martedì 20 aprile 2021

Immortalità dell’anima o risurrezione dei morti?



La concezione cristiana della morte e della risurrezione… è incompatibile con la credenza greca dell'immortalità dell'anima”. Osservava Oscar Cullmann, teologo riformato dei più autorevoli del Novecento, nel suo celebre saggio Immortalità dell’anima o risurrezione dei morti? E proseguiva affermando che esiste “una differenza radicale fra l’attesa cristiana della risurrezione dei morti e la credenza greca nell’immortalità dell’anima… Se poi il cristianesimo successivo ha stabilito, più tardi, un legame fra le due credenze e se il cristiano medio oggi le confonde bellamente fra loro, ciò non ci è parsa sufficiente ragione per tacere su un punto che, con la maggioranza degli esegeti, consideriamo come la verità…Tutta la vita e tutto il pensiero del Nuovo Testamento [sono] dominati dalla fede nella risurrezione… L’uomo intero, che era davvero morto, è richiamato alla vita da un nuovo atto creativo di Dio”. Il Simbolo niceno-costantinopolitano, l’ultimo Credo comune alle chiese storiche risalente alla fine del IV secolo, recita: “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”, e non: “Aspetto che la mia anima venga accolta nei cieli al momento della mia morte”. 

https://qebiblia.blogspot.com/2008/10/il-sincretismo-nella-dottrina-dellanima.html




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