lunedì 15 aprile 2019

Pierangelo Buttafuoco guarda e vede il Venerdi Santo

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Tra cinque giorni sarà venerdì e quel che è stato nel rintocco alle nostre spalle – all’ombra dei campanili – non c’è più.
Il giorno in cui l’Altissimo accoglie le condoglianze degli uomini ed è come una strana scena nel palinsesto di terza serata su Rai1: la Via Crucis.
L’ultimo fotogramma nel collage dell’immaginario è quello dello sforzo immane di Giovanni Paolo II – icona d’immedesimazione dell’Ecce Homo – ma non c’è altra colonna cui incatenarsi, adesso, che l’indifferenza.
Il disincanto del mondo ha strappato dal sentimento diffuso degli europei la sacralità del venerdì appunto santo, quello della settimana che comincia oggi e il martirio di Gesù sul Golgota evapora dal nostro orizzonte, come perfino la croce – il legno del condannato a morte – che non è più il segno identificativo dell’Occidente.
Il “Dio è morto” di Friedrich Nietzsche non è una professione di ateismo bensì un episodio del compimento della metafisica se quel che capitava nel Venerdì Santo dei Misteri oggi si trasfigura nel simbolo, più che nella vivida scansione del Rito.
Quel che accade in Andalusia, in Campania, in Sicilia e nel più vasto Sud del Sud dei Santi con le processioni di gente al seguito della carne martoriata ai più suona come folklore del pittoresco e solo per pochissimi – sempre più pochi, radunati nelle confraternite di popolo – è l’appuntamento col Segreto.
Un sabba di buio e di empietà. Come più avanti nel tempo, nel 680, nelle sabbie di Kerbala, una pioggia di frecce, spade e lance si avventa su Hosseyn – nipote di Maometto, figlio della figlia Fatima e di Alì – fino a farlo simile a un riccio.
E’ il giorno di Ashura, ossia il decimo giorno del mese di muharram. La testa mozza del Signore dei Martiri – questo è l’appellativo di Hosseyn – infilzata sulla punta di una lancia delle truppe ommaydi apre il macabro corteo per farne scempio.
Sale alta la luna in cielo, il freddo punge la notte della primavera e l’alito dei sepolcri avvolge di spavento il sangue dell’innocente chiamato all’effusione.
Come già è accaduto al disturbante Dioniso – nell’eucarestia delle Menadi che se ne cibano, squartandolo – così Cristo, nella sua Passione, flagellato, schernito, gettato dal ponte e poi ancora trascinato tra i lazzi dei traviati quasi preavvisati dell’oblio di oggi.
Il Golgota è, di fatto, cancellato dalla memoria. Ogni segno sacro nel calendario trova presto parodia: l’otto marzo delle donne sull’otto dicembre dell’Immacolata – e va bene, non si può dire… – quindi il primo maggio sul 19 marzo di San Giuseppe lavoratore, per non parlare di scherzetto o dolcetto di Halloween sul 2 novembre dei morticini, fino al XMas che di feste sacrissime ne sfascia almeno due: il Natale della mangiatoia e il santissimo Deus Sol Invictus dei devoti, pii e fortunati nostri antenati.
La freccia che scocca dall’arco del divenire si fa storia. E però è una mistificazione che quel dardo trovi traiettoria dal peggio verso il meglio dell’umanità emancipandoci tutti.
Il servo di scena nella rappresentazione – accanto alla colonna cui siamo incatenati, nell’Ecce Homo – è sempre lui, il buco nero che divora ogni riverbero di luce.
Mel Gibson, nel suo film ormai all’indice – The Passion, 2004 – gli diede le fattezze di un’affascinante Rosalinda Celentano. Ed è lui quello che se ne sta sul ponte. Per farci servi.

da Il Fatto Quotidiano del 15 aprile 2019

domenica 14 aprile 2019

Archivio 2012--Per il Vangelo della Quinta Domenica di Quaresima


Marco 10,32-45

32 Mentre erano in cammino salendo a Gerusalemme, Gesù andava davanti a loro; essi erano turbati; quelli che seguivano erano pieni di timore. Egli prese di nuovo da parte i dodici, e cominciò a dir loro le cose che stavano per accadergli: 33 «Noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi. Essi lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, 34 i quali lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e l'uccideranno; ma, dopo tre giorni, egli risusciterà»
35 Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a lui, dicendogli: «Maestro, desideriamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Che volete che io faccia per voi?» 37 Essi gli dissero: «Concedici di sedere uno alla tua destra e l'altro alla tua sinistra nella tua gloria». 38 Ma Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io bevo, o essere battezzati del battesimo del quale io sono battezzato?» Essi gli dissero: «Sì, lo possiamo». 39 E Gesù disse loro: «Voi certo berrete il calice che io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato; 40 ma quanto al sedersi alla mia destra o alla mia sinistra, non sta a me concederlo, ma è per quelli a cui è stato preparato». 41 I dieci, udito ciò, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi le sottomettono al loro dominio. 43 Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi, sarà vostro servitore; 44 e chiunque, tra di voi, vorrà essere primo sarà servo di tutti. 45 Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».


Ancora una volta la Chiesa cristiana confessa la sua fede .. Ella continua a narrare  Gesù il Nazareno  Cristo e Messia nella e dalla potenza del Padre nello Spirito 


..Ecco anche noi saliamo verso Gerusalemme ..anche noi andiamo a vivere  l' evento Anche noi vedremo e vediamo il Regno di Dio venire sconfiggendo la morte e calpestando l'avversario separatore e bugiardo,il diavolo 

Ed ecco- tuttavia e però -  Giacomo e Giovanni non capiscono o capiscono in termini assolutamente mondani Ecco la loro proposta tentatrice. .sempre la solita ..sempre la stessa.. il Regno temporale,il potere,il dominio, il comandare 
 
E Quindi  si beccano a muso duro la replica del Signore e noi con loro.. non dimentichiamo che noi siamo presenti. .e perfino siamo noi ..ciascuno di noi Giacomo e Giovanni  Gesù calpesta la richiesta di potere e la rovescia   Non il potere né la gloria del tempo e nel mondo  ma la possibilità di essere coinvolti nel calice della testimonianza fino alla fine... perchè  è giunta l'ora....e  qui Giacomo e Giovanni( ed e' sperabile noi con loro.. quel loro che siamo noi e quel noi che sono loro..) comprendono ed accettano ..direi non solo personalmente ma per la Chiesa,Con la Chiesa e nella Chiesa ..Assumono l ' impegno totale che poi ci hanno lasciato alla diakonia e alla testimonianza fino in fondo 

..E resta alla fine incredibilmente il dubbio. .il mistero.. Alla destra e alla sinistra del Re della gloria non sta nelle facoltà del Figlio.  Tale posto e'  stato riservato ad altri per i quali è già   stato preparato.. Chi lo concede? il Padre nella santità di Dio tre volte santo  Chi sono mai questi altri?

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..Si torni alla croce -proprio al Luogo del Cranio I due ladroni  .Il buon ladrone l 'unico santo glorificato  direttamente da Cristo ..mettiamola così ..uno dei due posti era stato preso e riservato..Ad un bandito  poi pentito con cuore sincero

Ricordati di me Signore nel tuo Regno 



giovedì 11 aprile 2019

LA VERA RESURREZIONE, NEL SABATO BUIO


SanMarcoDiscesaInferi
Cristo trae Adamo degli Inferi, Basilica di San Marco a Venezia
tratto da 

Nel buio del Sabato Santo, nell’ora ferma in cui il Messia è sconfitto, Egli però non è inerte, per l’uomo del Medioevo. Anzi. Nel cuore della terra il Cristo morto combatte la morte, e la vince. Prima ancora di sconfiggerla con la propria resurrezione, il Salvatore sconfigge la morte altrui, cioè la nostra, con un’epica prova di forza proprio nell’abisso degli inferi, nel cuore della terra. Come si vede nelle classiche “discese agli inferi” medievali, spalanca le porte della dimora di Satana, ed entra là dove sono prigionieri, per colpa del peccato di Adamo, coloro che morirono prima della Redenzione. E penetrato negli Inferi, dagli Inferi il Messia trae fuori proprio Adamo, primizia e figura degli uomini tutti. Vinta la morte di Adamo, vince così la morte di tutti coloro che credono; e solo poi, solo dopo aver redento così l’umanità tutta, può vincere la propria morte, risorgendo dal sepolcro.il Medioevo romanico sembra poco interessato alla resurrezione di Gesù. Ama invece raccontare – scelta di profondo spessore teologico – che cosa fece Cristo mentre era morto. Perché Cristo morì, e la sua morte è vera e durò non poco. Lo dice l’evangelista Matteo: “Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’Uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra” (Mt 12,40).
Rappresentando più spesso questa “discesa agli inferi” rispetto alla “resurrezione”, il medioevo romanico dimostra grandissima lucidità teologica. Racconta e insegna che la redenzione dell’umanità avviene proprio nell’ora ferma in cui il Messia, lontano dagli occhi dei suoi discepoli, riporta alla vita Adamo, e con lui i patriarchi e i profeti e i giusti. Questa è la vittoria decisiva, e questa è la promessa decisiva: non la resurrezione del Cristo, ma proprio la resurrezione dei giusti costituisce il compimento dell’opera della salvezza; non con la resurrezione del Cristo, ma proprio con la resurrezione dei giusti, nell’ora silenziosa in cui Gesù combatte e vince negli inferi, l’opera redentrice raggiunge tutti gli uomini, di tutti i tempi e di tutti i luoghi, anche coloro che giacevano tra i morti.
Poi anche il Cristo uscirà glorioso da sepolcro; ma il cuore della sua missione era la discesa agli inferi.
Per entrare più a fondo nel senso della riflessione che ci propone il tempo pasquale, ecco il racconto della “discesa agli inferi” secondo il “Vangelo di Nicodemo”, un apocrifo dei primi secoli:
Aprite le porte! Ci fu una voce grande come un tuono, che diceva: “Alzate le vostre porte, o prìncipi, aprite le vostre porte eterne ed entrerà il re della gloria”. L’Ade udì e disse a Satana: “Esci e resistigli, se puoi!”. Satana dunque venne fuori, e l’Ade disse ai suoi demoni: “Rafforzate bene le porte bronzee, tirate le spranghe di ferro, osservate tutte le chiusure, vigilate tutti i punti. Se egli entra qui, guai a noi!”. Venne allora una voce che diceva: “Aprite le porte!”. Udita questa voce per la seconda volta, l’Ade rispose come se non lo conoscesse, dicendo: “Chi è questo re della gloria?”. Gli angeli del padrone gli risposero: “Un Signore forte e potente, un Signore potente in guerra!”. A queste parole, le porte bronzee furono subito infrante e ridotte a pezzi, le sbarre di ferro polverizzate, e tutti i morti, legati in catene, furono liberati e noi con essi. Ed entrò, come un uomo, il re della gloria e furono illuminate tutte le tenebre dell’Ade. Poi il re della gloria afferrò per il capo l’archisatrapo Satana e lo consegnò agli angeli, dicendo: “Con catene ferree legategli mani e piedi, collo e bocca! Poi datelo in potere dell’Ade dicendo: “Prendilo e tienilo fino alla mia seconda venuta!”. Il re della gloria stese la sua mano, afferrò e drizzò il primo padre Adamo; si rivolse poi a tutti gli altri e disse: “Dietro di me voi tutti che siete morti a causa del legno toccato da costui! Ecco, infatti, che io vi faccio risorgere tutti per mezzo del legno della croce”. Così dicendo li mandò tutti fuori, mentre il nostro primo padre Adamo fu visto pieno di gioia, e disse: “Ti ringrazio per la tua grandezza, o Signore, avendomi tratto fuori dal profondissimo Ade”. Così tutti i profeti e i santi, dissero: “Ti ringraziamo, o Cristo, salvatore del mondo, poiché hai tratto fuori la nostra vita dalla corruzione”. Dopo che si erano espressi così, il salvatore benedisse Adamo con il segno della croce sulla sua fronte, ed ugualmente fece per i patriarchi, i profeti, i martiri, i primi padri e, presili, salì dall’Ade. E mentre egli proseguiva il cammino, i padri lo seguivano salmodiando e dicendo: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Alleluia! A lui la gloria di tutti i santi”.

domenica 7 aprile 2019

la preghiera con le icone del fratello in Cristo Ivan Polverari

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Apocalisse 12,7-10

7 E vi fu guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone; anche il dragone e i suoi angeli combatterono, 8 ma non vinsero e per loro non fu più trovato posto nel cielo. 9 Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli. 10 Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: «Ora è giunta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo, poiché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

sabato 6 aprile 2019

Dal mio Archivio 2015 Quarta di Quaresima -del nostro Pio Padre Giovanni Climac



http://img.libreriadelsanto.it/books/g/GBeMvm6Ew26u

 La Scala del Paradiso del nostro Padre tra i Santi Giovanni Climaco  non propone nè armonie e neppure   pianure serene… ci stiamo avvicinando   al  Golgota dove Cristo  è stato/è /sarà  crocifisso e noi con lui e poi vivremo  la fatica e la gioia  di spostare e far rotolare la pietra del sepolcro….e saremo chiamati e vi andremo  in  quei monti  dove  prima si è trasfigurato e dove è asceso al cielo  e dove si presenterà nella Gloria del Suo Ritorno



La fede cristiana è (spero che sia così nella mia vita e lo spero  con il  Vangelo  che verrà proclamato nella Divina Liturgia di  domani. per cui .i demoni si battono con preghiera e digiuno ) metania,ravvedimeno,conversione, pentimento,  invocando il  Risorto perche non tardi  e ritorni 


Dimanche de l'Orthodoxie, homélie de saint Tikhon (1903)

http://forallsaints.files.wordpress.com/2011/04/tikhon-of-moscow1.gif

sta in
https://stmaterne.blogspot.com/2008/03/dimanche-de-lorthodoxie-homlie-de-saint.html

Ce dimanche, frères, commence la semaine de l'Orthodoxie, ou semaine du Triomphe de l'Orthodoxie, parce que c'est aujourd'hui que la sainte Église Orthodoxe rappelle solennellement sa victoire sur l'hérésie iconoclaste et les autres hérésies, et se souvient avec reconnaissance de tous ceux qui ont combattu pour la Foi Orthodoxe en parole, par écrit, en enseignant, en souffrant, ou en vivant pieusement.

En fêtant ce jour de l'Orthodoxie, le peuple Orthodoxe devrait se souvenir que c'est leur devoir sacré que de tenir ferme dans leur Foi Orthodoxe et de précieusement la garder.

Pour nous, c'est un précieux trésor : nous sommes nés et avons été élevés en elle; tous les événements importants de notre vie y sont rattachés, et elle est toujours là pour nous donner son aide et bénir tous nos besoins et nos bonnes oeuvres, quand bien même ils n'auraient pas l'air importants. Elle nous donne la force, la joie et la consolation, elle nous guérit, nous purifie et nous sauve.

La Foi Orthodoxe nous est aussi chère parce que c'est la Foi de nos Pères. Par amour pour elle, les Apôtres ont supporté la peine et ont oeuvré; les martyrs et les prédicateurs ont souffert pour elle; des champions, qui étaient tels des saints, ont versé leurs larmes et leur sang; des pasteurs et théologiens ont combattu pour elle; et nos ancêtres se sont levés pour elle, afin que nous ayons cet héritage qui devrait nous être plus précieux que la pupille de nos yeux.

Et quant à nous, leurs descendants – préservons-nous la Foi Orthodoxe, sommes-nous fidèles à son Évangile? Jadis, le prophète Élie, ce grand ouvrier pour la gloire de Dieu, se plaignit que les fils d'Israël avaient abandonné l'Alliance du Seigneur, la repoussant pour aller vers les dieux des païens. Cependant, le Seigneur révéla à Son prophète que parmi les Israélites, il y en avait encore 7.000 qui n'avaient pas plié le genoux devant les Baals (1 rois 19 *). De même, n'en doutons pas, de nos jours aussi il y a encore de vrais fidèles du Christ. "Le Seigneur connaît ceux qui sont à Lui" (2 Tim. 2,19).

Occasionnellement, nous rencontrons des fils de l'Église qui sont obéissants à ses décrets, qui honorent leurs pasteurs spirituels, qui aiment l'Église de Dieu et la beauté de son apparence, qui sont avides de participer à ses divins Offices, et qui mènent une bonne vie, qui reconnaissent leurs faiblesses humaines et se repentent sincèrement de leurs péchés.

Mais en existe-t'il beaucoup de semblables parmi nous? N'y en a-t'il pas beaucoup plus "en qui les mauvaises herbes de la vanité et de la passion ne permettent que fort peu de porter du fruit sous l'influence de l'Évangile, ou même en qui il n'y a tout simplement pas de fruit, et qui résistent à la vérité de l'Évangile, du fait de l'accroissement de leurs péchés, qui renoncent au don du Seigneur et répudient la Grâce de Dieu?"

"J'ai donné naissance à des fils et les ai glorifiés, et cependant ils Me renient," disait le Seigneur à propos d'Israël, dans les anciens temps. Et de nos jours aussi, il y en a beaucoup qui sont nés, ont grandit et ont été glorifiés par le Seigneur dans la Foi Orthodoxe, et cependant qui renient leur Foi, ne prêtent pas attention aux enseignements de l'Église, ne respectent pas ses recommandations, n'écoutent pas leurs pasteurs spirituels, et que les divins Offices et l'Église de Dieu laissent indifférents.

Que certains d'entre nous sont prompts à perdre la Foi Orthodoxe, dans ce pays aux nombreuses croyances et ethnies! Ils commencent leur apostasie par des choses qui, à leurs yeux, sont de peu d'importance. Ils considèrent que c'est "dépassé" et "malvenu chez des gens éduqués" que d'observer des coutumes telles que ; prier avant et après les repas, ou au matin et au soir, de porter une croix, d'avoir des Icônes chez eux, et de respecter les fêtes et jours de jeûne de l'Église. Ils ne s'arrêtent pas à ça, mais vont plus loin : ils vont rarement à l'église, et parfois plus du tout, car l'homme a besoin de se reposer le dimanche (.. au bistrot); ils ne se confessent pas, ils se dispensent du mariage religieux et tardent à faire baptiser leurs enfants.

Et c'est ainsi que sont rompus leurs liens avec la Foi Orthodoxe! Ils se souviennent de l'Église sur leur lit de mort, et certains ne le font même pas! Pour excuser leur apostasie, ils disent naïvement : "ce n'est pas l'ancien pays, ici c'est l'Amérique, et par conséquent il est impossible d'observer tout ce que l'Église demande," comme si la Parole du Christ était à utiliser dans le pays d'origine et pas dans le monde entier. Comme si la Foi Orthodoxe n'est pas le fondement du monde!

"Ah, nation pécheresse, peuple chargé de crimes, engeance de malfaiteurs, fils dénaturés! Ils ont abandonné le Seigneur, ils ont méprisé le Saint d'Israël!" (Is. 1,4).

Si vous ne gardez pas la Foi Orthodoxe et les Commandements de Dieu, la moindre des choses que vous puissiez faire, c'est de ne pas humilier vos coeurs en inventant de fausses excuses pour vos péchés!

Si vous n'honorez pas nos coutumes, la moindre des choses, c'est de ne pas rire de ce que vous ne connaissez ou ne comprenez pas.

Si vous n'acceptez pas le soin maternel de la sainte Église Orthodoxe, la moindre des choses que vous puissiez faire, c'est de confesser que vous agissez mal, que vous péchez contre l'Église et vous vous comportez comme des enfants!

Si vous le faites, l'Église Orthodoxe pourrait vous pardonner, comme une mère aimante, vous, votre froideur, vos affronts, et vous recevoir en son sein, comme si vous étiez des enfants égarés.

Conservant la Foi Orthodoxe, comme quelque chose de saint, l'aimant de tout leur coeur et la chérissant par dessus tout, les Orthodoxes devraient, de plus, s'efforcer de la répandre parmi les peuples d'autres croyances.

Le Christ Sauveur a dit que "nul n'allume un bougie pour la placer sous un boisseau, mais il la place sur un chandelier, et elle éclaire tous ceux qui sont dans la maison" (Mt 5,15).

La lumière de l'Orthodoxie n'a pas été allumée pour ne briller que pour un petit nombre de personnes. L'Église Orthodoxe est universelle; elle se rappelle les paroles de son Fondateur : "Allez par tout le monde, prêchez l'Évangile à toute la création" (Mc 16,15), "Allez donc, enseignez toutes les nations.." (Mt 28,19).

Nous devons partager notre richesse spirituelle, notre vérité, lumière et joie avec les autres, qui sont privés de ces bénédictions, mais souvent les recherchent et aspirent après elles.

Il advint, "durant la nuit, Paul eut une vision: un Macédonien se tenait devant lui et lui faisait cette prière: 'Passe en Macédoine, et viens à notre secours!" (Actes 16,9), ce après quoi l'Apôtre partit pour ce pays afin d'y prêcher le Christ. Nous aussi nous entendons une voix semblable nous invitant. Nous vivons entourés de peuples de croyances étrangères; dans la mer des autres religions, notre Église est une petite île de salut, vers laquelle nagent quelques uns, submergés dans la mer de la vie. "Venez vite, à l'aide," entendons-nous parfois des païens du lointain Alaska, et bien plus souvent de ceux qui sont nos frères de sang, et qui autrefois furent aussi nos frères de Foi, les Uniates. "Recevez-nous dans votre communauté, donnez-nous un de vos bons pasteurs, envoyez-nous un prêtre afin que nous puissions avoir la Divine Liturgie célébrée pour nous en ce jour saint, aidez-nous à construire une église, une école pour nos enfants, de sorte qu'en Amérique, ils ne perdent pas leur foi et leur nation, tels sont les gémissements que souvent nous entendons, en particulier ces derniers temps.

Et nous devrions rester sourds et insensibles? Que Dieu nous préserve d'un tel manque de compassion. Sinon, malheur à nous, "car nous avons enlevé la clef de la science. Sans y entrer nous-mêmes, nous en avons interdit l'accès à ceux qui voulaient y entrer" (Lc 11,52).

Mais qui devrait oeuvrer pour répandre la Foi Orthodoxe, pour l'accroissement du nombre des enfants de l'Église Orthodoxe? Les pasteurs et les missionnaires, répondrez-vous. Vous avez raison. Mais sont-ils seuls dans ce cas?

C'est fort à propos que saint Paul compare l'Église du Christ à un corps, et la vie du corps est partagée par tous ses membres. Dès lors, il devrait en être ainsi aussi pour la vie de l'Église. "..le corps entier, coordonné et assemblé par les ligaments qui sont à sa disposition, chacun travaillant selon l'activité qui lui est propre, opère sa croissance en vue de son édification dans la charité" (Eph. 4,16).

Au commencement, non seulement les pasteurs ont souffert pour la Foi en Christ, mais aussi les laïcs, hommes, femmes, et même enfants. Les hérésies ont aussi été combattues par des laïcs.De la même manière, la diffusion de la Foi en Christ devrait être chère et précieuse au coeur de tout Chrétien. Dans cette oeuvre, chaque membre de l'Église devrait être actif et la prendre à coeur. Cet intérêt peut se manifester dans la prédication personnelle de l'Évangile du Christ.

Et pour notre grande joie, nous connaissons de tels exemples parmi nos frères laïcs. A Sitka, des membres de la fraternité Indienne accomplissent du travail missionnaire parmi les autres habitants de leurs villages. Et un frère zélé a fait un voyage vers un lointain village (Kilisno) et aidé le prêtre local de très grande manière, en protégeant les enfants simples et crédules de l'Église Orthodoxe contre les influences étrangères, par ses propres explications et persuasions. De plus, en de nombreuses places des États-Unis, ceux qui ont abandonné l'Uniatisme pour rejoindre l'Orthodoxie montrent à leurs amis où trouver la vérité, et les préparent à rentrer dans l'Église Orthodoxe.

Il va sans dire que nous n'avons pas tous l'opportunité ou la faculté de personnellement prêcher l'évangile. Au vu de cela, frères, je vais vous indiquer ce que chacun peut faire pour répandre l'Orthodoxie et ce qu'il ne devrait pas faire.

Les épîtres apostoliques souvent nous rapportent le fait que lorsque les Apôtres partaient prêcher en des lieux distants, les fidèles les aidaient souvent par leurs prières et leurs offrandes. Saint Paul sollicita particulièrement cette aide des Chrétiens.

Par conséquent, nous pouvons exprimer l'intérêt que nous avons pour la cause de l'Évangile en priant le Seigneur,

Afin qu'Il prenne cette sainte cause sous Sa protection,
afin qu'il donne à Ses serviteurs la force pour accomplir dignement leur tâche,
afin qu'Il les aide à vaincre difficultés et dangers, qui font partie de l'oeuvre,
afin qu'Il ne leur permette pas de voir leur zèle fléchir ou faiblir,
afin qu'Il ouvre les coeurs des incroyants pour entendre et accepter l'Évangile du Christ,
afin qu'Il leur communique la parole de vérité,
afin qu'Il les unisse à la sainte Église Catholique et Apostolique,
afin qu'Il confirme, accroisse et pacifie Son Église, la gardant à jamais invincible, 


nous prions certes pour tout cela, mais principalement avec nos lèvres, et rarement avec notre coeur.

N'entendons-nous pas souvent des remarques comme celles-ci : "à quoi bon ces prières spéciales pour les néophytes? Ils n'existent plus à notre époque, sauf, peut-être, dans des endroits perdus en Amérique et Asie; qu'ils prient pour ceux qu'il y aurait là où il s'en trouverait; quant à notre pays, de telles prières ne font qu'inutilement prolonger l'office qui n'est déjà pas particulièrement bref." Malheur à notre manque de sagesse! Malheur à notre négligence et notre paresse!

Offrant d'ardentes prières pour la prédication efficace du Christ, nous pouvons aussi montrer notre intérêt en y aidant matériellement. Cela se passait aussi ainsi dans l'Église des origines, et les Apôtres acceptaient avec amour l'aide matérielle pour la cause de la prédication, voyant en elle une expression d'amour et de zèle Chrétien.

De nos jours, ces offrandes sont particulièrement requises, car du fait de leur manque, le travail se retrouve souvent au point mort. Car par leur manque, les prédicateurs ne peuvent pas être envoyés, ou soutenus, des églises ne peuvent être construites, des écoles fondées, les nécessiteux parmi les nouveaux convertis ne peuvent être aidés. Tout cela demande de l'argent, et les membres des autres religions trouvent toujours moyen d'y pourvoir.

Vous répondrez peut-être que ces gens-là sont plus riches que nous. C'est bien vrai, mais on amasse de grands moyens grâce aux petits, et si chacun d'entre nous donnait ce qu'il pouvait à cet effet, nous pourrions lever des moyens considérables. En conséquence, ne soyez pas honteux de la modicité de votre offrande. Si vous avez beaucoup, offrez tout ce que vous pouvez, mais offrez, ne perdez pas cette chance d'aider à la cause de la conversion de vos voisins au Christ, car en agissant ainsi, selon les paroles de saint Jacques, "vous sauverez votre propre âme de la mort et ferez disparaître une multitude de péchés" (Jacques 5,19-20).

Fidèles Orthodoxes! En célébrant le jour de l'Orthodoxie, vous devez vous consacrer à la Foi Orthodoxe, non pas en intention ou en parole, mais en action et en vérité.
Amen.

venerdì 5 aprile 2019

dal web Quaresima 2019..per tutti noi presbiteri e pastori



I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve” (Luca 22:25-26).

Giovanni 13:1-17

Gesù lava i piedi dei suoi discepoli
1 Or prima della festa di Pasqua, sapendo Gesù che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2 E, finita la cena, avendo già il diavolo messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3 Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che egli era proceduto da Dio e a Dio ritornava, 4 si alzò dalla cena e depose le sue vesti; poi, preso un asciugatoio, se lo cinse. 5 Dopo aver messo dell'acqua in una bacinella, cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui era cinto. 6 Venne dunque a Simon Pietro. Ed egli gli disse: «Signore tu lavi i piedi a me?». 7 Gesù rispose e gli disse: «Quello che io faccio, ora non lo comprendi, ma lo comprenderai dopo». 8 Pietro gli disse: «Tu non mi laverai mai i piedi». Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non avrai nessuna parte con me». 9 Simon Pietro gli disse: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo». 10 Gesù gli disse: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno che di lavarsi i piedi ed è tutto mondo; anche voi siete mondi, ma non tutti». 11 Egli infatti sapeva chi lo avrebbe tradito; perciò disse: «Non tutti siete mondi». 12 Così, dopo aver lavato i piedi, riprese le sue vesti, si mise di nuovo a tavola e disse loro: «Comprendete quello che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Io infatti vi ho dato l'esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: Il servo non è più grande del suo padrone, né il messaggero più grande di colui che l'ha mandato. 17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate.

2Corinzi 1:24

Non già che dominiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra gioia, perché voi state saldi per fede.

Giovanni 7:15-18

15 E i Giudei si meravigliavano e dicevano: «Come mai costui sa di lettere, senza aver fatto studi?». 16 Gesù allora rispose loro e disse: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17 Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso. 18 Chi parla da se stesso cerca la sua propria gloria, ma chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato è verace, e in lui non vi è ingiustizia.

Efesini 6:1-7

1 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 «Onora tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa, 3 «affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra». 4 E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell'ammonizione del Signore. 5 Servi, ubbidite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, nella semplicità del vostro cuore, come a Cristo, 6 non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di buon animo, 7 servendo con amore, come a Cristo e non come agli uomini

Salmi 15

Il vero cittadino dei cieli
1 [Salmo di Davide.] O Eterno, chi dimorerà nella tua tenda? Chi abiterà sul tuo santo monte? 2 Colui che cammina in modo irreprensibile e fa ciò che è giusto, e dice la verità come l'ha nel cuore, 3 che non calunnia con la sua lingua, non fa alcun male al suo compagno, e non lancia alcun insulto contro il suo prossimo. 4 Ai suoi occhi è disprezzata la persona spregevole, ma egli onora quelli che temono l'Eterno; anche se ha giurato a suo danno, egli non ritratta; 5 non dà il suo denaro ad usura e non accetta doni contro l'innocente. Chi fa queste cose non sarà mai smosso


Matteo 20:26

ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo;

Matteo 20:28

Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti»

Filippesi 1:25

Questo so sicuramente, che rimarrò e dimorerò presso di voi tutti per il vostro avanzamento e per la gioia della vostra fede,

Filippesi 2:9-11

9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

1Corinzi 4:11-13

11 Fino ad ora noi soffriamo la fame, la sete e la nudità; siamo schiaffeggiati e non abbiamo alcuna fissa dimora, 12 e ci affatichiamo, lavorando con le nostre mani; ingiuriati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; 13 vituperati, esortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo e comela lordura di tutti fino ad ora.

Giovanni 3,26-30

Altra testimonianza di Giovanni Battista

26 Così vennero da Giovanni e gli dissero: «Maestro, colui che era con te al di là del Giordano, a cui hai reso testimonianza, ecco che battezza e tutti vanno da lui». 27 Giovanni rispose e disse: «L'uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo. 28 Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: "Io non sono il Cristo, ma sono stato mandato davanti a lui". 29 Colui che ha la sposa è lo sposo, ma l'amico che è presente e l'ode, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; perciò questa mia gioia è completa. 30 Bisogna che egli cresca e che io diminuisca

1Corinzi 12:12-26
L'unità del corpo nella diversità delle membra
12 Come infatti il corpo è uno, ma ha molte membra, e tutte le membra di quell'unico corpo, pur essendo molte, formano un solo corpo, così è anche Cristo. 13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito. 14 Infatti anche il corpo non è un sol membro, ma molte. 15 Se il piede dicesse: «Perché non sono mano io non sono parte del corpo», non per questo non sarebbe parte del corpo. 16 E se l'orecchio dicesse: «Perché non sono occhio, io non sono parte del corpo», non per questo non sarebbe parte del corpo. 17 Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbel'odorato? 18 Ma ora Dio ha posto ciascun membro nel corpo, come ha voluto. 19 Ma se tutte le membra fossero un solo membro, dove sarebbe il corpo? 20 Ci sono invece molte membra, ma vi è un solo corpo. 21 E l'occhio non può dire alla mano: «Io non ho bisogno di te»; né parimenti il capo può dire ai piedi: «Io non ho bisogno di voi». 22 Anzi, le membra del corpo che sembrano essere le più deboli, sono molto più necessarie delle altre; 23 e quelle che stimiamo essere le meno onorevoli del corpo, le circondiamo di maggior onore; e le nostre parti indecorose sono circondate di maggior decoro; 24 ma le nostre parti decorose non ne hanno bisogno. Perciò Dio ha composto il corpo, dando maggiore onore alla parte che nemancava, 25 affinché non vi fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero tutte una medesima cura le une per le altre. 26 E se un membro soffre, tutte le membra soffrono; mentre se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono insieme.