
Premessa
Pubblico a puntate le proposte di orazione e di meditazione per una Chiesa più piccola dalla bacheca fb del mio caro amico e fratello in Cristo Giampiero Tre Re
Condivido , a partire dal quel che mi resta dentro di casa mia ecclesiale, nel profondo del mio cammino, ormai in mare aperto senza alcuna ciambella di salvataggio e a pelo d'acqua, le meditazioni di Giampiero.
Un'unica personale notazione: io avrei scritto orazione per una piccola chiesa.
Un Grazie a Giampiero del cui sacerdozio si ricordi il Signore Dio nel suo regno ignora ora e sempre e nei secoli dei secoli
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Cara Valentina,
ti scrivo questa lettera aperta a proposito dell'invito, da te a più riprese rivoltomi, di intervenire su temi come l'etica sociale, sessuale, l'educazione, attraverso gli organi ufficiali diocesani di Palermo, come il sito www.tuttavia.eu dell'ufficio di pastorale della cultura. Più che declinare l'invito, con questa lettera vorrei spiegare perché non posso accettare.
Gli intellettuali cattolici di questa città, che amano pensarsene come l'élite ecclesiale, hanno sostanzialmente omesso di fare i conti con la lezione cristologica e storico-salvifico del martirio di Puglisi. In particolare (con la sola eccezione di Aldo Naro) la comunità teologica accademica che ha fondato e guidato la facoltà teologica di Sicilia, da cui si estrae l'episcopato attualmente alla guida delle diocesi di mezza Sicilia e continua a formare i giovani preti e il laicato "impegnato" di Palermo, sembra tuttora inconsapevole delle gravi responsabilità del modello ecclesiale istituzionale a cui essa si richiama, su cui si radica e continua a tramandare.
Quanto a me, mi sono congedato da questo tipo di modello ecclesiale ormai da quasi venti anni. Non posso, credimi, davvero non posso, tornarci dentro.
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La rinuncia di Ratzinger fu la rivolta del teologo contro quella corazza normativa che attualmente soffoca la chiesa con la pretesa di sorreggerla. Le riforme di Papa Bergoglio non hanno neppure cominciato ad enucleare la carica rivoluzionaria del gesto di Ratzinger, perchè quest'ultimo ha implicitamente dichiarato legittima la discussione sull'intera disciplina ecclesiastica, dal celibato al centralismo romano, dalla disciplina per la formazione del clero alla elezione di vescovi e presbiteri.
Fino all'opportunità di mantenere questo anacronistico residuo di potere temporale e come scioglierlo, lo Stato del Vaticano, intendo, con i suoi annessi e connessi economico-giuridici.
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È tempo di pensare a una «chiesa più piccola», non monarchica e centralizzata ma orizzontale e plurale; meno organizzata sul territorio e più disseminata tra le persone; meno preoccupata delle regole e del corpo dottrinale quanto piuttosto dell'autonomia dello spirito e dell'esistenza credente; che faccia meno affidamento sulla propria potenza mondana e sia più fiduciosa nella presenza salvifica di Cristo.
Dacci oggi una chiesa minimamente indispensabile.
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