lunedì 27 gennaio 2020

con il Grazie a Stefano Grandesso-Konstantinos Kavafis: 'Aspettando i barbari'


Konstantinos Kavafis: 'Aspettando i barbari'


Che aspettiamo tutti riuniti qui, nell’agorà?

      Devono arrivare i barbari oggi.


- Perché tanta inerzia nel Senato?
  Quando si decidono i Senatori a legiferare?

      Perché arrivano i barbari oggi.
      Che leggi vuoi che facciano i Senatori?
      Verranno i barbari a legiferare.


- Perché l’Imperatore si è alzato tanto presto,
  e sta in trono, solenne, con la corona in testa,
  alla porta maggiore della città?

       Perché arrivano i barbari oggi.
       E l’Imperatore si appresta a ricevere
       il loro capo. Anzi ha preparato
       una pergamena da offrirgli
       con titoli e molti nomi.


- Perché i nostri due consoli e i pretori sono usciti
  oggi con la toga rossa ricamata?
  perché portano bracciali pieni di ametiste
  e anelli con splendidi smeraldi luccicanti?
  perché mai prendere oggi preziosi scettri
  finemente cesellati d’oro e d’argento?

       Perché arrivano i barbari oggi;
       e queste cose sui barbari fanno effetto.


- Perché i nostri bravi oratori non sono qui,
  come sempre, a tenere discorsi e a dir la loro?

      Perché arrivano i barbari oggi;
      loro si stufano di tanta eloquenza e parole.

- Perché all’improvviso sono tutti così nervosi
  e inquieti. (I volti come si sono fatti seri).
  Perché tanto in fretta si svuotano le strade e le piazze
  e tornano tutti a casa pensierosi?

      Perché si è fatta notte e i barbari non sono più venuti.
      E qualcuno è arrivato dai confini
      e ha detto che di barbari non ce ne sono più.


E ora che fine faremo senza barbari.
Dopotutto, quei barbari erano una soluzione.

1904

(Περιμένοντας τους Bαρβάρους, da Poesie d’amore e della memoria, Newton, 2006 – Traduzione di Paola Maria Minucci)

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