sabato 11 aprile 2020

Domenica 12 Aprile 2020 Santa Pasqua Ai cristiani della Tradizione Calendario Gregoriano

SanMarcoDiscesaInferi


Per entrare più a fondo nel senso della riflessione che ci propone il tempo pasquale, ecco il racconto della “discesa agli inferi” secondo il “Vangelo di Nicodemo”, un apocrifo dei primi secoli:

Aprite le porte! Ci fu una voce grande come un tuono, che diceva: “Alzate le vostre porte, o prìncipi, aprite le vostre porte eterne ed entrerà il re della gloria”. L’Ade udì e disse a Satana: “Esci e resistigli, se puoi!”. Satana dunque venne fuori, e l’Ade disse ai suoi demoni: “Rafforzate bene le porte bronzee, tirate le spranghe di ferro, osservate tutte le chiusure, vigilate tutti i punti. Se egli entra qui, guai a noi!”. Venne allora una voce che diceva: “Aprite le porte!”. Udita questa voce per la seconda volta, l’Ade rispose come se non lo conoscesse, dicendo: “Chi è questo re della gloria?”. Gli angeli del padrone gli risposero: “Un Signore forte e potente, un Signore potente in guerra!”. A queste parole, le porte bronzee furono subito infrante e ridotte a pezzi, le sbarre di ferro polverizzate, e tutti i morti, legati in catene, furono liberati e noi con essi. Ed entrò, come un uomo, il re della gloria e furono illuminate tutte le tenebre dell’Ade. Poi il re della gloria afferrò per il capo l’archisatrapo Satana e lo consegnò agli angeli, dicendo: “Con catene ferree legategli mani e piedi, collo e bocca! Poi datelo in potere dell’Ade dicendo: “Prendilo e tienilo fino alla mia seconda venuta!”. Il re della gloria stese la sua mano, afferrò e drizzò il primo padre Adamo; si rivolse poi a tutti gli altri e disse: “Dietro di me voi tutti che siete morti a causa del legno toccato da costui! Ecco, infatti, che io vi faccio risorgere tutti per mezzo del legno della croce”. Così dicendo li mandò tutti fuori, mentre il nostro primo padre Adamo fu visto pieno di gioia, e disse: “Ti ringrazio per la tua grandezza, o Signore, avendomi tratto fuori dal profondissimo Ade”. Così tutti i profeti e i santi, dissero: “Ti ringraziamo, o Cristo, salvatore del mondo, poiché hai tratto fuori la nostra vita dalla corruzione”. Dopo che si erano espressi così, il salvatore benedisse Adamo con il segno della croce sulla sua fronte, ed ugualmente fece per i patriarchi, i profeti, i martiri, i primi padri e, presili, salì dall’Ade. E mentre egli proseguiva il cammino, i padri lo seguivano salmodiando e dicendo: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Alleluia! A lui la gloria di tutti i santi”

https://beforechartres.blog/2018/03/30/la-vera-resurrezione-nel-sabato-buio/?fbclid=IwAR0q3h0TTwRFxBCjgmv-QrhdLTX4CzOHYGGi_aEYTqqNyqirjYmNHU0u7ck

venerdì 10 aprile 2020

Grande Santa Settimana 2020Le meditazioni del Santo Vescovo Évêque Jean de Saint-Denis (Eugraph Kovalevsky)

Quando le iniziali diventano segno: il monogramma | DidatticarteBlog

Le riflessioni del Santo Vescovo sono tratte da

Livret de Prière Carême 2020- Eglise Orthodoxe des Gaules




SABATO VIGILIA DELLE PALME

« Qu’est-ce que l’ascèse ? Est-ce sacrifier ce que vous aimez, ce qui est bon, ce qui est beau ? Dieu n’a que faire de vos sacrifices ! L’ascèse, c’est sacrifier vos péchés ; ne leur laissez pas de repos, épanouissez votre âme et votre esprit.» 


DOMENICA DELLE PALME

« Un chemin consiste, dans la simplicité, l’unité de vie, à ne pas chercher les difficultés, les épreuves, à croire en Dieu sans chercher de sublimes perfections, à se considérer comme peu de chose. C’est une voie sans effort, ni tension. Ce chemin évite les hauts et les bas, les luttes, la grandiloquence, c’est le chemin de l’enfance.»


LUNEDI SANTO

« Obéir à son destin, c’est être semblable à un bon nageur : il fait les gestes nécessaires en se
conformant aux vagues et celles-ci le portent ; la révolte, le murmure imitent le mauvais nageur qui
voudrait s’opposer aux flots : le résultat est rapide, il se noie. On pourrait encore comparer
l’obéissance à un cavalier ne faisant qu’un avec sa monture, et la révolte à celui qui s’agrippe à son
cheval et finit par l’affoler ou perdre la direction.



MARTEDI SANTO

« Chaque matin commence la vie nouvelle. Notre marche n’est pas une marche vers la vieillesse, mais vers les temps qui s’écoulent, un an, cent ans, mille ans, un milliard d’années, c’est une marche vers la jeunesse, les cieux nouveaux, la terre nouvelle.» 

MERCOLEDI SANTO

« Le mystère de la mort et de la résurrection est inscrit dans la profondeur ontologique du monde et
de la divinité même, non la naissance et la mort, mais la mort et la résurrection.» 


GIOVEDI SANTO

« Caché par les douleurs du Sauveur, son abandon, sa solitude, derrière le voile, nous contemplons le mariage du Christ. Il dépose le baiser d’amour sur la mort et la mort se réveille, éclate et devient la vie. Il embrasse par sa souffrance toutes celles du monde, et les souffrances éclatent en joie de la résurrection.» 

VENERDI SANTO

« La Résurrection du Christ nous annonce que les choses mortelles, la matière grossière, ce qui est nuisible actuellement, pesant, lourd, se transfigurera et redeviendra corps spirituel. Le petit sera grand, le méprisable honoré. Voici la clef de voûte de la rédemption.»

SABATO SANTO

« La Résurrection universelle, cosmique, totale est la promesse du Christ venu dans le temps pour
le transformer, le dépasser, pour greffer le temps dans l’immortalité.»

martedì 7 aprile 2020

I giorni della Passione -ai piedi della Croce



Giulia Valerio
la figura di Maddalena e l' archetipo della grazia

ATOPON

Rivista di Psicoantropologia Simbolicae tradizioni religiose

ISSN 1126-8530

https://www.academia.edu/26328770/La_figI giorni della Passione   


I giorni della Passione 


Maddalena, da quando è guarita dai sette demoni, non ha più cessato di seguire Cristo, di ascoltarlo, di innamorarsi della sua parola. Possiamo, riusciamo a immaginare cosa possa significare accompagnare l’amato, il maestro, l’amico della vita attraverso il tradimento, il processo e l’ingiusta condanna, lo scherno, la flagellazione, la tortura, la messa a morte? Rimanendo sempre presenti, ascoltando ogni lamento e ogni grido? E sempre in silenzio, senza una parola?  Anche per le donne, anche per Maddalena si compie la Via crucis, stazioni di morte una dopo l’altra fino al monte del teschio, il Golgota, fino al giorno tremendo che sfida cieli e terra e la nostra fede, compimento finale del Mistero. 

Tetelesthai: si è compiuto, pronuncia Cristo sulla croce, parola che siglava il culmine dell’iniziazione ai Misteri. «Fede vera è al venerdì santo/ quando Tu non c’eri lassù!» canta Turoldo, e il grande poeta, sacerdote di Varsavia Twardowsky: «quando Dio/ ha abbandonato Dio».  

Le tre donne durante la passione hanno i lunghi capelli sciolti senza nodi, vivono i gesti del dolore, le lacrime, le carezze della cura: le contraddistingue la qualità asso- lutamente inquietante del silenzio, della non rivendicazione; sono capaci di un’attesa ardente, di una stupefacente ricettività.   

Ai piedi della Croce  

Maddalena assiste al supplizio di Cristo presso alla croce (26) o da lontano, (27) quando i discepoli tutti, ad eccezione di Giovanni, «abbandonandolo, fuggirono».( 28) Nelle rappresentazioni del Calvario la troviamo ai piedi della croce accanto a Maria e a Giovanni, icona dello strazio vivo, ardente, non rassegnato, e dell’urlo di fronte allo scempio della tortura. Oppure è presente nel gruppo delle tre donne, unificate nel richiamo  delle Grazie in una triade femminile.  Nell’iconografia viene spesso 
rappresentata distesa, ai piedi di Cristo o della croce. Maddalena infatti è la radice della croce, la terra e il cuore in cui viene piantata; rappresenta l’umiltà e l’aderenza, il principio e il fondamento della vita stessa: così viene dipinta da Masaccio, grumo rosso di dolore, abbattuta dallo strazio, le braccia levate in alto a contrastare nel movimento la perpendicolarità inesorabile del legno. Ancora una volta sta accanto ai piedi di Gesù, ne abbraccia l’umanità, la fatica pellegrina del tracciare le vie della terra, la sua tragica e  gloriosa incarnazione 


Crucifix Masaccio.jpg




  26  Giovanni 19, 25.   27 Marco 15, 40-41 e Matteo 27, 55-56.    28 Marco 14, 50 e Matteo 26, 56. 

lunedì 6 aprile 2020

L'unzione di Betania- Giulia Valerio e Christos Yannaràs



L'Artè delle cinque: Maria Maddalena – Luca Signorelli | Carteggi ...


Maria Maddalena   Luca Signorelli 1504 

 Giulia Valerio
la figura di Maddalena e l' archetipo della grazia

ATOPON

Rivista di Psicoantropologia Simbolicae tradizioni religiose

ISSN 1126-8530

Il quadro successivo riguarda l’unzione di Betania. Viene compiuto secondo Luca dalla pubblica peccatrice (en te polei hamartol s)(10) che si presenta nella casa del fariseo, piange ai piedi di Gesù, glieli lava con le lacrime, li unge di profumo, li bacia e li asciuga con i suoi capelli.(11) Il fariseo dubita che Gesù possa essere un profeta, poiché non ha riconosciuto e cacciato la peccatrice. Gli   viene risposto con una parabola, quella dei due debitori che concerne l’amore, il perdono e la remissione dei debiti contratti. La donna viene sollevata e paragonata con l’ospite avaro di affetto, di gesto e di dono, che non ha fornito acqua né profumi per l’invitato né lo ha accolto con un bacio; Maria invece con la sua generosità ha sconvolto e rivoluzionato l’ordine contabile: molto ha peccato, e molto le è perdonato poiché molto ha saputo amare. Cristo aggiunge: «colui invece al quale poco è perdonato, poco ama.» ( 12) Come dire che l’amore nasce da una capacità di accoglienza, di ascolto e di perdono che sfonda ogni parametro, ogni giustizia, ogni condizione                                                     

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10 È interessante rilevare come non venga mai nominata, né in questo passo né altrove, la professione di prostituta, che pure avrà lunghissima vitalità nella vulgata. 

 11 Anche Giovanni 12, 1-8 parla dell’unzione dei piedi, anche attribuendola a Maria sorella di Lazzaro, che pure era presente tra gli ospiti 

12  Luca 7, 36-50. 

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Nel racconto di Matteo e Marco, Maria di Betania profuma il capo di Gesù con l’unguento prezioso contenuto in un vaso di alabastro; il gesto è compiuto per la sua sepoltura, ed il tempo è giunto: egli non sarà più a lungo con loro.(13)  Ungere il capo di un uomo era il segno di incoronazione di un sovrano, sempre com- piuto da uomini importanti. Che dalle mani di una donna Cristo riceva il suggello del suo nome, benedetto dall’olio insieme alla nomina di re è atto che a buon diritto sconvolge gli astanti. La ricettività silenziosa ma attiva, rivoluzionaria di lei viene riconosciuta da Gesù come diritto assoluto, superiore alla logica della norma.  In alcuni Vangeli all’episodio del dono supremo dell’uno all’altra e dell’annuncio della morte vicina a Cristo si contrappone in modo consequenziale il paragrafo successivo, la decisione di Giuda di vendere Gesù e di ristabilire la logica dell’interesse: «Allora Giuda Iscariote, uno dei Dodici, si reca  dai  

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13  Matteo 26, 6-13. 
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gran sacerdoti per consegnarlo loro»( 14) e venderlo per 30 sicli d’argento.(15) Era quello il costo concordato come indennizzo per la morte accidentale di uno schiavo, corrispondente a 120 denari. Il dono di Maddalena vale quasi tre volte il valore che i funzionari erano disposti a riconoscere per la vita stessa di Cristo,(16) cifra pattuita per il risarcimento di uno schiavo ucciso per caso. La contabilità e i suoi registri legali sono rientrati prepotentemente in scena: «Da allora egli [Giuda] cercava un’occasione propizia per tradirlo».(17) 

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14  Marco 14, 10.   15  Matteo 26, 14-16.    16  Marco 14, 3.   17  Marco 14, 12.  


Secondo il grande teologo ortodosso greco Yannaras, la dimensione dell’eros ir- rompe in questo episodio e sovverte le regole del logos imponendo le proprie: «Nel vangelo della chiesa l’uomo erotico incarna il tr pos della vita e l’uomo religioso il tr pos della morte», scrive Yannaras. “La metànoia della prostituta – gesto scopertamente erotico: acquista l’olio profumato più prezioso, senza risparmio e misura. Versa con prodigalità l’olio e torrenti di lacrime, per lavare i piedi di Cristo. Scioglie a fiume i suoi capelli per asciugarli. Tale slancio di èros palese, e l’ambiente religioso cieco, estraniato: misura il gesto con il metro dell’efficacia etica... La prostituta ama con prodigalità e sconsideratamente, senza legge e logica. L’ambiente religioso misura l’opportunità logica del gesto e il quanto dell’utilità etica.    All’ambiente religioso – all’uomo di legge – non interessano i poveri. Ad esso interessa il gesto dell’elemosina, misurabile come azione individuale degna di ricompensa, riscossione di guadagno dal divino Rimuneratore. Forse ha bisogno di Dio solo come rimuneratore, solo per la propria giustificazione individuale. Per questo lo slancio d’amore gli è incomprensibile, talmente sfugge alla logica del commercio.    La prostituta non chiede nulla... Solo offre.  C'è chi  che ha e c'è   che è… 

Coraggiosamente, senza paura di compromettersi o di compromettere. Con lo slancio del rinnegamento integrale di sé.   Il silenzio della prostituta del vangelo è l’abbattimento della legge, il rendere in- servibile la logica”.(18)


18 Christos Yannaràs, Variazioni sul Cantico dei Cantici, Sotto il Monte, Servitium 1997, pp. 70-71. 





domenica 5 aprile 2020

Pierre-Marie Beaude, Marie la passante, Lonrai, Desclée de Brouwer 1999, pp. 35-38 e pp. 41- 43






Pierre-Marie Beaude, Marie la passante, Lonrai,
Desclée de Brouwer 1999, pp. 35-38 e pp. 41- 43

traduzione di Giulia Valerio  
sta in

 Giulia Valerio
la figura di Maddalena e l' archetipo della grazia

ATOPON

Rivista di Psicoantropologia Simbolicae tradizioni religiose

ISSN 1126-8530



«Sono discesa al villaggio. Il demone
non mi aveva permesso di buttarmi nel vuoto.
È sempre la stessa storia con i demoni... 
requisiscono il vostro corpo per farne la loro
dimora, accumulano a vostre spese... Quel
giorno, lo giuro, il demone mi ha distolto dal
suicidio. Non voleva che distruggessi la sua
casa….

Non lo aspettavo, non lo desideravo...
Il mio corpo di donna giaceva insonne nella
polvere sordida al bordo di una strada.

Un’ombra mi ha avvolto, una voce si è
informata del mio nome… Ma egli, egli
insisteva, non voleva sapere che una cosa sola:
– Il tuo nome. Qual è il tuo nome? –

Mi sono sentita rispondergli: ‹Baala ›.

Ha ripetuto la sua domanda e ho detto:

‹Deborah›. La mia bocca ha cominciato a
lanciargli mazzi di fiori appassiti sul viso:
‹Balkis, Baala, Sara, Iside ed Eva, Anat, dea
giovenca e figlia del grande Dio, io sono Sara,
Astarte e Lilith, Bat-rabbim, Rebecca›.

 Gli rispondevo chi ero e non ero io. C’era in me
una ronda di bestie in calore. Dozzine di voci
indomabili facevano abortire la mia parola. Il
mio nome, quel nome che esigeva di ascoltare
con tanta semplicità, ero senza voce profonda
per proferirlo... 

Non mi ha lasciata in pace, non 
si è lasciato deviare dalla sua domanda... ho
creduto di morire. Mi inchiodava con il suo
sguardo, con infinita pazienza ripeteva la sua
domanda. 

Finalmente ho sentito salire alle
labbra, in una schiuma di bile, il nome che
aspettava.
‹Maria, io sono Maria»

sabato 4 aprile 2020

Quaresima 2020 .Le meditazioni del Santo Vescovo Évêque Jean de Saint-Denis (Eugraph Kovalevsky) per il periodo 1 aprile 4 Aprile 2020





Le riflessioni del Santo Vescovo sono tratte da





Méditation
« Ce qui est supérieur est intérieur et ce qui est extérieur est inférieur. L’intériorisation élève,
l’extériorisation précipite vers les ténèbres et la chute.» 


Méditation

 La vraie liberté est d’être libéré des passions et des vices. Celui qui n’est pas libéré des passions et des vices n’est pas libre, c’est un révolté, esclave de sa propre révolte.»


 Méditation : «

 Il ne suffit pas de ressentir la Grâce, d’être frappé par sa lumière, de courir vers elle avec enthousiasme, il est nécessaire - telle est la pensée divine – de travailler sa propre terre.»



Méditation
« Qu’est-ce que l’ascèse ? Est-ce sacrifier ce que vous aimez, ce qui est bon, ce qui est beau ?
Dieu n’a que faire de vos sacrifices ! L’ascèse, c’est sacrifier vos péchés ; ne leur laissez pas de
repos, épanouissez votre âme et votre esprit.» 


giovedì 2 aprile 2020

Le Sante Parole del Metropolita di Corea AMBROSIOS (Ecumenico Patriarcato)



testo ufficiale in inglese in
http://www.orthodoxkorea.org/the-churchs-strength/


Per la traduzione italiana  ho usato Google traduttore per avere un minimo di indizio e poi sul testo italiano di Google lavorare.Ovviamente  attendo una traduzione italiana sul testo inglese e sin d'ora ringrazio


La forza della Chiesa
 Pubblicato il 24 marzo 2020


La forza della Chiesa, durante questi tempi difficili e imprevedibili che l'umanità sta vivendo a causa dell'invisibile coronavirus, non si manifesta attraverso atti negligenti e insensati. Alcuni credono di essere al di là di ogni pericolo, che le loro azioni pericolose potrebbero non mettere in pericolo la vita di coloro che si radunano nei luoghi di culto.

Gesù non cedette alla seconda tentazione di manifestare la sua forza cadendo dal punto più alto del Tempio di Salomone; invece, ha risposto a questa sfida rispondendo "Non tentare il Signore tuo Dio".

La forza della Chiesa viene dimostrata attraverso i suoi fedeli, che, per un maggiore senso di responsabilità per il benessere del pubblico, non parteciperanno ai servizi della Chiesa durante questo periodo critico, ma rimarranno a casa in preghiera.

Esiste un'immagine più gloriosa di quando un'intera famiglia è riunita, a casa, in ginocchio, pregando per la salvezza di tutto il mondo?

La forza della Chiesa è rivelata dal numero di "chiese in casa" presenti  in ogni Parrocchia. Inoltre, è dimostrato dal numero di cristiani che seguono il comando di Gesù "Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto,"(Matteo,6,6)  e da coloro che continuano la tradizione monastica della preghiera  " nelle loro celle ”. A questo punto, è molto utile ricordare la forza  della “preghiera in casa” “di Maria, la madre di Giovanni, che era anche conosciuto  come Marco (Atti 12:12), a Gerusalemme, attraverso la quale l'apostolo Pietro fu liberato dalle sue catene mentre era in prigione.

La forza della Chiesa è ulteriormente dimostrata dai suoi credenti che desiderano prendere parte alla Santa Comunione, specialmente durante il periodo della Grande Quaresima; e inoltre, viene anche mostrata  , non solo partecipando ai santi sacramenti, ma anche dall'amore dei credenti verso la società, quando devono sopportare pazientemente  l'esserne privati . Ricordiamo che nei tempi dell'antico monachesimo i, i monaci lasciavano le loro comunità, all'inizio della Grande Quaresima, e si dirigevano nelle profondità del deserto per pregare in solitudine. Dopo quaranta giorni, tornavano  ai loro monasteri, il sabato di Lazzaro, in modo da poter ricevere  ricevere la Santa Comunione la domenica delle Palme, desiderando ardentemente di celebrare, insieme agli altri monaci la Settimana Santa e la Santa Pasqua.In realtà, quanti monaci hanno raggiunto la santità, anche se erano stati privati della Santa Comunione ?  E quante monache nei loro monasteri sono private, anche oggi, di ricevere regolarmente i santi doni, a causa dell'assenza di sacerdoti?

La forza della Chiesa è rivelata anche dalla fervida volontà dei suoi membri di aiutare volontariamente i loro simili. Durante periodi turbolenti simili, la Chiesa con i suoi membri del clero, dei diaconi e dei laici è sempre stata in prima linea nel fornire aiuti umanitari e filantropici ai bisognosi.

Il seguente esempio, derivante dalla vita della Chiesa primitiva, può essere usato come punto di riferimento per i cristiani di oggi. Ad Alessandria, durante il IV secolo, lo scoppio di una pestilenza mortale uccise migliaia di persone. Le scene dell'orrore dilagavano in tutta la città. Le persone spaventate, disperate, abbandonarono i loro parenti, cercando rifugio sulle cime delle montagne e nel deserto, cercando di salvarsi. Tuttavia, durante questi momenti devastanti, secondo gli scritti di uno storico della Chiesa, avvenne un miracolo. Gli "angeli" fecero la loro apparizione in città. I cristiani della città si sono comportati come angeli  curando i malati, indipendentemente dal pericolo imminente per il loro benessere. Quello che successe dopo fu che molti malati guarirono e molti cristiani morirono per la peste. Questa è una testimonianza della forza della Chiesa. Una volontà di sacrificio nell'aiutare gli altri e il mondo. Questa manifestazione di forza è parte integrante dell'ethos ortodosso. Questa è la tradizione che abbiamo ereditato dall'antica chiesa e dai nostri antenati bizantini; una Chiesa che attuò ampi programmi filantropici e di assistenza sociale.

Anche oggi il popolo della Chiesa deve sforzarsi di diventare un esempio da imitare per gli altri. Alcune persone non rispettano le misure imposte dal governo, che mirano a proteggerci dai pericoli del coronavirus sempre presente. Hanno erroneamente scelto di impegnarsi in comportamenti che mettono a rischio il benessere di altri esseri umani, perché credono che una settimana lavorativa ridotta sia una buona ragione sufficiente per vagare per le strade, trascorrere del tempo nei parchi o radunarsi lungo la riva del fiume. I cristiani, tuttavia, devono dare l'esempio, cioè restare a casa e pregare con un cuore pentito per il mondo intero. Questa è la forza vivente della Chiesa.

Buona Pasqua!