venerdì 17 giugno 2022

Christians for the Abolition of Prisons- #AbolitionLectionary: Proper 7




testo  in inglese---https://christiansforabolition.org/2022/06/16/abolitionlectionary-proper-7-2/


Luca 8:26–39. l'indemoniato nella regione dei Geraseni

sta in  


PER UN TENTATIVO DI TRADUZIONE IN ITALIANO DELLA MEDITAZIONE DELLA  PASTORA Bailey Pickens   ministro della Presbyterian Church (USA), direttore del Presbyterian Campus Ministry presso l'Università dell'Arizona. Contatto  bailey.pickens@gmail.com

Per molti anni sono stata disturbata  dalla storia dell'indemoniato Geraseno. Certo è un bene che Gesù sia riuscito a guarire un uomo pericoloso, pensavo, ma perché ha dovuto mandare alla distruzione un branco di porci? I maiali non avevano fatto niente, e inoltre, non rappresentavano il sostentamento del proprietario e dei porcari che li sorvegliavano? Perché ci sono stati così tanti danni collaterali?

Domande non insolite, forse, ma non per questo meno inquietanti della storia. Perché ho pensato a quell'uomo in quel modo? Perché non mi preoccupavo che fosse stato legato con catene, che fosse stato lasciato a vagare tra i morti, solo e nudo? Perché non ero ugualmente preoccupata  che la risposta di tutti gli abitanti del villaggio al vederlo di nuovo integro fosse la paura e la richiesta che Gesù se ne andasse?

È più facile mettere da parte le persone che per qualsiasi motivo creano disturbo o paura, ed è naturale, forse, darsi da fare per spazzarle  via  da quella che sembra una parte normale e necessaria della vita. Ma se la storia è messa nei suoi termini più crudi, come l'ha espressa mia moglie, si tratta del Figlio di Dio che distrugge l'utilità economica in favore della restaurazione di qualcuno di cui non importava a nessuno.

L'argomento economico, che di per sè  non dovrebbe essere toccato perché fornisce posti di lavoro, è strutturale  per molte attività che sono ovviamente distruttive per gli esseri umani: estrazione del carbone, allevamento industriale di animali, tintura e produzione di indumenti, fabbriche sfruttatrici e prigioni. Non è un caso che queste operazioni si svolgano nelle zone rurali, sia qui che in altri paesi, dove c'è più bisogno di lavoro e meno persone con abbastanza soldi o potere per lamentarsi. Il lavoro  spesso provoca   il degrado dell'ambiente e della salute fisica e spirituale dei lavoratori. Non è bene esercitare il potere e mantenere la reclusione per altri esseri umani, anche se è ciò che ti dà uno stipendio. E le prigioni rurali continuano a spaventare le persone lontane dai centri abitati, comprese le loro famiglie, coniugi e genitori, fratelli e figli... cioè tutti coloro che potrebbero preoccuparsi per loro.

Il vantaggio economico delle carceri per le aree rurali era molto propagandato; quanto forniscono alla fine è discutibile. Ma la guarigione da parte di Gesù dell'uomo indemoniato anche a costo di un intero branco di animali dice che non importa. I maiali venivano allevati per fare soldi. In circostanze normali, sarebbero stati venduti per la macellazione, per il piacere gustativo di persone abbastanza ricche da comprare la carne e l'arricchimento del proprietario della mandria. Erano un pezzo dell'economia. La storia insegna che questa attività economica, il lavoro, il passaggio di mano in mano del denaro, è assolutamente subordinata al benessere di un essere umano, anche di uno che era stato allontanato dalla sua comunità a causa della sua condizione, anche se il villaggio non era direttamente felice di riaverlo.  Il vantaggio economico non deve superare  la qualità della vita tutta  e il ripristino dell'uomo.That’s that.

mercoledì 15 giugno 2022

Claudio Tabacco ... Vocatus aut non Vocatus Deus aderit".






Sermoni del Tempo Ordinario. 

(Mercoledì XI Settimana. Memoria di Cloe Bianco che non è sopravvissuta alla transfobia. Morta suicida nel rogo del proprio camper dove viveva dopo essere stata licenziata dalla scuola in cui insegnava.***


La parola chiave di oggi è: Ipocriti. Ipocriti è parola di origine greca e significa teatrante - attore. L Homo Religiosus come Teatrante, Attore che compie la propria "giustizia" in modo sfacciato così da essere visto da tutti e da tutti ammirato per la sua pietà devozionale. È il mafioso che appende al simulacro - idolo della Madonna o del Santo le 100 Euro ed il prete che lo lascia fare, è l'imprenditore evasore fiscale che fa la donazione alla parrocchia ed il prete che la accetta, è l'agrario che sfrutta nei campi i lavoratori immigrati facendoli lavorare come schiavi in subordine ai caporali e dona il cero pasquale ed il prete che lo accetta. È il pio che fa le Quaranta ore e vota chi vuole il blocco navale per impedire ai disperati della terra di approdare ai "Sacri" Lidi della Patria. È il politico che sventola rosari e stalkerizza le statue della Madonna e persegue politiche asservite al capitale nel silenzio complice dei gerarchi della religione. La conseguenza di tali comportamenti aberranti eppure frequenti e quotidiani è il clericalismo: ovvero l'attitudine a sacralizzare una casta religiosa così che essa sia Strumento di Governo. Perché la patología ecclesiastica del clericalismo ha una doppia radice: socio-politica (Dio Patria Famiglia) ed una radice intra-ecclesiale: la sacralizzazione di sé come compensazione della frustrazione psicologico-sessuale. D'altro canto l'Agape Fraterna e Sororale è stata sostituita dalla ritualità magico teurgica della Liturgia e da infinite pratiche devozionali celebrate non per celebrare Di@ ma per celebrare sé stessi e la Chiesa. Nella visione di Gesù la pratica religiosa è immersione - sommersione (battesimo) nella propria umanità perché è nella profondità della coscienza laddove Luce e Tenebra si confondono in un ambiente incerto, ambiguo ed ambivalente, crepuscolare che l'Io, liberato dalle attese sociali del Super Io, e Di@ il Mistero d'Amore e Vita si incontrano e dialogano. Ho sempre letto il discendere nella cantina della propria casa come il motto rosacrociano "Visita le Regioni più profonde e lì correggendo ciò che deve essere corretto troverai la Pietra Nera che Guarisce ogni Malattia". La preghiera dunque come discesa "terapeutica" nella profondità di sé, nella propria più vera e profonda umanità a costo di attraversare il mare crepuscolare solcato dai grandi leviathani. In questa attitudine profonda ed introspettiva non vi è differenza alcuna tra credenti e non credenti perché lì" Vocatus aut non Vocatus Deus aderit". La "Celebrazione Comunitaria" è invece, fuor da ogni rito, la Festa dell'Amore e del Servizio, è insieme Cana e la Cena d'Addio in cui la nuda umanità di Gesù lava dalla fatica della vita, dalla polvere della strada, dalla tribolazione dell'affanno l'intimità più nascosta delle Discepole e dei Discepoli così che la gioiosa irruzione del Regno di Di@ sia a tutti manifesta ed in tutti compiuta. Ed allora con impazienza e gioia si celebra senza bisogno alcuno di una casta di gerarchi perché è la turbinosa vita di ciscun@ e tutt@ che si riunisce alla Danza Cosmica della Vita ed è quella, la Danza Cosmic della Vita, che fidanza a sé i doni simbolici del pane, lavoro fatica natura, e del vino, amore gioia estasi dei sensi e dell'intelletto, e li rende Sacri. La Festa è l'interruzione del tempo quotidiano, misurabile, per saltare nel Tempo Qualitativo puramente esperibile e narrabile per Simboli.
Le nostre liturgie sono piatte, opache, dense di Simboli ma di Simboli che sacralizzano il Potere.
Amen.


***La storia di Cloe Bianco, la prof transgender che si è data fuoco nel suo camper: “Ora sono libera”. La scuola la sospese dopo il coming out-https://www.lastampa.it/cronaca/2022/06/14/news/la_storia_di_cloe_bianco_la_prof_transgender_che_si_e_data_fuoco_nel_suo_camper_ora_sono_libera_la_scuola_la_sospese_do-5405846/

mercoledì 8 giugno 2022

Claudio Tabacco luglio 2020. Mare nostro che non sei nei cieli...A te non più appartiene il regno della vita neanche a noi più appartenga.




Mare nostro che non sei nei cieli

non puoi essere santificato perché sei tomba,

sei regno dei morti, repubblica di disperati, la vita in te non trova regione.

Tu, che gli Antichi chiamarono   ta  Thalassa,

fosti brodo primorde di vita

ora Zoe da te rifugge, regione di pianto.

Non ci dare pane che il tuo pane è alga sterile

dolore di tonno massacrato

soffocamento di neonato.

Non possiamo esser battezzati in te

che solo morte conservi.

Abbandonaci alla visione degli inquieti spettri,

non sollevarci nella caduta,

non accoglierci come noi non accogliemmo.

Lasciaci cadere nel Maligno

che la tua acqua sia per noi maledizione e pianto.

A te non più appartiene il regno della vita

neanche a noi più appartenga.

Emanuela Ersoch tramite Facebook Di Pride, comunità lgbtq+ e blasfemia




Molte voci cattoliche si sono alzate indignate per il manichino nudo con velo celeste che ha sfilato al Pride di Cremona. Le capisco, come ha detto anche papa Francesco in una famosa intervista: “se offendono tua madre gli dai un pugno in faccia” e quale cattolico non ama come una Madre la Vergine Maria?

 Eppure…

Eppure ho imparato che essere cristiani è un’altra cosa, è guardare le cose dalla prospettiva del Crocifisso che è ancora più scandalosa e folle di qualsiasi blasfemia: è la forza spietata di un amore incontenibile. Ma appunto l’ho dovuto imparare perché l’istinto di difesa della mia fede, del mio Dio era per me imprescindibile, ma sbagliavo prospettiva: Dio non ha bisogno della mia difesa e la sua prospettiva è rovesciata! 

Nel 2019 il giornalista americano Michael O'Loughlin , ha pubblicato un podcast intitolato “PLAGUE: Untold Stories of AIDS and the Catholic Church”. Nel secondo episodio racconta dell’Ospedale Saint Vincent di New York dove le sorelle della carità assistevano i malati di AIDS con amore e dedizione decidendo perfino di fornire preservativi per rallentare la diffusione del virus mortale. Ma non tutti i dipendenti dell’ospedale erano così comprensivi con i pazienti per questo la comunità Lgbtq+ organizzò una forte protesta e distrusse l’accoglienza dell’ospedale e coprì di preservativi la statua del Cristo all’ingresso. Le suore rimasero scandalizzate da quest’immagine? Si, ma da una prospettiva rovesciata: si chiesero il perché di questa rabbia ovvero cosa non stessero  facendo per venire incontro ai loro fratelli e sorelle omosessuali. Quali fossero le loro responsabilità. 

La Diocesi voleva che denunciassero i colpevoli alla polizia ma loro decisero di fare un’altra cosa: si misero in ascolto, organizzarono incontri con la comunità lgbtq+ per capire le loro ferite, le loro richieste, le loro vite e migliorarne l’accoglienza.

Così ho imparato a non scandalizzarmi ma a chiedermi cosa ho fatto io, i miei fratelli e le mie sorelle cattoliche perché delle persone trovino giusto offendere la nostra fede? Purtroppo, abbiamo fatto molto perché si sentissero emarginate, sole, disprezzate e molto dobbiamo fare per cambiare ed imparare ad amare, perché la vera blasfemia è non riconoscere nell’altro e nell’altra il volto di Dio.


domenica 5 giugno 2022

La preghiera di strazio e di gioia del ConFratello Giacomo Sanfilippo prete ortodosso italo-canadese allontanato dal ministero

  



Sta in come prima parte (testo in inglese) 

https://orthodoxyindialogue.com/2020/06/26/the-eucharist-by-giacomo-sanfilippo/


PER UN TENTATIVO DI TRADUZIONE IN ITALIANO 

Ancora una volta ti offriamo questo culto ragionevole e incruento,e noi ti chiediamo, ti preghiamo e ti supplichiamo:

Manda su di noi il tuo Santo Spirito e su questi doni qui offerti,

e fa' che questo pane sia il prezioso Corpo del tuo Cristo.

Amen.

E ciò che è in questo Calice sarà il prezioso Sangue del tuo Cristo.

Amen.

Cambiandoli con il Tuo Santo Spirito.

Amen. Amen. Amen.


***

Poche parole mi danno più gioia in questa vita, perché ci credo assolutamente. Da sacerdote, mi rimettevo in piedi dopo una prostrazione completa e non mancavo mai di essere pieno di stupore, vedendo per un attimo il pane diventare veramente il Corpo, il vino diventare veramente il Sangue di nostro Signore, Dio e Salvatore, Gesù Cristo. Poi continuavo  l'anafora con una santa leggerezza di cuore che mi è concessa nella mia peccaminosità, perché Dio sta  con noi, qui e ora, in un modo che sfida ogni comprensione razionale da parte delle nostre deboli menti umane. Dio abita  con noi, i due o tre riuniti umilmente e con pentimento nel suo Nome. Dio dimora  con noi, facendosi misticamente conoscere ancora una volta nella stanza superiore, ancora una volta a Emmaus, ancora una volta nel Regno che verrà, ancora una volta unendosi a noi e noi a Lui e gli uni agli altri nell'intimità della mistica camera nuziale dell'Agnello e della sua Sposa, la Chiesa. Dio è con noi e ancora una volta fa del suo corpo il nostro e dei nostri corpi il suo, così che, uniti a Lui in un sacro mistero, diventiamo tutti una sola carne con Lui e gli uni con gli altri in Lui, come un marito con sua moglie, come una moglie con suo marito. Guardo le mie mani ed ecco le mani di Cristo. Guardo il mio volto allo specchio ed ecco il volto di Cristo. Ascolto la mia voce ed ecco la voce di Cristo. Mi alzo, cammino, mi siedo, ed ecco che Cristo si alza, cammina e si siede.


***

Eppure, poche parole mi portano un dolore più grande in questa vita. Bandito per sempre dal Santo Altare da un tribunale ingiusto e corrotto, mi inginocchio in fondo alla chiesa, o nel soppalco, e sussurro queste sacre parole in silenzio con il sacerdote, la mia concelebrazione nascosta che nessun vescovo, nessun sinodo, potrà togliermi.


"Nel timore di Dio e con fede, avvicinatevi!". Mi avvicino nella mia indegnità. In un batter d'occhio, il dolore si trasforma in gioia! Che importa se partecipo ai piedi dell'ambone o alla Sacra Tavola? Cosa importa se indosso paramenti sacerdotali o semplici abiti da strada? Che importa se offro le mie preghiere di ringraziamento qui o là nella chiesa, sul Santo Altare o nell'angolo più remoto? Perché Cristo, dall'oceano senza fondo della misericordia divina, scende fino a me dove sono, primo tra i peccatori e più basso di tutte le creature, e mi porta fino a sé dove è Lui. Qui c'è anche la sua Madre purissima, qui tutti i santi del cielo, qui tutti i santi angeli e arcangeli, i cherubini e i serafini. O misero uomo che sono!







giovedì 2 giugno 2022

E il rabbino ci fa riflettere



https://www.patheos.com/blogs/carlmccolman/2022/06/the-wrath-of-god-and-wishful-thinking-or-julian-of-norwich-and-biblical-images-of-god/?utm_medium=email&utm_source=BRSS&utm_campaign=Contemplative&utm_content=166



 In una conversazione con il pastore di tradizione battista Brian D. McLaren  un rabbino ha osservato "La Bibbia è un pozzo di significato senza fondo”  "Perché vorresti interromperne il significato con un'interpretazione?" avendo prima chiesto al pastore  'il perché i cristiani siano così concentrati nel trovare l'unico significato corretto di ogni singolo versetto della Bibbia. Lo vedeva come estraneo al modo in cui molti ebrei leggono la Bibbia.'

 Copio alcune riflessioni  dell'autore dell'articolo Carl McColman  membro di professione di una comunità laica cistercense sotto la guida spirituale dei monaci trappisti


Se prendiamo sul serio il rabbino che ha parlato con Brian McLaren, questo ci invita a quello che, per i cristiani, rappresenta un modo radicalmente nuovo di pensare alla Bibbia. È un resoconto di secoli di immaginazione religiosa, riflessione e discernimento piuttosto che un'unica e definitiva affermazione su Dio che non può essere messa in discussione in alcun modo.


Tutte queste apparenti contraddizioni, disparità, tensioni, punti di vista diversi o opposti sono un problema solo se insistiamo a leggere la Bibbia come un documento unificato che dichiara un solo modo corretto di intendere Dio. Ma se ci uniamo al rabbino citato sopra, e siamo disposti a vedere la Bibbia come un "pozzo infinito di significato", possiamo iniziare a considerare l'idea che molti versetti possono essere interpretati in molteplici modi, e anche le contraddizioni più evidenti potrebbero effettivamente essere un invito per noi a riflettere su come la nostra comprensione di Dio, della verità e della spiritualità è cresciuta e si è evoluta nel corso dei secoli in cui è stata scritta la Bibbia, e continua ad evolversi fino ad oggi .


possiamo considerare la Bibbia come un “lavoro in corso” — come la parola di Dio che viene  ancora pronunciata . Come ogni buona storia, possiamo aspettarci lo sviluppo del carattere — solo nella Bibbia, non è tanto che Dio si "svilupperà", ma piuttosto che la  comprensione umana di Dio sta crescendo e evolvendo .


 sono convinto che l'idea ebraica della Bibbia come pozzo di significato infinito abbia semplicemente più senso di un'idea più fragile che la Bibbia possa avere solo un significato corretto. Non c'è da stupirsi che ci sia così tanta divisione nel cristianesimo: stiamo tutti discutendo sul modo corretto di leggere la Bibbia, ed è un gioco a somma zero se crediamo che ci sia solo una lettura corretta. Se Una sola interpretazione può essere corretta, tutte le altre devono essere sbagliate: erronee se non eretiche


la Bibbia è più simile a una conversazione che a un monologo: noi che leggiamo la Bibbia qui nel terzo millennio siamo invitati a partecipare a una conversazione in corso, che va avanti già da secoli e andrà avanti molto tempo dopo che saremo morti . Dobbiamo farlo umilmente, riconoscendo che non abbiamo tutte le risposte. Ma quando uno scrittore dice qualcosa che suona vero, vale la pena accettarlo, almeno come ipotesi