PROLOGO ODIERNO (prima parte)
All’inizio non c’era il silenzio, ma una Voce.
Una Voce che non gridava, ma dava senso alle cose.
Quella Voce stava al centro di tutto,
prima degli schermi, prima degli algoritmi,
prima delle paure che ci tengono svegli la notte.
E quella Voce era già relazione, era dialogo, era Dio.
Tutto ciò che esiste ha preso forma attraverso di lei:
le città illuminate di notte, le mani che curano gli altri,
le parole che costruiscono e distruggono.
Senza quella Voce, nulla di ciò che conta davvero avrebbe avuto vita.
In lei c’era la vita, e quella vita era luce per le persone:
una luce che non acceca, ma orienta;
che non domina, ma accompagna.
La luce continua a brillare nel rumore costante delle tante notifiche, nelle crisi, nelle guerre, nelle solitudini affollate, e l’oscurità prova a soffocarla, ma non ci riesce.
Ci sono stati uomini e donne mandati a ricordare quella luce: non erano la luce, ma indicavano una direzione,
in mezzo alla confusione.
La loro voce invitava a non smettere di credere
che un altro modo di vivere fosse possibile.
La luce vera era già nel mondo,
anche se il mondo non se ne accorgeva.
Camminava tra grattacieli e periferie,
tra successi esibiti e fallimenti nascosti.
Il mondo era nato attraverso di lei,
eppure l’hanno ignorata.
È venuta tra la sua gente, ma molti erano troppo occupati, troppo diffidenti, troppo stanchi per accoglierla.
Eppure, a chi l’ha riconosciuta, a chi le ha aperto uno spiraglio, ha dato la possibilità di diventare davvero umano: non per status, non per potere, non per merito,
ma per scelta.
Questa nuova nascita non viene dal nulla,
né dalla volontà di prevalere sugli altri, ma da Dio.
E quella Voce si è fatta carne: ha abitato le nostre strade, ha condiviso le nostre fragilità, ha conosciuto la fatica, la gioia, la paura.
Non da lontano, ma da dentro.
E noi abbiamo intravisto la sua grandezza:
non una gloria fatta di applausi, ma di amore che resta.
Un amore fedele, pieno di verità.
Da quella pienezza continuiamo a ricevere:
non risposte facili, ma grazia che rinnova, ancora e ancora. La legge dell'uomo è ormai limite, ma la grazia e la verità sono diventate concrete attraverso il nuovo Gesù.
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