sabato 16 settembre 2017

Domenica Dopo l'Esaltazione della Croce-Dal mio Archivio Paolo ai Galati

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Domenica dopo l'Esaltazione della Croce..Paolo ai Galati senza se e senza ma...Una preghiera



16 sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno».

Finalmente Signore ancora una volta- fai bene a farci risentire dentro la Tua Santa Chiesa la voce  di Paolo.

Finalmente Signore ..con tanti definitivi saluti alla banalità di una spiritualità da codice della strada…con tanti saluti ad una visione presunta cristiana dell’etica della vita fondata sui tribunali e sul codice della strada(rosso verde giallo) come se tu fossi ,Signore caro, in una visione banale e pertanto oscena e blasfema il Signor Comandante Generale delle Polizie del Cosmo ,come se tu Signore caro fossi  il Pubblico Ministero mentre dimentichiamo  che il Pubblico Ministero contro di noi esiste ma non sei tu. .ma è il demonio .
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Ecco Finalmente Signore….La Legge non giustifica.. La legge non salva..La legge anzi ci accusa…
ci fa entrare nella disperazione e nell’angoscia…Il senso di colpa Signore caro… e la tristitia ..il demonio di mezzogiorno…

Finalmente Signore caro tu hai preso la legge,che è il manoscritto,il chirografo dei nostri peccati e l’hai inchiodato sulla tua Croce .


Già li sento e li  sento  quelli e quelle che sono  in servizio permanente effettivo 

Ma come ?  Non è così... dicono ....se poi il Signore dice che non è venuto ad abolire ma a compiere
Mi costringo e mi si costringe a esegesi… quanto mi dà fastidio l’ermeneutica e quanto è insopportabile l ‘ esegesi…
Tuttavia… che bello il verbo compiere…il latino perficere, ,la legge come perfecta.. cioè passata.. compiuta..

Santa Grazia amici e fratelli ,amiche e sorelle. .La legge archiviata



19 In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio. 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me

Ed ecco Signore il  secondo tuono  di Paolo ..La legge è stata bellamente archiviata e con esso io stesso (ecco il tuono numero uno) sono stato bellamente archiviato ..E’ come nel mio ufficio.. nella mia direzione amministrativa.. Ormai faccio parte dell’ archivio storico .

.Sai Signore di quell’archivio di cui non si faranno mai più ne certificati né ricognizione. .Archivio /museo..
In fondo lasciare che i morti seppelliscano i morti… Quindi archivio storico dell’esistenza di e per legge…
Nella vita dell’opzione e della scetla in te e per Te Signore ..l’orizzonte di senso ..ecco il secondo tuono di Paolo… l’incorporazione.. l’idem sentire con te Signore…l’essere cristificato… la mia vocazione di  kenosis nella tua…la mia speranza di  theosis nella tua teantropia…


20 Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me

E qui,Signore caro,io taccio  

PREGHIERA DI SESTA (di San Basilio il Grande)

  Dio e Signore delle potenze e artefice di tutto il creato, tu per le viscere della tua misericordia incomparabile hai mandato per salvare la nostra stirpe il Figlio tuo unigenito e nostro Signore Gesù Cristo, con la sua preziosa Croce hai stracciato il decreto sui nostri peccati e in essa hai trionfato sui principati e potenze delle tenebre: tu stesso, Sovrano amico degli uomini, accetta anche da noi peccatori queste preghiere di rendimento di grazie e supplica; liberaci da ogni colpa letale e fosca e da tutti i nemici visibili e invisibili che cercano di farci del male; configgi del tuo timore la nostra carne e non far piegare i nostri cuori alle parole e alle immaginazioni del male, anzi trafiggi le nostre anime di desiderio di te, per farci innalzare, sempre fissi a te, luce di guida inaccessibile e perenne, la confessione incessante e il rendimento di grazie a te, Padre eterno, insieme al Figlio tuo unigenito e al tuo Spirito tuttosanto, buono e vivifico, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

mercoledì 13 settembre 2017

Per l'Esaltazione della Croce..Dal mio archivio

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Cristo......Egli che è la letizia della Genesi .Egli che è la gioia dell’apocalisse ...La presenza  della Croce del Risorto qui davanti a noi ,davanti ad ogni respiro ,anche ai respiri che noi non ancora conosciamo lungo la vita dell’universo e anche per quei respiri che nel nostro pianeta noi pensiamo che respiri non siano.. si anche davanti alla pietra.. alle pietre…  .Il Logos coeterno e coessenziale al Padre nello Spirito è vita ..Vita Eterna…Dio vero da Dio vero  Luce da Luce e se tutto ricapitola già in sé nel non ancora della teofania finale.. ebbene tutto ma proprio tutto è vita eterna… tutto ma proprio tutto è convocato a vita eterna ..l’unità creatrice..il Cristo totale,dovunque e comunque presente ed esistente,il liberatore e salvatore,il ricapitolatore non solo del nostro mondo e della nostra storia,non solo del nostro corpo,della nostra materia e del nostro spirito ma dell’intero cosmo per qualunque galassia e tipo di vita già esistente,già esistita e che nel divenire continuo delle doglie del parto della creazione sarà posta in essere da Dio tre volte Santo ... Egli che è il per mezzo del quale tutto è stato fatto è anche il per mezzo del quale tutto sarà santificato..Ma proprio tutto…ben al di là del nostro tutto


lunedì 11 settembre 2017

in una trasmissione della radio tedesca del 1969,


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“Il futuro della Chiesa può risiedere e risiederà in coloro le cui radici sono profonde e che vivono nella pienezza pura della loro fede. Non risiederà in coloro che non fanno altro che adattarsi al momento presente o in quelli che si limitano a criticare gli altri e assumono di essere metri di giudizio infallibili, né in coloro che prendono la strada più semplice, che eludono la passione della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, tutto ciò che esige qualcosa dagli uomini, li ferisce e li obbliga a sacrificarsi. Per dirla in modo più positivo: il futuro della Chiesa, ancora una volta come sempre, verrà rimodellato dai santi, ovvero dagli uomini le cui menti sono più profonde degli slogan del giorno, che vedono più di quello che vedono gli altri, perché la loro vita abbraccia una realtà più ampia. La generosità, che rende gli uomini liberi, si raggiunge solo attraverso la pazienza di piccoli atti quotidiani di negazione di sé. Con questa passione quotidiana, che rivela all’uomo in quanti modi è schiavizzato dal suo ego, da questa passione quotidiana e solo da questa, gli occhi umani vengono aperti lentamente. L’uomo vede solo nella misura di quello che ha vissuto e sofferto. Se oggi non siamo più molto capaci di diventare consapevoli di Dio, è perché troviamo molto semplice evadere, sfuggire alle profondità del nostro essere attraverso il senso narcotico di questo o quel piacere. In questo modo, le nostre profondità interiori ci rimangono precluse. Se è vero che un uomo può vedere solo col cuore, allora quanto siamo ciechi!

domenica 3 settembre 2017

Intervista al diacono francese Nicolas Petit parrocchia della Trinità e di sant’Ilario a Poitiers, dipendente dall’Esarcato di Rue Daru. a cura di Tudor Petcu


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1) Le chiederei di spiegarci in poche righe cosa l'ha portato all'Ortodossia.
Come molti convertiti all'Ortodossia il mio viaggio si è sviluppato nel corso di diversi anni. Lo spiego brevemente: sono cresciuto in una famiglia atea. Negli anni dell'adolescenza (vale a dire, quando avevo 15-16 anni) ho voluto leggere la Bibbia e allo stesso tempo ho scoperto il rastafarianismo. Ho trascorso qualche anno nel movimento dei rasta, leggendo molte Scritture. Il mio pensiero si è evoluto nel corso degli anni. Scoprendo l'Etiopia e la personalità dell'ultimo imperatore Haile Selassie I, il personaggio centrale per i rasta, ho scoperto anche l'esistenza della Chiesa ortodossa (non calcedoniana) dell'Etiopia, e più tardi la Chiesa copta. Nel corso degli anni, il mio studio sulla Sacra Scrittura mi ha portato alla fede cristiana. Ho anche fatto letture sulla fede e la spiritualità della Chiesa ortodossa, prendendo in considerazione sopratutto i santi e i padri del deserto. Non avendo avuto l'opportunità di entrare in contatto con la chiesa etiopica e copta, sono riuscito a prendere contatto con la Chiesa ortodossa, continuando a studiare la storia della Chiesa e della fede ortodossa. Finalmente sono giunto alla conclusione che solo la Chiesa ortodossa è la Chiesa fondata da Cristo e dai suoi apostoli fino ai nostri giorni senza alterazioni. Così ho deciso di entrare nella Chiesa.

2) Qual è l'unicità della spiritualità ortodossa nella sua prospettiva?
La spiritualità ortodossa è una ed unica e sarà sempre così.

3) Come caratterizzerebbe la bellezza che si trova nella liturgia ortodossa?
Mistica. È l'aggettivo che mi passa sempre per la mente quando devo rispondere a questa domanda. È una bellezza che ha molti livelli. La bellezza di vedere i cristiani quando si riuniscono nel giorno del Signore. Qualunque siano le loro origini, lingue, gli angoli in cui vivono, alla domenica si riuniscono per l'eucaristia. Poi è la bellezza di tutta l'economia della salvezza che si svolge davanti ai nostri occhi, misticamente. La bellezza della Liturgia deve anche essere una vera icona della Liturgia celeste.

4) Che cosa rappresenta l'icona ortodossa? Qual è il suo ruolo e il suo messaggio dal suo punto di vista?
Sono sempre stato attratto dalle immagini e dai simboli. Ciò consente di esprimere visivamente il mistero e trasmettere un messaggio spirituale. Quindi sono molto attento a tutto ciò che tocca l'iconografia ortodossa. Uno dei ruoli che trovo fondamentale è quello di rendere presente la bellezza del Regno di Dio. Ma anche di renderci presenti Cristo e i suoi santi. Loro con noi e noi con loro. Soprattutto nella chiesa durante i servizi, il ruolo dell'icona è più che mai di essere come una finestra sul Regno.

5) Qual è il significato della vita che ha scoperto nella spiritualità ortodossa?
Direi semplicemente la vita in Cristo. Una vita in cui il nostro Creatore non è un essere astratto e lontano. Nel mondo ortodosso si tratta di un Dio che è un vero Padre, un Dio che non esita a diventare uomo per portare l'umanità persa sul cammino del paradiso perduto. La vita cristiana è come un pellegrinaggio a questa Gerusalemme celeste, quel regno paradisiaco che  l'umanità ha perso molto tempo fa. Il modo in cui cerchiamo di viaggiare secondo i nostri mezzi fino al giorno in cui, speriamo, entreremo in questo luogo tanto atteso.

6) Qual è il rapporto tra la sua identità occidentale e la spiritualità ortodossa che ha scelto come modo di vivere?
Per un occidentale, specialmente un francese, vivere come cristiano ortodosso è senz'altro un ritorno alla fonte. È un ritorno alla fonte perché un occidentale convertito all'Ortodossia riscopre la propria storia attraverso la fede che ha animato questa terra durante il primo millennio della nostra epoca e che ha dato tanti santi alla Chiesa. Quindi può essere un duplice ritorno alle radici perché i nostri sforzi per condurre una vita cristiana ortodossa oggi non possono essere così diversi dai quelli dei primi cristiani che vivevano in questa terra di Gallia.

Il testo è anche presente nel sito
 http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=31&id=5959