domenica 8 novembre 2020

La politica a misura di credente Bruno Geraci 7 Novembre 2020

http://www.associazionepopolari.it/APWP/2020/11/07/la-politica-a-misura-di-credente/#post-




Per noi credenti la politica, le passioni e la fiducia nella vita sono gli ingredienti fondamentali con cui si concima il futuro, perché oggi più che mai non è più il tempo delle teorie ma il il tempo dei testimoni. L'umanità è assediata da parole che ripetono all'infinito: paura, incertezza, precarietà. Parole diventate il nostro cibo quotidiano. Sta alla politica farsi carico di recuperare il centro dell'attività pubblica, di prevedere il bene comune, sapendo che c'è un intreccio profondo fra il bene comune e il bene di ciascuno: organizzare questo ritorno è fisiologico, costituisce il sale della democrazia ed è sano quando un uomo pubblico lo riscopre compiendo il proprio dovere. Il pericolo, sempre in agguato, è nell'abuso della politica e del potere di cui si è investiti, rifuggendo la tentazione della normalità che diventa spettacolo, del carisma che diventa “influenza”, della “narcisata” d'occasione che sposa l'immediatezza di internet e si fa linguaggio. Alla politica chiediamo responsabilità e coerenza, ma anche capacità di leggere la realtà, fare proposte sensate, creare relazioni, fare squadra.


Nell'odierno processo culturale e politico nasce un problema per i credenti. Infatti, mentre non possiamo abdicare all'attività politica, dobbiamo fare i conti con atteggiamenti culturali ambigui e con posizioni ideologiche senza identità e valori. Dobbiamo insistere sulla necessità di dare un'anima etica alla vita democratica con un rapporto forte fra coerenza e rappresentanza politica, partendo dalla parole: il linguaggio è importante, non è un orpello stilistico, è il marchio che certifica l'affidabilità di un progetto. Un linguaggio prigioniero dell'estremismo e della provocazione dissennati è destinato a produrre danni gravi alla comunità. Si deve ricominciare dal rispetto della persona, sempre e comunque, non nella falsità dell'atteggiamento politicamente corretto, ma nella profonda convinzione dell'unicità umana di ciascuno, condividendo tutto ciò che può essere condiviso con le persone di buona volontà.


La pandemia ci ha messo in particolare sotto gli occhi due grandi fatti, l’interdipendenza umana e la morte. La morte, più ricattatrice dei capitali, delle nostre presunzioni, della nostra onnipotenza, è tornata a circolare tra gli uomini in una forma crudele, involontaria e innocente che ha paralizzato la prudenza, la misericordia, la carità, la consolazione. Forse, per la prima volta nella storia umana si fa passare la vita degli individui prima dell’economia, e il “valore” della vita è notevolmente aumentato nell’inconscio collettivo dei paesi più ricchi.


Noi siamo con chiunque chieda una coraggiosa testimonianza pubblica, evitando la tentazione di “fare la morale” alla politica. Come credenti – certi che dalla fede non si può dedurre direttamente un modello di società, di governo o di partito – siamo chiamati a partecipare alla elaborazione del progetto globale di società, e a mediare, in termini antropologici i valori etici fondamentali in cui crediamo. Siamo chiamati ad un surplus di relazione, di rispetto, di narrazione, di umiltà nel lasciarsi raccontare dagli altri, di tensione al riconoscimento del reciproco, per trovare qual “compromesso nobile” che è il fondamento dell'azione sociale e politica in una società plurale come la nostra.


In questa nostra proposta, da condividere con tutti coloro che vi si riconoscono, vogliamo cercare insieme ad altri una risposta ai grandi problemi del nostro tempo. Sappiamo bene quali sono le difficoltà che abbiamo di fronte ed è proprio per questo che tacere e non agire sarebbe ancora più colpevole. Crediamo in una politica rispettosa e mansueta che si faccia carico dei grandi smarrimenti del nostro tempo, stando accanto a tutti per non perdere la speranza: comprendendo, tollerando, fidandosi, confidandosi, affidandosi. Se non ora, nel pieno della peggiore crisi della Repubblica, quando mai si potrà costruire una legittimazione reciproca tra le istituzioni, i partiti, tra tutti noi, per approdare ad una democrazia matura, ad una politica al servizio dei cittadini e non delle fazioni?

domenica 25 ottobre 2020

ore 21 del 25 Ottobre 2020 insieme nel pianeta con il Padre Nostro

ARAMAICO 








EBRAICO







ITALIANO

 

Padre Nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il Tuo nome,

venga il Tuo regno,

sia fatta la Tua volontà,

come in Cielo, così in Terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

 








































LATINO

 

Pater Noster qui es in coelis,

santificetur Nomen tuum,

adveniat regnum tuum,

fiat voluntas tua, sicut in Coelo et in Terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie,et dimitte nobis debita nostra

sicut et nos dimittimus debitoribus nostris,et ne nos inducas in tentationem,

sed libera nos a malo. Amen.


GRECO


RUMENO


Tatal nostru carele esti in ceruri, 

sfinteascase numele Téu.

Fie imparatiata facase voia Ta,

precum in cer si pre pamant,

painea noastra cea de toate zilele, daneo nova astazi, sine

iarta, gresalele noastre precum si noi iertam grescitilor nostri, 

si nu ne duse in ispita si ne isbaveste de cel rau.

Că a Ta este Împărăţia şi puterea şi slava, a Tatălui şi a Fiului şi a Sfântului Duh, acum şi pururea şi în vecii vecilor  Amin 


 Amin.



SLAVONICO


Отче наш, Иже еси на небесех, / да святится имя Твое; да приидет Царствие Твое; / да будет воля Твоя, яко на небеси и на земли. / Хлеб наш насущный даждь нам днесь. / И остави нам долги наша, / якоже и мы оставляем должником нашим. / И не введи нас во искушение, / но избави нас от лукаваго.

Священник: Яко Твое есть царство, и сила, и слава, Отца, и Сына, и Святаго Духа, ныне и присно, и во веки веков.




INGLESE

 

Our father, which art in heaven,

hallowed be thy name.

Thy kingdom come.

Thy will be done on earth as it is in heaven.

Give us this day our daily bread.

And forgive us our debts, as we forgive our debtors.

And lead us not into temptation,

but deliver us from evil. Amen.



 FRANCESE

 

Notre père, qui es aux cieux,

que ton nom soit sanctifié.

Que ton règne vienne.

Que ta volonté soit faite sur la terre comme au ciel.

Donne-nous aujourd'hui notre pain quotidien.

Et pardonne-nous nos offenses, comme nous pardonnons à ceux qui nous ont offensés.

Et ne nous induis point en tentation,

mais délivre-nous du mal. Amen.


TEDESCO

 

Vater unser in Himmel,

geheiligt werde Dein Name;

Dein Reich komme;

Dein wille geschehe, wie in Himmel so auf Erden;

unser tägliches Brot gib uns heute;

und vergib uns unsere Schuld,

wie auch wir vergeben unseren Schuldigern.

nd führe uns nicht in Versuchung,

sondern erlöse uns von dem Bösen. Amen.


SPAGNOLO

 

Padre nuestro, que estás en el cielo,

santificado sea tu Nombre;

venga tu reino;

hágase tu voluntad en la tierra como en el cielo;

da nos hoy nuestro pan de cada día;

perdona nuestras ofensas,

como tambien nosotros perdonamos a los que nos ofenden;

no nos dejes caer en tentación,

y líbra nos del mal.


PORTOGHESE

 

Pai nosso, que estás nos céus: santificado seja o teu nome.

Venha o teu reino.

Seja feita a tua vontade,

assim na terra, como no céu.

O pão nosso de cada dia nos dà hoje.

E perdoa-nos as nossas dìvidas,

assim como nós perdoamos aos nossos devedores.

E não nos induzas á tentação, mas livra-nos do mal. Amen


OLANDESE

 

Onze Vader,
die in de hemelen zijt,
Uw naam worde geheiligd.
Uw rijk kome,
Uw wil geschiede op aarde zoals als in de hemel.
Geef ons heden ons dagelijks brood,
en vergeef ons onze schuld,
zoals ook wij aan anderen hun schuld vergeven.
En leid ons niet in bekoring,
maar verlos ons
 van het kwade. Amen



POLACCO

 

Ojcze nasz,
któryś jest w niebie,
święć się imię Twoje,
przyjdź Królestwo Twoje,
bądź wola Twoja
jako w niebie, tak i na ziemi,
chleba naszego powszedniego daj nam dzisiaj,
i odpuść nam nasze winy,
jako i my odpuszczamy naszym winowajcom,
i nie wódź nas na pokuszenie,
ale nas zbaw ode złego. Amen.


UNGHERESE

 

Mi Atyánk,
aki a mennyekben vagy,
szenteltessék meg a te neved;
jöjjön el a te országod;
legyen meg a te akaratod,
amint a mennyben, úgy a földön is.
Mindennapi kenyerünket add meg nekünk ma;
és bocsásd meg vétkeinket,
miképpen mi is megbocsátunk
az ellenünk vétkezöknek;
és ne vígy minket kísértésbe;
de szabadíts meg a gonosztól. Ámen.


DANESE

 

Vor Fader, du som er i Himlene!
Helliget vorde dit navn;
komme dit rige;
ske din vilje
på jorden, som den sker i Himmelen;
giv os i dag vort daglige brød;
og forlad os vor skyld,
som også vi forlader vore skyldnere;
og led os ikke ind i fristelse;
men fri os fra det onde;
thi dit er Riget og magten og æren i evighed. Amen


SVEDESE

 

Vår fader, du som är i himlen.
Låt ditt namn bli helgat.
Låt ditt rike komma.
Låt din vilja ske,
på jorden så som i himlen.
Ge oss i dag vårt bröd för dagen som kommer.
Och förlåt oss våra skulder,
liksom vi har förlåtit dem som står i skuld till oss.
Och utsätt oss inte för prövning,
utan rädda oss från det onda.
Ditt är riket. Din är makten och äran i evighet. Amen


NORVEGESE

 

Fader vår, du som er i himmelen!
Helliget vorde ditt navn;
komme ditt rike;
skje din vilje,
som i himmelen, så og på jorden;
gi oss idag vårt daglige brød;
og forlat oss vår skyld,
som vi og forlater våre skyldnere;
og led oss ikke inn i fristelse;
men fri oss fra det onde.
For riket er ditt,
og makten og æren i evighet. Amen.


FINLANDESE

 

Isä meidän, joka olet taivaissa.
Pyhitetty olkoon sinun nimesi.
Tulkoon sinun valtakuntasi.
Tapahtukoon sinun tahtosi myös maan päällä niin kuin taivaassa.
Anna meille tänä päivänä jokapäiväinen leipämme.
Ja anna meille anteeksi velkamme,
niin kuin mekin annamme anteeksi velallisillemme.
Äläkä saata meitä kiusaukseen,
vaan päästä meidät pahasta. Aamen.


CECO

 

Otce nás, jenz jsi na nebesích,

posvet' se jméno tvé.

Prijd království tvé.

Bud' vule tvá jako v nebi,

tak i na zemi.

Chléb nas vezdejsí dej nám dnes.

A odpust' nám nase viny, jako i my odpoustime nasim viníkum.

A neuved' nás v pokusení, ale zbav nás os zlého. Amen.



SLOVACCO

 

Otce nás,
ktorý si na nebejiach!
Posvät' sa meno Tvoje;
prid k nám král'ostvo Tvoje;
bud' vólá Tvoja
jako v nebi, tak i na zemi!
Chlieb nás vozd'ajsi daj nám dnes,
a odpust' nám nase viny,
jako i my odpúst'ame nasim vinnikom;
a neuvvod' nás v pokusenie;
ale zbav nás od zlého. Amen.


SLOVENO

 

Oce nas, ki si v nebesibl,

posvceno bodi tvoje ime,

pridi k nam tvoje kraljestvo,

zgodi se tvoja volja,

kakor v nebesih tako na zemlij.

Daj nam danes nas vsakdanji kruh,

in odpusti nam nase dolznikom,

in ne vpelji nas v skusnjavo,

temvec resi nas hudega. Amen



CROATO

 

Oce nas,
koji jesi na nebesima,
sveti se ime Tvoje,
dodji kraljevstvo Tvoje,
budi volja Tvoja kako na nebu tako i na zemlji.
Kruh nas svagdanji daj nam danas
i otpusti nam duge nase,
kako i mi otpustamo duznicima nasim,
i ne uvedi nas u napast,
nego izbavi nas od zla. Amen.


SERBO

 

Oce nash,
izhe jesi na nebesjeh!
Da svjatitsja imja Tvoje;
Da pridet carstvije Tvoje;
Da budet volja Tvoja,
Jako na nebesi i na zemlji;
Hleb nash nasushni dazd nam dnes;
I ostavi nam dolgi nashja
Jakozhe i mi ostavljajem dolzhnikom nashim;
I nevovedi nas vo iskushenije;
No izbavi nas ot lukavago.
Jako Tvoje jest Carstvo i sila i slava,
Oca i Sina, i svjatoga Duha, ninje i prisno
i vo vjeki vjekov. Amen.


ALBANESE

 

Ati ynë, që je në qiell,
shejtnue kjoftë emni yt.
Ardhtë mbretnia jote.
U baftë vullnesa jote,
si në qiell ashtu në dhe.
Bukën tonë të përditshme epna ne sot.
E ndiejna ne fajet e mëkatet tona,
si i ndiejmë na fajtorët tanë.
E mos na len me ra në keq;
por largona prej gjith së keq.
Ashtu kjoftë.


TURCO

 

`Göklerdeki Babamýz,
adýn kutsal kýlýnsýn.
Egemenliðin gelsin.
Gökte olduðu gibi,
yeryüzünde de senin istediðin olsun.
Bugün bize gündelik ekmeðimizi ver.
Bize karþý suç iþleyenleri baðýþladýðýmýz gibi,
sen de bizim suçlarýmýzý baðýþla.
Ayartýlmamýza izin verme.
Kötü olandan bizi kurtar.
Çünkü egemenlik, güç ve yücelik
sonsuzlara dek senindir. Amen



AFRIKAANS 

 

Onse Vader wat in die hemele is,
laat u Naam geheilig word.
Laat u koninkryk kom.
Laat u wil geskied,
soos in die hemel net so ook op die aarde.
Gee ons vandag ons daaglikse brood,
En vergeef ons ons skulde,
soos ons ook ons skuldenaars vergewe.
En lei ons nie in versoeking nie,
maar verlos ons van die Bose.
Want aan U behoort die koninkryk en die krag
en die heerlikheid tot in ewigheid. Amen.



 







lunedì 19 ottobre 2020

Quando si parla di umorismo... (Bertolt Brecht, Dialoghi di profughi)



 

Quando si parla di umorismo, io penso sempre al filosofo Hegel. Il suo libro La grande logica lo lessi una volta che avevo i reumatismi e non potevo muovermi. È una delle più grandi opere umoristiche della letteratura mondiale. Tratta della maniera di vivere dei concetti, queste esistenze scivolose, instabili, irresponsabili; come s’insultano l’un l’altro e fan la lotta a coltello e poi si siedono a tavola insieme per la cena, come non fosse successo niente. Essi compaiono, per così dire, a coppie, ciascuno sposato col suo contrario, e le loro faccende le sbrigano in coppia, cioè firmano contratti in coppia, fanno processi in coppia, organizzano irruzioni e scassi in coppia, scrivono libri e fanno dichiarazioni giurate in coppia, e cioè come coppia completamente in disaccordo su ogni cosa. Ciò che afferma l’ordine, lo confuta subito, possibilmente nello stesso momento, il disordine, suo compagno inseparabile. Non possono vivere l’uno senza l’altro, né l’uno con l’altro.

Lo spirito, l’ironia di una cosa lui lo chiama la dialettica. Come tutti i grandi umoristi, egli diceva tutto con la faccia più seria di questo mondo. I più grandi sovversivi si definiscono allievi del più grande sostenitore dello stato! Tra parentesi, questo testimonia in favore del loro umorismo. Difatti, non ho mai visto un uomo privo di umorismo che capisse la dialettica di Hegel





          (Bertolt Brecht, Dialoghi di profughi)


https://francescodipalo.wordpress.com/2019/03/11/sulla-dialettica-hegeliana/

giovedì 1 ottobre 2020

Viandanti delle Nebbie




"Un viandante non è un viaggiatore. Non si limita a superare occasionalmente delle distanze, ma percorre degli itinerari, connota degli spazi. E dal momento che nemmeno è un pendolare, questi spazi, questi itinerari sono sempre diversi. Il viaggio è la sua vita, lo spostamento è la sua meta. Questo lo differenzia dal viaggiatore. Il viaggiatore parte, arriva, vede. Il viandante non parte, perché non ha luoghi o affetti da cui staccarsi, e non arriva, perché non ci sono affetti e luoghi a cui legarsi: e soprattutto non vede, ma conosce, non subisce l’alterità, ma è riconosciuto. Non avendo dimora, non è mai uno straniero. E di ogni contrada, naturale o ideale, può fare la sua patria, senza rinnegare la sua vocazione di apolide."(https://viandantidellenebbie.org/home/album-dei-viandanti/)


venerdì 25 settembre 2020

.Da HANNAH ARENDT, La banalità del male (Milano, Feltrinelli 1964).Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil



È anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie.

È una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s'interessa al male viene frustrato, perché non c'è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.