domenica 8 novembre 2020

La politica a misura di credente Bruno Geraci 7 Novembre 2020

http://www.associazionepopolari.it/APWP/2020/11/07/la-politica-a-misura-di-credente/#post-




Per noi credenti la politica, le passioni e la fiducia nella vita sono gli ingredienti fondamentali con cui si concima il futuro, perché oggi più che mai non è più il tempo delle teorie ma il il tempo dei testimoni. L'umanità è assediata da parole che ripetono all'infinito: paura, incertezza, precarietà. Parole diventate il nostro cibo quotidiano. Sta alla politica farsi carico di recuperare il centro dell'attività pubblica, di prevedere il bene comune, sapendo che c'è un intreccio profondo fra il bene comune e il bene di ciascuno: organizzare questo ritorno è fisiologico, costituisce il sale della democrazia ed è sano quando un uomo pubblico lo riscopre compiendo il proprio dovere. Il pericolo, sempre in agguato, è nell'abuso della politica e del potere di cui si è investiti, rifuggendo la tentazione della normalità che diventa spettacolo, del carisma che diventa “influenza”, della “narcisata” d'occasione che sposa l'immediatezza di internet e si fa linguaggio. Alla politica chiediamo responsabilità e coerenza, ma anche capacità di leggere la realtà, fare proposte sensate, creare relazioni, fare squadra.


Nell'odierno processo culturale e politico nasce un problema per i credenti. Infatti, mentre non possiamo abdicare all'attività politica, dobbiamo fare i conti con atteggiamenti culturali ambigui e con posizioni ideologiche senza identità e valori. Dobbiamo insistere sulla necessità di dare un'anima etica alla vita democratica con un rapporto forte fra coerenza e rappresentanza politica, partendo dalla parole: il linguaggio è importante, non è un orpello stilistico, è il marchio che certifica l'affidabilità di un progetto. Un linguaggio prigioniero dell'estremismo e della provocazione dissennati è destinato a produrre danni gravi alla comunità. Si deve ricominciare dal rispetto della persona, sempre e comunque, non nella falsità dell'atteggiamento politicamente corretto, ma nella profonda convinzione dell'unicità umana di ciascuno, condividendo tutto ciò che può essere condiviso con le persone di buona volontà.


La pandemia ci ha messo in particolare sotto gli occhi due grandi fatti, l’interdipendenza umana e la morte. La morte, più ricattatrice dei capitali, delle nostre presunzioni, della nostra onnipotenza, è tornata a circolare tra gli uomini in una forma crudele, involontaria e innocente che ha paralizzato la prudenza, la misericordia, la carità, la consolazione. Forse, per la prima volta nella storia umana si fa passare la vita degli individui prima dell’economia, e il “valore” della vita è notevolmente aumentato nell’inconscio collettivo dei paesi più ricchi.


Noi siamo con chiunque chieda una coraggiosa testimonianza pubblica, evitando la tentazione di “fare la morale” alla politica. Come credenti – certi che dalla fede non si può dedurre direttamente un modello di società, di governo o di partito – siamo chiamati a partecipare alla elaborazione del progetto globale di società, e a mediare, in termini antropologici i valori etici fondamentali in cui crediamo. Siamo chiamati ad un surplus di relazione, di rispetto, di narrazione, di umiltà nel lasciarsi raccontare dagli altri, di tensione al riconoscimento del reciproco, per trovare qual “compromesso nobile” che è il fondamento dell'azione sociale e politica in una società plurale come la nostra.


In questa nostra proposta, da condividere con tutti coloro che vi si riconoscono, vogliamo cercare insieme ad altri una risposta ai grandi problemi del nostro tempo. Sappiamo bene quali sono le difficoltà che abbiamo di fronte ed è proprio per questo che tacere e non agire sarebbe ancora più colpevole. Crediamo in una politica rispettosa e mansueta che si faccia carico dei grandi smarrimenti del nostro tempo, stando accanto a tutti per non perdere la speranza: comprendendo, tollerando, fidandosi, confidandosi, affidandosi. Se non ora, nel pieno della peggiore crisi della Repubblica, quando mai si potrà costruire una legittimazione reciproca tra le istituzioni, i partiti, tra tutti noi, per approdare ad una democrazia matura, ad una politica al servizio dei cittadini e non delle fazioni?

domenica 25 ottobre 2020

ore 21 del 25 Ottobre 2020 insieme nel pianeta con il Padre Nostro

ARAMAICO 








EBRAICO







ITALIANO

 

Padre Nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il Tuo nome,

venga il Tuo regno,

sia fatta la Tua volontà,

come in Cielo, così in Terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

 








































LATINO

 

Pater Noster qui es in coelis,

santificetur Nomen tuum,

adveniat regnum tuum,

fiat voluntas tua, sicut in Coelo et in Terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie,et dimitte nobis debita nostra

sicut et nos dimittimus debitoribus nostris,et ne nos inducas in tentationem,

sed libera nos a malo. Amen.


GRECO


RUMENO


Tatal nostru carele esti in ceruri, 

sfinteascase numele Téu.

Fie imparatiata facase voia Ta,

precum in cer si pre pamant,

painea noastra cea de toate zilele, daneo nova astazi, sine

iarta, gresalele noastre precum si noi iertam grescitilor nostri, 

si nu ne duse in ispita si ne isbaveste de cel rau.

Că a Ta este Împărăţia şi puterea şi slava, a Tatălui şi a Fiului şi a Sfântului Duh, acum şi pururea şi în vecii vecilor  Amin 


 Amin.



SLAVONICO


Отче наш, Иже еси на небесех, / да святится имя Твое; да приидет Царствие Твое; / да будет воля Твоя, яко на небеси и на земли. / Хлеб наш насущный даждь нам днесь. / И остави нам долги наша, / якоже и мы оставляем должником нашим. / И не введи нас во искушение, / но избави нас от лукаваго.

Священник: Яко Твое есть царство, и сила, и слава, Отца, и Сына, и Святаго Духа, ныне и присно, и во веки веков.




INGLESE

 

Our father, which art in heaven,

hallowed be thy name.

Thy kingdom come.

Thy will be done on earth as it is in heaven.

Give us this day our daily bread.

And forgive us our debts, as we forgive our debtors.

And lead us not into temptation,

but deliver us from evil. Amen.



 FRANCESE

 

Notre père, qui es aux cieux,

que ton nom soit sanctifié.

Que ton règne vienne.

Que ta volonté soit faite sur la terre comme au ciel.

Donne-nous aujourd'hui notre pain quotidien.

Et pardonne-nous nos offenses, comme nous pardonnons à ceux qui nous ont offensés.

Et ne nous induis point en tentation,

mais délivre-nous du mal. Amen.


TEDESCO

 

Vater unser in Himmel,

geheiligt werde Dein Name;

Dein Reich komme;

Dein wille geschehe, wie in Himmel so auf Erden;

unser tägliches Brot gib uns heute;

und vergib uns unsere Schuld,

wie auch wir vergeben unseren Schuldigern.

nd führe uns nicht in Versuchung,

sondern erlöse uns von dem Bösen. Amen.


SPAGNOLO

 

Padre nuestro, que estás en el cielo,

santificado sea tu Nombre;

venga tu reino;

hágase tu voluntad en la tierra como en el cielo;

da nos hoy nuestro pan de cada día;

perdona nuestras ofensas,

como tambien nosotros perdonamos a los que nos ofenden;

no nos dejes caer en tentación,

y líbra nos del mal.


PORTOGHESE

 

Pai nosso, que estás nos céus: santificado seja o teu nome.

Venha o teu reino.

Seja feita a tua vontade,

assim na terra, como no céu.

O pão nosso de cada dia nos dà hoje.

E perdoa-nos as nossas dìvidas,

assim como nós perdoamos aos nossos devedores.

E não nos induzas á tentação, mas livra-nos do mal. Amen


OLANDESE

 

Onze Vader,
die in de hemelen zijt,
Uw naam worde geheiligd.
Uw rijk kome,
Uw wil geschiede op aarde zoals als in de hemel.
Geef ons heden ons dagelijks brood,
en vergeef ons onze schuld,
zoals ook wij aan anderen hun schuld vergeven.
En leid ons niet in bekoring,
maar verlos ons
 van het kwade. Amen



POLACCO

 

Ojcze nasz,
któryś jest w niebie,
święć się imię Twoje,
przyjdź Królestwo Twoje,
bądź wola Twoja
jako w niebie, tak i na ziemi,
chleba naszego powszedniego daj nam dzisiaj,
i odpuść nam nasze winy,
jako i my odpuszczamy naszym winowajcom,
i nie wódź nas na pokuszenie,
ale nas zbaw ode złego. Amen.


UNGHERESE

 

Mi Atyánk,
aki a mennyekben vagy,
szenteltessék meg a te neved;
jöjjön el a te országod;
legyen meg a te akaratod,
amint a mennyben, úgy a földön is.
Mindennapi kenyerünket add meg nekünk ma;
és bocsásd meg vétkeinket,
miképpen mi is megbocsátunk
az ellenünk vétkezöknek;
és ne vígy minket kísértésbe;
de szabadíts meg a gonosztól. Ámen.


DANESE

 

Vor Fader, du som er i Himlene!
Helliget vorde dit navn;
komme dit rige;
ske din vilje
på jorden, som den sker i Himmelen;
giv os i dag vort daglige brød;
og forlad os vor skyld,
som også vi forlader vore skyldnere;
og led os ikke ind i fristelse;
men fri os fra det onde;
thi dit er Riget og magten og æren i evighed. Amen


SVEDESE

 

Vår fader, du som är i himlen.
Låt ditt namn bli helgat.
Låt ditt rike komma.
Låt din vilja ske,
på jorden så som i himlen.
Ge oss i dag vårt bröd för dagen som kommer.
Och förlåt oss våra skulder,
liksom vi har förlåtit dem som står i skuld till oss.
Och utsätt oss inte för prövning,
utan rädda oss från det onda.
Ditt är riket. Din är makten och äran i evighet. Amen


NORVEGESE

 

Fader vår, du som er i himmelen!
Helliget vorde ditt navn;
komme ditt rike;
skje din vilje,
som i himmelen, så og på jorden;
gi oss idag vårt daglige brød;
og forlat oss vår skyld,
som vi og forlater våre skyldnere;
og led oss ikke inn i fristelse;
men fri oss fra det onde.
For riket er ditt,
og makten og æren i evighet. Amen.


FINLANDESE

 

Isä meidän, joka olet taivaissa.
Pyhitetty olkoon sinun nimesi.
Tulkoon sinun valtakuntasi.
Tapahtukoon sinun tahtosi myös maan päällä niin kuin taivaassa.
Anna meille tänä päivänä jokapäiväinen leipämme.
Ja anna meille anteeksi velkamme,
niin kuin mekin annamme anteeksi velallisillemme.
Äläkä saata meitä kiusaukseen,
vaan päästä meidät pahasta. Aamen.


CECO

 

Otce nás, jenz jsi na nebesích,

posvet' se jméno tvé.

Prijd království tvé.

Bud' vule tvá jako v nebi,

tak i na zemi.

Chléb nas vezdejsí dej nám dnes.

A odpust' nám nase viny, jako i my odpoustime nasim viníkum.

A neuved' nás v pokusení, ale zbav nás os zlého. Amen.



SLOVACCO

 

Otce nás,
ktorý si na nebejiach!
Posvät' sa meno Tvoje;
prid k nám král'ostvo Tvoje;
bud' vólá Tvoja
jako v nebi, tak i na zemi!
Chlieb nás vozd'ajsi daj nám dnes,
a odpust' nám nase viny,
jako i my odpúst'ame nasim vinnikom;
a neuvvod' nás v pokusenie;
ale zbav nás od zlého. Amen.


SLOVENO

 

Oce nas, ki si v nebesibl,

posvceno bodi tvoje ime,

pridi k nam tvoje kraljestvo,

zgodi se tvoja volja,

kakor v nebesih tako na zemlij.

Daj nam danes nas vsakdanji kruh,

in odpusti nam nase dolznikom,

in ne vpelji nas v skusnjavo,

temvec resi nas hudega. Amen



CROATO

 

Oce nas,
koji jesi na nebesima,
sveti se ime Tvoje,
dodji kraljevstvo Tvoje,
budi volja Tvoja kako na nebu tako i na zemlji.
Kruh nas svagdanji daj nam danas
i otpusti nam duge nase,
kako i mi otpustamo duznicima nasim,
i ne uvedi nas u napast,
nego izbavi nas od zla. Amen.


SERBO

 

Oce nash,
izhe jesi na nebesjeh!
Da svjatitsja imja Tvoje;
Da pridet carstvije Tvoje;
Da budet volja Tvoja,
Jako na nebesi i na zemlji;
Hleb nash nasushni dazd nam dnes;
I ostavi nam dolgi nashja
Jakozhe i mi ostavljajem dolzhnikom nashim;
I nevovedi nas vo iskushenije;
No izbavi nas ot lukavago.
Jako Tvoje jest Carstvo i sila i slava,
Oca i Sina, i svjatoga Duha, ninje i prisno
i vo vjeki vjekov. Amen.


ALBANESE

 

Ati ynë, që je në qiell,
shejtnue kjoftë emni yt.
Ardhtë mbretnia jote.
U baftë vullnesa jote,
si në qiell ashtu në dhe.
Bukën tonë të përditshme epna ne sot.
E ndiejna ne fajet e mëkatet tona,
si i ndiejmë na fajtorët tanë.
E mos na len me ra në keq;
por largona prej gjith së keq.
Ashtu kjoftë.


TURCO

 

`Göklerdeki Babamýz,
adýn kutsal kýlýnsýn.
Egemenliðin gelsin.
Gökte olduðu gibi,
yeryüzünde de senin istediðin olsun.
Bugün bize gündelik ekmeðimizi ver.
Bize karþý suç iþleyenleri baðýþladýðýmýz gibi,
sen de bizim suçlarýmýzý baðýþla.
Ayartýlmamýza izin verme.
Kötü olandan bizi kurtar.
Çünkü egemenlik, güç ve yücelik
sonsuzlara dek senindir. Amen



AFRIKAANS 

 

Onse Vader wat in die hemele is,
laat u Naam geheilig word.
Laat u koninkryk kom.
Laat u wil geskied,
soos in die hemel net so ook op die aarde.
Gee ons vandag ons daaglikse brood,
En vergeef ons ons skulde,
soos ons ook ons skuldenaars vergewe.
En lei ons nie in versoeking nie,
maar verlos ons van die Bose.
Want aan U behoort die koninkryk en die krag
en die heerlikheid tot in ewigheid. Amen.



 







lunedì 19 ottobre 2020

Quando si parla di umorismo... (Bertolt Brecht, Dialoghi di profughi)



 

Quando si parla di umorismo, io penso sempre al filosofo Hegel. Il suo libro La grande logica lo lessi una volta che avevo i reumatismi e non potevo muovermi. È una delle più grandi opere umoristiche della letteratura mondiale. Tratta della maniera di vivere dei concetti, queste esistenze scivolose, instabili, irresponsabili; come s’insultano l’un l’altro e fan la lotta a coltello e poi si siedono a tavola insieme per la cena, come non fosse successo niente. Essi compaiono, per così dire, a coppie, ciascuno sposato col suo contrario, e le loro faccende le sbrigano in coppia, cioè firmano contratti in coppia, fanno processi in coppia, organizzano irruzioni e scassi in coppia, scrivono libri e fanno dichiarazioni giurate in coppia, e cioè come coppia completamente in disaccordo su ogni cosa. Ciò che afferma l’ordine, lo confuta subito, possibilmente nello stesso momento, il disordine, suo compagno inseparabile. Non possono vivere l’uno senza l’altro, né l’uno con l’altro.

Lo spirito, l’ironia di una cosa lui lo chiama la dialettica. Come tutti i grandi umoristi, egli diceva tutto con la faccia più seria di questo mondo. I più grandi sovversivi si definiscono allievi del più grande sostenitore dello stato! Tra parentesi, questo testimonia in favore del loro umorismo. Difatti, non ho mai visto un uomo privo di umorismo che capisse la dialettica di Hegel





          (Bertolt Brecht, Dialoghi di profughi)


https://francescodipalo.wordpress.com/2019/03/11/sulla-dialettica-hegeliana/

giovedì 1 ottobre 2020

Viandanti delle Nebbie




"Un viandante non è un viaggiatore. Non si limita a superare occasionalmente delle distanze, ma percorre degli itinerari, connota degli spazi. E dal momento che nemmeno è un pendolare, questi spazi, questi itinerari sono sempre diversi. Il viaggio è la sua vita, lo spostamento è la sua meta. Questo lo differenzia dal viaggiatore. Il viaggiatore parte, arriva, vede. Il viandante non parte, perché non ha luoghi o affetti da cui staccarsi, e non arriva, perché non ci sono affetti e luoghi a cui legarsi: e soprattutto non vede, ma conosce, non subisce l’alterità, ma è riconosciuto. Non avendo dimora, non è mai uno straniero. E di ogni contrada, naturale o ideale, può fare la sua patria, senza rinnegare la sua vocazione di apolide."(https://viandantidellenebbie.org/home/album-dei-viandanti/)


venerdì 25 settembre 2020

.Da HANNAH ARENDT, La banalità del male (Milano, Feltrinelli 1964).Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil



È anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie.

È una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s'interessa al male viene frustrato, perché non c'è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.


martedì 22 settembre 2020

GIUSEPPE DOSSETTI, «SENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE?»





"In questa solitudine, che ciascuno regala a se stesso, si perde il senso del con-essere (il Mit-sein di Heidegger, cioè l'esserci al mondo insieme pur esso, però insufficiente, come cercherà di insistere Levinas): e la comunità è fratturata sotto un martello che la sbriciola in componenti sempre più piccole (di qui la fatale progressione localistica) sino alla riduzione al singolo individuo. 

I diritti sono solo degli individui, il diritto è solo individuale. E perciò rispetto agli altri non vi possono essere che contratti in funzione dei rispettivi interessi e del reciproco scambio.

Noi stiamo entrando in un'età caratterizzata dal primato del contratto e dall'eclissi del patto di fedeltà. Un'età, dunque, in cui gli ordinamenti federali sono sistemi in cui si tratta e si negozia senza soste."

Giuseppe Dossetti

https://www.facebook.com/edizionisanlorenzo/posts/175936060700206

sabato 22 agosto 2020

ÉGLISE ORTHODOXE CELTIQUE Festa del 16 Agosto 2020 l'IMAGE NON FAITE DE MAIN D'HOMME de Notre Seigneur, Dieu et Sauveur Jésus-Christ, Image que l'on appelle aussi le MANDYLION -Omelia del Vescovo Bishop Paul Dupuis) testo in inglese-traduzione NON ufficiale in Italiano.SENZA ALCUN PROBLEMA


Risultati immagini per Sfânta Mahramă a Domnului



Testo  in  Inglese    sta  in --leggibile da  tutti  in Internet



https://www.facebook.com/bishop.dupuis/posts/10159351311612788 





Traduzione  Non  Ufficiale  in Italiano 


16 agosto 2020



Amati fratelli e sorelle in Cristo,
Il volto di Gesù non è solo una rappresentazione di quello che  Egli  sembrava  essere . 

Possiamo averne un'idea vaga dalla  Sindone  di Torino o dal velo della  Veronica. Infinitamente di più,  ′′ Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;  poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui (Col 1:15-16)
Se solo potessimo vivere  per vedere Cristo, poi si potrà  dire di noi: ′′E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.(Lk 10:23)


Questo volto è Luce  e ci ha liberati dal potere delle tenebre . Ci orienta verso  la strada gloriosa per il regno.

Purtroppo coloro che rifiutano il Vangelo rimangono fermi  nello stato dell'oscurità. Ma tutti abbiamo una guida per condurci alla santità. Anche prima della Sua incarnazione, come dice San Paolo, Cristo guidò gli Ebrei dall'Egitto con una  colonna di fuoco di notte e una nuvola di giorno.


Essendo figli nella  Grazia e  nella verità  di Dio, abbiamo  somiglianza con  suo figlio incarnato. Abbiamo il suo viso e vediamo con i suoi occhi. E a causa di questa somiglianza," ringraziando con gioia. Dio nostro Padre ci ha fatti partecipare ai beni preparati per il suo popolo, nel regno della luce(Col 1:12) Proprio come Cristo ha messo la sua faccia per andare a Gerusalemme," (Lk 9:51) così noi mettiamo la nostra faccia,tutto  di  noi  per andare alla Gerusalemme Celeste. 


Possiamo metterci in lungo la strada, la strada con Gesù  ricordando  che  tutti  i  discepoli   erano  chiamati  seguaci della via prima di essere  chiamati cristiani.


Sadhu Sundar Singh (1889-1929) nacque Sikh nello stato indiano del Punjab ma desiderava così ardentemente conoscere  la verità. Pregò e pregò fino a quando una notte vide un bagliore nella sua stanza, e all'inizio pensava fosse un incendio. Poi vide una figura nella luce. Come scrive, poi ′′ vide i segni  sulle mani e sui piedi" e sapeva che era Gesù, quello proclamato dai cristiani. "In stupore sono caduto ai suoi piedi. Ero pieno di profonda compunzione  e pentimento  per i miei insulti e la mia irriverenza, ma anche con   dentro una pace meravigliosa. Questa era la gioia che cercavo. Questo era il paradiso... Poi la visione non c'era più, anche se la mia pace e la mia gioia rimasero."


Negli ultimi anni della sua vita, Sundar passava ore al giorno in preghiera e camminava a piedi nudi per  tutta l'India, in Tibet e nei paesi vicini, anche in Inghilterra e in America, predicando  a migliaia di persone su Cristo. Scrive che ′′ tutti abbiamo un desiderio naturale per nascita  di vedere Dio. Ma Dio è infinito e ineffabile . Nessuno può vedere Dio senza essere della stessa natura infinita di Dio. Siamo finiti, e così non possiamo vedere Dio. Ma Dio è amore. È anche la fonte del  nostro  desiderio di conoscerlo e amarlo. Da questo amore Dio si  è  incarnato  per noi  visto e compreso  da noi  esseri mortali. 

Attraverso questo atto d'amore ora possiamo condividere la gioia degli angeli vedendo e conoscendo Dio direttamente. Ecco perché il Maestro disse: Chi mi ha visto ha visto il Padre."


Sì, possiamo vedere il Signore faccia a faccia, come sicuramente faremo in tutta l'eternità. Ma anche qui sulla terra, nonostante la nostra natura finita, possiamo vedere il volto di Dio se vogliamo amarlo con tutto il nostro essere. Oh Signore: ′′ Fai risplendere il tuo volto sul tuo servo, e insegnami i tuoi statuti." (Ps 119:135)



+Il vescovo Paul Dupuis


domenica 16 agosto 2020

Vincere il male con il bene (Arcivescovo Artemij)

Vincere il male con il bene (Arcivescovo Artemij)


Vladyka Artemij, arcivescovo di Grodno e Volkovysk
Sui disordini sociali che da giorni si stanno verificando in Bielorussia a causa del contestato voto delle presidenziali del 9 agosto è intervenuto con parole ispirate Vladyka Artemij, arcivescovo di Grodno e Volkovysk.






Reverendi padri, cari fratelli e sorelle in Cristo!

Stiamo attraversando un periodo difficile della nostra storia, oscurato dal sangue versato a causa della violenza. Qualcosa che, nella nostra tranquilla e pacifica Bielorussia, non potevamo aspettarci in nessun caso. Eppure è successo.

Ed è accaduto, ovviamente, perché non si può giocare con la Verità, distorcendola e facendola a brandelli per convenienza politica. Perché la Verità è quel valore, quella categoria semantica dietro cui sta Dio! E se la Verità viene messa tra virgolette e se con un leggero movimento della mano si trasforma in menzogna, allora Colui che è il Padre della Verità viene calpestato! Ed entra un altro padre in campo. Il padre della menzogna, che come sappiamo dalla parola di Dio è chiamato Diavolo! E sappiamo anche che lui “era assassino fin da principio” (Gv. 8,44).


Ciò significa che il sangue delle vittime e le gravi sofferenze delle persone di questi giorni sono sulla coscienza di coloro che consapevolmente hanno ucciso o hanno costretto altri ad uccidere la Verità. I nostri sacerdoti, che si sono appellati alle loro coscienze e hanno ricordato loro i comandamenti di Dio, hanno avvertito che chi si considera cristiano ortodosso non può comportarsi in questa maniera. Ma purtroppo sono stati ascoltati per ultimi.

Ora dobbiamo affrontare tutti il difficile percorso del superamento della crisi politica e di purificazione morale. Cosa che non è possibile senza un pentimento sincero e profondo e che tutti noi dobbiamo imparare, per poterci chiedere perdono e perdonare!

E l’esperienza di questi ultimi giorni in cui mogli, madri e sorelle sono scese nelle strade al posto dei mariti, dei figli e dei fratelli picchiati con fiori e sorrisi nel segno della legge spirituale: “non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Rm 12,21). Funziona! L’amore ha riportato la pace e ha fermato la violenza! Non è forse questo un miracolo? Ringrazio di cuore coloro che hanno trovato questa soluzione straordinaria e invoco su di loro la benedizione di Dio!

Credo che l’amore e la pace aiuteranno tutti noi a recuperare la Verità, a ritornare alle nostre anime, alle nostre case e alle nostre famiglie, alle relazioni  tra la società e lo Stato. E la Verità permetterà a tutti noi di ritrovare la fiducia l’uno nell’altro. Soprattutto a coloro che, giurando di servire il popolo bielorusso, lo hanno trattato in modo ingiustificato e crudele in questi giorni. Possano i fiori e i sorrisi delle nostre belle ragazze e donne aiutarvi a guarire dalle tossine del male e dell’aggressività!

Memoria eterna per i caduti e consolazione per le loro famiglie e amici!

Una pronta guarigione per tutti i feriti e libertà per chi ancora la sta aspettando!

Possano essere accertati in modo equo, onesto e trasparente gli episodi di inganno, violenza e crudeltà, affinché venga fatta giustizia e trionfi la Verità!

+Artemij 

Arcivescovo di Grodno e Volkovysk

mercoledì 12 agosto 2020

Religione e Vangelo José Comblin João Pessoa, PA, Brasile


Testo  semplice  ed  immediato  nella  sua  radicalità  latino-americana  per  ''dell’Agenda Latinoamericana  2011''. Conserva  freschezza  e  un  forte  e  dolce  spirar  di  Vento  Evangelico. Ovviamente  interroga  i  cristiani-non  solo  latino  americani-di  tradizione  cattolica  e  riformata-Ma  io mi  sento  pienamente  interrogato  Dedicato  alla  santa  e  venerata  memoria  di Dom  Pedro Casaldaliga 
Vescovo emerito di São Félix do Araguaia,Mato Grosso, Brasile.- Il  Vescovo  dei  poveri




È dottrina comune e opinione generalizzata che il  cristianesimo sia una religione. La sua autorità afferma con molta chiarezza che la Chiesa è essenzialmente un’entità religiosa. Insiste dicendo che la Chiesa è un’entità religiosa e non politica, benché abbia una
dottrina sociale, che non legittima nessuna dottrina politica. Tuttavia, avere una dottrina sociale non è comune nelle religioni.

Il cristianesimo procede da Gesù di Nazaret. Gesù era ebreo, ma tutto il suo comportamento e le sue parole criticano la religione ufficiale del suo popolo,
la religione insegnata dai sacerdoti, dai dottori e dagli 
anziani. Gesù sciolse la religione degli ebrei e non insegnò una dottrina religiosa, non fondò un culto, non fondò alcuna istituzione religiosa. Dopo di lui, a poco
a poco, i discepoli montarono un edificio religioso che si mantenne nei primi secoli molto modesto, e si sviluppò solamente quando la Chiesa fu adottata come
religione imperiale romana.


Gesù venne a proclamare un vangelo. Questo vangelo era l’annuncio del regno di Dio su questa terra. Il regno di Dio doveva essere come una nuova creazione,una rifondazione dell’umanità, libera dallo schiavitù del peccato, libera per formare un mondo di pace e di
fraternità, dove avrebbe abitato Dio stesso.

La religione consiste in un insieme d’istituzioni attraverso le quali gli esseri umani pretendono di andare all’incontro con Dio, per adorare, supplicare, ringraziare,
chiedere perdono... Gesù però annuncia che non è necessario cercare Dio, perché Dio è venuto di propria iniziativa, prima di qualsiasi ricerca umana. E rimane nel suo popolo per qualsiasi forma di aiuto.


Chiama tutti gli esseri umani a costruire un mondo nuovo. Si tratta di una mega-politica, una politica mondiale, un progetto di trasformazione di tutti i rapporti
sociali e dell’interiorità stessa dell’essere umano. 

Più che essere una religione, il cristianesimo è l’annuncio di un cambiamento totale dell’umanità in tutti i suoi aspetti: personale, sociale, politico, economico,
culturale... Non viene a distruggere ciò che esiste,tutta l’evoluzione culturale, politica, economica...

Viene a salvare quello che c’è di buono nella vita di
questo mondo, e a raddrizzare ciò che è sviato. Conserva e promuove quello che c’è di realmente umano, e distrugge tutto ciò che è inumano.

Il Vangelo ha mostrato durante 2000 anni che era una forza di trasformazione personale e sociale. Svegliò la libertà tanto sul piano personale che sul piano
sociale. Provocò una trasformazione del modo di vivere.

Lottò contro lo schiavitù, la guerra, la povertà e la dominazione economica. Il vangelo mira a un futuro diverso, invece di prolungare il passato e considerare
che l’età dell’oro se ne sia già andata
.
Ma è avvenuto che nella storia del cristianesimo il vangelo avesse la religione come contrappeso. Nacque una religione cristiana che aveva tutti i caratteri delle
religioni. Molte volte il vangelo fu ridotto a piccola minoranza di credenti in mezzo a una massa di persone religiose che volevano conservare il passato e ostacolare i cambiamenti per un mondo più umano. Ci furono situazioni nelle quali l’istituzione ecclesiastica
lottava contro coloro che volevano seguire l’ispirazione evangelica. Ci furono casi in cui il vangelo era vissuto da persone separate dalla Chiesa: la religione sembrava loro il maggiore ostacolo per la ricerca di un mondo più umano. Non diceva Gandhi che gli
sembrava strano che i cristiani fossero quelli che meno
capivano il vangelo?


Le religioni possono pensare di essere sempre esistite e di essere rimaste sempre uguali. In realtà, tutte si sono formate lungo i secoli, e si sono evolute, senza
rendersi conto della loro lenta e permanente trasformazione.

Solamente l’ebraismo e le religioni nate da  esso possono invocare dati storici di fondazione.L’essere umano è un essere religioso. La religione è sempre stata al centro della cultura ed è stata la fonte delle opere culturali più belle. Ancora è fonte attiva di
cultura, benché lo sia di meno che nel passato.

È stata l’anima di tutte le culture. L’attuale crisi della secolarizzazione non smentisce questa tesi. Lo sviluppo delle tecniche e della razionalità scientifica
fece sì che gli esseri umani dedicassero sempre più tempo e preoccupazioni alle attività scientifiche, tecniche,economiche. Hanno creato una moltitudine oggetti utili che li hanno portati a un consumo che assorbe tutte le loro risorse. Dedicano la maggior parte
del tempo a guadagnare denaro per comprare tutto ciò che è loro offerto. Non rimane tempo per la religione che è un’attività gratuita, tempo economicamente perso. 

Questa situazione ha pregiudicato i grandi sistemi religiosi che occupavano buona parte del tempo,i pensieri e i rapporti sociali dell’umanità.

La religione però non è scomparsa. Negli Stati Uniti ci sono 38.000 religioni registrate. Nelle grandi città brasiliane ci sono centinaia o migliaia di religioni
benché molte non siano registrate.

Sono religioni più frammentarie, più semplificate,generalmente per gruppi minori, senza grandi sistemi dottrinali, con un culto molto ridotto e quasi senza
istituzione religiosa. Sono gruppi che si riuniscono attorno a persone carismatiche che offrono un servizio religioso rapido e accessibile a tutti. Non necessitano
di una formazione prolungata. Offrono molto ed esigono poco. Spesso non chiedono un impegno personale. Però danno risposta a necessità avvertite da quasi tutti gliesseri umani. Gli esseri umani captano con difficoltà il senso della loro vita. Vivono in un mondo misterioso.
Le spiegazioni scientifiche lasciano da parte la cosa più importante della vita. La religione spiega il mistero dell’esistenza, il mistero del tempo della vita, della nascita e della morte. Spiega il legame con un mondo in gran parte strano. Perché esistono cataclismi, siccità,inondazioni, terremoti? Il mondo esterno sembra contemporaneamente gradevole, utile, e pericoloso.

L’essere umano non comprende sé stesso: perché tutte queste emozioni, paure, rivalità, utopie, tutti questi desideri e tutta questa vita emozionale? Cos’è che
abita nella nostra mente? Le scienze delle religioni - psicologia religiosa, sociologia religiosa, antropologia religiosa... - hanno studiato tutti questi fenomeni.
In tempi ancestrali sorge l’idea che questo mondo sia diretto da forze esterne, soprannaturali, di cui vengono date molte rappresentazioni: dèi, angeli, santi,spiriti,forze occulte. Poiché non possiamo controllare o dirigere la nostra vita, abbiamo bisogno di metterci in rapporto con queste forze nascoste. Gli esseri superiori
hanno paure o desideri. Possono essere pericolosi o favorevoli. La religione offre mezzi per vincere la paura e soddisfare i desideri. Ma è necessario sapere
come fare. La religione insegna il come.

In una società disintegrata come la nostra società di capitalismo radicale, la religione offre un’identità. A lato del club di calcio, di club sociali come il Rotary, a
lato del partito politico, l’appartenenza a una religionecontribuisce a situare una persona in una società atomizzata nella quale il sistema economico riduce l’essere
umano alla condizione di consumatore. 

Le persone dicono: «Sono della squadra del Barcellona», o del tale
partito politico, e cose simili. Ma dicono anche: «Sono cattolico, luterano, presbiteriano, testimone di Geova,spiritista, ecc. ». Questo situa e dà identità a una
persona nella società.

Tutte le religioni sono costruzioni umane, benché possano invocare un’origine soprannaturale, una rivelazione da parte di esseri celestiali. Possiamo dire che
sorgono dall’energia del Dio Creatore; ma questo si può dire anche dell’economia, dell’arte, dell’organizzazione sociale e di tutto ciò che è umano. Non esiste una
creazione specifica della religione.

Le religioni sono conservatrici. Resistono ai cambiamenti. Il loro ideale è la stabilità in tutto, in politica,nell’organizzazione sociale, in economia, nella cultura. Sono le ultime ad accettare i cambiamentinella società. La loro visione del mondo è ciclica. Non
possono capire il valore dei cambiamenti perché non capiscono che il futuro può essere migliore del passato.

Quando una religione domina totalmente un paese,questo rimane identico per secoli. Entra in progresso solamente quando nuove forze sociali o culturali riescono
a equilibrare il conservatorismo religioso. Gli dèi non appoggiano i cambiamenti. Le religioni credono che i cambiamenti portano soltanto il caos.


Cosa accadde ai discepoli che Gesù lasciò senza
religione? Nei primi tempi aspettarono il ritorno imminente del Messia nella sua gloria. L’attesa sostituiva la religione. Quando constatarono che il Messia non
sarebbe venuto tanto presto, dovettero abituarsi a vivere in questo mondo e a reinterpretare tutto quello che Gesù aveva detto e fatto per dare un orientamento
all’esistenza in questo mondo. Il vangelo fu trasmesso e adattato alle circostanze di ogni fase della storia.

Ma non poterono vivere senza religione, come nessuno vive senza religione. Nel II secolo i pagani consideravano ancora atei i cristiani, perché non avevano religione.
Una religione però si stava già formando.

Gesù non aveva fondato nessun culto, ed egli stesso non volle mai essere trattato come oggetto di culto. Ma dopo la Pasqua i discepoli cominciarono a invocarlo nel culto. Gesù aveva chiesto sequela, ma i discepoli inventarono un culto. S’ispirarono all’Antico
Testamento e, più tardi, anche alle religioni pagane.Dei simboli lasciati da Gesù fecero un culto, in forma di sacramenti: il battesimo, l’ultima cena... che all’inizio
non avevano significato religioso.

Ogni generazione e ogni regione apportò qualche complemento o variazione al culto di Gesù. Egli non aveva lasciato alcuna dottrina, ma fecero di Gesù
l’oggetto di una dottrina. Uno degli esempi più antichi è il Simbolo degli Apostoli. Più tardi crearono tutto un sistema teologico. Gesù aveva inviato 12 missionari
per proclamare nel mondo intero l’arrivo del regno di Dio. Non organizzò niente, e non previde ciò che sarebbe successo dopo la morte dei 12. I discepoli crearono
a poco a poco un sistema di ministeri, di leggi,di regolamenti. Alla fine del II secolo l’episcopato era già installato in quasi tutte le regioni a presenza
cristiana.

La religione cristiana crebbe, e passò attraverso una serie di trasformazioni, fino a costituire il sistema attuale della Chiesa 

Le Chiese affermano che queste trasformazioni non cambiano nulla nella loro religione. Gli elementi della religione provenirono in gran parte dalla tradizione
sacerdotale e cultuale ebraica. Vennero anche dalle religioni che i cristiani conobbero espandendosi. La tesi ufficiale è che il cristianesimo purificò tutte le religioni
pagane, accettando solamente le influenze che non erano di ostacolo al vangelo. La tesi è discutibile.

Il grosso problema è che, durante i secoli della cristianità, la religione occupò sempre più spazio nelle Chiese, fino al punto di occultare il vangelo. Gli storiografi
della Chiesa in America Latina possono solo confermare questa situazione. Charles Maurras, pubblicista francese ateo ma di estrema destra, scrisse un giorno
che si congratulava con la Chiesa romana perché era riuscita a estirpare da se stessa il pericoloso veleno del vangelo. Può essere esagerato, ma c’è una buona
parte di verità. In molti luoghi ed epoche, essere cristiano è consistito nel praticare il culto, osservare i comandamenti, accettare una dottrina misteriosa e ubbidire al clero. Il vangelo era usato come elemento liturgico: nella liturgia è necessario leggere testi, ma
non è necessario capirli, neanche sentirli; il semplice
fatto che siano letti costituisce il sacro.

Nella cristianità, sempre di più, il clero controllò una dottrina abbondante e rigorosa, vigilata da un severo magistero che reprimeva e ancora reprime la
possibilità di errori o deviazioni. Si creò una teologia . E l’organizzazione strettamente
monarchica esigeva e ancora esige una sottomissione totale, perfino del proprio pensiero. In una Chiesa di pensiero unico era difficile camminare col vangelo.
Riapparvero sempre gruppi profetici, popolazioni povere che vivevano senza contatto con tutto il sistema e potevano vivere il vangelo senza essere perturbati dalle esigenze della religione. C’è sempre stata qualche minoranza.


Ma, ancora oggi, allorché la società occidentale si è in larga misura secolarizzata, il sistema religioso delle Chiese mantiene una rigorosa disciplina che non
permette la creatività o le trasformazioni sociali.

La storia del cristianesimo è una tensione permanente tra due poli, il polo evangelico e il polo religioso.

Tutte le riforme d’ispirazione evangelica si dirigono  verso il polo religioso in meno di un secolo, trasformandosi in istituzioni religiose. Fu quello che accadde
con le Chiese riformate o coi movimenti evangelici nella Chiesa cattolica, per esempio le grandi fondazioni di istituti chiamati religiosi: i monasteri, le società sacerdotali, le congregazioni religiose. In determinati momenti appaiono tendenze verso un ritorno al polo evangelico: a volte riescono ad aprire uno spazio;altre volte sono eliminate dall’inflessibilità del sistema religioso.

. Quando si dà la priorità alla religione, è inevitabile essere conservatori. È qualcosa d’inconscio.

Semplicemente avviene che le preoccupazioni per lottare contro la povertà, lo schiavitù, la guerra, la dominazione di classe, di razza o di cultura... non penetrino nella coscienza. La religione è vissuta fuori da questo mondo storico, in un mondo simbolico che
diventa indifferente al mondo materiale in cui ci colloca  il nostro corpo.

Per questo, dobbiamo fare attenzione che il dialogo o l’alleanza tra le religioni non si converta in una lega conservatrice nella quale ogni religione cerca di
salvare la sua posizione sociale, senza preoccuparsi  della vita terrena, personale e sociale. Il dialogo mondiale dovrà essere fatto anche con tutti quelli che non
credono in nessun sistema religioso istituzionalizzato,quelli che sono consapevoli della storia delle religioni e quindi nutrono timori.


Non si tratta di sopprimere la religione. In primo luogo, perché è impossibile: la religione è una necessità dell’essere umano. Secondo, perché la società secolarizzata e capitalista lascia solamente la religione come spazio di libertà; ma la nostra preoccupazione è che la religione non diventi tanto dominante da non accettare il movimento storico creato dal vangelo di Gesù.


Agli inizi della conquista dell’America ci furono alcuni gruppi di missionari, domenicani e francescani che venivano con l’intenzione di evangelizzare. Si misero dalla parte dei poveri, svincolati dai conquistatori, denunciando i loro abusi e crimini. I loro nomi sono
sempre citati per difendere la Chiesa dalle accuse di  collaborazione con i conquistatori, che in realtà è ciò che avvenne con la maggioranza del clero. Gli stessi
domenicani che in «La Hispaniola» scomunicarono gli  spagnoli, furono denunciati al re da altri religiosi che pure erano lì.


Dopo il Concilio di Trento, che obbligò i religiosi a vivere nei loro conventi, l’evangelizzazione fu praticamente abbandonata, salvo in alcuni casi e in
alcune realizzazioni, come le «riduzioni» del Paraguay, condannate poi dal Papa, in obbedienza ai Re Cattolici.


Il clero si dedicò a strutturare una cristianità che fosse un prolungamento di quella spagnola. Ci fu uno straordinario sviluppo della religione. Basta visitare
le antiche città coloniali per vedere l’importanza dei templi o dei conventi: Quito, Lima, Ouro Preto, Salvador de Bahia, Messico, Oaxaca... e molti altri, che sono
testimonianze di una brillante cristianità, con moltefeste, molto oro, arte religiosa, brillanti processioni e un clero dotato di tutti i privilegi. I templi e i conventi occupavano più della metà della superficie di quelle  antiche città. Era il «trionfo della religione». 
Una campagna vigorosa di lotta contro l’idolatria distrusse quasi tutte le vestigia delle culture - e religioni - anteriori alla conquista. I popoli indigeni, prigionieri dellecommende e delle miniere, furono completamente  abbandonati. Furono loro imposti alcuni riti cattolici,senza spiegazione, e furono trattati nella forma più
disumana. 

Dove avrebbero potuto sentire il vangelo di Gesù?

Non solamente la religione tollerò, ma appoggiò la riduzione degli indi alla condizione di schiavi, e appoggiò la schiavitù dei neri dell’Africa. Sacerdoti e  religiosi avevano i propri schiavi; per questo il clero non lottò mai per l’abolizione della schiavitù. Indi e
neri furono completamente consegnati agli istinti di dominazione dei colonizzatori, che volevano accumulare rapidamente una grande ricchezza con lo sfruttamento
del lavoro schiavista. Tutto questo in mezzo al «trionfo della religione» nelle città coloniali.

La situazione attuale non ha ancora superato questi 450 anni di schizofrenia. C’è ancora un enorme abbandono degli indigeni e dei neri, benché ci siano isolati luoghi in cui alcuni vescovi, sacerdoti e religiose lottano per liberare gli eredi di quegli schiavi.


Persiste un’immensa povertà e, soprattutto, un’esclusione sociale. Quanti vescovi neri o indi? Quanti neri o indigeni nelle parrocchie?

D’altra parte, c’è nelle classi superiori e in gran parte dei vescovi e del clero una coscienza di trionfo:America Latina, continente cattolico! Brasile nazione
cattolica! Perù, paese cattolico! Argentina, paese cattolico!...


Non guardano a coloro che stanno in basso e furono schiavi. Quanti neri nei viali e nei quartieri ricchi delle città? Quanti indi o neri nei centri commerciali?

I bianchi non si assumono alcuna responsabilità riguardo all’oppressione degli indi o dei neri. La maggiore disuguaglianza del mondo in un continente cattolico! Questa è la religione.



E dov’è il vangelo? Dagli anni ‘50 del secolo scorso,è in alcune minoranze del clero e dei religiosi che si stabilirono in mezzo a questi discendenti di schiavi.

Ma la pastorale della Chiesa riserva loro una minima parte delle sue attenzioni. Molto amore nel culto, nei canti, nei gruppi di bianchi... ma poco servizio! Un amore slegato dalla realtà che non vuole vedere. L’opzione preferenziale per i poveri ridotta a sole parole.


Per capire ciò che sta avvenendo ancora oggigiorno,basta vedere la situazione dei mapuche del Cile, in pieno conflitto, perché i bianchi vogliono togliere loro
quel poco che ancora conservano, per destinarlo allo sviluppo economico dei bianchi. Con la complicità della Chiesa, che si accontenta di buone parole e buone
intenzioni, come in Aparecida, senza conseguenze
pratiche.


Più che mai, dobbiamo ritornare al vangelo di
Gesù. Dobbiamo uscire dal recinto chiuso della cristianità.