martedì 7 novembre 2023

J. L. Borges: La sentenza




Quella notte, all’ora del Topo, l’imperatore sognò di essere uscito dal suo palazzo e di passeggiare nell’oscurità del giardino, sotto gli alberi in fiore, quando qualcosa si inginocchiava ai suoi piedi e gli chiedeva protezione.

L’imperatore gliela accordava. Il postulante diceva di essere un drago e che gli astri gli avevano rivelato che il giorno seguente, prima di notte, Wei Ch’eng, ministro dell’imperatore, gli avrebbe tagliato la testa. Nel sogno, l’imperatore giurava di proteggerlo. Al risveglio, l’imperatore chiese di Wei Ch’eng. Gli dissero che non era a palazzo; l’imperatore lo fece cercare e lo tenne occupato tutto il giorno affinché non uccidesse il drago, e verso l’imbrunire gli propose di giocare a scacchi. La partita si protraeva, il  ministro era stanco e si addormentò. Un boato scosse la terra. Poco dopo irruppero due capitani che trascinavano un’immensa testa di drago intrisa di sangue. La gettarono ai piedi dell’imperatore e gridarono: 


«È caduta dal cielo». Wei Ch’eng, che si era svegliato, la guardò perplesso e disse: «Che strano, ho appena sognato di uccidere un drago come questo».  


Wu Ch’eng-en (1505-1580 ca)




***
Jorge Luis Borges

«Uno dei molti piaceri che la letteratura può offrire è il piacere della narrazione. Questo libro intende proporre al lettore alcuni esempi di tale genere, relativi ad avvenimenti sia immaginari che storici. Abbiamo quindi interrogato testi di nazioni e di epoche diverse, senza trascurare le antiche e generose fonti orientali. L’aneddoto, la parabola e il racconto trovano qui ospitalità, a condizione che siano brevi. In questi brani sta, osiamo ritenere, l’essenziale di ciò che è narrazione; il resto è episodio illustrativo, analisi psicologica, felice o inopportuno ornamento verbale. Ci auguriamo, lettore, che queste pagine divertano te come hanno divertito noi». Il libro in questione è Racconti brevi e straordinari di Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares che firmano nel luglio 1953 la citata introduzione. Due autori che si sono divertiti a curare un’antologia di brani provenienti da una straordinaria varietà di opere, non esitando a introdurre graziose falsificazioni e spudorati lemmi bibliografici e apocrifi, arrivando – a volte – ad attribuire le opere ad autori inesistenti, quando in realtà l’autore era lo stesso Borges

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