sabato 26 agosto 2017

Dal mio Archivio XII Domenica dopo Pentecoste meditazione del Padre Serafino di Bologna /Ravenna anno 2011


 XII Domenica dopo Pentecoste   Letture: 1 Cor. 15,1-11 / Mt 19,16-26
 
 
Nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito. Amen. 
 
Che cosa mi manca ancora? Quanto è profonda la domanda del giovane ricco. Lui aveva avuto tutto dalla vita, era ricco e quindi rispettato, poteva permettersi lussi che molti dei suoi vicini non potevano neanche sognare, eppure tutto questo non appagava pienamente la sua anima. E€™ un fedele e devoto osservante dei comandamenti, li ha osservati fin dalla sua giovinezza, eppure neanche questo gli basta. Che cosa dunque gli manca? Il Signore Gesù glielo dice in una maniera per lui sconvolgente: Va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo, poi vieni e seguimi. è come se gli dicesse: €œNon ti manca niente agli occhi del mondo, sei ricco, giovane, devoto, ma ti manca la cosa fondamentale, ti manco Io. Fratelli e sorelle dove riposa in pace il nostro cuore? Dove sentiamo la nostra vera gioia? Il compimento della nostra vita? Unicamente e solo in Dio, unicamente solo in Cristo Gesù nostro Salvatore. Non è una banalità o una frase fatta. Egli, il nostro creatore, ci ha voluti per amore, per essere soggetti  del suo amore infinito e il nostro cuore, che è fatto per amare, non può trovare risposo se non in Lui. I beni del mondo ci danno una gioia momentanea ma poi ci stancano, se a loro attacchiamo il cuore sono un po' €™ come dei surrogati tipo i dolcificanti artificiali rispetto allo zucchero, sì dolcificano ma poi ci lasciano quel senso di amaro in bocca e lo zucchero diciamocelo è proprio meglio dei dolcificanti. Così se usiamo dei beni materiali, perfino della religione, senza fare di Dio il centro della nostra vita a lungo andare sentiamo un amaro in bocca e tendiamo ad altro, ma nel contempo è come se questi beni si attaccassero alla nostra anima e non ci lasciassero andare  il giovane se ne andò triste (triste e sottolineo triste), poiché aveva molte ricchezze. Gioia o tristezza, primato di Dio o primato del mondo, questa è la scelta a cui la vita cristiana ci pone davanti, cerchiamo di fare la scelta giusta. Se quel giovane ricco avesse detto di sì a Cristo ora lo ricorderemmo con tutta probabilità per nome e come un grande santo della Chiesa, invece si ricorda semplicemente come il giovane ricco. Preghiamo Iddio che nell' €™ultimo giorno si ricordi di noi per nome e ci salvi Lui che è il Salvatore delle nostre anime e dei nostri corpi. 
 
Buona Domenica a tutti. p. Seraphim

sabato 19 agosto 2017

il cristianesimo e la sequela al Signore non hanno bisogno di avvocati.- Domenica XI di Matteo.Matteo 18,23-35 35 Così il mio Padre celeste farà pure a voi, se ciascuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello i suoi falli».





23  il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.



…Spero Signore che non sia e non avvenga come quando nel mio Liceo arrivano e vengono (Dio mio..si ci vuole…con una mensile regolarità…la ferocia della legge mosaica..deuteronomio in formula piena…il collegio dei revisori..e tutti ma proprio tutti entriamo in ansia..in pallone…in angoscia..certo Signore..gli scheletrini nell’armadio li abbiamo sempre…spesso per omissione..spesso per negligenza..spesso per forzature…e stiamo parlando non di noi stessi..ma dell’affanno del nostro lavoro…) Comunque questo re vuole fare i conti con i suoi servi…
E per di più il re che vuole fare i conti è metafora del Regno dei cieli…Santa bontà Signore comincio a tremare…Il Regno dei cieli come il collegio dei revisori? ..A questo punto-oe fosse così-non avrei né avremmo scampo…Chi può mai venire a contenzioso con il collegIo die revisori?…


24 Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25 Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. 26 Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. 27 Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito.


Qui ti riconosco  Signore …Terapeuta sempre e liberatore…Era debitore di diecimilatalenti..credo che stiamo palrando di un’enormità…Lo avevi aiutato…lo avevi garantito…lo avevi assicurato..lo avevi custodito..lo avevi protetto e perfino una sorta di corsai preferenziale…Per caso era uno degli addetti ai lavori..? non era per caso il prete  ortodosso sciancato ed emerito  di palermo? Possibile ..ipotesi concreta..Uno di quelli che ritiene che in quanto egli fa parte dei professionisti e degli addetti ai lavori della Chiesa non solo tutto gli è dovuto..ma perfino gli è pure statuita la santa impunità..Oh si Signore la santa impunità ...E ancora una volta tu Signore povero Cristo quale sei ci ricaschi…Ma Signore usa ogni tanto il tuo famoso discernimento e che cavolo ogni tanto fatti aiutare e consigliare anche tu dallo Spirito Santo ..Comunque ci caschi e per di più malamente ..prima tuoni fulmini e saette..e poi quell’incallito prete da santa impunità fa la sceneggiata e tu ci caschi e ne hai pietà e misericordia e perfino gli azzeri il debito…Grandi sono le tue viscere di misericordia Signore ,certamente grandi ma da come poi va a finire mia nonna –la mia nota e perfida nonna-ti avrebbe duramente rimproverato e ti avrebbe detto…”Signuruzzu u fissa è canusciutu a tutti i banni”..Eh si caro Signore Re metaforico di questa prabola iconica del Regno..qui hai toppato..La misericordia è immensa ..proprio senza parametri…ma la cretinaggine pure…




28 Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! 29 Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. 30 Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.




Ed ecco Signore il frutto della tua misericordiosa cretinaggine o della tua cretina misericordia ..Quell’addetto ai lavori..quel noto prete  di santa impunità.. forte strumentalmente della tua misericordia(cioè del fatto che ti ha fatto fesso…) se ne stracatametafotte (povero l’Aquinate qui…il bene non è per niente diffusivum sui…Ma siamo alle solite Signore…se qesta parabola ha senso ed orizzonte di senso…se questa metafora ha la sua seria tragicità ..sta non nell’et et della mediazione e dell’accordo.ma qui ancora una volta aut aut..Hic Rhodus Hic salta ..)del senso e dell’orizzonte di senso del condono…eh si non tato dlel’azzeramento del debito ma del condono..della liberazione..(liberato egli dall’angoscia.dalla preoccupazione..dalla scadenza..una sorta di Findomestic continua..Signore…) che fa l’addetto ai lavori? ..Sempre la santa impunitàà…A lui-e che caspita-tutto è consentito..Egli DOVEVA E DEVE essere perdonato ma egli –e che caspita ha il pieno DIRITTO di non avere misericordia..E che caspita..E’ o no un addetto ai lavori’ E’ o no uno dei beneficiati? Quindi ha il diritto battesimale ad essere un tiranno..Tragicamente ma è così..Il Re con lui è stato padre..Egli con il suo debitore è tiranno..Il Re-dal suo punto di vista- Deve essere Padre con Lui e solo con Lui per legittimarlo ad essere tiranno…Questo è il punto…Signore..questo..questa la tragedia..questa la bestemmia..questa l’oscenità..




31 Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.



…Hanno fatto bene..? Nella logica della sinodalità e della condivisone si…Battere semrpe la santa impunità…impedire agli addetti ai lavori le zone di franchigia..impedire superbia sinodale…Davanti alla tirannia e alla tirannia del cuore ..davanti alla violenza esercitata in fondo perché ci si rtiene da Dio protetti e custoditi..di più perché ci ritiene le sentinelle di Dio..perfino una sorta di custodi di Dio stesso fino ad esserne –in santa impunità-i carcerieri di Dio..imprigionare Dio.. l’antico osceno luciferino e clericale sogno..scrivere sule nostre cinture Gott mit uns…e allora tutto è a noi lecito ..tutto e a noi permesso..Ma ecco Signore –e grazie..veramente grazie..perché se riprendi tu conoscenza dalla tua cretinaggine di prima lo devi a questi qui servi addolorati..figura del resto santo della diakonia crocifissa..che ti svegliano…ti fanno prendere contezza…Signore salva la tua vigna..



32 Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. 33 Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? 34 E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. 35 Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».


..Meno male Signore hai ripreso conoscenza…la vigna è salva.. e tu stesso ci dai il senso profondo della confessione di fede…il perdono…il per-dono…l’iper-dono..Per salvare la vigna e perché essa sia annuncio del Regno che verrà i cristiani non devono avanzare pretese..ma pronti smepre fare passi indietro..Servi e servi inutili…i gigli dei campi..le tane delle volpi…il mezzo mantello…perdonare di cuore..reintegrare..ristabilire…senza condizioni..senza protocolli previ…a prescindere da chi ha torto e di chi ha ragione..Il cristianesimo e la sequela al Signore non hanno bisogno di avvocati..la legge,manoscritto del nostro peccato,è stata crocifissa sulla croce..
E per l’addetto ai lavori di santa impunità ..è sperabile che la medicina amara sia farmaco di vita di ravvedimento..La privazione della e nella relazione con il Suo Signore..Ma come potrò stare lontano da Te Signore? Abbi tu di me ancora una volta pietà…

domenica 13 agosto 2017

"L’elenco degli ammalati nel corpo e nel cuore è già sull’altare della protesis..Vedi tu.Signore.."Domenica X di Matteo X Dopo Pentecoste "


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Matteo 17,14-23
14 Appena ritornati presso la folla, si avvicinò a Gesù un uomo 15 che, gettatosi in ginocchio, gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; 16 l'ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo». 17 E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui». 18 E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito.
19 Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». 20 Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. 
 
21 Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno».
22 Mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini  
23 e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.

 
 
Un   rimprovero duro e secco  verso apostoli,verso discepoli e quindi verso tutti noi
 
Una sorta di  “attenti a voi”.. Sappiate quale è mai la posta in gioco e non fate i finti tonti ..non cercate accordi..non cercate compromessi..non cercate mediazioni..non cercate negozi e commerci magari legali (ma non evangelici) con il mondo e con il suo principe
 
I discepoli…La Santa Chiesa Una ed Indivisa..nel ministero della sequela e della preghiera – mentre Cristo è lontano da loro ed è assente -non riescono/non riesce a guarire e a liberare dal tormento del corpo e del cuore un giovane epilettico/lunatico 
 
Il padre constata il deficit(che è deficit non di competenze tecniche né professionali della Chiesa  ma è deficit di fede.. e qui ci stanno tutti i nostri guai..) e giustamente   presenta la questione e il caso al Signore della Chiesa .
 
La Tua amarezza qui Signore è dura,durissima .. Una collera direi cosmica e di dolore amaro . .senza se e senza ma.. Tutti noi ma proprio tutti dentro questo tuo grido di dolore e di amarezza    Tutti non solo privi di fede ma di più  privi di fede per scelta , e quindi per-versi cioè rivolti ad altro..dis-tratti(che dici Signore  ci risentiamo sempre l’inno Cherubico?....deponiamo ogni affanno della vita per accogliere il Re dell'Universo...)
 
Davanti a tutto questo…al tuo dolore  come se ti fossi reso conto che hai annunciato,predicato,detto e fatto al vuoto assoluto..tu stesso Signore te ne vuoi andare 
 
…Non ci sopporti più.  .e non ci sopporti  perché non siamo riusciti ad innestarci profondamente dentro e con te ...Una Chiesa Una ed Indivisa certamente ma  se non è fedele alla sequela  ha dis-tratto il patrimonio e non è il farmaco della guarigione del corpo e del cuore..Ottima Organizzazione sicuramente ma non è più la tua Chiesa…
 
E quindi provvedi tu..direttamente..alla faccia nostra,di tutti noi laici e ministri ordinati 
 
…Ecco qui non ti serviamo..non siamo necessari e non siamo necessari perché non abbiamo voluto essere intercessori…E che fai tu? Affronti “minacciosamente” il principe/demonio ..
 
Lo scontro Signore…non si scappa…Non si fanno accordi e non si fanno prigionieri  ..la tua sequela la sequela verso di te o è apocalittica e quindi totale e definitiva  o non è ..
 
Il tempo opportuno è già arrivato da tempo  e non dobbiamo né sprecarlo né- ancora peggio-  renderlo innocuo  nelle continue  mediazioni da piccolo e banale compromesso dell’esistenza e nell’esistenza
 
Ovviamente i discepoli/la Chiesa- e meno male  Signore..  Tu Sia ringraziato – entrano in crisi ..vogliono capire…nel senso non filosofico ( per carità di Dio Dio ci liberi dalle teologie della discorsività filosofica …) ma per com-prehendere.per afferrare ..con tutta la buona intenzione di cambiare vita e di farne ravvedimento e metania..
 
Ed ecco Signore  l’elogio della forza  cosmica.. di una pur minima fede in te..nel tuo Vangelo  nel mistero di Dio tre volte santo..Le montagne si sposteranno…..
 
Ovviamente Signore non si sono spostate ..ma noi sappiamo che con il cuore rinnovato da Te e in Te si possono spostare...mentre...
 
....mentre,ad oggi ,ad ora  non siamo stati capaci di santificarci in te e di santificare il mondo  in te..
 

 
Comunque andiamo avanti…Con qualche pudore  l’ulteriore tua frase(quella su preghiera e digiuno)  spesso è messa in parentesi..mi si dice questione di codici ..questione di glosse… 
 
Dico io…questione di comodo ..Non mi pare che il testo greco abbia le parentesi…Sai Signore le tende cristiane su preghiera e su digiuni  per battere il principe/demonio…hanno  qalche perplessità…quindi le parentesi..
 
Ecco Signore  su di me ora..solo su di me..
 
Se avessi la fede che dico di avere…se avessimo tutti noi  la fede che diciamo di avere…allora Signore……
 
Meno male che al terzo giorno tu risusciti ..meno male Signore che tornerai…Non ho altro da dirti…Ed oggi ancora in Chiesa,in Parrocchia ad essere prete  …Altro non so fare..
 
Per favore ma proprio per favore  accontentati  e pensaci tu.. Abbi misericordia..!!! e nel tuo avere misericordia –forse questa è lìintuizione centrale- rendici tutti ma proprio tutti  sempre come ci dice oggi  l’apostolo Paolo
 
 
12 ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; 13 calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
 
 
L’elenco degli ammalati nel corpo e nel cuore è già sull’altare della protesis..Vedi tu..Io più di metterlo lì sopra e leggerlo non so fare..
 
 

"ho ritrovato la profondità del mio essere ortodosso."meditazione personale di Tudor Petcu


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In Saint Marina's Church in Athens

Nel corso degli anni ho sempre provato a comprendere le funzioni spirituali dell'orizzonte cristiano in cui sono nato, vale a dire dell'Ortodossia. Ho spesso sentito dire che l'Ortodossia è la retta fede ma devo dire che non riuscivo a capire il perché. L'unica domanda che mi veniva in mente era la seguente: perché l'Ortodossia sarebbe l'unica confessione cristiana che comprendeva la verità di Gesù Cristo nel suo complesso?
Certo, ho sempre trovato degli aspetti affascinanti nella Chiesa Ortodossa, soprattutto il monachesimo, che dal mio punto di vista rappresenta senz'altro la salvezza dell'Europa contemporanea, che con veemenza combatte la sua eredità cristiana nella propria costituzione. Ma, come ho già detto, volevo trovare una risposta alla domanda che ho appena segnalato anche perché volevo diventare una persona migliore nella mia relazione diretta con Dio. In altre parole, ad un certo punto la vita mi aveva messo di fronte alla domanda: l'Ortodossia rappresenta davvero una via regale per la redenzione dell'uomo e se sì, perché non me ne sono reso conto finora?
Sebbene sia nato in un paese ortodosso in cui si sono sacrificati tanti testimoni, comunque ho cominciato riscoprire l'Ortodossia poco a poco solo quando Dio nella sua misericordia mi ha dato la grande opportunità di incontrare diversi occidentali, sopratutto italiani e francesi che avevano presso la decisione di convertirsi all'Ortodossia. Mi ricordo che circa tre ani fa leggevo un libro scritto da Jean-Claude Larchet sull'inconscio spirituale, e Larchet stesso è un filosofo francese che si è convertito all'Ortodossia. Il libro di cui sto parlando era una vera analisi ortodossa sulle malattie psichiche e già trovavo una risposta alla domanda se la verità si trova nella Chiesa Ortodossa. In quell'istante ho scoperto una coscienza ortodossa e mi sono accorto di quanto prezioso potrebbe e dovrebbe essere il pensiero di un pensatore occidentale che dopo un viaggio spirituale è arrivato alla Chiesa Ortodossa.
Poi ho cominciato a studiare nel vero senso della parola le storie di conversione all'Ortodossia, storie che più tardi mi hanno aiutato a capire perché anche l'eredità dell'Occidente è ortodossa, perché l'eredità di un paese come l'Italia (l'unico paese del mondo che confini fisicamente con la Città del Vaticano) ha più punti in comune con il mondo ortodosso di ieri e di oggi di quanti ne abbia con l'Italia cattolica contemporanea.
Studiando le storie di conversione alle quali ho fatto riferimento, ho voluto incontrare di persona alcune delle voci dell'Ortodossia in Occidente per l'evoluzione della mia coscienza spirituale e poi per testimoniare in un libro i loro percorsi di conversione all'Ortodossia. E sì, Dio mi ha fatto questo regalo per cui non so come potrei ringraziarlo. Le corrispondenze e tutti gli incontri che ho avuto con gli occidentali convertiti all'Ortodossia hanno contribuito allo sviluppo del mio sistema di valori rispetto alla bellezza dell'Ortodossia. Quindi, da uno che si sforzava di cercare la verità sono passato a essere uno che si sforza di vivere la Verità per raggiungere alla tanto attesa comunione con Dio e con lo Spirito Santo.
Prendendo in considerazione i miei incontri con i convertiti all'Ortodossia non potrei mai dimenticare il momento quando ho fatto la conoscenza di un grande chirurgo americano, Daniel Hinshaw, importantissima voce dell'Ortodossia negli Stati Uniti, che mi parlava della sua stretta relazione con il sacerdote rumeno Roman Braga, ma anche del padre Ilie Cleopa, grazie a cui ha potuto comprendere la ricchezza e la pienezza della Chiesa Ortodossa. Sentivo un americano che mi parlava del tesoro dell'Ortodossia rumena e potevo osservare quanto importante fosse questo tesoro per la sua sete di verità. In quell'istante mi sono posto la seguente domanda: com'è che qualcuno che non è nato ortodosso ha avuto comunque la volontà di cercare e trovare la verità in un angolo lontano, in quell'angolo in cui io stesso ero nato ma che quasi non aveva attratto affatto la mia attenzione?
Perciò, Daniel Hinshaw ha avuto una grande influenza sul mio mondo interno e mi sono detto: se fossi consapevole che la Chiesa in cui sono stato battezzato ha tutta la Verità di cui la mia anima ha bisogno, allora sarei molto più felice. Per questo, ho deciso di uscire da me stesso per entrare davvero nella Chiesa Ortodossa dove si può sempre percepire la Luce e l'Infinito che supera i limiti della mente e della ragione.
Dall'altra parte, quando parlo dei miei incontri con gli occidentali convertiti all'Ortodossia, ci tengo a riferirmi anche alla gioia di aver conosciuto il sacerdote inglese Jonathan Hemmings, che mi ha detto semplicemente che la fede ortodossa non è per lui una fede straniera, considerando il fatto che Giuseppe di Arimatea ha portato l'Ortodossia in Britannia. In altre parole egli mi ha spiegato che la sua conversione non è stato altro che un ritorno necessario all'Ortodossia e così possiamo dedurre che noi tutti siamo infatti ortodossi, che l'Ortodossia è l'esperienza da cui siamo nati. Grazie a padre Jonathan Hemmings e a molti altri convertiti mi sono finalmente reso conto del perché l'Ortodossia e radicata nella parola di Dio e del perché l'Ortodossia dovrebbe diventare il mio modo di vivere, se voglio intendere la Parola di Dio dalla quale sono ora segnato tantissimo.
Ecco in poche parole come ho potuto riscoprire l'Ortodossia, perché anche io che sono nato e sono stato battezzato nella Chiesa Ortodossa, mi sono di fatto convertito all'Ortodossia, la cui verità cerco di testimoniare ogni giorno della mia vita.
Dio ha avuto molta pazienza con me per farmi seguire la strada giusta e per questo ha reso possibili tutti i miei incontri con gli occidentali convertiti all'Ortodossia, incontri attraverso i quali ho ritrovato la profondità del mio essere ortodosso.

 Tudor Petcu, laureato alla Facoltà di Filosofia dell'Università di Bucarest, è scrittore e ricercatore rumeno, studioso del fenomeno religioso, essendo anche curatore per il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione di una rubrica di interviste a rilevanti filosofi contemporanei della religione. Il suo lavoro si concentra anche sull'evoluzione dell'Ortodossia nelle società occidentali e il suo libro più importante, "La riscoperta dell'eredità ortodossa dell'Occidente" (Casa Editrice Făgăraș, Romania, 2017) raccoglie i percorsi di conversione all'Ortodossia di alcuni occidentali.

La meditazione è stata inviata dal fratello Tudor Petcu alla mia mail personale ma sta anche in
 http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=31&id=5927



sabato 5 agosto 2017

Testimonianza di Pavel DS sulla guerra in Kossovo..testimonianza raccolta da Tudor Petcu




 

Il mio reggimento venne schierato poco dopo il termine delle ostilità e lo sganciamento delle unità serbe da Kosovo, il settore d’occupazione italiano fu quello occidentale ai confini con l’Albania, infatti fra i compiti c’era anche quello della polizia di frontiera, non esisteva più un autorità statale, le armi erano ovunque. Infatti rastrellavamo case private con lo scopo di disarmare la popolazione……. mi ricordo ancora un giorno in cui in una casa trovammo una tale armeria da riempire un camion (soprattutto lanciarazzi Rpg-7).
Le forze dell’Uck avevano fatto sistematicamente saltare in aria tutte le vestigia ortodosse della regione, con l’eccezione del monastero a Pec, avevano profanato i cimiteri ortodossi  e cominciavano a colpire le minoranze rom. Per fermare la cosa i nostri vertici disposero le nostre truppe a difesa dei “ruderi” e dei cimiteri.  Alcune cose le ho già raccontate nella precedente intervista. Rastrellare le case sulle montagne era un attività che odiavo, di armi ne trovavamo poche, una volta un kosovaro mi confidò che lui ci avrebbe dato volentieri tutto ma se rimaneva disarmato non avrebbe potuto difendere la casa o la figlia…. Con che faccia gli sequestri le armi ad uno che ti dice una cosa del genere? Infine una volta un kosovaro ci consegnò un moschetto italiano della seconda guerra mondiale dicendo che il suo nonno partigiano l’aveva catturato uccidendone il possessore, ne era molto orgoglioso.
Alcune volte andavamo fino alla frontiera con l’Albania, dove i nostri svolgevano il servizio doganale. Lungo il percorso ai lati della strada si trovavano decine di veicoli militari serbi distrutti. Mentre aspettavano qualcuno da scortare a valle, per lo più ricercati, sentivamo delle esplosioni lontano. Chi montava la ci spiegava ridendo che chi voleva evitare i controlli doganali si arrischiava per i sentieri minati che aggiravano il posto di controllo, e che qualcuno sbagliava a porre il piede a terra.
La cosa non era di nostra competenza.
Alcune volte esploravamo delle basi serbe evacuate. Mi ricordo mezzi bruciati e crateri ovunque. Qualche tempo dopo mentre pattugliavamo coi mezzi aperti la zona vedemmo un team americano con tuta antiradiazioni che stavano prelevando campioni dal terreno ci dissero che eravamo crazies per andare in giro così in quelle zone. Noi ovviamente non sapevamo nulla.
Il mio comandante di plotone morì dieci anni dopo di leucemia.
Mi chiedi cosa mi ha più impressionato? Beh, non e’ stata la violenza o il numero spropositato di cadaveri che ho visto, ma e’ stato vedere, dal ponte che separava la parte nord e quella sud della città,  un mezzo militare francese  a Kosovka Mitrovica cominciare a sparare con la mitragliatrice pesante durante gli scontri di febbraio del 2000, vedevo i proiettili “trapassare”  i palazzi, fra saltare tetti  e finire mezza città dopo,  su di una collinetta al termine del quartiere.
Il mio punto di vista e’ quello della truppa, non avevo il quadro generale della cosa. Anche se mi sembrava gestita con (…..).
Non penso che si possa definire come una delle giù grandi tragedie della fine del XX secolo, almeno per chi non abitata in quelle zone, per via delle innumerevoli altre tragedie dimenticate che si sono svolte in Africa in quegli stessi anni.  Noi occidentali tendiamo a sentirci “troppo al centro del mondo” e tacciare come “eccezionale” o “tragedia” cio’ che in altre regioni del mondo e’ vista come normalità. A quei tempi la Russia non poteva alzare la testa, una cosa del genere con la Russia di Putin sarebbe inconcepibile. Infatti il problema secondo me e’ stato in seguito la violazione dei trattati di pace con la Serbia, quando unilateralmente concessero l’indipendenza a quello che oggi e’ lo Stato Kosovaro creando un pericolosissimo precedente in Europa, infatti con che faccia neghiamo la seccessione della Krimea quando abbiamo dato l’indipendenza al Kosovo? Il resto dei commenti li lascio a chi, meglio di me, conosce come “funziona il mondo”.
Cosa mi ha lasciato? Con il tempo sono diventato molto fatalista, sono convinto che non e’ quello che ci accade quello che conta, ma il modo in cui ce lo raccontiamo.



Notizie su Pavel DS

"
"“La Chiesa è il Corpo di Cristo; è la Pentecoste che continua sino ad oggi sulla terra; è l’immagine della Trinità, cioè l’azione del Padre che continua a creare, del Figlio che continua a salvare, dello Spirito Santo che continua a santificare” però la Chiesa può essere concepita soltanto tramite esperienza, per grazia, e partecipando attivamente alla sua vita, mentre molte persone (almeno qui in Italia) sono convinte che il rigore sia qualcosa di obsoleto o di esclusiva pertinenza dei monaci. Se studiamo e basta le dottrine, i dogmi e leggiamo mille libri sull’Ortodossia diverremo studiosi dell’Ortodossia cristiana ma non ortodossi. L’Ortoprassi non dipende da quanto siamo buoni, ma dalla curiosità, dalla voglia di sperimentare ed applicare ciò che impariamo dalle Sacre Scritture, dalle vite dei santi, e dai libri dei santi Padri. Per esempio: avere il riploma di Regia cinematografica non fa di me un “regista”, quello è l’inizio, divenire un regista dipende dalla passione che ci metti. Mentre oggi ci si è convinti che basti un pezzo di carta per esistere."

sta in 
La testimonianza di un ortodosso italiano  Intervista di Tudor Petcu  a “Pavel DS”

 http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=30&id=5036

martedì 1 agosto 2017

la Quaresima che ci porterà alla grande festa del 15 Agosto la Dormizione della Madre di Dio


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Dal nostro Padre tra i Santi Ivan presbitero a Cronstadt

""Ringrazio la Chiesa di Dio, mia santissima madre, piena di misericordia e di sapienza, perché mi guida con bontà in questa vita e mi prepara alla vita di cittadino del cielo. (...)la ringrazio per i suoi digiuni che mi sono di grande beneficio, sia sul piano spirituale che su quello corporale (grazie ad essi infatti sono in ottima salute fisica e spirituale, calmo, leggero e vigilante; senza i digiuni avverto un'estrema pesantezza, come ho avuto modo di verificare quando non ho digiunato)."



la Quaresima che ci porterà alla grande festa del 15 Agosto la Dormizione della Madre di Dio

verso il 15 agosto.....Ecco gli apostoli stanno per arrivare tutti al
Gestemani...e noi con loro e noi in loro...per cantare senza sosta la Madre di
Dio e la sua Dormizione...Ella scudo e patrocinio nostro..la nostra
intercessione....la fedeltà piena...

 

Come sempre il  periodo di quaresima  non deve essere  inteso come rispetto formale (ma senza cuore) delle regole del digiuno  ma come tempo opportuno,kairòs, di ravvedimento,di preghiera,di pentimento,  di consapevolezza del nostro compito e del nostro ministero quotidiano nella lotta contro il principe di questo  mondo,le sue lusinghe,le sue trappole,i suoi agguati ,le sue furbizie,le sue proposte cattive e la malvagità delle sue tentazioni
E' il tempo che nella Santa Chiesa Una ed Indivisa il Signore ci dona  (presentando a tutti noi l'esperienza piena di splendore della Deipara per nostra patrona e nostra difesa ed intercessione ) per meglio vivere in modo direi pieno e totale    la forza incredibile del nostro inno cherubico..." deponiamo ogni affanno della vita" ..Ed infatti  non c'è alcun impegno della nostra  vita che per quanto nobile sia e possa essere possa esaurire  (o perfino sostituire) le meraviglie di Dio tre volte santo  come nell'agosto  2013 ha predicato il caro confratello Padre Arsenio nostro Vicario Episcopale in Puglia

"Vi ricordo che il digiuno dai cibi deve essere accompagnato dal digiuno dalle passioni,dal peccato, dal giudizio e dal pettegolezzo. Estirpiamo dal nostro cuore l'egoismo, la superbia, la gelosia, l'invidia e le chiacchiere varie. Cerchiamo l'unità tra di noi e l'amore sincero perché il demonio non vuole altro che vederci l'un contro l'altro armato. Mettiamo da parte le nostre giustificazioni e chiediamo al Signore di convertirci seriamente a Lui."