venerdì 9 agosto 2019

Italiani che odiano Italiani La viltà anonima dei vili forti con i deboli e schiavi dei forti





Si è ritrovato disabile  da un giorno all'altro, dopo un incidente sul lavoro, e dopo aver chiesto e ottenuto l'installazione di un ascensore più funzionale nel condominio, si è trovato sul pianerottolo insulti e minacce anonime. Tutto per aver reclamato un suo diritto. È questa l'agghiacciante e disumana vicenda che ha dovuto vivere Simone Rapisarda, 36enne, sposato e con due figli, che vive a Roma.


sta in

https://www.leggo.it/italia/roma/roma_simone_rapisarda_disabile_insulti-4667534.html?fbclid=IwAR33_FjeR55V-W8-EJIRl_gTOjrJBLaMcmqRmims_sB5NCX5oAgzeBXGtdU

martedì 6 agosto 2019

Chiedere l’elemosina non può essere un reato-L'eredità di San Paolo VI continua. Sia Gloria a Dio


Milano Italia 12142015: Milano come gli altri grandi Comuni in tutto il mondo presenta grandi contrasti tra la ricchezza e la gioia per le vacanze e chrismats la povertà dei barboni che chiedono l'elemosina. Archivio Fotografico - 50392222


Chiedere l’elemosina non può essere un reato



(ll decreto sicurezza approvato dal Parlamento)"tuttavia, a nostro avviso, avere reintrodotto il reato di accattonaggio, seppur limitandolo alla condotte moleste, rappresenta un passo indietro. Significa illudersi, o far credere, che criminalizzando i poveri, la povertà possa scomparire.

Come già osservava negli anni ’90 l’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini, l’elemosina racchiude in sé dei rischi perché può «incoraggiare la pigrizia di chi la riceve» e in chi la compie «far nascere l’idea di sentirsi a posto, senza andare alla radice dei problemi», tuttavia osservava sempre Martini che l’elemosina ha in sé «il valore dell’intervento immediato, che non pretende di risolvere tutto, ma fa quello che è possibile al momento».

L’elemosina resta un diritto delle persone povere e, al contempo, un dovere di solidarietà sancito dalla Costituzione là dove obbliga la Repubblica (quindi non solo lo Stato, gli enti locali, le associazioni, ma anche i cittadini) a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono l’uguaglianza tra le persone (art. 3, comma 2 della Costituzione).  

Proprio in virtù di questi valori la fattispecie dell’accattonaggio molesto va affrontata con umanità e intelligenza. Ci auguriamo che i Comuni, cui spetta di applicare la norma, sappiano farlo senza tradire questi principi. In questo senso bene ha fatto il Consiglio comunale di Milano ad escludere dal Daspo urbano chi chiede l’elemosina in strada. "
 
Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana

lunedì 5 agosto 2019

Non si vive per l'economia, anche se si deve vivere di economia


Risultati immagini per foto di Paolo VI con Maritain al Concilio

Monsignor Giovanni Battista Montini,(poi San Paolo VI Papa di Roma ) quale arcivescovo metropolita di Milano, il 4 ottobre 1958 in occasione del pellegrinaggio delle diocesi della Lombardia pronunciò ad Assisi un discorso 
Non si vive per l'economia, anche se si deve vivere di economia

https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/non-si-vive-per-l-economia-anche-se-si-deve-vivere-di-economia.html?fbclid=IwAR2fUFcBxESQZ8wGVW9xzxjzw5ywOYPP5ZlTCimKy7Wl3k0DVS1BOPgTaVc


Il link indicato presenta l'intero discorso  ..Pubblico la preghiera finale al Nostro Padre tra i Santi  Francesco monaco ad Assisi 

Francesco, aiutaci a purificare i beni economici dal loro triste potere di perdere Dio, di perdere le nostre anime, di perdere la carità dei nostri concittadini. Vedi, Francesco, noi non possiamo straniarci dalla vita economica, è la fonte del nostro pane e di quello altrui; è la vocazione del nostro popolo, che sale alla conquista dei beni della terra, che sono opere di Dio; è la legge fatale del nostro mondo e della nostra storia. È possibile, Francesco, maneggiare i beni di questo mondo, senza restarne prigionieri e vittime? È possibile conciliare la nostra ansia di vita economica, senza perdere la vita dello spirito e l'amore? È possibile una qualche amicizia con Madonna Economia e Madonna Povertà? O siamo inesorabilmente condannati, in forza della terribile parola di Cristo: «È più facile che un cammello passi per la cruna d'un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli»? (Mt. 19, 24). Anche il nostro sant’Ambrogio ci aveva detto quelle parole tremende: «O ricco, tu non sai quanto sei povero!» (De Nabuth, 2, 4), ma non le ricordiamo più: e non le abbiamo mai bene comprese. E anche Tu, Francesco, non hai insegnato ai tuoi figli a lavorare, a mendicare e a beneficiare, cioè a cercare ed a trattare quei beni economici, di cui la vita umana non può essere priva?

Non sono cose nuove, Francesco, quelle che ora ci predica, ma diventano Vangelo, per il nostro tempo. Non nuove per sé, ché derivano dalla dottrina di Cristo perennemente viva; ma, purtroppo, sempre nuove per noi che le sappiamo così male ricordare, e così male applicare. Non nuove, ma sempre sagge specialmente per noi, quando diventiamo amministratori del pubblico bene, che tante ricchezze richiede, tante maneggia, tante traffica e spende; e vuole le nostre mani monde e povere come le tue. Non nuove ma sempre difficili, e perciò bisognose di un esempio radicale e sublime come il Tuo, affinché noi riusciamo a meglio comprenderle ed a meglio seguirle, ed a ravvisarvi il principio di quella giustizia sociale, che forma l'aspirazione più nobile e più dinamica del nostro tempo.
Ecco, allora, Francesco, che la Tua Povertà ci diventa amica e maestra. Ecco che ammonisce coloro che mettono nei beni economici le loro somme speranze a mirare più in alto, a svincolare il cuore dall'amore delle cose terrene, e a saperle considerare come buone solo quando ci sono scala per salire le vie dello spirito e ci sono specchio per riflettere la bellezza, la bontà, la provvidenza di Dio; come Tu, povero, le hai viste, alla fine, cantandole, come libero poeta, nel Tuo cantico delle creature.


Così insegnaci, così aiutaci, Francesco, ad essere poveri, cioè liberi, staccati e signori, nella ricerca e nell'uso di queste cose terrene, pesanti e fugaci, perché restiamo uomini, restiamo fratelli, restiamo cristiani, noi Lombardi, noi Italiani.

sabato 3 agosto 2019

Senza umorismo, la vita diventa pericolosa- Meditazione del Patriarca Kirill di Mosca

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e testo
Premesse    Ho utilizzato la traduzione proposta dai social e ho cercato di renderla in  un accettabile italiano. Colloco pure ,per correttezza, il testo originale in russo 
Ringrazio il fratello in Cristo Andrea Della Lena Guidiccioni 


" Senza umorismo, la vita diventa pericolosa. La maggior parte delle persone cattive sono prive  del senso dell'umorismo. In primo luogo, l'umorismo aiuta ad abbassare il grado di conflitto umano, aiuta a rendere delicato il  piano del confronto reale, a cambiare coscienza,  a rompere un ambiente conflittuale e litigioso . Inoltre, l'umorismo crea una buona situazione   buonumore.

Allo stesso tempo, tutto questo è molto legato alla  interiorità  del cuore  delle persone.

E ' molto importante che l'umorismo sia luminoso per  ridurre  davvero il grado dei nostri conflitti, e semplicemente formare una visione ottimista del mondo 


Testo in Russo


Святейший Патриарх Московский и всея Руси Кирилл:
«Без юмора жизнь становится опасной. Большинство плохих людей лишены чувства юмора. Во-первых, юмор помогает понизить градус человеческого конфликта, помогает перевести его из плоскости реального противостояния, переключить сознание, что называется, разрядить обстановку. Кроме того, юмор создает хорошее расположение, хорошее настроение.
При этом все это очень тесно связано с внутренней культурой людей.
Очень важно, чтобы юмор был светлым и действительно снижал градус наших конфликтов, да и просто формировал оптимистичный взгляд на окружающий мир».

L'icona preghiera continua nel e con il fratello in Cristo il maestro Ivan Polverari

Nessuna descrizione della foto disponibile.

e l'odio reciproco continua quarta(ma ultima) puntata- L'odio reale,brutto,concreto,cattivo, ignobile di e in questo nostro paese ormai perduto e sicuramente senza possibilità di riscatto. Un paese dove il diavolo arriva non per comandare ma per andare a scuola di cattiveria come alunno di docenti italiani

Risultati immagini per foto della morte con la falce

NESSUNO E' INNOCENTE 

e l'odio reciproco  continua quarta  ed ultima puntata


Non c'è proprio niente da fare. Non ha neppure senso e speranza continuare a pubblicare gli eventi di odio reciproco ,di violenza verbale e non solo verbale che ha distrutto (in modo purtroppo definitivo) il cuore e l'anima della nostra Patria la cui stessa aria in ogni cielo d'Italia è ormai mefitica ed irrespirabile.. Si torna all'eremo.. dove leggeremo ogni giorno nell'ufficio delle letture la Dichiarazione di Barmen della Chiesa  Evangelica Confessante Tedesca  di fedeltà a Gesù Cristo contro la tirannia  nazista ed ogni tirannia, contro l'odio ed ogni odio .Non ci resta altro..

quarta ed ultima puntata  odio da sinistra


 prima puntata  odio da destra
http://paroleortodosse.blogspot.com/2019/07/lodio-realebruttoconcretocattivo.html  


seconda puntata odio da sinistra
http://paroleortodosse.blogspot.com/2019/07/e-lodio-continua-seconda-puntata-lodio.html


terza puntata  odio da destra
http://paroleortodosse.blogspot.com/2019/08/e-lodio-continua-terza-puntata-lodio.html

e la presente quarta ed ultima puntata odio da sinistra 


giovedì 1 agosto 2019

e l'odio continua terza puntata- L'odio reale,brutto,concreto,cattivo, ignobile di e in questo nostro paese ormai perduto e sicuramente senza possibilità di riscatto. Un paese dove il diavolo arriva non per comandare ma per andare a scuola di cattiveria come alunno di docenti italiani


Treno Milano-Verona, il passeggero al ragazzo: "Negro del ca...o. Fammi vedere il biglietto. Io pago, tu no






Il video che vedete è stato girato sul treno Trenord Milano Centrale-Verona e postato su Facebook da Delia Piavani, una studentessa di 24 anni. Un passeggero chiede insistentemente a un ragazzo di colore: "Hai fatto il biglietto? Fammi vedere il biglietto. Negro del ca...o. Io l'ho pagato, a voi non lo controllano perché siete colorati". L'altro gli chiede a sua volta: "Perché dovrei mostrarlo a te?". L'uomo sostiene che la maglietta verde è la sua divisa e accusa continuamente il ragazzo di non avere il biglietto. Finché il giovane non risponde più e decide di allontanarsi.
 
Racconta nel suo post Delia che la scena è continuata. "L'uomo se la prende anche con un altro nero: una spintonata, uno sputo, parolacce. Arriva il controllore, io sto per scendere, gli mostro il biglietto e gli dico quanto accaduto. La sua risposta: 'Sì, ogni giorno è sempre peggio, mi spiace'. Accanto a me nei sedili a fianco un signore di colore mi guardava, sconfortato. Avrei voluto dirgli che non siamo tutti così, ma non mi usciva una parola. Avrei voluto avere più coraggio per scendere e mettermi in mezzo. Tengo a precisare che quel 'signore' era perfettamente lucido, parlava al cellulare con la sua compagna in modo normalissimo, la sua frustrazione veniva sfogata così, nel modo più orribile, vederlo con i miei occhi mi ha scossa molto, sono scesa da quel treno con tanta rabbia, frustrazione e nausea e sensazione di impotenza".


Il post originale di Delia Pavani

Ore 12.45, treno MILANO CENTRALE - VERONA.
Avevo le cuffie e stavo guardando una serie tv ma in sottofondo sento una persona imprecare.
Le tolgo ed esattamente dietro di me nell’area dove ci sono le porte del treno sento che un uomo tra insulti razzisti vari (anche in bergamasco come si può sentire) chiede insistentemente il biglietto ad un ragazzo di colore, che io non vedo perché resta dietro al mio sedile.
“Hai fatto il biglietto? Fammi vedere il biglietto” il ragazzo gli chiede “perché dovrei mostrarlo a te?” e lui impazzisce dicendo che quella maglietta verde è la SUA divisa, e lo accusa continuamente di non avere il biglietto e quindi di non avere diritto ad essere sul treno. “È tua quella bici? Pure la bici hai. Ora è mia, spetta a me, sono italiano”.
Sento il ragazzo che inizia a non rispondere più, ma lui continua. Mi sposto nel sedile di fronte in modo da riuscire a vedere meglio. E inizia a prendersela anche con un altro, nell’altro vagone, come si vede nel video, una spintonata, uno sputo, parolacce, “questo è il MIO treno”, “a te non lo controllano solo perché sei colorato”.
La storia continua, ogni persona di colore che sale la accusa di non avere il biglietto, minaccia di fare una strage prima o poi, perché a lui “i neri gli stanno sui coglioni perché non lavorano”.
Alla fine il ragazzo esausto si allontana.
Arriva il controllore, io sto per scendere, gli mostro il biglietto e gli dico quanto accaduto.
La sua risposta “sì, ogni giorno è sempre peggio, mi spiace”.
Accanto a me nei sedili a fianco un signore di colore mi guardava, sconfortato. Avrei voluto dirgli che non siamo tutti così, ma non mi usciva una parola. Avrei voluto avere più coraggio per scendere e mettermi in mezzo. 
Risultati immagini per foto di Nelson Mandela
Tengo a precisare che quel “signore” era perfettamente lucido, parlava al cellulare con la sua compagna in modo normalissimo, la sua frustrazione veniva sfogata così, nel modo più orribile, vederlo con i miei occhi mi ha scossa molto, sono scesa da quel treno con tanta rabbia, frustrazione e nausea e sensazione di impotenza.

Prima puntata    sull'odio civile tra italiani e in Italia




Seconda Puntata sull'odio civile tra italiani e in Italia 



PS la foto di Mandela...Ovviamente