domenica 15 febbraio 2026

Piero Gobetti. Elogio della ghigliottina. anno 1922



Nella notte tra il 15 Febbraio e il 16 Febbraio 1926 moriva, esule, a Parigi Piero Gobetti  stremato nel corpo dalle aggressioni fasciste


ELOGIO DELLA GHIGLIOTTINA (“La rivoluzione liberale”, a. 1, n. 34, 23 novembre 1922, p. 130)


testo integrale in  

https://www.centrogobetti.it/images/Tra_rivoluzione_e_autobiografia_della_nazione_di_Pietro_Polito.pdf


Evidenzio alcuni punti  

.) La nostra polemica contro gli italiani non muove da nessuna adesione a supposte maturità straniere; né da fiducia in atteggiamenti protestanti o liberisti. Il chiamarci di volta in volta con unnome piuttosto che con un altro non é dunque una questione di stile, ma appena un modo di eluderele persecuzioni e di farci sopportare. Se dovessimo salire davvero in cattedra saremmo dei benstrani predicatori, e chissà chi potrebbe capire le nostre pazze intenzioni. Ossia il nostro antifascismo non è l'adesione a un'ideologia, ma qualcosa di più ampio, così connaturale con noi che potremmo dirlo fisiologicamente innato.


.) C'è un solo valore incrollabile almondo: l'intransigenza e noi ne saremmo per un certo senso i disperati sacerdoti.


.) E bisogna sperare (ahimè, con quanto scetticismo) che i tiranni siano tiranni, che la reazione sia reazione, che ci sia chi avrà il coraggio di levare la ghigliottina, che si mantengano le posizioni sinoin fondo. Si può valorizzare il regime; si può cercare di ottenerne tutti i frutti: chiediamo le frustate perché qualcuno si svegli, chiediamo il boia perché si possa veder chiaro.

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