux et  conquérant. Le Christ, pourtant, et autrement, envoie ses disciples au-devant  des nations et assure, en même temps,l'univers de sa présence jusqu'à la fin des  temps.Lorsqu'il vient, ce même Christ, à la onzième heure de la création, il se fait homme dans son extrême abnégation, et il  entre pleinement dans les formes humaines désireuses de le recevoir. Il vient par la Vierge sage et par l'Esprit-Saint. Il  vient, sans quitter son trône céleste, s'enracinant dans la nature humaine, assumant  les caractères historiques de la nation  juive (remontée aux portes célestes et écoulement avec les civilisations). Il fut alors, et  il est toujours un homme parmi les  autres, et un homme nouveau sans péché, et le Fils  de Dieu. L'humanité touchée par le péché et tombée dans les ténèbres extérieures ne parvient pas,  au cours de l'histoire, à se sortir de l'emprise du péché. Elle expérimente la faillite successive des civilisations parfois si brillantes. Elle va, elle vient, elle gesticule et s'exalte, elle pleure, elle rit ... mais rien n'y fait.  Alors, Dieu miséricordieux vient en ce monde. Il vient, lui-même, expérimenter sa  création et lui restituer sa dignité, sans s'imposer comme Dieu, se chargeant de la  plénitude humaine sauf le péché. Il restitue à la nature humaine sa fécondité et son destin qui est d'entrer dans  l'intimité  du Père des Cieux. Il restaure la nature humaine, il la ressuscite. Que fêtons-nous alors à Pâques ? La purification de notre existence et la rénovation résurrection de l'humanité hors du péché.

Admirons le parcours depuis l'origine :

➢ avec le péché, la mort ;

➢ avec Abraham, la porte ouverte à Dieu ;

➢ avec Jésus-Christ, l'abnégation - car Dieu descend toujours ;

➢ et l'envoi des disciples qui enseignent, baptisent et préparent tout pour l'EspritSaint.

« Christ est ressuscité des morts,

par la mort il a vaincu la mort ! »

En vérité, il nous mène à l'essentiel, soit à devenir des fils du Père des cieux par la

poussée du Saint-Esprit.


Votre fidèle et bénissant,


 +Germain

Archevêque de Saint-Denis

et de l’Église catholique orthodoxe de France


Per un tentativo di traduzione in Italiano 

Come l'apostolo Paolo e San Giovanni di San Denis, vi saluto con il titolo di "Amati da Dio" e "Amici miei in Cristo"

A volte è di moda - e troppo spesso nel nostro tempo - stigmatizzare una nazione in nome di un universalismo virtuoso e conquistatore. Cristo, tuttavia, e in modo diverso manda i suoi discepoli alle nazioni e allo stesso tempo assicura  l'universo della sua presenza fino alla fine dei tempi. Quando viene, questo stesso Cristo, all'undicesima ora della creazione, diventa l'uomo nella sua estrema abnegazione, ed entra pienamente nella realtà concreta dell'essere uomo  assumendone la natura perchè gli uomini fossero disposti a riceverlo Egli viene dalla la Vergine santa e per opera dello Spirito Santo Egli viene, senza lasciare il suo trono celeste, radicandosi nella natura umana, assumendo  caratteristiche storiche della nazione ebraica (remontée aux portes célestes et  écoulement avec les civilisation). Era allora, e lo è ancora, un uomo tra gli altri   un uomo nuovo senza peccato,  è  il Figlio di Dio L'umanità toccata dal peccato e caduta nelle tenebre più profonde non riesce, nel corso della storia, ad  uscire dalla morsa del peccato. Sperimenta il successivo fallimento di civiltà che a volte erano così brillanti. Va e viene,  si muove disordinatamente  e si esalta, piange, ride... ma niente aiuta.  Poi, Dio il misericordioso entra in questo mondo. Viene, lui stesso, a sperimentare la sua creazione e a restituirle dignità, senza imporsi come Dio.  assumendo la pienezza dell'umanità tranne il peccato. Egli restituisce alla natura umana la sua fecondità e il suo destino, che è quello di entrare in  l'intimità del Padre in cielo. Ripristina la natura umana, la fa risorgere.Cosa celebriamo allora a Pasqua? La purificazione della nostra esistenza e la  la resurrezione dell'umanità dal peccato.


Ammiriamo il viaggio dall'inizio:


➢ con il peccato, la morte;


➢ con Abramo, la porta si aprì a Dio;


➢ con Gesù Cristo, l'abnegazione - perché Dio scende sempre;


➢ e l'invio di discepoli che insegnano, battezzano e preparano tutti allo Spirito Santo.


"Cristo è risorto dai morti,


attraverso la morte ha vinto la morte!


In verità, ci conduce all'essenziale, per diventare figli del Padre del cielo per mezzo della presenza di santa energia. dello Spirito Santo 

Votre fidèle et bénissant,

 +Germain

Archevêque de Saint-Denis

et de l’Église catholique orthodoxe de France



Tradotto con www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)



Sito dell’ Église catholique orthodoxe de France

https://eglise-orthodoxe-de-france.fr/


sito della Paroisse orthodoxe Sainte Marie Madeleile à la Sainte Baum

https://www.paroisseorthodoxe-saintemariemadeleine-saintebaume.com/


L'esperienza dell'ECOF come ortodossia occidentale e nella Liturgia, nella pastorale e nel calendario merita rispetto ed attenzione nell'eredità della testimonianza e del ministero di   MONSEIGNEUR JEAN, ÉVÊQUE DE SAINT-DENIS ( Eugraph Kovalevsky) di venerata memoria canonizzato e glorificato nel Sinassario  

Per la storia  dell'  ECOF in italiano osi fa riferimento a 


http://luceortodossamarcomannino.blogspot.com/2015/11/lecof-biografia-di-una-chiesa-incompresa.html

mercoledì 20 aprile 2022

Message du Comité épiscopal.Archevêché des églises orthodoxes de tradition russe en Europe occidentale. Patriarcat de Moscou

 



(a mio parere è una meravigliosa lezione di ecclesiologia adversus et contra ogni modalità di cesarismo da primus sine paribus)


testo francese sta in

https://archeveche.eu/message-du-comite-episcopal/?fbclid=IwAR0gsKm5VvbS-dPPqCU-4DtByaknzdRqJG6ia8Wumeee9xCU5NcSauq9lvo


PER UNA TRADUZIONE IN ITALIANO 


Messaggio del Comitato Episcopale

Ai rettori, al clero e ai fedeli della nostra diocesi

Cari padri, fratelli e sorelle


In questi tempi dolorosi e difficili, capiamo che alcuni di voi si pongono domande legittime sulla posizione da prendere di fronte all'atteggiamento e a certe parole del nostro patriarca. 

È bene ricordare che la nostra ecclesiologia ci è di grande aiuto per mantenere una mente giusta e serena. Ricordiamoci che Colui che è a capo della Chiesa è Cristo! Inoltre, Sant'Ignazio di Antiochia ci dice con grande chiarezza: "Dove c'è il vescovo, lì c'è la Chiesa! Questa è la base della nostra ecclesiologia. Il vostro vescovo è il vostro servo Arcivescovo Giovanni, Metropolita di Doubna, che avete eletto per la tradizione della successione apostolica. È con me e con i miei vescovi vicari che viviamo il nostro cristianesimo, tutti insieme: vescovi, sacerdoti, diaconi e fedeli, cercando di seguire i comandamenti del Signore nel miglior modo possibile.


È vero che apparteniamo a un Patriarcato e che siamo sotto la sua protezione secondo quanto stabilito dagli apostoli e dai loro successori.  

Ma con tutto il rispetto, il nostro Patriarca è prima di tutto un vescovo tra i vescovi, è il vescovo della terra di Mosca ed è particolarmente responsabile della convocazione in sinodo di tutti i suoi fratelli vescovi delle Chiese della terra russa e delle sue dipendenze esterne per discutere le varie questioni che si presentano in un dato momento. Deve poi rendere conto a tutti (vescovi, clero e fedeli) delle risposte date in questo sinodo o concilio. Questa è la sua funzione principale.

È molto chiaro in questa ecclesiologia che il nostro riferimento è l'arcivescovo. Molti di voi mi sono grati per aver cercato di essere coraggioso nella mia posizione contro la mostruosa guerra in Ucraina. Guidati dalle preghiere di tutti e dalla grazia dello Spirito Santo vi incoraggio a vivere in fedeltà alla vostra diocesi sotto la guida del suo arciprete, a sostenerla e certamente a non abbandonarla. Coloro che dicono di voler lasciare il Patriarcato di Mosca si sbagliano: in realtà, stanno lasciando la nostra diocesi e il suo arcivescovo.

Dobbiamo quindi essere consapevoli e vigili nelle nostre riflessioni sulla drammatica situazione della guerra in Ucraina.

Che il Signore ci illumini, ci guidi e soprattutto ascolti le nostre suppliche perché la pace ritorni al più presto in questo paese martoriato. Al di là delle nostre legittime sofferenze, che Cristo nostro vero Dio sia il nostro aiuto, la gioia e il conforto delle nostre anime e dei nostri cuori.

Buona Settimana Santa a tutti e una bella festa della Speranza che è la Resurrezione di Cristo!

+ Métropolite JEAN de Doubna,    

Archevêque des églises orthodoxes de tradition russe

en Europe occidentale 

+ Évêque Symeon de Domodedovo                                          

+Évêque Elisée de Réoutov                                                                                                                                                                       


Paris,  15 avril 2022

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Inclusive Anglican Episcopal Church-Messaggio pasquale della nostra Vescova presidente, m. M.Vittoria Longhitano.


Communion des Eglises orthodoxes occidentales-ÉGLISE ORTHODOXE FRANCAISE -MESSAGE PASCAL 2022 -






MESSAGE PASCAL DE MGR MARTIN

Bien chers frères et sœurs en Christ,


Christ est ressuscité ! En vérité, Il est ressuscité ! 

Le Cantique des Cantiques avait annoncé « l’Amour fort comme la mort ».

La lourde pierre a roulé, les profondeurs du sépulcre neuf sont devenues terre matricielle inondée de la Lumière de l'Homme Nouveau... Les linges ainsi que le suaire qui avait recouvert la Tête du Crucifié gisent désormais à terre…

Du tombeau vide jaillit la nouvelle la plus prodigieuse qui n’ait jamais été annoncée : Christ est Ressuscité ! L’Amour se révèle plus fort que la mort…


Alors, « en ce jour le plus beau, le plus resplendissant, le plus puissant qui nous élance vers l’éternité », tout redevient possible! Tout est sauvé! Toute la création, céleste et terrestre, jubile d’une joie débordante, triomphale, lumineuse…
 

Chaleureuses bénédictions pascales...       
                                                                                          
 Évêque Martin


per una traduzione in italiano

Cari fratelli e sorelle in Cristo,


Cristo è risorto!  Veramente , Egli è risorto! 

Il Cantico dei Cantici aveva annunciato "Forte come la morte è l’amore 

La pesante pietra è stata rotolata via, le profondità del nuovo sepolcro sono diventate terra madre e partoriente  inondata dalla Luce dell'Uomo Nuovo... I teli di lino e il sudario che avevano coperto il capo del Crocifisso giacciono ora a terra...
Dalla tomba vuota scaturisce la notizia più sorprendente che sia mai stata annunciata: Cristo è risorto! L'amore è più forte della morte...

Allora, "in questo giorno più bello, più splendente, più potente che ci lancia nell'eternità", tutto diventa di nuovo possibile! Tutto è salvato! Tutta la creazione, celeste e terrena, si rallegra di una gioia traboccante, trionfante, luminosa...
 
e con cuore e di cuore  benedizioni pasquali...       
                                                                                          
 Vescovo Martin

Notizie sulla  Communion des Eglises orthodoxes occidentales. 

https://divinaliturgiaanafora.blogspot.com/2022/04/semaine-radieuse-1re-semaine-apres.html


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martedì 19 aprile 2022

Communion des Eglises orthodoxes occidentales-ÉGLISE ORTHODOXE CELTIQUE-MESSAGE PASCAL 2022 -Croix de Saint-Damien

 





Testo  ufficiale in Francese---https://data.over-blog-kiwi.com/2/14/07/25/20220416/ob_9dd871_2022-message-pascal-mgr-marc.pdf


PER UN TENTATIVO DI TRADUZIONE IN ITALIANO


Amati fratelli e sorelle in Cristo,

Proclamiamo la vittoria dell'Amore sulla morte, su tutte le forme di morte che ancora regnano nel mondo, e questa è un'esigenza apostolica ancora prevalente nel mondo. Oltre le solite e necessarie parole che esaltano la salvezza del mondo nella risurrezione del nostro  Gesù Cristo, c'è una dimensione cruciale che vorrei condividere con voi: non c'è risurrezione senza il mistero della croce.

 Conosciamo  sicuramente la Croce di San Damiano. È un'icona del XII secolo. Fu attraverso questa croce che Dio diede a San Francesco d'Assisi queste parole: Vai e  ripara la mia casa, che come vedi sta cadendo a pezzi! Basta contemplare per qualche istante  per scoprire che combina la Passione e la Resurrezione in un unico evento, stesso evento. Non possiamo entrare nel mistero della risurrezione senza vivere il mistero della croce nella nostra vita. Cristo appare crocifisso, ma già risorto.

Questa icona esprime una stessa realtà: la Passione di Cristo è inseparabile dalla  sua discesa agli inferi, la sua risurrezione e la sua ascensione. 


San Tugdual ha scritto: "La mediocrità dei cristiani di oggi è proprio che non sanno soffrire la croce Tutto il male viene dal fatto che  che non sappiamo più rinunciare a noi stessi. In un mondo dove la testimonianza cristiana è debole e in crisi, dove l'unica prospettiva è il possesso di beni materiali e il successo personale è molto difficile per i cristiani capire il significato della croce di Cristo. 

Dans le livre intitulé : Lettres de Pierre, nous lisons ce passage

"La Croce è per chi sa contemplarla in tutta la sua luce, la croce non è più speranza, è la vista dell'Amore  Non è più speranza, è attualità. Cristo ha ora conquistato  morte, e ha dimostrato la potenza dell'Amore, l'unica fonte di vita che non può finire."(Volume II)

La croce non è altro che l'essenza dell'Amore divino in azione nel cuore dell'uomo  che accetta di vivere secondo gli insegnamenti e la vita di Cristo. Perché come possiamo proclamare la risurrezione di Cristo se non siamo entrati per la porta stretta  del Vangelo (cfr. Mt 7,13-14). Questa porta è la Croce di Cristo, senza la quale non possiamo unirci  senza il quale non possiamo unirci a Lui. La croce è l'albero della vita che è stato perso ed è stato restituito al mondo. La croce è l'albero della risurrezione e come detto sopra:  La croce è l'amore che vince la morte. 

Attraverso la sua risurrezione, , le Seigneur Jésus est la Vie même de cet arbre.. Così, le croci della  la nostra esistenza, che sono tutte le nostre povertà spirituali, unite alla Croce di Cristo manifestano  in noi i frutti della sua risurrezione. Ogni giorno, in ogni momento, possiamo proclamare la risurrezione di Cristo con la nostra vita di cristiani. Il mondo è in guerra  il mondo soffre di mille mali, il mondo non conosce ancora la buona notizia del Vangelo. La Chiesa, generata da nostro Signore Gesù, non ha altra essenza e scopo se non l'Amore di Dio , rivelato e messo in atto da tutti i battezzati. Questo è il motivo per cui  Gesù disse: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso e prenda la sua croce e seguitemi. (Mt 16,24) Con le nostre vite proclameremo al mondo e a tutta la creazione che Cristo è veramente risorto!

Amati fratelli e sorelle, il tempo pasquale che si apre davanti a noi è un tempo che è il tempo che si estende a tutta la nostra vita. La luce  della Risurrezione è onnipresente in tutto e per tutti. Tu sei  la luce del mondo, dice il Signore. Quindi la tua luce deve  risplendere davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e e glorificate il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 14.16) 

Che la pace e la gioia della Pasqua riempiano i vostri cuori  per  risplendere nella vostra vita.

LE CHRIST EST RESSUSCITÉ !

+ Marc.  primat de l'Église Orthodoxe Celtique

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Notizie sulla  Communion des Eglises orthodoxes occidentales. 

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