Carl Anderson scoprì i primi positroni, particelle in tutto simili agli elettroni tranne il fatto che dentro un magnete curvavano nel verso opposto a quello che ci si aspettava. In seguito furono scoperti gli antiprotoni, gli antineutroni, ed in generale oggi il nostro quadro delle particelle elementari prevede per ogni particella la sua antiparticella. Sono stati osservati anche molti fenomeni in cui sono create coppie particella-antiparticella e tanti altri fenomeni ancora in cui invece particelle e antiparticelle annichilano. I positroni vengono prodotti in coppia con gli elettroni in seguito a violenti urti fra i raggi gamma e la materia. Tipicamente, un fotone gamma che incontra un atomo produce una coppia elettrone-positrone. Il neonato elettrone si allontana per godere di un’esistenza più o meno permanente, mentre il povero positrone va incontro da subito a dei pericoli. Se si imbatte in un elettrone (e l’universo è pieno di elettroni) la coppia si annichilirà istantaneamente, invertendo il processo di creazione di coppia e restituendo fotoni. Questa è generalmente la causa della breve carriera di un positrone.
Qualche decennio più tardi Feynman propose un’interpretazione alternativa a quella di Dirac che aveva il pregio di abbandonare l’idea del mare di particelle di energia negativa. Feynman osservò che i positroni non sono altro che elettroni che viaggiano indietro nel tempo. Dal momento che nelle funzioni d’onda degli elettroni compare sempre il prodotto “energia x tempo”, se quando considero energie negative, cambio anche segno al tempo, tutto resta come prima. Insomma un elettrone che si propaga nel tempo è ,si può interpretare, per quanto concerne le formule matematiche come un positrone che si propaga indietro nel tempo. Detto altrimenti, se in un punto dello spazio si crea un elettrone, questo è equivalente a dire che si distrugge un positrone. Si noti però che l’argomento è perfettamente simmetrico tra materia ed antimateria. Insomma, un positrone che vive in un tempo lineare, seguendo quella che è per noi la freccia del tempo (dal passato al futuro), è equivalente ad un elettrone che va indietro nel tempo. Il fatto di propagarsi all’indietro nel tempo non è una proprietà del positrone, ma una proprietà della relazione che c’è tra materia ed antimateria, fondamentale nella rappresentazione e nel calcolo teorico dei fenomeni di interazioni tra particelle elementari
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Causalità inversa: i positroni di Feynman e l'amico di Putnam
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Paul Davies afferma che: “…secondo Bohr (noto fisico quantistico) l’indistinto e nebuloso mondo dell’atomo prende corpo nella realtà concreta solo quando lo si osserva. In assenza dell’osservatore, l’atomo è un fantasma: ma si materializza solo quando lo si cerca”.
Paul Davies Dio e la Nuova Fisica- Mondadori pag 147
Un tempo pensavamo che tutto fosse in qualche modo progettato, disegnato a priori, cioè che una qualsiasi organizzazione vivente non poteva che derivare da una complessità superiore. Oggi, invece, si abbracciano ipotesi del tutto contrarie: dalla disorganizzazione si va via via strutturando la complessità. È proprio lo squilibrio, la dissipazione dell'energia a offrire l'opportunità stessa dell'esistenza. L'universo è condannato alla morte poiché dissipa la sua energia spargendola verso l'infinito, ma è questa transizione che volge verso il suo decadimento a offrirci l'opportunità di esistere. Il vuoto si espande e l'universo si affretta, finché un giorno tutte le stelle si spegneranno e sarà l'era della notte, l'epoca del buio eterno. Ma se osserviamo la realtà da un punto di vista quantistico le cose potrebbero apparirci ben diverse, ciò non vuol dire che non sia vera questa realtà, ma è solo una delle tante realtà, le realtà esistono insieme, siamo noi che ne viviamo soltanto una.
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