
1 ) Comunicazioni iniziali
Brano
evangelico collocato dentro la lunga estensione di episodi, di
parabole, di narrazioni che scandiscono il camminare di Gesù di Nazareth
verso Gerusalemme
Gerusalemme diventa così non solo per Gesù ma
anche per noi la città/luogo della decisione personale fondamentale.
I destinatari di questa lunga
estensione sono già individuati al capitolo 15 (con il quale inizia
all’interno della lunga estensione la sezione che possiamo denominare
"le parabole della misericordia") e sono indicati per immagini di
contrapposizione e tale contrapposizione è relativa alla persona stessa
del Nazareno
I PUBBLICANI E I PECCATORI per ascoltarlo
FARISEI E GLI SCRIBI come controparte: essi mormoravano perché Gesù di NazAreth riceveva i peccatori e mangiava con loro
Schema del capitolo 15
La pecora smarrita
La dramma perduta
Il figliol prodigo
2-) LA NARRAZIONE
La narrazione inizia con una strana rottura della legge mosaica per
come era prevista nel libro del Deuteronomio. La spartizione del
patrimonio paterno non avrebbe mai potuto essere compiuta essendo ancora
in vita il padre. Siamo già in un caso singolare:un padre che ascolta
le proteste del figlio e disobbedisce alla legge accettando il rischio
di perdere la presenza a casa del figlio stesso.
Deuteronomio 21:16-17.
Se
un uomo avrà due mogli, l'una amata e l'altra odiata, e tanto l'amata
quanto l'odiata gli avranno procreato figli, se il primogenito è il
figlio dell'odiata 16 quando egli dividerà tra i suoi figli i beni che
possiede, non potrà fare primogenito il figlio dell'amata, preferendolo
al figlio dell'odiata, che è il primogenito 17 ma riconoscerà come
primogenito il figlio dell'odiata, dandogli una parte doppia di tutto
quello che possiede poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui
appartiene il diritto di primogenitura.
3-
I Personaggi Il Figlio minore
Questo
figlio minore è descritto tutto inserito nell’esperienza del peccato e
della liberazione da esso.Ma la parabola ci riserva sorprese intorno a
questa liberazione
Prima fase
In
senso spirituale, quella domanda esprime il desiderio dell'uomo carnale
di scuotere il giogo di Dio, di divenir Dio a sé stesso, e di disporre
della vita sua a proprio piacere e pel proprio conto. Questo è il
peccato per eccellenza, da cui vengon tutti gli altri
Nozione di uomo carnale
Ora
noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene
da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo
non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo
Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.
Ma l'uomo
naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono
pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate
spiritualmente. L'uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli
stesso non è giudicato da nessuno.
1° Corinzi 2:12
SECONDA FASE la dissolutezza
......esistenzialmente e direi in termini di autoanalisi finché egli non si sia condotto in sull'orlo della distruzione....
il suo andar via verso un paese lontano ricorda l’esperienza
dell’abbandonato, ma dell’abbandonato da Dio perché non devoto ma duro
di cuore .In questo paese lontano l’ebreo dimentica di essere ebreo.....
........
l’ebreo dimentica di essere ebreo perché nel peccato compiuto nel paese
lontano,il figlio minore si colloca ormai fuori dal patto di
Israele,vive in radicale autonomia e l’autonomia diventa la rottura
dalla propria identità appartenenza.
....... Il
figlio minore andando via ha compiuto in termini
familiari,personali,sinagogali,spirituali non il parricidio ma
l’omicidio del Padre e diventa autoreferenziale..Lo diventa perfino in
fondo nel suo un po’ troppo interessato pentimento
Vive da dissoluto
....Il vocabolo greco asotos non può essere riferito solo all’esercizio
irregolare della sessualità .l’essere dissoluto è l’esercizio della
propria libertà fuori e contro la propria identità di figlio .E’
dissoluto perché non ha più voluto essere figlio .Egli è senza
salvezza,il non salvabile,è sempre in pericolo di morte
spirituale,spiritualmente è un disperato.E’ asotos perché non ha più
alcuna relazione con il Padre e quindi ha perso l’orientamento e il
discernimento -e’ asotos perché è frantumato e La completa dissipazione
dei suoi beni rappresenta la libertà umana spinta ai suoi limiti più
estremi, ed il «paese lontano» ove fuggì è l'emblema dello stato
dell'anima che è andata errando sì lungi, che non le si affaccia neppur
più il pensiero di Dio
Dissoluto non solo sessualmente ma
esistenzialmente..un distornato dalla sua stessa vocazione profonda..un
distornato dal suo essere icona di Dio tri uno..insomma nel senso
totale trovasi in una deboscìa
Terza fase Inizia il percorso di reintegrazione – Si trova anzi è nel bisogno
Trovarsi nel bisogno indica una realtà concreta,terrestre,materiale.la
realtà della privazione immediata,la mancanza dei mezzi di produzione e
dei beni di consumo e di fronte alla necessità egli compie il definitivo
suicidio del suo essere ebreo: da ebreo osservante si fa porcaro e vive
in sé l’essere oggettivamente e definitivamente fuori dall’elezione di
Israele,si è reso inascoltabile davanti a Dio Eterno
Siccome poi
la legge mosaica dichiarava i porci immondi, e malediva chiunque si dava
ad allevarli, il Signore non poteva presentare ai suoi uditori una
caduta più terribile, una degradazione più profonda, che quella del
figlio minore di una ricca ed onorata casa israelitica ridotto a
custodire i porci per un incirconciso.
Porre la differenza
tra l’espressione trovarsi nel bisogno..Essere nel bisogno..Una
condizione strutturale..non eliminabile…definitiva..non è più un dato
contigente…un dato provvisorio..un dtao storico..ma è il non slavabile
definitivamente .Non ha più dove andare e non ha più cosa
fare..Attenzione (ecco perché il figlio minore non è in realtà un
modello di virtù cristiane) gli resta solo la libertà di morire…
Deve
decidere come morire in quanto è l'unica libertà che gli resta e
–incredibile al pari poi del fratello maggiore- ma guarda tu ritrova la
legge mosaica Decide di andare a moire nella casa del padre ovviamente
come servo
Sta tornando.Ma sa di non potere più
tornare da figlio ma solo da servo .Come figlio non esiste più esisterà
solo come servo come oggetto di se stesso.Tornando si accontenterà di
essere un non-essere.Un ritorno pensato come ritorno di morte.Il
desiderio di morire almeno con dignità avendo perduto la propria
scommessa
Non quindi una grande conversione come una
visione modesta nella cristianità(tutta quanta) ci ha abituati ,ma una
consapevolezza di sconfitta e di desolazione.Un ravvedimento da
sconfitto e da sconfitto cinico e disincantato….Attenzione non è qui che
il minore si converte e si ravvede e di per sé nulla è detto del suo
profondo ravvedimento..E’ tornato a casa perché era in stato di totale
privazione. Certo rispetto all’avere compiuto l’omicidio del Padre, ora
spera di aprirne la tomba e ritrovarlo vivo…Ma più di questo non c’è
QUARTA FASE STA TORNANDO
.....Sta tornando.
Ma sa di non potere più tornare da figlio ma solo da servo .Come figlio non esiste più esisterà solo come servo come oggetto di se stesso.
Tornando
si accontenterà di essere un non-essere.Un ritorno pensato come ritorno
di morte.Il desiderio di morire almeno con dignità avendo perduto la
propria scommessa
Non quindi una grande conversione come
una visione modesta nella cristianità(tutta quanta) ci ha abituati ,ma
una consapevolezza di sconfitta e di desolazione.Un ravvedimento da
sconfitto e da sconfitto cinico e disincantato….Attenzione non è qui che
il minore si converte e si ravvede e di per sé nulla è detto del suo
profondo ravvedimento..E’ tornato a casa perché era in stato di totale
privazione. Certo rispetto all’avere compiuto l’omicidio del Padre, ora
spera di aprirne la tomba e ritrovarlo vivo…Ma più di questo non c’è
3)
I PERSONAGGI IL PADRE
Il Padre è una persona
"irresponsabile".agisce
rovesciando volutamente e consapevolmente le regole e dei convenzioni e
ichiari dettati teoliogici,sinagogali e civili della legge mosaica
Niente
però nel codice civile degli Ebrei dava ad un figlio il diritto di
chiedere la sua porzione, mentre viveva tuttora il genitore. Quindi
alla richiesta del figlio minore il Padre non solo doveva rispondere
picche ma proprio allontanarlo dal suo cospetto..Il figlio che aveva
tanto osato non poteva stare più davanti a lui
Il Padre rompe la
legge mosaica già una prima volta accettando la richiesta del minore
ma la romperà totalmente alla luce di una delle conseguenze familiari
giuridiche dopo avere dato il patrimonio al minore…Ora verso il minore
egli non ha più né religiosamente né giuridicamente obblighi..Il minore è
per lui l’estraneo
TUTTAVIA
vede lontano il figlio che sta per ritornare come se fosse sempre stato davanti alla finestra
ne ebbe compassione
prende l’iniziativa dell’abbraccio e non gli consente di finire la confessione del peccato
gli
censura l’ultima frase che il minore si era preparata"Trattami come uno
dei tuoi servi" Quindi gli impedisce la normalità della legge mosaica
ed è qui allora che avviene il vero ravvedimento del minore…Non prima
senza il padre ma ora accanto e ancora una volta davanti al Padre senza
condizioni e senza come dire proposte di penitenze operative e
casistiche .Un perdono assolutamente gratuito quello del Padre e
probabilmente neppure un perdono.. o appunto un iper- dono .E solo alla
luce del comportamento del Padre allora e solo allora si può leggere
l’intero percorso del minore come percorso di reintegrazione e di
ravvedimento…Ma questo ravvedimento suo,il nostro ravvedimento resta
sempre nelle mani del Padre, nel cuore del Padre..
ed organizza la festa
La
festa cosmica della conversione,la festa sacramentale della
riconciliazione,la festa cristica del dimorare in Dio,il riposo lieto di
Dio che finalmente si può riposare perché Dio perdona e dimentica
Il Padre non tiene conto della legge e si muove in altra
dimensione.l’assoluta gratuità della grazia e la reintegrazione avviene
nella casa e per la casa:nel mistero della Chiesa noi restiamo
stupiti-La Chiesa come terapia e come ospedale
DOMINI MEMORES ET IPSIUS MIRABILIUM
E
qui si pone la questione della veste che non è la veste più bella,ma la
prima veste,la veste indossata da Adamo prima della sua
disobbedienza;ma è anche la veste del midrash ebraico indossata dagli
adolescenti il giorno in cui diventano giuridicamente capaci di essere
soggetti e persone e non cose o servi e la veste del midrash è sempre la
veste di famiglia,la veste del padre che era la veste del nonno e così
via in una catena a ritroso nel tempo iniziale della fedeltà della casa
all’alleanza con Dio e l’anello al dito e i calzari nuovi testimoniano
la volontà del Padre di proprio cancellare il tempo dell’assenza e della
trasgressione
....dare una più viva impressione
del completo ristabilimento del figliuol prodigo nella sua posizione
prima e della attività esuberante della gioia del padre. L'espressione
della gioia del padre raggiunge il suo apice e si diffonde nella festa
cui prendon parte con lui e col figlio minore tutti i servi della casa.
Come il pastore e la donna nelle precedenti parabole, chiamarono i loro
amici e vicini a rallegrarsi seco loro per aver essi trovato quello che
perduto, così in questa il padre chiama tutti i membri della sua
famiglia a dividere la gioia del suo cuore.......
Insomma
non è il minore che si ravvede e va in metania di per sè e per
profonità di consapevolezza..Il minore come dire quasi sbagliando
anzi senza il quasi sbagliando grammaticalmente "viene ravveduto "..
dall'incredibile irresponsabilità del Padre che archivia la legge mosaica...cosi come il Cristo l'ha crocifissa sulla
croce in quanto la legge è solo il manoscritto dei nostri peccati
3-I Personaggi..Il fratello maggiore
La
colpa del minore è stata quella di essere andato via da casa- la colpa
del maggiore è stata quella di restarvi e di restarvi in modo
legalistico,stizzoso e rancoroso
Egli è l’uomo della legge e dei divieti(è l’uomo del typikòn…)
Non comprende il cuore del Padre e gli muove precisi rimproveri
E’ sempre il solito teologo delle buone opere ed accampa meriti in
fondo è un ottimo ragioniere,un calcolatore di profitti e perdite- un
moralista convinto e lieto diessere tale
E’ rimasto a casa
per insegnare a Dio come –Santo Dio -ci si comporta da Dio..In fondo
mosaicamente è sempre stato –ed ora più che mai- l’accusatore del Padre
Egli
è l'immagine del Fariseo, affaccendato nei suoi riti, mentre i
peccatori penitenti si rallegrano nella luce della grazia. Ogni libero
ed allegro impulso è odiato dallo spirito formale del Farisaismo»
MA IL PADRE LO SPIAZZA
Lo
va a cercare e lo invita alla festa perché stavolta è lui fuori casa.
Il figlio non voleva venire; il padre dunque si alza e va da lui.
DINANZI ALLA NOVITA’ DELLA FESTA,LA LEGGE NON SERVE
DINANZI ALLA NOVITA’ DELLA FESTA,LA LEGGE E’ ZAVORRA,E’ OSTACOLO,E’ CECITA’ DI CUORE,E’ MORALISMO GRETTO E TOTALE
Egli
ci rivela che la sua è stata la vita di uno schiavo, non di un figlio;
che l'osservanza dei comandamenti di suo padre non era scaturita da un
cuore pieno di amore per lui, ma dal desiderio della ricompensa.....il
suo criterio di perfetta ubbidienza si accorda perfettamente col vanto
del Fariseo nel tempio: «O Dio, io ti ringrazio che non sono come, gli
altri uomini»
Ma
nel maggiore muore l’antico Israele
il Signore mostra al maggiore/al gruppo dei farisei…mostra loro che se
fossero stati giusti quanto pretendevano, si sarebbero rallegrati della
conversione e della riconciliazione di altri con Dio, che non poteva
recar loro danno alcuno. Lungi dal concedere che non abbiano bisogno di
pentimento, col ritratto che fa di loro, li dichiara essi pure
peccatori, e diversi dai pubblicani solo in quanto che non si pentivano e
non abbandonavano i loro peccati Coll'irritarsi orgogliosamente per
l'ammissione di altri nel regno di Dio, dimostravano senza saperlo, ma
in modo evidente, di non esservi entrati essi per i primi.
E
alla fine forse questo fratello maggiore scandalizzato da tanta paterna
sovversione e trasgressione si coprirà il volto e griderà
Non c’è più religione..
E
HA RAGIONE .In Cristo Gesù non c’è più religione legalista ma l’esperienza di
fede vivifica di ciascuno di noi come persone e come popolo