06 Ottobre 2013: OMELIA 3^ DOMENICA DI LUCA
Questa domenica la Chiesa proseguendo la lectio continua del Vangelo di Luca ci fa leggere e meditare un Vangelo di Resurrezione: il Signore Gesù,il vincitore della morte ridona la vita nuova,divina e immortale a un figlio unico di madre vedova. Il Signore Gesù é l'unico nella storia dell'umanità intera che ha avuto la pretesa di dire e di essere la Resurrezione,la Via e la Vita. Chi crede in Lui ed é stato battezzato, ha partecipato già alla sua morte e resurrezione e quindi il mistero della morte é risolto. Chi,invece,ha poca Fede ha paura della morte, perché guarda la propria impreparazione ad accoglierla. Chi non crede e pone tutte le sue speranze in questo mondo vede la morte come la sua totale catastrofe. Ogni domenica noi festeggiamo la piccola Pasqua settimanale,la vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato che ci dona la salvezza. La morte biologica è un fatto tragico,doloroso, ma non senza speranza. La morte é debito del peccato e biblicamente parlando é contro la natura stessa dell'uomo che era stato creato per vivere eternamente con Dio. Gesù esclama:"Non piangere" e con la sua potente parola incatena e calpesta la morte e dona la vita. Gesù si commuove di fronte al dolore straziante della madre che umanamente si sfoga piangendo; anche noi direttamente o indirettamente facciamo la stessa esperienza. Ma attenzione che il nostro pianto e il nostro lutto non siano senza speranza. "Chi crede in me anche se muore vivrá", uniti a Cristo attraverso la sua incarnazione, attraverso il nostro Battesimo fino ad arrivare alla Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, noi veniamo liberati dalla paura della morte. Chi rimane lontano da Cristo non solo muore biologicamente ma c'è una morte che è ancora più tremenda e più paurosa cioè la separazione dell'anima dalla sua fonte che è Dio, sia che ci troviamo in questo mondo (il peccato) o nell'eternità. I Santi Padri ripetutamente ci ricordano: "Homo memento mori" o se volete: Αν πεθανεις πριν πεθανεις δεν θα πεθανεις οταν πεθανεις. Ambedue i detti non devono metterci ancor di più paura ma racchiudono un messaggio fondamentale che è il monito e lo sprono alla metania (conversione di vita al Vangelo). Sentiamo come interpreta Efrem il Siro: Vuoi correzione? Approfittane! C'è la metania prima che la morte ti rapisca. Il tempo della conversione è il presente tempo,la vita che scorre. Beato colui il quale non è caduto per niente tra le grinfie del nemico,del diavolo. Costui assomiglia al pesce, il quale, ancora in acqua nella rete cerca di trovare la via d'uscita prima che la rete venga tirata su,sulla terra asciutta;così similmente anche il peccatore se ancora in vita fa metania, si converte,salva la sua vita dalla morte eterna nell'ade dove non c'è più metania ma solo il contraccambio di ciò che si è fatto in vita. Fratelli carissimi, il Cristianesimo ortodosso va preso sul serio, non possiamo giocare con l'anima, non si scherza con l'eternità, soltanto lontani da Cristo c'è ogni genere di morte (senza confessione e comunione possiamo essere biologicamente vivi ma interiormente morti). Soltanto vicino a Cristo c'è Risurrezione e Vita.


