sabato 2 ottobre 2021

Abele e Caino- Jorge Luis Borges.




Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: "Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima". "Ora so che mi hai perdonato davvero" disse Caino "perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare". Abele disse lentamente: "È così. Finché dura il rimorso dura la colpa".Jorge Luis Borges.


da: Elogio dell'ombra


https://www.facebook.com/settimo.chakra/posts/10226210818046214


sabato 28 agosto 2021

27 AGOSTO 1982: 39 ANNI FA CI LASCIAVA MAMMA LUCIA!


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Nel settembre del 1943 c’è lo sbarco degli Alleati a Salerno, (Operazione Avalanche) . Sulle alture di Cava de’ Tirreni (SA) si combatte aspramente, i soldati cadono a centinaia, sono tedeschi ed americani, tanti corpi rimangono dissepolti nella terra e nella sabbia, ma nessuno se ne occupa.
Lucia Apicella, mia illustre concittadina, era un’umile contadina cavese, ma seppe essere protagonista di una storia a dir poco incredibile, ma poco conosciuta. Io me la ricordo nitidamente, quando eravamo bambini aveva sempre una carezza ed una caramella in tasca per noi, accompagnate sempre dall'immancabile: "bell' i mamm'" (bello di mamma).
Un giorno mentre era intenta a lavorare nei campi, Lucia vede dei bambini giocare a calcio con un teschio di uno dei soldati caduti, riemerso dalla sabbia, e ne rimane sconvolta. La notte ebbe anche in sogno la visione di otto soldati morti che l’imploravano di restituirli alle loro madri; da quel momento sentì il dovere cristiano di dare una degna sepoltura a tutti i soldati. Provò a chiedere aiuto alle autorità, ma al comando alleato le rispondono di no, non è di loro competenza. Allora Lucia va dal sindaco di Cava de' Tirreni che le dice: ”va bene, ti metto a disposizione due becchini per prendere i resti ed uno spazio dove deporli”.
Poi i becchini, arrivati al dunque, si tirano indietro: troppo pericoloso, ci sono le mine.
Arrivata a quel punto, Lucia prende una decisione; aiutata solo da una nipote, si mette lei a ritrovare i resti di tutti i soldati morti in battaglia e lì abbandonati; li rimette insieme, li ricompone e le spoglie, a sue spese, venivano deposte in cassettine di zinco e trasportate nella chiesa più antica del Borgo Scacciaventi di Cava de’ Tirreni dove si recava ogni giorno a pregare. Per più di trent’anni, Lucia andrà poi ogni mattina a pregare per quei figli che non poté restituire alle loro madri, perché non identificati, e pertanto lì rimasti seppelliti. Tutti adottati da lei, la madre di chi era caduto e nessuno poteva riprendersi.
Ne raccolse centinaia a Cava, e poi dopo proseguì in giro per la Provincia senza sosta, arrivando fino alla Piana del Sele distante più di 60 km, dove ci erano stati violenti combattimenti e tanti morti; partiva all’alba in treno e ritornava al tramonto. Ci mette anni a raccoglierli tutti, alla fine furono più di 700 i corpi da lei ritrovati e ricomposti, tra di loro c’è anche gente che fucile in mano aveva occupato la sua terra. Ma a lei non importa, erano ragazzi. “Song' tutt' figl 'e mamma”(sono tutti figli di una mamma) era la semplice, ma lapidaria risposta di quella donna umile e forte a chi le chiedeva il perché stesse facendo tutto questo, rischiando la vita per via degli ordigni inesplosi e sprecando tempo e denaro. La sua storia fece il giro del mondo, era la donna che si era caricata il dolore di tutte le madri del mondo che avevano perso un figlio in guerra. I giornali e le televisioni ne parlarono, soprattutto in Germania dove la sua figura è ancora oggi molto amata. Nel 1951 a Mamma Lucia e suo marito venne organizzato un viaggio in Germania dagli stessi tedeschi per ringraziarla per l’immane opera compiuta dalla donna, fu ricevuta con gran calore e fu acclamata da tutti. Dal Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Theodor Heuss, le fu conferita la Gran Croce dell’Ordine al Merito.
Durante questo viaggio Lucia fece visita a diverse famiglie alle quali la donna aveva riportato i resti dei loro cari. Radio Stoccarda dirà in quella occasione: “un popolo che ha dato i natali ad una donna come Mamma Lucia merita tutto il nostro amore, tutta la nostra gratitudine, tutto l’amore di cui siamo capaci”. Da allora, per i tedeschi Lucia diventa "Mama Luzia" o "Mutter der Toten", la madre dei morti.
Le venne anche concessa una pensione dalla Germania che Mamma Lucia declinò perché lei riteneva la sua opera una “opera d’amore” e come tale non doveva essere violata da un tornaconto economico.
Mamma Lucia andò in visita da Papa Pio XII che, nel '51 ne approvò l'opera definendola cristiana e caritatevole. Nel 1962 anche papa Giovanni XXIII la riceverà in udienza privata. In Italia ricevette la Commenda dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, e la Medaglia d’oro al Merito Civile dal Presidente Sandro Pertini. Quest’ultimo, quando Mamma Lucia morì il 27 agosto del 1982 all’età di 94 anni, la ricordò con un messaggio toccante inviato al sindaco di Cava de’ Tirreni: “La scomparsa di mamma Lucia colpisce dolorosamente quanti riconoscono nell’amore e nella solidarietà, valori fondamentali per l’edificazione dell’uomo”.
I funerali furono pubblici e vi parteciparono migliaia di persone. Nessuno dimenticherà il suo amore per il prossimo e la sua celebre frase con cui chiudeva ogni conversazione: "Pace per tutto il mondo e mai più guerre."

venerdì 27 agosto 2021

la Carta globale della coscienza (The Global Charter of Conscience), un documento del 2012

 



Introduzione in lingua inglese 

https://christianembassy.ca/global-charter-of-conscience/



introduzione in lingua italiana

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/documenti-significativi/documenti-significativi/item/709-la-carta-globale-della-coscienza-disponibile-in-italiano


Nel sito italiano. si riscontra la traduzione italiana del documento 

http://www.alleanzaevangelica.org/documenti/La-Carta-globale-della-coscienza_2019.pdf


trascrivo i primi. tre articoli  e l'articolo 10


ARTICOLO – LIBERTÀ FONDAMENTALE

La libertà di pensiero, di coscienza e di religione, che nel complesso possono essere descritte come libertà religiosa, è un diritto umano prezioso, fondamentale e inalienabile: il diritto di adottare, detenere, esercitare liberamente, condividere o cambiare le proprie convinzioni, è soggetto unicamente ai dettami della coscienza ed è indipendente da ogni forma di influenza esterna,ed in particolare dal controllo governativo. Questa libertà include tutte le credenze e visioni del mondo, sia soprannaturali che secolari, trascendenti o naturalistiche.

ARTICOLO 2 - DIRITTO DI APPARTENENZA

Questo diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione è inerente all'umanità e radicato nella dignità inviolabile di ogni individuo umano, in particolare nel carattere della ragione e della coscienza. Come il diritto di nascita, la libertà di coscienza è il diritto che spetta allo stesso modo a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro religione, genere, razza, classe, lingua, opinione politica o di altro genere, o nazionalità, e indipendentemente da qualsiasi menomazione mentale o fisica, e deprivazione sociale, economica o dal livello di scolarizzazione. La libertà di coscienza è il diritto dei credenti, non delle credenze, ed una protezione per gli esseri umani piuttosto che delle idee.

ARTICOLO 3 - INDIPENDENTE DA GOVERNI E DALLE MAGGIORANZE

Come diritto inerente all'umanità e alla dignità della persona umana, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione non dipende, in via definitiva, dalle scoperte scientifiche, dai favori dello stato e dei suoi funzionari, o dalla volontà mutevole delle maggioranze. Non spetta al governo concedere o negare tale libertà, ma piuttosto la sua responsabilità consiste nel garantirla e custodirla. I diritti umani sono un baluardo contro indebiti controlli ed interferenze nella vita della persona umana.


ARTICOLO 10 - REGOLA D'ORO

Il principio secondo cui il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione sia inalienabile e uguale per tutti, rappresenta la Regola d’Oro universale per la libertà religiosa e sottolinea l'importanza dell'universalità dei diritti nelle diverse società e nazioni. Non ci sono diritti esclusivi per alcuna religione, visione del mondo o gruppo. Qualsiasi affermazione di rivendicazione di diritti rispetto alla fede, alla libertà di credere, o di adorare, o di costruire luoghi di culto, o di convertire altri, richiede automaticamente a coloro che reclamano tali diritti di accordarli alle persone di tutte le altre fedi.



domenica 22 agosto 2021

Concordia di Leuenberg

La Concordia di Leuenberg è un testo di accordo teologico ecumenico accettato il 16 marzo 1973 dalle principali Chiese europee Luterane e Riformate a Leuenberg (in Svizzera)


INCIPT DEL. DOCUMENTO 

Concordia tra le Chiese Luterane, Riformate ed altre in Europa (Concordia di Leuenberg).


1. (Comunione tra le Chiese). Approvando questa Concordia, le Chiese luterane e riformate, le Chiese unite che da loro sono sorte, come pure le Chiese a loro affini dei valdesi e dei fratelli moravi, sorte prima della Riforma, constatano in base ai loro colloqui dottrinali l'esistenza tra loro di una comune comprensione dell'Evangelo quale risulta dall'esposizione che segue. Essa consente loro di dichiarare e attuare la "comunione ecclesiale, [o "comunione tra chiese"; ted. "Kirchengemeinschaft"]. Riconoscenti per il fatto che si sono avvicinate le une alle altre, esse confessano allo stesso tempo che la lotta per la verità e l'unità nella chiesa è avvenuta ed avviene anche con colpe e sofferenza.

 

2. (Fondamento della Chiesa). La chiesa è fondata su Gesù Cristo soltanto il quale, volgendosi a lei ed offrendole la sua salvezza nella predicazione e nei sacramenti, l'aduna e la manda. Perciò secondo il punto di vista della Riforma, per la vera unità della chiesa è necessario e sufficiente il consenso nella retta dottrina dell'Evangelo e nella retta amministrazione dei sacramenti. Da questi criteri della Riforma deriva la comprensione che le chiese interessate hanno della "comunione ecclesiale", che verrà esposta qui di seguito.


Per l'intero testo

https://web.archive.org/web/20141218140247/http://www.leuenberg.net/node/678

 


Nel documento, le chiese, che nel XVI secolo si erano reciprocamente scambiate condanne e scomuniche, constatano l'esistenza di una comune comprensione dell'Evangelo, compresi alcuni accordi elementari su importanti dottrine come la cristologia (vengono riaffermate le posizioni emerse nel Concilio di Calcedonia), la predestinazione (con il superamento della doppia predestinazione sostenuta soprattutto dal calvinismo), l'Eucaristia (si parla della validità delle due specie e della impossibilità di separare la comunione con Gesù Cristo nel suo corpo e nel suo sangue dall'atto di mangiare e bere) e la Giustificazione per fede. Ci si dichiara in reciproca comunione ecclesiale (Kirchengemeinschaft, Church fellowship, Communion ecclésiale), compresa sia come comunione di testimonianza e servizio che come comunione nella predicazione e nei sacramenti, incluso il riconoscimento reciproco della consacrazione pastorale e la possibilità dell'intercomunione . Interessante, tanto da far scuola, la via seguita per il superamento delle reciproche precedenti scomuniche. Esse non vengono revocate: si distingue tra l'affermazione positiva di fede, che esse contengono, e il ‘'’damnamus'’' pronunciato di volta in volta contro l'altra parte. Si constata semplicemente che le scomuniche non riguardano – o non riguardano più – lo stato attuale della dottrina delle chiese consenzienti, per cui non hanno più la forza di legittimare oggi la divisione delle chiese]


Il numero delle Chiese aderenti è cresciuto negli anni successivi ed ora comprende anche diverse chiese Metodiste (dal 1994) e la Chiesa evangelica dei fratelli Cechi. Il documento è anche un prezioso strumento per il lento processo di avvicinamento tra alcune chiese nel nuovo continente (Formula of Agreement

Contestualmente all'accoglimento del documento le confessioni coinvolte fondarono una comunità di chiese chiamata "Leuenberg Church Fellowship" o "Communion ecclésiale de Leuenberg". Nel 2003 l'organizzazione prese il nome di "Comunione delle Chiese Protestanti in Europa" (GEKE in tedesco, CPCE in inglese, CEPE in francese, CCPE in italiano)[5]. Oggi conta più di 100 chiese membri e costituisce la più importante organizzazione di chiese protestanti in Europa


sabato 24 luglio 2021

I GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI (25 luglio 2021. -voluta dal Papa


Nonno e nipote andare a pesca Foto stock - Alamy

«Dall’ambulanza sono scesi uomini che somigliavano ad astronauti, coperti da tute, guanti, mascherine e visiera, hanno portato via il nonno che da qualche giorno faticava a respirare. È stata l’ultima volta che ho visto il nonno, è morto pochi giorni dopo in ospedale, immagino soffrendo anche per la solitudine. Non ho potuto stargli vicino fisicamente, dirgli addio ed essergli di conforto».

È uno dei racconti a cui si è deciso di lasciar spazio durante la Via Crucisdell’ultimo Venerdì santo con papa Francesco. Sintesi efficace dei sentimenti e delle considerazioni che hanno indotto il Pontefice a indire la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Sarà una Giornata 'diffusa e multicentrica' quella che verrà celebrata domenica 25 luglio.


https://www.avvenire.it/famiglia/pagine/carezze-per-i-nonni


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN OCCASIONE DELLA
I GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

(25 luglio 2021)


https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/nonni/documents/20210531-messaggio-nonni-anziani.html


Cari nonni, care nonne!

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In questa prospettiva, vorrei dirti che c’è bisogno di te per costruire, nella fraternità e nell’amicizia sociale, il mondo di domani: quello in cui vivremo – noi con i nostri figli e nipoti – quando la tempesta si sarà placata. Tutti «dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite»  Tra i diversi pilastri che dovranno sorreggere questa nuova costruzione ce ne sono tre che tu, meglio di altri, puoi aiutare a collocare. Tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera. La vicinanza del Signore donerà la forza per intraprendere un nuovo cammino anche ai più fragili tra di noi, per le strade del sogno, della memoria e della preghiera.



venerdì 23 luglio 2021

Coronavirus. La «poesia della pandemia» con gli occhi della lavandaia spagnola Paola Del Vecchio, Madrid venerdì 23 luglio 2021

Avvenire.it


Non c’è conforto né gloria a lavare in ospedale i panni sporchi della pandemia. I camici macchiati di medici e infermieri, le lenzuola impregnate di sudore, sangue e dolore dei pazienti. Durante la prima ondata di coronavirus, Begoña M. Rueda, 29 anni, che due anni fa sospese gli studi in filologia per lavorare come lavandaia all’ospedale Punta d’Europa ad Algesiras, nel sud dell’Andalusia, si rese conto che non c’erano applausi per chi, come lei, era addetto alle pulizie o al lavaggio della biancheria degli infetti. 
E cominciò a fare quello che ha sempre fatto: convertire in versi quello che la colpisce e impressiona. «Alle otto la gente esce sui balconi ad applaudire/le fatiche dei medici e delle infermiere/ma pochi applaudono le fatiche della donna che spazza e lava l’ospedale/o di noi che laviamo la biancheria degli infetti/a mani nude». Ne è nata una cronaca poetica in tempo di pandemia. Il ritratto vivido, crudo e lancinante, a tratti ironico e gioioso, della vita stessa, che le è avvalso il premio Hiperión, il più prestigioso di poesia in spagnolo.

Intitolata «Servicio de lavandería», riflette lo sguardo di chi, fra lavatrici e asciugatrici industriali, carri di panni sporchi in entrata e pile immacolate nel cellophane in uscita, è normalmente invisibile. «I sudari si accumulano nelle casse di cartone vicino alla porta del bagno./Sono gli unici indumenti che non si lavano dopo l’uso./ Come tutto ai nostri tempi vengono nella plastica/pronti a incontrare la morte come brioches industriali/confezionate e dritte al vuoto./Uno si domanda chi fabbrica i sudari, quale fredda macchina li cuce e impacchetta/pronti per coprire qualunque corpo/ che giace muto nella morgue./Io per sudario vorrei la mano di mia madre,/morire prima di lei/e giacere di nuovo nel suo ventre,/tornare a essere bambina e non avere la minima idea/che nelle lavanderie degli ospedali/la morte si accatasta in casse di cartone/accanto ai servizi igienici».

Nelle parole della giuria, il libro premiato è «coeso, critico, lirico senza eccessi, potentemente plastico, con marcati contrasti e finali a tutto tondo». Rueda, che negli ultimi sei anni ha pubblicato sette raccolte di poesia e ricevuto altrettanti premi, cominciò a scrivere il libro nel 2019. Per cui è diviso in due parti, la prima «Lavado» (Lavaggio), prima del virus, e «Aclarado», (Risciacquo), la seconda, in cui racconta il terrore per la minaccia sconosciuta, la mancanza di mezzi per farvi fronte, l’ospedale al collasso, i minuti di silenzio per i compagni morti.

«Puoi disinfettare la biancheria e lavarla a temperatura molto elevata, ma a volte puoi ancora sentire il profumo e ti chiedi come sia possibile», annota. «C’è un’umanità che si aggrappa alle lenzuola e a volte non puoi lavarla via». No, ti resta impigliata alle dita.



https://www.avvenire.it/mondo/pagine/la-poesia-della-pandemia-con-gli-occhi-della-lavandaia?utm_medium=Social&utm_source=Twitter#Echobox=1627068973-1


sabato 10 luglio 2021

L'empatia Teandrica. in Edith Stein,Erry Hillesum ,Dietrich Bonhoeffer autrice. Deborah Sutera

L'empatia Teandrica in Edith Stein, Etty Hillesum, Dietrich Bonhoeffer

Dietrich Bonhoeffer in un disegno pubblicato su Anglicanforum
• Nell’oscura prigionia di un carcere nazista Dietrich Bonhoeffer trova Dio: ivi giunge alla sua più viscerale e struggente preghiera, al suo incontro ultimo con gli uomini; ivi esperisce, potentemente, l’empatia di Adonai – tra ira e misericordia – di cui l’Antico Testamento si fa portavoce, ivi incontra il Dio di Yeshua, ivi percepisce «potenze buone circondarlo benignamente» .

Edith Stein (ca. 1938-1939).jpg

Leggendo le parole del pastore luterano, come davanti ad una “sinossi esistenziale”, par di ascoltare quelle di Edith Stein, che dal campo di concentramento di Westerbork, in un telegramma inviato alle sue sorelle di Echt afferma qualcosa di sconvolgente: «Prego meravigliosamente» . 


E mentre si ode quest’affermazione di Edith Stein si è riportati immediatamente alle incredibili parole di Etty Hillesum, quando scrive, lasciando lo stesso campo di concentramento di Westerbork:
«Apro a caso la Bibbia e trovo questo: il Signore è il mio alto riparo. Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci. Papà, la mamma e Misha sono alcuni vagoni più avanti […]. Abbiamo lasciato il campo cantando».