Tradotto da una riflessione offerta all’incontro annuale (aprile 2016) degli Amici Irlandesi da Marisa Johnson, segretaria della sezione Europa e Medio Oriente del Consiglio Mondale Consultivo degli Amici (Quaccheri)[FWCC: Friends ' World Committee for Consultation].
La stella quacchera, utilizzata a partire dal XIX secolo e tutt'oggi ancora in uso
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Alcuni passi
Per lo più il conflitto viene evitato o soppresso. Il desiderio di trovare una risoluzione, anche se più costruttivo e positivo, a volte è motivato dall’ansia di eliminare il disagio il più presto possibile. Quest’ansia forse ha origine nella percezione che la presenza di un conflitto nelle nostre relazioni, nelle nostre comunità rappresenta una mancanza nella vita che dovrebbe essere vissuta in armonia, secondo lo Spirito di Dio, rivelato nei frutti dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, compassione, bontà, fede, gentilezza e autocontrollo (Paolo in Galati 5: 22-23).
Il conflitto perciò è una sorta di fallimento, sembra quasi una conseguenza del nostro peccare, della nostra incapacità, individualmente e collettivamente, di vivere con fede, disponibili alla vita e all’opera dello Spirito in noi e nostro tramite. Il conflitto può persino minare la nostra fede, delusi da ripetuti fallimenti nell'ottenere ‘shalom’, un senso di completezza, armonia e pace
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Ma in fin dei conti, cos'è un conflitto? E’ la dissonanza che risulta da esigenze, opinioni, ed esperienze diverse. E’ un fenomeno del tutto prevedibile, associato alla intrinseca realtà che siamo tutti unici e abbiamo interessi divergenti. La parola conflitto ha una radice latina che significa scontro, letteralmente ‘sbattere contro’ e suggerisce una scarica di energia. Prendiamo una parola di simile derivazione: ‘conflagrazione’. Certo un’improvvisa scarica di energia incontrollata può essere molto pericolosa ma potete immaginare un mondo senza energia, senza passione, senza tensione? Un tale stato di cose avrebbe poco a che fare con ‘la vita’. Sarebbe uno stato senza vigore, uno stato di morte. Per contro, la liberazione dell’energia creativa è l’essenza della vita - dal Big Bang in poi! Il prefisso ‘con’ indica ‘legame’ in questa parola - senza contatto, senza relazione non vi è conflitto. Dobbiamo essere abbastanza vicini l'uno all'altro perché nasca un conflitto. Se la creatività, l'energia, l'essere connessi e in relazione l'uno all'altro possono essere apprezzati come doni, dobbiamo anche accettare il conflitto che è intimamente parte di queste realtà. In un certo senso è analogo all'essere grati per il dono del fuoco che ci tiene caldi e ci consente di cuocere il cibo, ben sapendo che, fuori controllo, il fuoco può far danni e persino risultare in distruzione.
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Isaac Pennington ben capì il messaggio di Paolo nella lettera ai Romani, cap.14, quando scrisse, nel 1660: “Anche al tempo degli apostoli i cristiani erano troppo ansiosi di trovare unità ed uniformità nelle pratiche esteriori e nelle osservanze e a criticarsi a vicenda ingiustamente, per avere modi diversi di vivere la fede. Come è dolce e piacevole all’occhio veramente spirituale vedere tipi di credenti diversi...ciascuno impara quello che gli è dato di imparare, ed offre il suo particolare servizio, ci si riconosce e ci si rispetta, senza litigare gli uni con gli altri per il modo in cui si pratica la fede. Questo è il vero fondamento dell’amore e dell’unità, non che una persona cammini e si comporti esattamente come faccio io, ma il fatto che riconosco lo stesso Spirito e vita in colui che segue il suo percorso, a seconda della sua posizione, nella sua giusta strada, fedelmente: questo mi dà molta più gioia che non il suo seguire esattamente nel mio tracciato.” (da Vita e pratica dei Quaccheri della comunità britannica degli amici 27:13; da Vita e pratica dei Quaccheri 9,1)
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