venerdì 15 novembre 2019

Benigno Zaccagnini


zaccagnini

“Vengo dalla Resistenza, sento ancora oggi l’orgoglio di aver partecipato attivamente a quella straordinaria ed esaltante stagione della nostra storia, e mi onoro di aver combattuto il fascismo. Vengo dalla Costituente e ancora ripenso con nostalgia e commozione al clima politico e umano di quei tempi, quando su tutto prevalse un grande, libero confronto di opinioni, e le idealità della Democrazia Cristiana riuscirono a compenetrare così profondamente la nostra carta costituzionale. Mi sento e mi sforzo di essere cattolico, anche se mi accorgo che è molto difficile esserlo davvero. Sono arrivato alla politica da una milizia di carattere religioso, ed ho cercato di essere fermo e coerente, di non muovermi, di non spostarmi da queste mie premesse. Ho dovuto talvolta constatare, tuttavia, che — forse a causa di un troppo lungo esercizio del potere — il partito, la realtà concreta del partito si stava gradualmente attestando in posizioni tali, assumendo compiti di conservazione o trascurando di interpretare le novità della società italiana, da correre io il pericolo di trovarmi, a un certo momento, a sinistra, o addirittura all’estrema sinistra. Il guaio è che quando si rimane coerentemente ancorati a certe posizioni personali, quando si resta fedeli alla propria coscienza, questi rischi, questi pericoli si corrono”. “La logica propria delle istituzioni non può mai essere agganciata alla logica del potere dei partiti senza, con questo, far venir meno le garanzie di imparzialità e di obiettività delle istituzioni stesse, che non possono mettersi a servizio dei partiti, dovendo essere unicamente al servizio dei cittadini. Io sono sicuro che i cittadini si attendono dai partiti soprattutto questo: che essi usino il potere come un servizio da rendere alla collettività”.

https://www.sermig.org/idee-e-progetti/nuovo-progetto/articoli/per-una-politica-scalza.html

“Perché la politica è questo: la politica è cercare di capire le grandi cose, per dare ad esse un senso, per intervenire possibilmente affinché si svolgano secondo un fine, nella consapevolezza che tutto è strumento (anche il partito è strumento) e lo strumento si nobilita in relazione al fine che si vuole raggiungere. (…)Uso consapevolmente il termine di “vocazione” perché essa è ciò che ha caratterizzato l’avvio al nostro impegno politico, è ciò che oggi, a questo livello, può richiamare, deve richiamare, la necessità di recuperare l’aspetto più profondamente umano della politica.(ultimo intervento pubblico a Cesena )

«Non possiamo accontentarci, in politica, di essere cristiani solo quel poco che ci verrà concesso dagli interessi e dai pregiudizi dei nostri protettori borghesi»(al Consiglio Nazionale della DC nel 1975) 


"Penso che la società italiana di questi anni abbia bisogno, forse più di ieri, dell’opera politica di cattolici di fermi principi democratici. Cattolici educati alla lezione di Maritain, cattolici che fanno della democrazia il loro valore di riferimento"


Risultati immagini per Nell’ultimo intervento dell’On. Benigno Zaccagnini del 20 ottobre 1989 nella Sala del Ridotto del Teatro Bonci di Cesena, si legge:


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