aggiornamenti dalle terre dell'odio
i ferri ringhiando contro la carne non-conforme bottiglie di vetro rompono corpi non-conformi è lecito abusare le soggettività non-conformi
silenzio
non si obietta
zecche
nemici del popolo
le mie mani sono fiamma io bruciò e consumo
le pietre sanno rendere alla violenza il volto
sono carne da catena che sputa in faccia
aggiornamenti dalle terre dell'odio
Inizio in modo assolutamente immodesto, non sono mai stato modesto e neppure umile in un regime che ci vuole con la schiena flessa e grati dell’umiliazione... essere arroganti e orgogliosi è l'unica postura morale, con una mia poesia tratta da “Canti” presto nelle peggiori librerie di Caracas e venduta da spaccini di strada per arrotolare canne proletari.
Una donna, Alina, di trentasei anni viene convocata dalla Polizia Morale di Stato, i Servizi Sociali, per verificare l'abbandono di minori per aver fatto uno sciopero della fame davanti al Parlamento per chiedere, ciò che a tutte le persone con moralità è palese, il riconoscimento del Genocidio Palestinese.
In Parlamento si è svolto un convegno pro-life in cui di fronte ad un vice-premier ed a numerosi ministri le donne che abortiscono sono state chiamate assassine. Il paradosso dei pro-life è fantastico: i feti conformi vanno difesi gli altri possono essere abortiti per lo spavento delle bombe o annegare nella Fossa Comune denominata Mediterraneo Centrale.
aggiornamenti dalle terre dell'odio
i ferri ringhiando contro la carne non-conforme bottiglie di vetro rompono corpi non-conformi è lecito abusare le soggettività non-conformi
silenzio
non si obietta
zecche
nemici del popolo
le mie mani sono fiamma io bruciò e consumo
le pietre sanno rendere alla violenza il volto
sono carne da catena che sputa in faccia
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