mercoledì 3 ottobre 2018

Per il 4 ottobre da un presbitero cristiano ortodosso- -SANCTI FRANCISCI ASSISIENSIS-EPISTOLA AD CUSTODES



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EPISTOLA AD CUSTODES I


Universis custodibus fratrum minorum, ad quos litterae istae pervenerint, frater Franciscus in Domino Deo vester servus et parvulus, salutem cum novis signis caeli et terrae, quae magna et excellentissima sunt apud Deum et a multis religiosis et aliis hominibus minima reputantur.
Rogo vos plus quam de me ipso, quatenus, cum decet et videritis expedire, clericis humiliter supplicetis, quod sanctissimum corpus et sanguinem Domini nostri Jesu Christi et sancta nomina et verba eius scripta, quae sanctificant corpus, super omnia debeant venerari. Calices, corporalia, ornamenta altaris et omnia, quae pertinent ad sacrificium, pretiosa habere debeant. Et si in aliquo loco sanctissimum corpus Domini fuerit pauperrime collocatum, iuxta mandatum Ecclesiae in loco pretioso ab eis ponatur et consignetur et cum magna veneratione portetur et cum discretione aliis ministretur. Nomina etiam et verba Domini scripta, ubicumque inveniantur in locis immundis, colligantur et in loco honesto debeant collocari. Et in omni praedicatione, quam facitis, de poenitentia populum moneatis, et quod nemo potest salvari, nisi qui recipit sanctissimum corpus et sanguinem Domini (cf. Joa 6,54). Et, quando a sacerdote sacrificatur super altare et in aliqua parte portatur, omnes gentes flexis genibus reddant laudes, gloriam et honorem Domino Deo vivo et vero. Et de laude eius ita omnibus gentibus annuntietis et praedicetis, ut omni hora et quando pulsantur campanae semper ab universo populo omnipotenti Deo laudes et gratiae referantur per totam terram.
Et, ad quoscumque fratres meos custodes pervenerit hoc scriptum et exemplaverint et apud se habuerint et pro fratribus, qui habent officium praedicationis et custodiam fratrum, fecerint exemplari et omnia, quae continentur in hoc scripto, praedicaverint usque in finem, sciant se habere benedictionem Domini Dei et meam. Et ista sint eis per veram et sanctam obedientiam. Amen.

EPISTOLA AD CUSTODES  II


Universis custodibus fratrum minorum, ad quos istae litterae pervenerint, frater Franciscus, minimus servorum Dei salutem et sanctam pacem in Domino.

Scitote, quod in conspectu Dei sunt quaedam res nimis altae et sublimes, quae aliquando reputantur inter homines pro vilibus et abiectis; et aliae sunt carae et spectabiles inter homines, quae coram Deo tenentur pro vilissimis et abiectis. Rogo vos coram Domino Deo nostro, quantum possum, quod litteras illas, quae tractant de sanctissimo corpore et sanguine Domini nostri, detis episcopis et aliis clericis; et memoria retineatis, quae super his vobis commendavimus. Aliarum litterarum, quas vobis mitto, ut eas detis potestatibus, consulibus et rectoribus, et in quibus continetur, ut publicentur per populos et plateas Dei laudes, facite statim multa exemplaria, et cum magna diligentia eas porrigite illis, quibus debeant dari.

 http://www.franciscanos.org/esfa/omfra.html

sabato 29 settembre 2018

Dal mio Archivio 2010.Domenica II di Luca- Il Vangelo dell'amore per i nemici. Meditazione del Padre Seraphim Valeriani Ropa di Bologna-Ravenna


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s. Angelo in Formis, Affreschi del XI secolo, Capua (CE)


Nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito. Amen.



Leggendo questo passo del Vangelo non vi siete mai sentiti a disagio? Io spessissimo. Cioè beninteso mi riesce relativamente facile fare agli altri quello che vorrei che gli altri facessero a me, ma fare del bene alle persone che sono nostri nemici…alle persone che non possono contraccambiare, fare del bene nascostamente in modo che nessuno lo sappia…questo è veramente impossibile per gli uomini del mondo tutti protesi a fare del bene sì, ma spesso per interesse personale: il denaro, la gloria, il potere. Ma allora è possibile veramente seguire questo consiglio evangelico o è solo un’utopia?
Vi dico fratelli e sorelle che è impossibile umanamente seguire queste parole, è pura follia, pura utopia…ma, ma a Dio niente è impossibile. In Dio non solo questo è possibile ma addirittura (cosa folle per il mondo) è la norma, la normalità. Chi è unito a Cristo è un folle per il mondo, un utopista, un eccentrico…ma ricordate che passa la scena di questo mondo e rimane in eterno solo l’amore, folle e sconfinato, che Dio ha per tutti noi.
Nutriamoci della pazzia di Cristo per vivere pienamente questa vita nella follia della Croce che è stoltezza per chi non crede ma vanto pieno ed eterno per chi crede.
Buona Domenica a tutti.



p. Seraphim

giovedì 27 settembre 2018

Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico Messaggio Patriarcale in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2008




 
 
+ BARTOLOMEO I PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA E PACE
DA PARTE DEL CREATORE DI TUTTA LA CREAZIONE
SIGNORE, DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO

“La creazione infatti è stata sottomessa alla caducità, non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa… Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi” (Rom. 8,20-22)

Amati fratelli e figli nel Signore,
ancora una volta, all’inizio dell’anno ecclesiastico, siamo chiamati a riflettere, con rinnovata intensità spirituale in Cristo e speciale sensibilità, - sullo stato del nostro fertile pianeta e di offrire particolari preghiere per la protezione dell’intero mondo.
Molte cose sono cambiate da quando il nostro venerato Predecessore, il Patriarca Dimitrios, decise, oltre due decadi orsono, che il Primo Settembre fosse dedicato quale giorno di supplica per la conservazione della meravigliosa creazione di Dio. Assumendo questa iniziativa, il nostro venerato Patriarca pubblicò un messaggio di avvertimento circa le conseguenze distruttive di un abuso dell’ambiente. Notò che, in contrasto con molte altre forme in uso del violento comportamento umano, l’inquinamento dell’ambiente naturale ha il potenziale di causare vasti e irreversibili danni, con la distruzione di quasi tutte le forme di vita sul pianeta.
Il quel tempo naturalmente, questo preavviso può essere suonato come esagerato alle orecchie di certi scettici; alla luce però, delle conoscenze odierne, è assai chiaro che quelle parole furono profetiche. Oggi, gli scienziati che si occupano dell’ambiente naturale espressamente enfatizzano che il cambio del clima che osserviamo ha il potenziale di turbare e di distruggere l’intero ecosistema, il quale sostiene non solo la specie umana, ma anche l’intero meraviglioso mondo animale e vegetale, che sono interdipendenti uno dall’altro come una catena. Le scelte e le azioni tra l’altro dell’uomo moderno civilizzato, hanno portato a questa tragica situazione che costituisce essenzialmente un problema etico e spirituale, il quale , l’Apostolo Paolo divinamente ispirato, aveva articolato in modo elegante sottolineando specificatamente la dimensione ontologica, nella sua lettera ai Romani, 19 secoli orsono: “La creazione infatti è stata sottomessa alla caducità, non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa… Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi” (Rom. 8,20-22)
A questo punto tuttavia, siamo obbligati ad affermare che oggi, questa situazione etica e spirituale del problema ecologico costituisce, forse più che allora, una coscienza comune di tutti gli uomini, e specialmente dei giovani, i quali, tra le altre cose, sono coscienti del fatto che tutta l’umanità ha un comune destino. Continuamente un gran numero di uomini comprende che i propri smisurati consumi, il contributo personale di ciascuno nella produzione di beni particolari, o il rifiuto di altri tocca i più ampi parametri, avendo non solo una dimensione etica, ma anche escatologica. Continuamente un gran numero di uomini capisce che l’uso irrazionale delle risorse naturali, l’immisurabile consumo di energia, contribuisce al cambiamento del clima, con conseguenze sulla vita e sulla sopravvivenza della umanità che è immagine di Dio e come tutto ciò costituisca un peccato. Continuamente la maggior parte degli uomini caratterizza come virtuosi o viziosi, coloro i quali rispettivamente trattano in modo ragionevole o irragionevole le cose della natura.
Tuttavia, in proporzione alla sensibilizzazione degli uomini verso i problemi ecologici, la immagine che oggi il nostro pianeta offre, viene a trovarsi, purtroppo all’opposto. In particolare è inquietante il fatto che i più poveri e i membri più vulnerabili della razza umana sopportano le conseguenze dei problemi ambientali, che loro non hanno creato. Dall’Australia al Corno d’Africa giungono notizie di prolungata siccità, cha ha come conseguenza la desertificazione di aree altrimenti fertili e produttive, e da questo la minaccia per le popolazioni locali dello spettro della fame e della sete. Dall’America Latina fino al cuore dell’Eurasia veniamo a conoscenza dello scioglimento dei ghiacciai, dai quali milioni di persone dipendono per le provviste d’acqua.
La nostra Santa e Grande Chiesa di Cristo, seguendo l’esempio del nostro venerato predecessore, il Patriarca Dimitrios, lavora instancabilmente per la sensibilizzazione non solo della pubblica opinione, ma anche dei leaders responsabili mondiali, organizzando Simposi sull’Ecologia, che si occupano principalmente del cambiamento del clima e della gestione delle risorse acquifere. L’ultima proposta di questo sforzo si occupa dello studio delle interconnessioni dell’ecosistema terrestre e del modo con cui si manifestano i fenomeni di riscaldamento del pianeta e degli effetti antropogenici. Attraverso questi incontri scientifici, ai quali prendono parte i rappresentanti di diverse chiese cristiane e religioni, come anche di diverse discipline dello scibile umano, il Patriarcato Ecumenico desidera stabilire una solida ed innovativa coalizione tra religione e scienza, basata sul principio fondamentale, che - affinchè l’obbiettivo sia raggiunto – la salvaguardia dell’ambiente naturale -, entrambe le parti devono dimostrare uno spirito di mutuo rispetto e di cooperazione. Attraverso la collaborazione tra scienza e religione in questi Simposi, organizzati in diverse regioni del mondo, esso desidera contribuire allo sviluppo di una etica ambientale, la quale dovrà evidenziare che la fruizione del mondo ed il godimento dei beni materiali devono essere eucaristici, accompagnati da una dossologia a Dio; mentre l’abuso del mondo e l’azione separata da una relazione col Creatore, induce perciò al peccato , peccato davanti al Creatore e Dio e davanti alla creazione e alla umanità.
Sappiamo che la creazione, in quanto partecipe alla caduta della creatura dalla originale bellezza geme e soffre. Sappiamo ancor meglio, che l’abuso, la deviazione, il comportamento violento ed egoistico dell’uomo contribuisce alla distruzione della natura sofferente e subordinata alla corruzione della creazione. Sappiamo che questa catastrofe consiste di fatto in una autodistruzione. Pertanto chiamiamo ogni uomo, a qualsiasi condizione appartenga, a rimanere fedele all’uso naturale di tutte le risorse della creazione “ringraziando Dio che ha fatto e previsto ogni cosa”; a Lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli.

Il Patriarca di Costantinopoli
Bartolomeo I,
Vostro amato fratello in Cristo e fervente supplicante presso Dio


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 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio

mercoledì 26 settembre 2018

Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2006- Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico Messaggio Patriarcale in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2006

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+ BARTOLOMEO I PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA E PACE
DA PARTE DEL CREATORE DI TUTTA LA CREAZIONE
SIGNORE, DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO
 
 
Fratelli e figli diletti nel Signore,
Dio misericordioso e amico degli uomini ha formato bellissimo e perfettamente funzionante il mondo, a servizio di tutte le umane necessità, e ha affidato all’uomo, coronamento e re della creazione, di goderne tutto ciò che gli fosse indispensabile per la sua vita.
Parallelamente, ha congiunto ogni utile relazione dell’uomo con il creato attraverso la sensazione della gioia e del godimento, mentre ha congiunto ogni eccesso o mancanza nell’uso dei beni naturali con il sentimento del desiderio (nella mancanza) o della nausea (nell’abuso), in modo che l’uomo avesse in sé istintivamente la misura dell’uso vantaggioso e dell’ abuso dannoso, sia che esso si manifesti come privazione sia come eccessivo godimento. Frattanto, l’uomo, dotato del libero arbitrio, ha la capacità di controllare il proprio dato istintuale circa questi limiti nonché di determinare altri limiti per ragioni ascetiche come pure di superarli attraverso un atto volontario.
In tale circostanza ci troviamo o di fronte alla cupidigia, che è idolatria, secondo Paolo apostolo, o di fronte al rigetto della vita o dei beni naturali, dono di Dio, cioè innanzi a posizioni in eguale misura condannabili, in quanto contrarie al disegno perfetto di Dio rivolto alla felicità dell’uomo.
L’uomo, davvero infelicemente, rifiutò di conformarsi ai precetti divini riguardo all’uso del mondo a misura delle proprie necessità come pure della sua coltivazione e conservazione, e così decadde dalla Sua grazia che guida, finendo per comportarsi nei confronti della natura che lo circonda in modo rapace e distruttivo, come padrone e non come utente, turbando la divina armonia naturale e l’equilibrio. Il risultato è che anche la natura reagisce in modo squilibrato e provoca all’umanità innumerevoli tragedie. Le recenti variazioni climatiche fuori dal comune, i tifoni, i terremoti, le alluvioni, l’inquinamento dei mari e dei fiumi, nonché innumerevoli umane attività distruttive dell’ambiente e dell’uomo, sono dovute a comportamenti umani manifesti e clamorosi oppure occulti e agenti in silenzio. Tuttavia la principale ragione di questo catastrofico comportamento dell’uomo contemporaneo è il suo egocentrismo, che è l’altra faccia della sua indipendentizzazione da Dio e del suo tentativo di autodivinizzazione.
Per via di questo egocentrismo la relazione dell’uomo con la natura si muta in relazione di sfrontata e superba sottomissione delle forze naturali e il loro uso diviene messo a morte o sottomissione del prossimo, invece che conservazione della sua vita e della sua libertà, oppure si muta in godimento smodato nell’indifferenza per le conseguenze del sovrauso.
L’uso delle potenze atomiche e nucleari della natura per scopi bellici costituisce hybris (oltraggio), come pure l’eccesso d’uso comunque perpetrato, eccesso che aggrava l’ambiente naturale di immondezze, con aumento della temperatura e rivolgimento degli equilibri naturali, con tutto ciò che questo comporta. La mostruosa quantità di energia impiegata per fini bellici, nonché la terrificante energia consumeta al di là delle razionali esigenze dell’odierna umanità, costituiscono due ambiti nei quali si intrecciano le responsabilità dei governanti e dei semplici cittadini, sicchè ciascuno di noi ha la possibilità di contribuire al miglioramento della condizionale generale.
Spendiamoci tutti, fratelli e figli diletti nel Signore, ciascuno per la sua parte, nello sforzo di moderare gli inutili consumi, affinchè si ricostituisca l’ordinato funzionamento del pianeta in cui abitiamo, perché anche noi e i nostri figli possiamo godere in pace dei beni della creazione divina piena d’amore per l’uomo, beni questi offerti agli uomini tutti. Cosù sia!

2006, 1 settembre

+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio
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 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio

 

martedì 25 settembre 2018

Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato -i messaggi del Patriarca Bartolomeo..messaggio del 2004




e il cattolico Cardini (che non è mai stato amico del dire e del non dire e del linguaggio criptico e di nascondimento...anzi si quando è si e no quando è no  ) alla fine dell'intervista analizzando e commentando il senso ecclesiale e di proposta delle riflessioni di Papa Francesco cosi si esprime 

"Ma una cosa dev’esser chiara: rileggete la Laudato si’, rileggetela studiandovi bene anche le note a piè di pagina. Altro che “enciclica ecologistica”. È un’autentica denunzia circostanziata del male che sta mangiandosi il mondo."

Come è noto  l'enciclica "Laudato si"del Papa cita spesso le riflessioni del nostro Patriarca Bartolomeo  in tema di salvaguardia del creato e di  CURA DELLA CASA COMUNE
(i paragrafi dell'enciclica papale  7-8-9 riassumono e presentano il pensiero del Patriarca Bartolomeo-) 

Pertanto propongo a me stesso e chi eventualmente leggerà la raccolta dei messaggi del Patriarca per la  Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato a partire dal messaggio del 2004 ricercandoli in italiano in rete consultando in primis il sito della nostra Arcidiocesi Ortodossa  di Italia e Malta  ed ovviamente intendo raccogliere l'esortazione di Cardini a leggere in modo più profondo l'enciclica del papa 


Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2004

data: 01-09-2004 - Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico

Messaggio Patriarcale in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2004




+ BARTOLOMEO I PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA

E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA E PACE
DA PARTE DEL CREATORE DI TUTTA LA CREAZIONE
SIGNORE, DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO

Fratelli e Figli diletti nel Signore,

Quindici anni fa il nostro indimenticabile predecessore di beata memoria, il Patriarca Demetrio, ha pubblicato la prima enciclica ufficiale riguardo la salvaguardia dell’ambiente naturale, un’enciclica indirizzata al pleroma della Chiesa, con la quale ha costituito ufficialmente il 1° settembre come giornata di preghiera per la salvaguardia dell’ambiente. Quello storico proclama sottolineava l’importanza dell’ethos eucaristico ed ascetico della nostra tradizione, che costituisce una correzione del modo di vita consumistico e una soluzione alternativa alla dominante filosofia della nostra epoca.

I Santi Padri della Chiesa hanno insistito sempre sull’importanza fondamentale dell’auto-esame come presupposto per il progresso spirituale. Riecheggiando l’oracolo classico di Delfi, Clemente l’Alessandrino esorta: ‘’Conosci te stesso! Se conosci te stesso, conoscerai tutto’’. Evagrio il Pontico di nuovo dice: ‘’Chi conosce se stesso, conosce Dio’’. Isacco il Siro afferma: ‘’La conoscenza di se stesso significa conoscenza dei nostri insuccessi, cosa che conduce alla Resurrezione dei morti’’. Dunque, ricordiamo che cosa abbiamo imparato come Chiesa durante gli ultimi quindici anni. Quale conoscenza abbiamo acquistato? Quali insuccessi avevamo? E verso quale dirizione dobbiamo adesso rivolgerci?

Nel corso dei cinque seminari estivi organizzati annualmente fra gli anni 1994-1998 nella Facoltà Teologica dell’isola di Chalki, abbiamo appreso la stretta relazione tra le questioni ambientalistiche da una parte e l’educazione, la morale, la comunicazione, la giustizia e la povertà dall’altra. Durante i cinque convegni internazionali convocati ogni due anni dall’anno 1995 sin d’oggi abbiamo ricercato le conseguenze del modo di vita consumistico sulle acque di Egeo, del Mar Nero, di Danubio, dell’Adriatico e del Mar Baltico. Insieme con teologi, scienzati, politici e giornalisti abbiamo riconosciuto in modo concreto la responsabilità che tutti portiamo -dinnanzi gli uni agli altri, dinnanzi il nostro mondo e dinnanzi il nostro Dio - per la distruzione della bellezza naturale del nostro mondo, per l’esaurimento delle risorse naturali della terra e per la scomparsa della varietà nel nostro continente.

Più specialmente, abbiamo capito che la conservazione dell’ambiente naturale si collega interiormente con la cessazione dei confliti di guerra, con la restaurazione della giustizia sociale e con la gestione della povertà del mondo. Abbiamo imparato che il modo con cui ci comportiamo verso gli uomini si rispecchia direttamente al modo con cui ci porriamo dinnanzi l’ambiente naturale, come anche dinnanzi l’adorazione che riserviamo esclussivamente a Dio.

Non deve stupirci il fatto che siamo capaci di usare male della creazione naturale e materiale, in quanto siamo capaci di sfruttare il nostro prossimo. La Madre Chiesa fu protagonista in importanti incontri ed accordi riguardo la pace e la prosperità del mondo, la riforma economica e sociale, i diritti umani e la tolleranza religiosa.

Quando si tratta della giusta risposta e il conveniente pensiero teologico, non c’è nessun dubbio che la nostra Chiesa Ortodossa ha molte cose con cui contribuire all’odierna discussione sull’ecologia. Possiamo ricorrere alla profondità e alla ricchezza della nostra eredità biblica e patristica, per contribuire positivamente e costruttivamente sulle questioni cruciali della nostra epoca. Il punto in cui riveliamo che i cristiani ortodossi siamo tanto vulnerabili è l’applicazione della nostra teoria.

E’ sempre più facile accostamento l’accusa nei confronti dello sviluppo e progresso tecnologico occidentale per i mali che affrontiamo sul nostro mondo. Ed è sempre tentazione di credere per possediamo la soluzione dei problemi che tutti affrontiamo oggi o ignorare l’imminente pericolo mondiale che affrontiamo. Ciò che è più difficile - però allo stesso tempo anche più onesto - è di distinguere la misura con la quale noi stessi costituiamo parte di questo stesso problema. Per esempio, quanti di noi esaminiamo i cibi che consumiamo, i beni che acquistiamo, l’energia che spendiamo o le conseguenze del nostro modo di vita privilegiato? Quanto spesso dedichiamo il nostro tempo all’esame attento delle nostre scelte quoditiane sia come individui, sia come istituzioni, sia come parrocchie, sia come comunità, sia come società e sia come nazioni?

La cosa più importante di ciò: quindi, quanti dei nostri chierici ortodossi sono preparati ad assumere un ruolo protagonista su questioni che riguardano l’ambiente? Quante delle nostre parrocchie e comunità ortodosse sono preparate a realizzare la conoscenza che abbiamo accumulato gli ultimi anni, applicando dentro le proprie comunità principi ecologici? Come le decisioni di una qualunque comunità e parrocchia locale rispecchiano sul livello pratico e tangibile l’esperienza che abbiamo acquistato sul livello teorico?

In un’epoca durante la quale l’informazione ci è facilmente accessibile, non esiste sicuramente nessuna scusa per l’ignoranza o l’indifferenza. Trascurare significa chiudere i nostri occhi dinnanzi una realtà che è sempre presente e permanentemente in crescita. Generazioni e civiltà precedenti forse non avevano coscienza delle conseguenza delle loro azioni. Oggi, però, forse più di ogni altra epoca, ci troviamo in una posizione unica. Oggi, ci stiamo in una crocevia, cioè in un punto di scelta della croce che dobbiamo portare. Perchè, oggi, abbiamo totale coscenza delle conseguenze ecologiche e mondiali delle nostre decisioni e azioni, indifferentemente quanto piccole o insignificanti posso essere queste.

Speriamo sinceramente e preghiamo continuamente che nei prossimi anni sempre di più dei nostri fedeli ortodossi riconoscono l’importanza di una ‘’crociata’’ a favore del nostro ambiente, che così tanto egoisticamente abbiamo trascurato. Questa visione siamo certi che soltanto guadagni possa portare alle generazioni novelle lasciando a loro un mondo più pulito e migliore. Ciò lo dobbiamo al nostro Creatore. E lo dobbiamo anche ai nostri figli.

Che la Grazia di Dio ci rafforzi per prendere le giuste decisioni.

La grazia e l’infinita misericordia del nostro Signore e Dio Gesù Cristo siano su voi e su tutti gli uomini. Amen.

2004, 1 settembre


+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio


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domenica 16 settembre 2018

Dagli Archivi anno 2010- Domenica dopo l'Esaltazione della Croce..Paolo ai Galati senza se e senza ma...Una preghiera



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16 sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno».

Finalmente Signore ancora una volta- fai bene a farci risentire dentro la Tua Santa Chiesa la voce  di Paolo.

Finalmente Signore .…con tanti saluti ad una visione presunta cristiana
dell’etica della vita fondata sui tribunali e sul codice della strada(rosso verde giallo) come se tu fossi ,Signore caro,in una visione banale  il Signor Comandante Generale delle Polizie del Cosmo ,come se tu Signore caro fossi
il Pubblico Ministero mentre dimentichiamo  che il Pubblico Ministero contro di noi esiste ma non sei tu. .ma è il demonio ..

Ecco Finalmente Signore….La Legge non giustifica.. La legge non salva..La legge anzi ci accusa…ci fa entrare nella disperazione e nell’angoscia…Il senso di colpa Signore caro… e la tristitia ..il demonio di mezzogiorno…

Finalmente Signore caro tu hai preso la legge,che è il manoscritto,il chirografo dei nostri peccati e l’hai inchiodato sulla tua Croce .

preghiera dell'Ora Nona  nella nostra Santa Tradizione 


Sovrano Signore Gesù Cristo, Dio nostro, tu ti sei mostrato longanime verso le nostre colpe e ci hai condotto fino a quest'ora in cui sei stato sospeso al legno vivifico, aprendo la via del paradiso al buon ladrone e distruggendo la morte con la morte: purifica noi peccatori e indegni tuoi servi; abbiamo infatti peccato e commesso iniquità, non siamo più degni di alzare gli occhi e guardare in alto al cielo poiché abbiamo lasciato la via della tua giustizia e abbiamo dato adito alle velleità dei nostri cuori. Eppure supplichiamo la tua bontà senza pari: risparmiaci, Signore, secondo l'abbondanza della tua misericordia e salvaci a causa del tuo nome santo, poiché i nostri giorni si dileguano nella vanità. Toglici dalle mani dell'avversario, rimetti i nostri peccati e mortifica l'orgoglio della nostra carne per farci deporre il vecchio uomo, vestirci del nuovo e vivere per te, nostro Sovrano e protettore; e così seguendo i tuoi precetti giungeremo al riposo eterno, dove è la dimora di tutti quelli che si rallegrano. Sei tu infatti la reale e vera allegrezza e l'esultanza di quelli che ti amano, Cristo Dio nostro, e a te innalziamo la gloria, insieme al tuo eterno Padre e al tuo Spirito tuttosanto, buono e vivifico, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen


e  poi tu  Signore hai detto  che non sei  venuto ad abolire la legge ma a compierla
  
che bello il verbo compiere…il latino perficere, ,la legge come perfecta.. cioè passata.. compiuta.. Santa Grazia amici e fratelli ,amiche e sorelle. . solo la fede e la Grazia e il nostro si ,il nostro Lo voglio,lo desidero al tuo Vangelo



19 In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio. 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me

Ed ecco Signore il  secondo tuono  di Paolo ..e sono stato archiviato acnh'io  (ecco il tuono numero uno)
.E’ come nel mio ufficio.. nella mia direzione amministrativa.. Ormai faccio parte dell’ archivio storico .
.Sai Signore di quell’archivio di cui non si faranno mai più nè certificati né ricognizione. .Archivio /museo..
In fondo lasciare che i morti seppelliscano i morti…
Nella vita dell’opzione e della scetla in te e per Te Signore ...ecco il secondo tuono di Paolo…
l’incorporazione.. l’idem sentire con te Signore…l’essere cristificato… la mia vocazione di  kenosis nella tua…la mia speranza di  theosis nella tua teantropia…nella tua divino-umanita e nella tua filantropia totale 




20 Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me

E qui,Signore caro,io taccio  

Amin