NON SOCCORRERLO, LASCIALO MORIRE (dalla home page di Facebook di Filippo Rossi)
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cronoca dei fatti
La Meditazione di Filippo Rossi
Milano, esterno giorno, area verde di via della Taverna. L’avvocatessa Beatrice Bordini sta portando fuori i suoi cani quando vede un uomo a terra, sdraiato in posizione innaturale. Le gente gli cammina sopra, non lo calcola, lo ignora. Come fosse un intralcio sulla strada. Beatrice no, Beatrice corre a soccorrerlo, nonostante il timore di essere arrivata tardi. Mentre è intenta a verificare le condizioni dell’uomo, sudamericano, ecco che minacciosa arriva verso di lei la pioggia di insulti dei passanti. “Brutta t...a, lascialo lì”. “È solo un negro che doveva affogare”. “Se osi chiamare l’ambulanza ti ammazziamo”. “Lavati le mani, che ti prendi le malattie”. “Prego Dio affinché affondi tutti i barconi”. Ma lei se ne frega, l’uomo è vivo e si muove: è messo male, completamente ubriaco. Beatrice chiama trascina l’uomo all’ombra, poi si dirige verso chi la insulta per ricordare che l’omissione di soccorso, oltre a dimostrare un deficit di umanità, è un reato. La donna rischia il linciaggio. Nel frattempo l’uomo viene soccorso da un connazionale che lo porta via. L’avvocato racconta l’accaduto a due vigili, che scrollano le spalle e le rispondono: “Ce ne sono tanti...”. Allora Beatrice si siede su una panchina, con la sola compagnia dei suoi cani, e piange. Piange tutte le sue lacrime per una umanità che di umano non ha più nulla.
Milano, esterno giorno, area verde di via della Taverna. L’avvocatessa Beatrice Bordini sta portando fuori i suoi cani quando vede un uomo a terra, sdraiato in posizione innaturale. Le gente gli cammina sopra, non lo calcola, lo ignora. Come fosse un intralcio sulla strada. Beatrice no, Beatrice corre a soccorrerlo, nonostante il timore di essere arrivata tardi. Mentre è intenta a verificare le condizioni dell’uomo, sudamericano, ecco che minacciosa arriva verso di lei la pioggia di insulti dei passanti. “Brutta t...a, lascialo lì”. “È solo un negro che doveva affogare”. “Se osi chiamare l’ambulanza ti ammazziamo”. “Lavati le mani, che ti prendi le malattie”. “Prego Dio affinché affondi tutti i barconi”. Ma lei se ne frega, l’uomo è vivo e si muove: è messo male, completamente ubriaco. Beatrice chiama trascina l’uomo all’ombra, poi si dirige verso chi la insulta per ricordare che l’omissione di soccorso, oltre a dimostrare un deficit di umanità, è un reato. La donna rischia il linciaggio. Nel frattempo l’uomo viene soccorso da un connazionale che lo porta via. L’avvocato racconta l’accaduto a due vigili, che scrollano le spalle e le rispondono: “Ce ne sono tanti...”. Allora Beatrice si siede su una panchina, con la sola compagnia dei suoi cani, e piange. Piange tutte le sue lacrime per una umanità che di umano non ha più nulla.
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