venerdì 23 agosto 2019

Commento all'evangelico Non Giudicate in una riflessione da un sito di ricerca sulle scienze e sulle tradizioni spirituali d'Oriente e d'Occidente

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Nel Vangelo secondo Luca versetti 37-38 c’è una frase che merita una grande riflessione indipendentemente dal fatto di essere cristiani o meno. Una frase profonda, densa di Sapienza antica e niente affatto semplice:
“Nolite judicare, et non judicabimini: nolite condemnare, et non condemnabimini. Dimittite et dimittemini”“Date, et dabitur vobis:mensuram bonam, et confertam et coagitatam, et superfluentem dabunt in sinum vestrum: eadem quippe censura, qua mensi fueritis, remetitur vobis”.

(37 Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato. 38 Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi».)

Tale espressione ricorda che saremo misurati con la stessa misura con cui avremo misurato. E dovrebbe far rizzare i capelli in testa a tutti i giudici di questo mondo, a tutti coloro che misurano con “metri” preconfezionati. E’ un’espressione sconcertante, molto studiata e a nostro avviso travisata, dalle interpretazioni “buoniste” che la intendono a mo’ di un generico invito alla carità.  In realtà tali parole fanno assumere al senso del “peccato” nel cristianesimo o della compensazione “karmica” in altre tradizioni, una conseguenza perfetta, logica, simbolicamente rappresentata nel “contrappasso” dantesco. Vuol dire che la bilancia sarà proprio la stessa da noi usata e il contrappesi usati saranno dello stesso genere.
E’ evidente che il peccato del “giudizio” o del “pregiudizio”, quello che stimola l’approvazione o la disapprovazione sulla base di un metro parziale, partitico, settoriale, è uno degli errori più catastrofici per l’anima.
Rendersene conto è la via più rapida verso l’umiltà. Ma non quella fasulla e ipocrita o ostentata da molti, ma quella stoica, sapiente, silenziosa e consapevole dell’incommensurabile distanza fra la presunzione della mente dell’uomo e la grandezza del cuore divino. 


http://simmetria.org/sezione-articoli/articoli-alfabetico/89-editoriali/529-scegliere-di-non-far-parte-editoriale-n25

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