giovedì 16 novembre 2017

În timpul postului se diminuează cantitatea hranei materiale și sporește hrana spirituală – 11 cuvinte despre post ale Părintelui Patriarh Daniel-Onze recommandations du patriarche Daniel pour le carême de Noël

 

În timpul postului se diminuează cantitatea hranei materiale și sporește hrana spirituală – 11 cuvinte despre post ale Părintelui Patriarh Daniel-Onze recommandations du patriarche Daniel pour le carême de Noël

il testo romeno sta in

 http://basilica.ro/in-timpul-postului-se-diminueaza-cantitatea-hranei-materiale-si-sporeste-hrana-spirituala-11-cuvinte-despre-post-ale-parintelui-patriarh-daniel/

 

Le patriarche de Roumanie Daniel : « En carême, la quantité de nourriture matérielle diminue, tandis que la nourriture spirituelle augmente »
À l’occasion du début du carême de Noël, qui commence le 15 novembre pour les Églises orthodoxes suivant le nouveau calendrier (le 28 pour les Églises ayant gardé l’ancien calendrier), le patriarche de Roumanie Daniel a publié onze recommandations :
1) Nous ne jeûnons pas pour être vus et loués par les hommes, mais nous jeûnons pour nous approcher le plus possible de Dieu. 2) Nous jeûnons parce que nous aimons Dieu plus que Ses dons matériels que nous consommons. 3) Le pardon est le bon commencement de la période du carême. Personne ne peut entrer dans le jeûne, qui est une lutte spirituelle pour la purification des péchés et l’illumination de l’âme, sans pardonner. 4) Le jeûne soutient la prière du fidèle qui considère son lien avec Dieu comme le centre, la lumière et la nourriture de son âme. 5) Le carême véritable n’est pas seulement l’abstinence de la nourriture d’origine animale, mais aussi l’abstinence de toute avidité matérielle et du désir de domination égoïste sur les autres, ainsi que la retenue de toute pensée, parole ou acte qui diminue l’amour de Dieu et du prochain. 6) S’il est accompagné d’actes agréables à Dieu, le carême fait de l’homme qui jeûne une lumière parmi les hommes et un vase d’élection de la gloire de Dieu. 7) Le jeûne n’est pas seulement matériel, mais aussi spirituel, c’est-à-dire le jeûne des yeux, de la bouche, du cœur. 8) Le jeûne est un état spirituel de sacrifice ou d’offrande de celui qui jeûne, cultivé librement et selon la force de chacun. 9) En carême, la quantité de nourriture matérielle diminue, tandis la nourriture spirituelle augmente. 10) Le jeûne soutient la prière, tandis que le jeûne sans prière n’est pas une œuvre spirituelle. 11) Le jeûne pacifie les passions égoïstes, illumine l’intellect, sanctifie les sentiments, change l’attitude et le comportement à l’égard des hommes et de la nature, les accordant tous dans la lumière la présence de l’amour de Dieu.

mercoledì 15 novembre 2017

Il digiuno di Natale a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria


 


 http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=4039:15-11-il-digiuno-di-natale&catid=193:novembre&lang=it

il secondo più lungo periodo di digiuno dopo la Grande Quaresima è il digiuno di Natale, conosciuto nella lingua del nostro popolo ortodosso come saranda(i)mero, i quaranta giorni.
Anch'esso dura quaranta giorni, però non ha la stessa austerità del digiuno della Grande Quaresima. Inizia il 15 novembre e termina il 24 dicembre.
La festa della nascita nella carne del Signore nostro Gesù Cristo rappresenta la seconda grande festa Despotica del ciclo di feste cristiano.
Fino alla metà del IV sec. la Chiesa Orientale festeggiava insieme la nascita ed il battesimo di Cristo sotto il nome di Epifania nello stesso giorno, il 6 gennaio. Il Natale come festa separata, festeggiata il 25 dicembre è stata importata in Oriente dall'Occidente verso la fine del IV secolo.
San Giovanni Crisostomo è il primo che parla di Natale, << la cattedrale di tutte le feste >> e ci informa verso il 381 che << non sono ancora dieci anni che questo giorno è divenuto noto fra di noi >>.
Con la ripartizione di singole feste e la costituzione delle tre separate feste della Nascita il 25 dicembre, della Circoncisione il 1° di gennaio e del Battesimo il 6 gennaio, si venne a formare il cosiddetto Dodekaimeron, periodo di dodici giorni, l'intervallo festivo di tempo che va dal 25 dicembre al 6 gennaio. Così in un qualche modo si è salvaguardata l'unità delle due grandi feste della Nascita e del Battesimo del Signore.
La grande importanza che ha acquistato con il passar del tempo nella coscienza della Chiesa la nuova festa del Natale, la devozione del popolo e particolarmente dei monaci, hanno rappresentato le condizioni per l'introduzione anche di un digiuno che precede il Natale. Questo sicuramente ebbe un impatto anche sulla precostituita Grande Quaresima che precede la Pasqua.
Come la festa così anche il digiuno, come preparazione all'accoglienza della nascita del Salvatore, apparve inizialmente in Occidente, dove il digiuno veniva chiamato la "Quaresima di san Martino" in quanto iniziava il giorno di festa successivo dello stesso santo della Chiesa d'Occidente. Allo stesso modo è stato ripreso da noi, dove molti il digiuno lo chiamano "di san Filippo" poiché ovviamente inizia il giorno seguente la memoria del Santo. Le prime testimonianze storiche che abbiamo per il digiuno di Natale risalgono al V sec. per l'Occidente e al VI sec. per l'Oriente. Fra gli autori d'Oriente ne parlano Anastasio il Sinaita, il Patriarca di Costantinopoli Niceforo il Confessore, san Teodoro Studita ed il Patriarca d'Antiochia Teodoro Bàlsamon.
Il digiuno all'inizio, come appare, era di breve durata. Teodoro Bàlsamon che scrive verso il XII sec., quindi ci informa per quanto al suo tempo, perciò lo chiama eptaimeron (sette giorni). Però con l'influenza della Grande Quaresima, è stato esteso anch'esso a quaranta giorni senza assumere in tutti i giorni l'austerità del primo.

Come dobbiamo digiunare
Durante tutta la durata dei quaranta giorni non è concessa la carne, i latticini e le uova. Invece, è permesso il consumo di pesce (e quindi anche di olio e vino) tutti i giorni ad eccezione, naturalmente, del mercoledì e del venerdì dall'inizio del digiuno fino al 17 dicembre. Il pesce è permesso anche durante la festa Entrata al Tempio della Madre di Dio (21 novembre), a prescindere da quale giorno in cui capita.
Dal 18 aprile fino al 24 dicembre, vigilia della festa, vi è licenza solo di olio e vino ad eccezione, ovviamente dei giorni che cadono di mercoledì e di venerdì in cui si sosterrà un digiuno senza licenza di olio e vino. Altrettanto dovremo digiunare con cibi secchi ovvero non cucinati ( in greco ξηροφαγία ) il primo giorno di digiuno, il 15 novembre, altrettanto il giorno di vigilia, 24 dicembre, ad eccezione se tali giorni capitano di sabato o di domenica in cui sarà concesso olio e vino.

Digiuno: astensione da ogni peccato
<< Altresì dobbiamo non solo rispettare la regola del digiuno che riguarda i cibi, ma dobbiamo desistere anche da ogni peccato, così quindi, così come digiuniamo nei confronti dello stomaco, dobbiamo digiunare nei confronti della lingua, sottraendoci dalla maldicenza, dalla bugia, dal vano parlare, dall'insultare, dalla collera e da ogni genere di peccato che commettiamo attraverso la lingua.
Altresì dobbiamo digiunare anche nei confronti degli occhi. Non guardiamo cose vane, futili. Non entriamo in confidenza attraverso gli occhi. Non osserviamo il prossimo con sfacciatezza. Dovremo anche preservare mani e piedi da ogni cosa malvagia.
Digiunando in questo modo un digiuno sarò gradito a Dio, evitando ogni genere di malizia >>.



Nota fuori testo:
Da sottolineare sopratutto che ogni fedele deve consultare il proprio padre spirituale e agire di conseguenza. Poiché ogni anima ha bisogno di un diverso farmaco, allo stesso modo di come il medico dà al malato diverse ricette mediche...

«Η νηστεία της Εκκλησίας», Αρχιμ. Συμεών Κούτσα Εκδ. Αποστολική Διακονία, σελ. 88-92

sabato 11 novembre 2017

Il buon samaritano non andava di fretta.Levita e Sacerdote invece correvano. In ricordo di Mons Antonino Trentacoste


Visualizza immagine di origine

Ogni volta che mi incontro con la parabola evangelica del Buon Samaritano non posso non ricordare il mio parroco cattolico di quando ero ragazzo liceale e poi universitario  Mons Antonino Trentacoste zona Altarello di Baida frazione di Palermo. .grande amico di mia nonna(il che è già una precisa indicazione ecclesiale,ecclesiastica e di  preciso pensiero  teologico .....) e al quale io stesso per molto tempo (e non me ne pentirò mai abbastanza..ma così doveva andare) ho fatto vedere i sorci verdi...

Ecco la lectio magistralis  di santa perfida ironia  di Monsignore


"Sapete per qual motivo il sacerdote e il levita non si fermarono ?  avevano ben donde   Stavano recandosi  ad un convegno teologico internazionale di studi sulla carità e ne erano relatori..Andavano quindi di fretta.. Mica potevano fermarsi per un'opera e un servizio di carità.Dovevano,caspita,discutere sulla carità.    "






lunedì 6 novembre 2017

Il Linguaggio non verbale come espressione piena di fede..Dal maestro iconografo Ivan Polverari cristiano d'occidente e testimone nel suo servizio di Cristo Risorto .Secondo Post. Dalla Romania



Atelier Iconari in otopeni- Bucarest 30 ottobre- 4 novembre 2017
Edizione, pacificatori e santi martiri del comunismo.


iconariotopeni.blogspot.ro

Cito il maestro Polverari da una nostra corrispondenza via facebook

" Iconari in otopeni è una manifestazione che ha risonanza internazionale
L'organizzatore Ioan Popa,pittorie fine ed intelligente,ha voluto,quest'anno 
dare più risonanza all'evento con il tema dei martiri e confessori  del XX secolo 
...a me ha chiesto di dipingere l'icona centrale della crocifissione ed ho scelto questo 
modello,che respira in tre polmoni....latino,greco e siriaco "


martedì 31 ottobre 2017

la chiarezza ed anche la carità dalla sorella Evanghelia Kossovas

 Risultati immagini per foto delle bustine di magnesio

"E siccome stasera sono in vena, (sarà che Natale si avvicina pure per me) chi si standardizza, chi si sente immune al peccato, chi è casto senza essere santo, chi vive di ipocrisia e falsità per farsi bello, chi si mette il velo il Chiesa ma poi non perde secondo a giudicare l’altro... chi si lascia la barba perché così si riconosce prima che è “Ortodosso” Ecco non da me grazie!
PS. Scandalizzatevi pure, ma se amate Dio, avete fede e siete perfetti...bene, ma fatelo in silenzio! Se no è come le vitamine, ne potevo prendere quanto ne volete, ma in assenza di magnesio sempre con la cacca usciranno fuori!"

sabato 28 ottobre 2017

Riflessione dei monaci dell'Abbazia di Pulsano(tradizione benedettina) sul Vangelo della guarigione dell'emoroissa e della resurrezione della Figlia di Giairo..Non ho problemi a pubblicare

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Riflessione dei monaci dell'Abbazia di Pulsano(tradizione benedettina) sul Vangelo della guarigione dell'emorroissa e della resurrezione della Figlia di Giairo..Non ho problemi a pubblicare



http://comunita-abba.it/wp-content/uploads/2015/06/

http://comunita-abba.it/wp-content/uploads/2015/06/lectio_xiii_dom._tempo_ord.__b_-2015.pdf


Marco 5,21-43(il testo su cui riflettono i monaci di Pulsano nel documento citato ed indicato)

Gesù guarisce una donna e risuscita la figlia di Iairo
=(Mt 9:18-26; Lu 8:40-56)
21 Gesù passò di nuovo in barca all'altra riva, e una gran folla si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. 22 Ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi 23 e lo pregò con insistenza, dicendo: «La mia bambina sta morendo. Vieni a posare le mani su di lei, affinché sia salva e viva». 24 Gesù andò con lui, e molta gente lo seguiva e lo stringeva da ogni parte.
25 Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, 26 e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, 27 avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste, perché diceva: 28 «Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva». 29 In quell'istante la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia. 30 Subito Gesù, conscio della potenza che era emanata da lui, voltatosi indietro verso quella folla, disse: «Chi mi ha toccato le vesti?» 31 I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: "Chi mi ha toccato?"» 32 Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo. 33 Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. 34 Ma Gesù le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va' in pace e sii guarita dal tuo male».
35 Mentre egli parlava ancora, vennero dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: «Tua figlia è morta; perché incomodare ancora il Maestro?» 36 Ma Gesù, udito quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: «Non temere; soltanto continua ad aver fede!» 37 E non permise a nessuno di accompagnarlo, tranne che a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38 Giunsero a casa del capo della sinagoga; ed egli vide una gran confusione e gente che piangeva e urlava. 39 Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40 Ed essi ridevano di lui. Ma egli li mise tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui, ed entrò là dove era la bambina. 41 E, presala per mano, le disse: «Talità cum!» che tradotto vuol dire: «Ragazza, ti dico: àlzati!» 42 Subito la ragazza si alzò e camminava, perché aveva dodici anni. E furono subito presi da grande stupore; 43 ed egli comandò loro con insistenza che nessuno lo venisse a sapere; e disse che le fosse dato da mangiare.


Matteo 9,18-26

Gesù guarisce una donna e risuscita la figlia di Iairo
=(Mr 5:22-43; Lu 8:41-56) Gv 5:21, 28
18 Mentre egli diceva loro queste cose, uno dei capi della sinagoga, avvicinatosi, s'inchinò davanti a lui e gli disse: «Mia figlia è morta or ora; ma vieni, posa la mano su di lei ed ella vivrà». 19 Gesù, alzatosi, lo seguiva con i suoi discepoli.
20 Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, 21 perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». 22 Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell'ora la donna fu guarita.
23 Quando Gesù giunse alla casa del capo della sinagoga e vide i suonatori di flauto e la folla che faceva grande strepito, disse loro: 24 «Allontanatevi, perché la bambina non è morta, ma dorme». Ed essi ridevano di lui. 25 Ma quando la folla fu messa fuori, egli entrò, prese la bambina per la mano ed ella si alzò. 26 E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.

Luca 8,40-56(il testo che i cristiani ortodossi celebrano nella VII domenica di Luca XXIV Dopo Pentecoste )

Gesù guarisce una donna e risuscita la figlia di Iairo
=(Mt 9:1, 18-26; Mr 5:21-43) Lu 7:11-17
40 Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.
41 Ecco venire un uomo, di nome Iairo, che era capo della sinagoga; e, gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di entrare in casa sua, 42 perché aveva una figlia unica di circa dodici anni, che stava per morire. Or mentre Gesù vi andava, la folla faceva ressa intorno a lui.
43 Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva speso tutti i suoi beni con i medici senza poter essere guarita da nessuno, 44 si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo della veste; e in quell'istante il suo flusso ristagnò. 45 E Gesù domandò: «Chi mi ha toccato?» E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: «Maestro, la folla ti stringe e ti preme». 46 Ma Gesù replicò: «Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me». 47 La donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita in un istante. 48 Ma egli le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va' in pace».
49 Mentr'egli parlava ancora, venne uno dalla casa del capo della sinagoga, a dirgli: «Tua figlia è morta; non disturbare più il Maestro». 50 Ma Gesù, udito ciò, rispose a Iairo: «Non temere; solo abbi fede, e sarà salva». 51 Arrivato alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui all'infuori di Pietro, Giovanni, Giacomo, il padre e la madre della bambina. 52 Or tutti piangevano e facevano cordoglio per lei. Ma egli disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». 53 E ridevano di lui, sapendo che era morta. 54 Ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Bambina, àlzati». 55 Lo spirito di lei ritornò ed ella si alzò subito; Gesù comandò che le dessero da mangiare. 56 E i genitori di lei rimasero sbalorditi; ma egli ordinò loro di non dire a nessuno quello che era avvenuto

link dell'abbazia di Pulsano
 http://www.abbaziadipulsano.org/home/abbazia/notizie-storiche.html