domenica 24 maggio 2020

L’utilità spirituale del Coronavirus ieromonaco Giovanni (Guaita) e cita alla fine Chiara Lubich -

Про слона 2017 04 22 иером. Иоанн Гуайта


dal  sito
https://santa-rus.com/2020/05/11/lutilita-spirituale-del-coronavirus/

ringraziando il carissimo fratello  Adriano  Frinchi


Lo ieromonaco Giovanni (Guaita) è una figura eminente del clero moscovita. Nato il 26 novembre 1962 in Sardegna, ha conseguito le lauree in Lettere e Lingue delle Università di Ginevra e Cagliari, e compiuto vari soggiorni di studio a Mosca e San Pietroburgo. Dal 1989 risiede stabilmente a Mosca dove per molti anni ha insegnato presso varie Università statali. Il 28 marzo 2010 è stato ordinato diacono dal metropolita Hilarion, e l’11 settembre sacerdote. Il 31 ottobre dello stesso anno ha pronunciato i voti monastici nella Cattedrale della Laura della Santissima Trinità di San Sergio e oggi serve nella chiesa moscovita dei santi Cosma e Damiano. 

Offriamo ai nostri lettori una sua illuminante riflessione sul senso spirituale di questa epidemia di Coronavirus, una elaborazione che ha postato nella sua pagina Facebook in questi giorni che lo vedono colpito da questa malattia. Allo ieromonaco Giovanni la nostra gratitudine per la riflessione unita alla preghiera per la sua pronta guarigione.






Questo Coronavirus ha un’enorme utilità spirituale, almeno, certamente per me.
Io non ho nessun problema a vivere nell’isolamento. In condizioni normali, già da tempo la prima metà della settimana cerco di stare a casa e di limitare al massimo i rapporti “esterni” (che, invece, nella seconda metà della settimana sono sempre tantissimi). La solitudine e l’isolamento non solo non mi pesano, ma sono forse parte di questa mia strana vocazione monastica e eremitica al centro di una megalopoli.

Solo che un conto è la solitudine quando stai bene, e puoi leggere, scrivere, lavorare, meditare, pregare: è un eremitaggio che è quasi una vacanza! Tutt’altro è quando devi stare per ore intere seduto o sdraiato nella totale INATTIVITA’, perché non ce la fai: né a leggere, o scrivere, o lavorare, e neanche a pregare… A casa ho una cappella meravigliosa con icone, e altare, e tutto, ma …non ce la faccio.

Allora mi viene in mente l’inattività assoluta di Gesù sulla croce, che per tutti noi è valsa molto di più di tutti i suoi più straordinari miracoli presi insieme. E’ vero che dopo il Coronavirus niente sarà più come prima: almeno il nostro “materialismo spirituale”, il fatto che perfino la preghiera ce la immaginiamo come un’attività (mentre la più alta preghiera è solo offerta), questo certamente dovrà cambiare…

Mi ricordo di p. Georgij che nei giorni della malattia diceva che passava il tempo a ricordare i nomi di tutti, facendoli scorrere nella memoria, come sgranando i nodi di un rosario. Centinaia e centinaia di nomi: di chi mi ha amato e ho amato, di chi non sono stato capace di amare, pur volendolo, di quanti ho deluso, o ferito, di quanti ho dimenticato da tempo… Ora posso recuperare, solo così, pronunciando i nomi di tutti.


Chiara Lubich ha vissuto un’esperienza simile e ha scritto a questo proposito una pagina magnifica:

«Ci sarebbe da morire se non guardassimo a Te, che tramuti, come per incanto, ogni amarezza in dolcezza: a Te, sulla croce nel tuo grido, nella più alta sospensione, nella inattività assoluta, nella morte viva, quando, fatto freddo, buttasti tutto il tuo fuoco sulla terra e, fatto stasi infinita, gettasti la tua vita infinita a noi, che ora la viviamo nell’ebbrezza.

Ci basta vederci simili a Te, almeno un poco, e unire il nostro dolore al tuo e offrirlo al Padre.

Perché avessimo la Luce, ti venne meno la vista.
Perché avessimo l’unione, provasti la separazione dal Padre.
Perché possedessimo la sapienza, ti facesti “ignoranza”.
Perché ci rivestissimo dell’innocenza, ti facesti “peccato”.
Perché Dio fosse in noi, lo provasti lontano da Te.»


giovedì 21 maggio 2020

Il Patriarcato Ecumenico e le icone scritte dal fratello in Cristo Ivan Polverari,cristiano nella Tradizione Cattolica

Ecumenical Patriarchate
7 h · 
May 21: Saints Constantine and Helen, Equal-to-the Apostles
Holy icon, Patriarchal Church of St George, Ecumenical Patriarchate, Phanar
(This icon was presented to His All-Holiness as a gift during his visit to the Holy Metropolitan Church of St Nicholas in Spetses in 2018 / Ηagiographer: Ivan Polverari )


Maggio 21: Santi Costantino e Helen, pari agli Apostoli
Santa icona, Chiesa patriarcale di San Giorgio, Patriarcato ecumenico, Phanar
(Questa icona è stata presentata a Sua Santità in regalo durante la sua visita alla Santa Chiesa Metropolitana di San Nicola a Spetses nel 2018 / Hagiografo: Ivan Polverari)




sabato 16 maggio 2020

Coronavirus. Ed anche questa è una preghiera di serenità e per la serenità

Preghiera per il periodo di pandemia di Coronavirus / Ευχή κατά την περίοδο της πανδημίας του Κορωνοϊού
 recitata da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo di fronte all’Ayazma [sorgente di acqua santa e miracolosa] del Santuario della Theotokos – Fonte Vivificante di Balıklı a Costantinopoli
Domenica delle Donne Mirofore, 3 maggio 2020


O Signore Gesù Cristo, Dio nostro, eterno Logos del Padre, per il tuo estremo amore per l’umanità hai assunto la nostra forma - accondiscendendo a noi una condiscendenza indicibile e incomprensibile -, hai aperto alla stirpe di Adamo le porte del Paradiso e ci hai resi immortali con la tua Croce e la tua Risurrezione, e hai riversato sui tuoi santi Discepoli e Apostoli lo Spirito Santo, che illumina il mondo intero e lo conduce pienamente nella Verità, ascolta noi che ci prosterniamo a te con umiltà.
Accetta le nostre suppliche, o Signore onnisciente, onnipresente e onnipotente. Tu che sei causa del bene, elargitore di ogni bene ed esecutore di ogni beneficio, stendi la tua mano in nostro aiuto, tu che sempre dai più di quello che ti chiediamo. Liberaci, o Signore, dalla terribile pandemia e dalle afflizioni a essa legate. Invia la tua grazia come panacea ai malati e consolali con il sollievo delle loro sofferenze, e con una guarigione rapida e completa. Sostieni i medici e tutti coloro che si prendono cura dei malati. Mantieni sotto la tua protezione tutti noi, dona, o medico delle anime e dei corpi, la salute di entrambi – anima e corpo - ai tuoi servi, una ragione prudente, un cuore puro, tutte le benedizioni celesti e uno spirito retto inaugura in noi. Insegnaci i tuoi comandamenti e dacci, o Sovrano, fede che si opera attraverso l’amore e speranza indubitata, poiché il tuo nome, più che santo e sovraceleste, sia glorificato, e venga servito il fratello, “l'amato di Dio”. Presta il tuo orecchio, o Signore risorto dai morti, che hai risuscitato anche noi e rendici fermi nell’osservare i tuoi comandamenti, per la mediazione della prima santa, la Theotokos, la Fonte Vivificante, che sempre concede “un inesauribile traboccare di guarigioni”, per le intercessioni di tutti i santi che attraverso i secoli furono graditi a Te, “il Logos, il più santo di tutti i santi”. Amin.


 


martedì 12 maggio 2020

Messaggio spirituale nel tempo della pandemia del Patriarca Daniel di Romania-(Un messaggio di profonda serenità in Dio vivente )


lA TRADUZIONE  IN  ITALIANO NON E' UFFICIALE    
RINGRAZIO  IL FRATELLO    ANTONIO   MARRA 


TESTO  UFFICIALE   IN  ROMENO  


Messaggio spirituale nel tempo della pandemia del Patriarca Daniel di Romania

PREMESSA
Sua beatitudine il Patriarca Daniel ha trasmesso un messaggio in cui ha sottolineato che "lo stato di pandemia ci chiama a trasformare la sofferenza in speranza e l'isolamento in un desiderio di maggiore comunione tra le persone".
"Soprattutto ora che il mondo sta attraversando un momento triste e difficile a causa della pandemia di coronavirus, abbiamo bisogno di una fede più forte, di un aiuto per ripristinare la nostra salute o proteggerci dalle malattie".


Anastasis, fine XVI sec., 48x42, Venezia, Museo delle Icone
Testo completo:
Messaggio spirituale in tempi di pandemia 



La pandemia causata dal coronavirus è una sfida sorprendente in campo sanitario, sociale, politico ed economico, a livello nazionale e internazionale.
A causa della pandemia, le autorità statali hanno imposto misure severe di allontanamento sociale, isolamento e quarantena, che cambiano notevolmente la vita e le attività delle persone.

Questa pandemia ha causato e continua a causare tantissimo  panico, paura delle malattie e paura della morte. Ecco perché lo stato della pandemia ci chiama a riflettere sempre più intensamente sull'importanza della vita umana e della salute sulla terra .
In questo senso, le Sacre Scritture ci dicono che la vita e la salute umana sono doni di Dio - il Creatore, ma questi doni devono essere conservati e coltivati ​​responsabilmente.

Il libro della Sapienza di Salomone ci insegna che "Dio non ha fatto la morte e non si rallegra della perdita dei vivi" (1:13), ma "attraverso l'invidia del diavolo, la morte è entrata nel mondo" (2:24), quando, attraverso la disobbedienza a Dio loro Creatore, gli antenati Adamo ed Eva spezzarono la comunione con Dio, che è la fonte della vita e della salute (cfr Genesi 3: 1-6).
Di conseguenza, sono comparse gradualmente malattie e morte fisica dell'uomo, nonché disturbi della natura con effetti negativi sulla vita.


Tuttavia, l' amore di Dio Creatore per l'umanità e per tutta la creazione rimane costante nella storia, perché Dio vuole liberare l'uomo dal peccato come un modo egoistico di vita, malattia e morte .
In questo senso, il Salvatore Gesù Cristo ha guarito molti malati, e poi Lui stesso ha attraversato la sofferenza e la morte, per superare la morte al suo interno attraverso la Risurrezione e per dare a tutte le persone la possibilità di risurrezione (cfr 1 Corinzi 15:22).


In questa prospettiva, la vita dell'uomo sulla terra ha pieno significato se viene intesa come un momento di preparazione spirituale dell'uomo per entrare nell'amore e nella gioia eterni di Dio, se l'uomo ha amato Dio e i suoi simili durante la vita terrena (cfr. Matteo 25, 31-46).


Oggi lo stato di una pandemia può anche essere inteso come una prova o una verifica della condizione spirituale delle persone, in particolare l'intensità del loro amore per Dio e per i loro simili .
In una pandemia, la preghiera è la fonte spirituale di pace e di speranza, e la solidarietà spirituale e materiale con coloro che sono provati dalla sofferenza è una fonte di coraggio e di gioia.
Lo stato di pandemia ci chiama a trasformare la sofferenza in speranza e l'isolamento in un desiderio di maggiore comunione tra le persone.

Soprattutto ora che il mondo sta attraversando un momento triste e difficile a causa della pandemia di coronavirus, abbiamo bisogno di una fede più forte, di un aiuto per ripristinare la nostra salute o proteggerci dalle malattie.
In questo senso, la preghiera a Dio, il Guaritore delle nostre anime e dei nostri corpi, che è la fonte della guarigione, ha lo scopo di rafforzare la nostra fede, moltiplicare il nostro amore per Dio e per i nostri simili e darci la speranza che attraverseremo questa prova con Il suo aiuto.
Oggi, nel contesto della nuova pandemia di coronavirus COVID 19 , quando vediamo intorno a noi tanti segni di malattia e morte fisica, dobbiamo pregare Dio per tutti i malati, ma anche per tutti i medici e il personale sanitario, per tutti i volontari. che aiutano   i malati e quelli in isolamento, così come tutti coloro che lavorano con devozione alla salute e al benessere degli esseri umani colpiti in un modo o nell'altro da questa pandemia.


Allo stesso tempo, l'amore che scaturisce dalla preghiera per coloro che dormono nel Signore è più forte della morte. Il ricordo orante di coloro che si sono addormentati nel Signore è un atto di fede, speranza e amore.


Pertanto, anche quando siamo privati ​​della partecipazione fisica ai servizi religiosi, dovremmo comunicare spiritualmente con Dio attraverso la preghiera, l'ascolto e la lettura della Parola di Dio, l'ascolto dei servizi della Chiesa e molti atti di "elemosina"incluso il perdono e la riconciliazione con tutti quelli che abbiamo turbato, in modo che possiamo mostrare il nostro grande amore per Dio e per le altre persone.


In questo contesto, la Chiesa soffre molto, perché i suoi figli  non possono pregare insieme nella stessa chiesa, nello stesso luogo di culto dei fedeli.
In questo senso, le case dei fedeli delle parrocchie diventano cappelle o cappelle di famiglia che, attraverso la preghiera, restano in contatto con le chiese delle parrocchie, confessando la fede comune in nostro Signore Gesù Cristo.

La vita e la salute sono doni o benedizioni di Dio. Solo Lui è permanentemente fedele al Suo popolo, Colui che non tradisce mai i Suoi figli, poiché è, per tutta l'umanità, un Padre amorevole, disponibile e indulgente.
Alla fine di questa pandemia, abbiamo la fiducia che Dio illuminerà tutte le persone per capire meglio che solo attraverso la fede, la speranza e l'amore, espressi in buone azioni per gli altri, è possibile superare i periodi di prova e sofferenza e si può sentire la pace. La sua gioia.


† Daniel
Patriarch of Romania



martedì 28 aprile 2020

Pasqua 2020- messaggi dei Primati COMMUNION DES ÉGLISES ORTHODOXES OCCIDENTALES e presso L ’EGLISE CATHOLIQUE ORTHODOXE DE FRANCE-Chiese locali di tradizione pienamente occidentale e nel calendario e nel typikòn-Terzo messaggio Evêque Marc - primat ÉGLISE ORTHODOXE CELTIQUE testo in francese e in inglese - traduzione non ufficiale in itali






Bien-aimés filles et fils dans le Christ notre Sauveur,
Soyons des témoins vivants de la Résurrection du Christ. Saint Tugdual écrivait :
« Le chrétien dans le monde doit demeurer le témoin de la Résurrection de son
Seigneur. Il ne suffit pas d'attester avec foi qu'Il est ressuscité le troisième jour, après
avoir enduré les atroces souffrances de sa Passion. Loin de là ! » (Cf. Ac 1, 22).
Nous vivons un temps d’épreuve qui met en lumière les carences de notre société et
les buts qu’elle s’est fixés depuis plusieurs décennies, mais aussi, et c’est essentiel, les
carences d’un christianisme qui ne manifeste plus la force vitale de la Résurrection.
Il s’est tellement conformé en de nombreux aspects au monde d’aujourd’hui.
Nous confessons la foi orthodoxe, mais nous la vivons souvent comme une option
dans notre façon de vivre.
La pandémie qui afflige le monde est un signe nouveau destiné à ouvrir nos yeux sur
l’absurdité de notre façon de vivre et sur la tiédeur de notre vie chrétienne. Nos églises
vides aujourd’hui par les obligations du confinement sont en vérité désertées depuis
longtemps.
Ce qui arrive n’est que le reflet du mal qui est au-dedans de nous. Mme Guyon, une
mystique du XVIIe
 siècle disait : « Le mal est au-dedans… le cœur est gâté. C’est le
cœur qu’il faut rétablir ; Il faut le faire retourner à son Dieu. »
Nous dénonçons le mal que nous voyons, mais nous assistons passivement, souvent
par écran interposé, à la lente destruction de la Création et des valeurs éthiques et
spirituelles. Il ne s’agit pas de dénoncer les responsabilités, mais de nous convertir à
la Vie nouvelle et éternelle offerte en plénitude reçue lors de notre baptême.
Bien-aimés, ouvrons grand notre cœur à l’Amour divin qui brûle de se donner à nous.
Du Cœur de Dieu jaillit la vie de la Résurrection prête à se répandre en nous et par
nous sur le monde ; clamons par le témoignage de notre vie que le Christ est vraiment
ressuscité. Demandons cette grâce, et avec certitude elle sera accordée.
Le Christ est Ressuscité !
+ Marc - primat



Beloved daughters and sons in Christ our Saviour,
Let us be living witnesses to Christ’s Resurrection. Saint Tugdual wrote: “Christians in the
world must remain witnesses to their Lord’s Resurrection. It does not suffice for them to
attest with faith that He rose on the third day after having endured the atrocious sufferings
of His Passion. Far from it!” (Cf. Ac 1:22)
We are living in a time of hardship that casts light upon the shortcomings of our society
and upon the goals that for decades it has been setting for itself. But also—and this is
essential—upon the shortcomings of a Christianity that no longer reveals the vital force
of the Resurrection, a Christianity that has complied so very much with many aspects of
the modern world. We confess the Orthodox Faith, but we often live as if it were only an
option in our way of life.
The pandemic afflicting the world is a new sign destined to open our eyes to the absurdity
of the way we live and to the half-heartedness of our Christian life. The obligation of
confinement has emptied our churches, but the truth is they had already been deserted
long ago.
Is what is happening only the reflection of the rot inside of us? A 17th century mystic,
Madame Guyon, said: “The harm is within us… the heart is rotten. It’s the heart that
needs to be restored; we must make it return to its God.”
We denounce the evil we see, but often—with a screen between us—we passively watch
the slow destruction of Creation, of ethical and spiritual values. It’s not a question
of denouncing responsibilities but of converting ourselves to the new and eternal Life
abundantly offered to us at baptism.
Beloved, let us open wide our hearts to divine Love all aflame with the yearning to pour
itself into us. From the Heart of God springs the life of the Resurrection ready to give
itself to us and, by us, to the whole world. May the testimony of our lives proclaim that
Christ has truly risen! Let us ask for this grace with the absolute assurance that it will be
given to us.
Christ is Risen! Truly He is Risen!
+ Marc - Primat


figlie e figli amati in Cristo nostro Salvatore,

Cerchiamo di essere testimoni viventi della risurrezione di Cristo. Saint Tugdual ha scritto:

"Il cristiano nel mondo deve rimanere testimone della Risurrezione  del suo

Signore. Non basta attestare con fede che Egli è risorto il terzo giorno, dopo

aver  le sofferenze strazianti della sua Passione. Tutt'altro! (Vedere At 1: 22).

Viviamo in un periodo di prova che mette in evidenza le carenze della nostra società e

gli obiettivi che ha fissato per diversi decenni, ma anche, ed è essenziale, le

carenze di un cristianesimo che non manifesta più la forza vitale della Risurrezione.

È stato ed è purtroppo congruo in molti modi al  mondo di oggi.

Confessiamo la fede ortodossa, ma spesso la viviamo come  semplice opzione

nel modo in cui la viviamo.

La pandemia che affligge il mondo è un nuovo segno per aprire gli occhi sulla

assurdità del nostro modo di vivere e la ''tiepidezza'' della nostra vita cristiana. Le nostre 

chiese ,vuote oggi per gli  obblighi di confinamento, sono infatti  ed in verità deserte da 

lungo tempo Ciò che accade è solo un riflesso del male dentro di noi.  Madame  Guyon,

Mistica del XVII secolo ha detto: "Il male è dentro... Il cuore è rovinato. E 'il

cuore che deve essere restaurato; Dobbiamo riportarlo al suo Dio. »

Denunciamo il male che vediamo, ma passivamente, e spesso come in uno specchio 

interposto, la lenta distruzione della Creazione e dei valori etici e

spirituali. Non si tratta di denunciare le responsabilità, ma di convertirci a

 vita nuova ed eterna offerta in pienezza e ricevuta al nostro battesimo.

Amati , apriamo il nostro cuore al divino Amore che arde per donarsi a noi.

Dal Cuore di Dio scaturisce la vita della Risurrezione pronta a diffondersi in noi e 

attraverso noi sul mondo; proclamiamo dalla testimonianza della nostra vita che Cristo è

 veramente Risorto. Chiediamo questa grazia, e con certezza sarà concessa.

Cristo è risorto!

+Marc - primate

lunedì 27 aprile 2020

Pasqua 2020- messaggi dei Primati COMMUNION DES ÉGLISES ORTHODOXES OCCIDENTALES e presso L ’EGLISE CATHOLIQUE ORTHODOXE DE FRANCE-Chiese locali di tradizione pienamente occidentale e nel calendario e nel typikòn- Secondo messaggio Evêque Martin EGLISE ORTHODOXE FRANÇAISE -Testo francese e traduzione non ufficiale in italiano



    













MESSAGE PASCAL DE MGR MARTIN

 

 

Bien chers frères et sœurs en Christ,

 

Christ est ressuscité ! En vérité, Il est ressuscité !

 

La lourde pierre a été roulée de côté, les profondeurs du sépulcre neuf sont devenues terre matricielle inondée de la Lumière de l'Homme Nouveau... Les linges et le suaire qui avait recouvert le Corps du Crucifié gisent désormais à terre…

Du tombeau vide jaillit la nouvelle la plus prodigieuse qui n’ait jamais été annoncée : Christ est Ressuscité ! L’Amour se révèle plus fort que la mort…

 

Alors, « en ce jour le plus beau, le plus resplendissant, le plus puissant qui nous élance vers l’éternité », tout redevient possible ! Tout est sauvé! Toute la création, céleste et terrestre, jubile d’une joie débordante, triomphale, lumineuse…

 

Chaleureuses bénédictions pascales…




Cari fratelli e sorelle in Cristo,

 

Cristo è risorto!veramente  è risorto!

 

La pesante pietra fu fatta rotolare da parte, le profondità del  sepolcro  nuovo divennero terra rifondata ed  inondata dalla Luce dell'Uomo Nuovo ... Le bende  e il sudario che avevano coperto il Corpo del Crocifisso ora giacevano a terra ...

Dalla tomba vuota scaturisce la più prodigiosa notizia che  mai sia stata annunciata: Cristo è risorto! L'amore si rivela più forte della morte ...

 

Quindi, "in questo giorno più bello, più splendente e più potente che ci lancia verso l'eternità", tutto diventa di nuovo possibile! Tutto è salvato! Tutta la creazione, celeste e terrena, giubileo di gioia traboccante, trionfale, luminosa ...

 

Piene,totali,paterne   benedizioni pasquali ..
Evêque Martin